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Shelflife Records
Cinquanta
dischi - e tutti meravigliosi -non sono cosa da prendere alle
leggera. E alla Shelflife hanno deciso di festeggiare alla
grande, con una raccolta (ne parliamo qui)
che celebra il lavoro di un'etichetta fondamentale per la
storia recente dell'indiepop e di tutti gli artisti che vi
hanno partecipato. Abbiamo approfittato dell'occasione per
fare quattro chiacchiere con Ed Shelflife (avrà anche
un nome vero, ma tutti lo conoscono così), fresco reduce
da un minitour americano con Radio Dept e Pipas.
La Shelflife sta per celebrare il suo cinquantesimo album.
Puoi fare un bilancio della vostra attività?
Abbiamo iniziato con una compilation intitolata "Whirl-wheels"
nell'agosto 1996. Ora, ad Agosto 2003, stiamo pubblicando
un'altra compilation, "You're still young at heart". Potremmo
scrivere un libro con tutte le cose che sono successe in questi
sette anni. E' stato un periodo splendido per la nostra etichetta
e speriano che ci attendano tempi altrettanto belli.
Come avete cominciato? Quante persone c'erano alla Shelflife
agli inizi e quante lavorano per l'etichetta adesso?
La Shelflife è nata nella mia stanza da letto con i due miei
migliori amici, Yuri e Laura (beh, non vivevano proprio nella
mia camera, eh). All'inizio eravamo un servizio di mailorder/distribuzione
oltre che una etichetta. Forse era una cosa un po' troppo
ambiziosa, ma eravamo giovani e abbiamo lavorato duro per
farla funzionare. Il nostro obiettivo principale era far conoscere
al pubblico americano tutti i migliori gruppi e le migliori
labels indiepop straniere. Dopo un po' di anni nel corso dei
quali abbiamo tenuto insieme le tre attività, abbiamo deciso
di concentrarci sull'etichetta, perché era la parte più remunerativa
(e divertente) per noi tutti.
Ora abbiamo un gruppo di persone associate alla Shelflife,
ma nessun vero "impiegato", a parte me stesso. Tutte le persone
coinvolte dedicano il loro tempo e la loro energia per il
solo scopo di far parte di Shelflife. Jon si occupa delle
masterizzazioni e della produzione del suono, Jill (Bliss)
dà una mano con l'artwork, Tony scrive la maggior parte dei
testi per il sito e Laura ci aiuta con l'editing e altri lavori
d'ufficio. E abbiamo interni che di tanto in tanto vengono
a darci una mano per diversi compiti. Alla fine, tutte le
operazioni dell'etichetta sono sotto la mia responsabilità
(oltre ad avere un impiego a tempo pieno).
Immagino
che un'etichetta come la tua nasca da una grande passione
per l'indiepop inglese degli anni 80. E' così? Avevi delle
band preferite?
Sì, sono un collezionista di oscuro guitar-pop - specialmente
quello di Liverpool degli anni 80. La prima etichetta della
quale mi sono innamorato è stata la Factory Records (dopo
aver sentito Joy Division e New Order): ho sempre amato l'estetica
di tutte le copertine dei loro dischi e in generale la loro
produzione musicale. Da lì ho scoperto altre etichette come
Zoo, Creation, Sarah, Subway, Pink, eccetera, e ho comprato
tutto quello che sono riuscito a trovare di ognuna di queste
labels (ah, il collezionista in me!). E in alcuni casi ho
comprato dischi in base alla copertina: è così che ho scoperto
i Ride, per esempio, mi piaceva molto la grafica dei loro
primi tre 12".
Quali sono le difficoltà nel gestire una piccola etichetta
indipendente oggi?
Direi che il mio problema principale sono i soldi. E' dura
avere un budget sufficientemente alto per fare ciò che vorrei
con l'etichetta. Vorrei poter pubblicare delle versioni in
vinile di tutti i nostri CD ed avere i soldi per mandare le
bands in tour tutto il tempo, ma per come stanno andando le
vendite negli ultimi anni, è impossibile avere abbastanza
soldi per poter fare tutto questo. Dall'altro lato tutte queste
limitazioni stimolano la creatività e ci spingono a trovare
nuovi metodi per fare le cose. E' così che abbiamo ideato
la nostra serie di CD-R: è un sistema facile e poco costoso
di pubblicare dischi di band che ammiriamo, e devo dire che
è stato un bel successo.
Come scegli le band da pubblicare? Ti basi interamente
sui tuoi gusti?
Sì, direi che mi baso quasi esclusivamente sui miei gusti.
Dal momento che l'etichetta è ancora un "prodotto d'amore",
tendo a concentrarmi sulle cose che reputo più importanti
e meritevoli di pubblicazione. Un altro aspetto importante
per me è quello di lavorare solo con persone che hanno idee
simili alle mie, e che amano l'indiepop quanto me. Non importa
quanto può essere bella la musica, ho scoperto che lavorare
con le "rockstar" è disastroso sia per la Shelflife che per
la band in questione.
Quali sono i vostri mezzi di promozione? E quanto è importante
Internet per il vostro business?
Promuoviamo la nostra musica attraverso gli stessi canali
delle altre etichette (radio, giornali, negozi, ecc...). Cerco
di sfruttare al massimo la rete: il sito Shelflife è molto
vasto e contiene un sacco di informazioni. Vendiamo tutti
i nostri dischi direttamente dal sito, la maggior parte delle
volte prima di darli alle distribuzioni. Usiamo parecchio
le mailing list, sia la nostra che la indiepop list. Credo
che la gente le trovi utili per tenersi informata su quanto
succede nell'ambiente.
Qual è la tiratura tipica delle vostre pubblicazioni?
Di questi tempi 1000 copie per ogni disco, ma a volte arriviamo
a 2000.
Credi che il file-sharing stia incidendo anche sulle vendite
delle piccole etichette?
Sì, direi che è uno degli aspetti del calo di vendite. Non
fraintendermi, non sono contro il file-sharing, credo sia
un ottimo strumento per far conoscere la musica di un gruppo,
ma vorrei che dopo aver ascoltato le canzoni la gente vada
a comprare i dischi.
La cosa migliore
della scena indiepop è il network internazionale che si è
venuto formando intorno ad essa: un nutrito gruppo di persone
che condivide l'amore per l'indiepop e si scambia consigli.
Quanto avvertite il supporto di questa "rete"?
Amo il network "pop". La cosa migliore è quando vai in qualche
paese straniero: ti fai istantaneamente degli amici.
Avete da poco pubblicato il diso dei Radio Dept. negli
USA. Questo vuol dire che la Shelflife distribuirà altri dischi
Labrador in America o si è trattato di un caso isolato?
Siamo da sempre in buoni rapporti con la Labrador ed era parecchio
che volevamo lavorare con loro. Quando ho sentito i Radio
Dept, sapevo che era un gruppo che faceva per noi. Per quanto
riguarda le licenze in generale, abbiamo lavorato a qualche
progetto con Jabalina ed Apricot, ma preferiamo concentrarci
sulle nostre pubblicazioni in questi giorni.
Cosa ne pensi dell'attuale scena indiepop?
Credo che stia per fiorire nuovamente. Ci sono così tante
ottime band provenienti dalla Svezia in questi giorni, ed
anche dalle Filippine.
Cosa ci dobbiamo aspettare dalla Shelflife per l'autunno?
Ho sentito voci su una prossima raccolta di singoli dei Free
Loan Investmens...
Quelle voci sono in giro da sempre. La raccolta è ancora nella
nostra lista di pubblicazioni future e speriamo che un giorno
vedrà finalmente la luce.. abbiamo avuto il piacere di vedere
dal vivo i free loan investments alla Pop Holiday di San Francisco
e sono davvero una delle band più meravigliose in circolazione.
Se avete la possibilità di vederli suonare dal vivo, non esitate!
E' una parola, Ed.
Salvatore
Links:
Shelflife Records: www.shelflife.com
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