Superpartner
Inauguriamo una (speriamo duratura) collaborazione
con l'ottima webzine Love-less (www.love-less.splinder.com)
con questa intervista ai Leccesi Superpartner, del cui EP
"Microfilm" abbiamo detto molto bene qualche mese or sono.
Risponde Frabcesco Lanferdini, primo titolare del progetto.
L'intervista risale allo scorso agosto, quando la vocalist
Giorgia faceva ancora parte della band.
Francesco, per iniziare ci dici come vi siete conosciuti
tu e Giorgia e come sono nati i Superpartner?
Ci siamo conosciuti casualmente in spiaggia nell'estate del
2002. Una sera mi canto' una canzone e rimasi profondamente
colpito dal timbro della sua voce. I Superpartner sono nati
da un mio progetto nel novembre 2002, il mese in cui ho scritto
la maggior parte delle canzoni che sono poi finite sul demo,
anche se la nascita ufficiale è datata giugno 2003, mese in
cui abbiamo iniziato a diffondere le copie del cdR. Inizialmente
la mia idea era quella di coinvolgere nel progetto Matilde
e Gianluca De Rubertis degli Studiodavoli. Matilde ha registrato
le voci dei primi provini dei brani e abbiamo anche fatto
qualche prova in sala con l'aiuto di Osvaldo Piliego degli
Psychosun alla batteria e Gianluca Quarta al basso. Purtroppo
gli impegni discografici degli Studiodavoli e quelli di lavoro
di Osvaldo e Gianluca Quarta mi hanno costretto a cercare
altre persone con cui provare e sviluppare il progetto a tempo
pieno. Cosi' ho contattato Giorgia, memore della sua bella
voce, ed eccoci qua.
Before Superpartner? (vostre precedenti esperienze musicali?)
Giorgia ha diciannove anni ed è alla sua prima esperienza
in una band. Io ho ventisei anni e da quando ne avevo quindici
ho sempre suonato in qualche gruppo. Le esperienze piu' significative
le ho fatte con i Virus, un gruppo new wave nel quale suonavo
il basso che si è sciolto nel '97, e con i Nudicorpi, un gruppo
indie nel quale ho cantato e suonato la chitarra fino all'ottobre
2002.
Mi dicesti che fu Gianluca degli Studiodavoli a suggerirvi
il nome. ma il nome in sé che vuol dire? ^_^
Si', l'idea di chiamare il mio progetto "Superpartner" è stata
proprio di Gianluca De Rubertis. "Superpartner" è una canzone
degli Studiodavoli, diventata poi il loro primo singolo. Il
nome è venuto fuori una sera durante le prove di cui sopra.
Ricordo di aver visto la scritta "Superpartner" su un vecchio
organo di Gianluca, mi disse che si trattava di una batteria
elettronica. So che "Superpartner" ha anche qualcosa a che
fare con la fisica ma bisognerebbe chiedere a qualche esperto
del campo. Il nome comunque mi piace molto, al di là del significato.
Ha un bel suono, un ottimo impatto visivo e si ricorda facilmente.
Cosa è successo dall'uscita di "Microfilm" ad oggi?
Dall'uscita di "Microfilm" sono cambiate moltissime cose:
prima eravamo in due, non potevamo fare concerti e non avevamo
un posto in cui provare. Le canzoni nascevano nella mia camera
da letto e facevo tutto da solo con un gran dispendio di tempo.
Ora siamo in sei, abbiamo una sala prove tutta nostra, proviamo
costantemente due - tre volte alla settimana e ognuno cerca
di dare il proprio contributo musicale alle canzoni. Sono
nati molti brani nuovi , siamo riusciti a fare qualche concerto,
abbiamo partecipato ad Arezzo Wave approdando alle finali
provinciali e abbiamo da poco pubblicato il nostro sito web
ufficiale.
Si è mosso qualche discografico? Avete ricevuto qualche
proposta da qualche volenterosa indie?
No. E non ci siamo mossi neanche noi in quel senso perché
la formazione si è stabilizzata da poco.
Francesco, mi dicevi anche che state registrando dei pezzi
nuovi. in che direzione vanno? A quando un nuovo lavoro?
Abbiamo registrato qualche provino, credo che inizieremo molto
presto le riprese vere e proprie del nuovo lavoro. (sono quasi
finite nel frattempo. ndi. ) I brani nuovi, nella maggior
parte dei casi, sono stati sviluppati in sala prove, ci sono
canzoni in cui canto anch'io, c'è meno spazio per l'elettronica
(almeno per ora, nel disco sarà presente in piccole dosi ),
e i pezzi seguono percorsi differenti. Un po' come in "Microfilm",
non ci sarà una linea ben definita. C'è tanto materiale in
cantiere e non so ancora dirti quando sarà pronto il nuovo
cd, dobbiamo ancora pianificare tutto.
Giorgia,
è abbastanza imbarazzante ma. attualmente tra le voci femminili
di mia conoscenza in giro per la penisola la tua è quella
che amo di più (giuro su Morrissey). Quindi prima di abbandonarmi
ad una sviolinata tristissima mi piacerebbe sapere se c'è
qualche voce, anche del passato, che consideri in qualche
modo un modello per te (spesso per il tuo modo di cantare
mi hai fatto pensare alla cantante dei Cardigans. non se se
lo prenderai come un complimento o no.), poi vorrei sapere
se hai studiato canto e infine se ti viene sempre naturale
da subito cantare i testi di Francesco così come sono o ci
lavorate insieme, contribuisci anche tu alla versione finale
del pezzo, non so.
GIORGIA: Grazie, sei troppo buono. Mi piacciono molto i Cardigans,
è davvero un bel complimento! Non ho mai studiato canto, ho
sempre cantato a orecchio e non ho particolari modelli di
riferimento. Non ho una grande cultura musicale anche se adesso
sto conoscendo tanti nuovi gruppi. Riguardo il lavoro con
Francesco ti dico che all'inizio ero molto imbarazzata. Sono
molto timida e per me cantare un testo inedito è stata un'esperienza
nuova. Ricordo che quando ho registrato in studio ero terrorizzata!
Adesso affronto tutto con più serenità perché sto acquisendo
più sicurezza. Riguardo il contributo ai pezzi ti dico che
mi limito ad attenermi quanto più possibile all'idea della
canzone che ha Francesco, anche se a volte ci metto del mio.
Ad esempio "At early dawn" è una mia libera interpretazione
di un testo di Francesco.
Formazione musicale: qualche gruppo per voi fondamentale,
quelli che vi hanno fatto venir voglia di suonare.
I miei gruppi di riferimento quando ho iniziato a suonare,
nel '93, erano Litfiba, CCCP, Diaframma, Guns n' Roses. Poi,
sempre sulla stessa spiaggia di cui alla domanda 1, nel '95
ho conosciuto i Lula al completo e, fra partite a calcio e
lezioni di chitarra sulla sabbia, ho scoperto grazie a loro
tanti grandi artisti di cui ignoravo completamente l'esistenza.
La spiaggia è stata fondamentale per la mia formazione.
All Times Top 10... lo so, fa molto "Alta Fedeltà" ma la
sindrome di Nick Hornby colpisce anche i migliori (?ndr.)
e per conoscervi meglio mi incuriosirebbe sapere dei vostri
gusti in campo musicale, letterario e cinematografico.
Vediamo un pò... Questa è una domanda difficile. Ci provo,
ma in ordine sparso: 1. The Smiths "The Queen Is Dead"-2.
Beatles "Revolver"-3. Radiohead "Ok Computer"-4. Nirvana "Nevrmind"-5.
Pulp "Different Class"-6. Sonic Youth "Goo"-7. Suede "Coming
Up"-8. Cure "Seventeen Seconds"-9. Air "Moon Safari"-10. Smashing
Pumpkins "Mellon Collie And The Infinite Sadness". Ma non
ne sono sicuro... Sarebbe stato meglio fare una top 30 ! Riguardo
letteratura e cinema ti dico che non leggo tanto e vado al
cinema solo quando il budget me lo permette. Leggo quello
che mi capita tra le mani, non ho dei riferimenti precisi.
Tra gli ultimi autori che ho letto con estremo piacere e coinvolgimento
vorrei citare Wilde, Murakami, Yoshimoto, Sepulveda, Eugenides,
Camilleri. Riguardo il cinema, mi piacciono molto Kubrick,
Sofia Coppola, Ritchie, Boyle.
La scelta dell'inglese è legata solo al vostro gusto personale,
al suono, o c'è anche altro?
Premettendo che la pronuncia di Giorgia a me sembra da madrelingua
^_^ e le vostre canzoni mi piacciono un casino così, non avete
mai pensato alla possibilità di cantare in italiano? secondo
me un gruppo con la vostra originalità risalterebbe ancora
di più dalla attuale marmaglia.
Nei Nudicorpi scrivevo i testi in italiano. "Your Birthday"
è stata l'ultima canzone che ho scritto per i Nudicorpi ed
è nata col testo in italiano. Prima faceva cosi': "Disegnava
sulla sua pelle rosa forme, petali di una viola, ecc.". La
scelta di scrivere i testi in inglese è legata esclusivamente
a un fatto di estetica, di forma. Credo che l'inglese sia
molto piu' adatto alla musica dei Superpartner rispetto all'italiano.
L'inglese, nel nostro caso, è senza dubbio piu' musicale.
Scrivere in italiano significherebbe fare un lavoraccio sulla
scelta delle parole per una questione di metrica. Mi piacerebbe
molto scrivere anche qualche canzone in francese, è la lingua
che piu' mi piace in assoluto. Da piccolo ascoltavo i dischi
francesi dei miei genitori, la lingua francese è estremamente
sensuale! Purtroppo ho studiato solo l'inglese, dovro' prendere
lezioni di francese da mia madre. Non escludo comunque la
possibiltà in futuro di ritornare a scrivere qualche testo
in italiano.
Francesco, a cosa ti ispiri per scrivere i vostri testi?
Lo so che sembra un po' una domanda del cavolo tipo "scrivete
prima la musica o le parole", ma la sensazione che ho ricavato
leggendoli è che le situazioni trattate siano in realtà molto
complesse e coinvolgenti ,tuttavia tu cerchi di dipingerle
col minor numero di pennellate possibili (passamela.) la tua
sensibilità personale è mediata da altre suggestioni? Il taglio
a me sembra molto cinematografico a volte.
Scrivo dopo aver fumato oppio e bevuto assenzio. Scherzo!!!
In genere scrivo semplicemente quello che mi viene in mente.
Comunque, riflettendo, è proprio vero, alcune strofe sono
delle vere e proprie fotografie, dei flash, delle brevi riprese
di vita vissuta... Cerco di prendere ispirazione da quello
che mi succede nella vita di tutti i giorni. In ogni canzone
ci sono sia riferimenti autobiografici, sia storie romanzate.
Ci sono anche dei testi che fanno riferimento a due, tre o
piu' situazioni diverse, fra loro lontane nel tempo. Quasi
sempre scelgo le parole in base al loro suono mettendo il
significato in secondo piano. Sono molto romantico da questo
punto di vista. Non seguo uno schema ben preciso nella stesura
dei testi, posso partire da un'unica parola, da un giro di
parole, da un semplice gorgheggio. Cerco sempre di essere
diretto, di evitare giri di parole inutili. Mi piacciono le
cose essenziali. Pensa che il testo di una canzone nuova è
composto di sole cinque parole!
Come
è la situazione per i gruppi pugliesi? Il salento in particolare
mi sembra pieno di gruppi interessanti, alcuni davvero fantastici.
mi consigli di tornarmene giù al paesello per combinare qualcosa
con la musica? ^_^
E' proprio vero, la Puglia sta vivendo un periodo roseo per
quel che riguarda la musica. Conosco particolarmente bene
la scena musicale salentina e posso dirti che è in continua
crescita. A Lecce c'è stato un vero e proprio boom negli ultimi
tre - quattro anni, sono nati tanti gruppi, ci sono tanti
posti nuovi in cui si puo' suonare e i concerti sono molto
seguiti dal pubblico. Dobbiamo gran parte di questa crescita
ai ragazzi di un'associazione culturale, Coolclub, che sono
sempre al lavoro nell'organizzazione di concerti ed eventi.
Avete mai avuto la tentazione di trasferirvi altrove, più
vicini al giro che conta? (se conta.)
No perché ci troviamo benissimo nella dimensione in cui viviamo.
L'unica ragione per cui ci trasferiremmo altrove è l'enorme
distanza che ci separa dal resto d'Italia. Sicuramente un
gruppo del centro Italia incontra meno difficoltà rispetto
a noi nello spostarsi per andare in giro a fare concerti.
Noi impieghiamo tre ore solo per uscire dalla Puglia!
Premetto che non stimo particolarmente i critici musicali
e quelli italiani in particolare, anche perché penso abbiano
una gamma di riferimenti abbastanza miseri (tipo tirar fuori
i Sonic Youth appena c'è un po' di feedback, ecc.) ma detto
questo il termine "Stereolabico" vedo che impazza dove ci
siete voi o gli Studiodavoli. io conosco (credo) discretamente
bene le avventure degli Stereolab, ma, aiutatemi, che accidenti
vuol dire esattamente: Stereolabico?
A volte è indispensabile fare dei paragoni per descrivere
la musica di un gruppo emergente. Certo, c'è qualcosa nella
nostra musica che potrebbe ricordare alcune sonorità degli
Stereolab, ma in realtà siamo lontani anni luce dagli Stereolab
soprattutto per cio' che riguarda la struttura "canzone" e
gli arrangiamenti: i nostri brani sono molto piu' pop, meno
psichedelici, piu' immediati, piu' naif. Gli Studiodavoli
a mio parere sono decisamente piu' vicini agli Stereolab rispetto
a noi.
Che ascoltate in questo momento?
Francesco: in questo periodo sto ascoltando tantissimo Air,
Baustelle, Lotus, Rialto, Belle&Sebastian, Sigur Ros.Un mio
amico dj l'anno scorso mi ha passato molte raccolte di grandi
maestri come Piccioni, Umiliani, Trovajoli, Bacalov, Gazzani,
ecc. Le ascolto quando faccio il bagno. Ascolto anche tante
compilation che mi ragala una mia amica.
Giorgia: Beatles, Red Hot Chili Peppers, Oasis, Bob Marley,
Cardigans, Cranberries e le compilation che mi passa Francesco.
Covers ne fate? E nel caso quali?
Facciamo "Femme Fatale" dei Velvet Underground, "And I love
her" dei Beatles, "Here's where the story ends" dei Sunday.
Fiumani and us. ^_^
"Io amo lei" è stata la prima canzone che ho imparato a suonare
con la chitarra. Fiumani è uno degli artisti italiani che
piu' amo. Ha un'eccezionale capacità di trasmettere emozioni
e ha scritto delle canzoni bellissime. Non ho ancora ascoltato
"Volume 13", cerchero' di comprarlo appena sarà possibile.
Due anni fa, durante un suo concerto a Francavilla, guardandolo
negli occhi, feci davvero fatica a trattenere le lacrime sulle
note di "Beato me". Nel '98 fondai una cover band dei Diaframma,
ci chiamavamo "Viva Fiumani"!!! Ci siamo esibiti una sola
volta.
Che obiettivi vi ponete a breve e lungo termine?
A breve termine di fare un disco, a lungo termine di fare
molti dischi.
Che disco vorreste fare e chi vi piacerebbe avere in consolle?
(io qua una mezza idea l'avrei.)
Vorremmo fare semplicemente il nostro primo disco. In consolle
mi piacerebbe avere Amerigo Verardi, è una persona che ammiro
tantissimo.
Consigliateci qualche gruppo, magari vostro amico, che
vi piaccia particolarmente: avete la possibilità di fargli
uno spot.
Adoro gli Studiodavoli, al di là dell'amicizia. Li seguo da
piu' di due anni, ho visto tantissimi loro concerti e conosco
quasi tutte le loro canzoni a memoria. Mi hanno colpito particolarmente
i vincitori di Arezzo Wave di quest'anno, gli Skill, davvero
molto, molto bravi. Un altro gruppo che mi viene in mente
sono i Therese & Isabelle, li ho conosciuti quest'anno alle
selezioni di Arezzo Wave, fanno un post-rock molto elegante
e suonano benissimo.
Come reagisce il pubblico? Avete già dei fan affezionati?
Scene isteriche da Beatlesmania?
Abbiamo molti fans, tutti maschi, proprio non me lo spiego.
Visto che i talenti, per quanto nascosti, ci sono anche
qui da noi cosa pensi manchi all'underground italiano per
riprendersi in maniera decente e far uscire gruppi anche magnifici
dalla clandestinità quasi assoluta?
L'underground italiano risente della crisi che sta attraversando
l'intero mercato discografico. Un produttore, prima di puntare
e investire su un gruppo, deve fare i conti con l'economia.
La musica, come qualsiasi prodotto, si diffonde piu' facilmente
grazie alla pubblicità. Il problema è che produrre un disco
costa tanto, gli spazi pubblicitari costano tanto e non ci
sono ricontri nelle vendite perché i dischi costano troppo.
Secondo me l'unica soluzione è quella di abbassare i prezzi
dei cd, ne trarrebbero vantaggio i consumatori, i produttori,
la musica. So pero' che non è cosi' facile.
Antonio
Olivieri
(articolo già apparso su loveless
webzine, riprodotto per gentile concessione dell'autore.)
Links:
Superpartner Website: www.superpartneronline.com
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