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Il nome è preso in prestito da un album di Elvis Costello, il dominio internet è inglese, ma i This Year's Model sono una band tutta svedese nata per volotà di Niklas Gustafsson, già leader degli Higher Elevations e titolare dell'etichetta But Is It Art? che ha assemblato una sorta di supergruppo pop attorno a quello che era nato come un progetto solista.
Insieme a Ylva Lindberg (anche nota come Friday Bridge), Henrich Stromberg e Mattias Svensson (Morons), Niklas ha pubblicato un EP introduttivo alla fine del 2005 e l'album d'esordio della band nel 2007, entrambio per Marsh-Marigold.

 

 

 
 

Discografia:

The clock strikes ten (Marsh-Marigold, 2007)

Sito Ufficiale:
www.thisyearsmodel.co.uk

 
 

 

 
 

The Clock Strikes Ten
(Marsh-Marigold, 2007)

 
 

Il progetto dell'attivissimo Niklas Gustaffson, con amici ed Ylva Lindberg/Friday Bridge a sostegno, approda al primo album e trova ospitalità alla tedesca Marsh-Marigold, la crema dell'aristocrazia pop europea.
E non è difficile comprenderne il motivo: "The Clock Strikes Ten" è un lavoro straordinariamente curato, ricco di spunti di interesse ancor prima di venire inserito nel lettore: l'elegante booklet, curato dall'imprint Une Esthétique Nouvelle (ancora Ylva) contiene tre gustose storie a tema firmate da Dickon Edwards (Fosca), Jessica Griffin (Would-Be-Goods) e Vic Godard, e tra i collaboratori musicali si trovano i nomi di Louise Weibull (Don't be a stranger) e del buon vecchio Bid (Monochrome Set e Scarlet's Well, che ve lo dico a fare?).
Ma è la musica che importa, no? E se l'EP anticipatore di un anno e mezzo fa non metteva sufficiente carne al fuoco, "The Clock Strikes Ten" prova a costruire una faticosa identità di gruppo tradendo solo a sprazzi la gioventù e la precarietà dell'ensemble svedese.

La scrittura di Niklas perde alcuni dei tratti powerpop che caratterizzano la musica degli Higher Elevations ma rimane sostanzialmente identificabile: è musica che nella sua ansia di comunicare smarrisce le caratteristiche di perfezione melodica proprie del pop svedese e si propone senza filtri all'ascolto. Ma "Birthday Letters", accesamente melodica, circondata da chitarre e da una ritmica corale è probabilmente la più catchy delle canzoni scritte dal nostro, e l'intensità della quasi title-track "Ten O'Clock Murder" richiama - senza voler essere blasfemi - quella desertica dei Triffids, trascinata sulle meno desolate coste svedesi.
Si procede in questo modo, attraverso esercizi di pop più o meno sgangherato che reminiscono gli anni 80 ("Age - Getting Over It Properly") e giocano intenzionalmente con tempo e ritmo allo scopo di destabilizzare la solarità del pop svedese, ma l'elemento di novità rispetto al passato è il maggior coinvolgimento di Ylva, che mette la firma su sei pezzi insieme a Niklas e ne aggiunge due tutti suoi - già incisi sotto l'egida Friday Bridge - in forma di cover corali che risultano tra le cose migliori del disco. In "The Postcard" il merito è soprattutto di Niklas, che fornisce una notevole performance vocale riuscendo ad aggiungere uno strato di necessario pathos alla graziosa eleganza dell'originale. "I Think The Snow Saved Me" è invece riproposta in versione sostanzialmente fedele all'originale (ascoltato sull'EP "2") e mantiene la sua essenza sintentica raddoppiando le voci ed offrendo una resa emotiva completamente rinnovata. Cosa che fa su altri versanti la nuova "I Am My Best Friend's Acquantaince" che gioca sui temi classici tanto cari a Friday Bridge.

E così l'album di TYM, combattuto tra leggiadrìa improvvisa e pop sgraziato in maniera tanto pervicace da non accettare una descrizione univoca, rimane un oggetto misterioso, a tratti sgradevole e in altri assolutamente sublime. Ma il compito più importante - mostrare le potenzialità di un progetto e di un sodalizio tra i più interessanti partoriti dalle fertili lande Svedesi in epoca recente - lo svolge a meraviglia.

Salvatore