Archivio Recensioni:

#

 

A

 

B

 

C

 

D

 

E

 

F

 

G

 

H

 

I

 

J

 

K

 

L

 

M

 

N

 

O

 

P

 

Q

 

R

 

S

 

T

 

U

 

V

 

W

 

X

 

Y

 

Z

 

v/a


Qualche anno dopo aver concluso l'esperienza Heavenly, Amelia Fletcher e Rob Pursey (da qualche anno marito e moglie) approdano alla K records di Calvin Johnson, e ribattezzandosi Marine Research pubblicano "Songs from the Gulf Stream", più elaborato strumentalmente rispetto ai precedenti lavori ma ugualmente accogliente sul versante melodico. In seguito all'abbandono di due membri, il gruppo si ribattezza Tender Trap per un album di pop songs prive di cori e refrains, e maggiormente votato all'elettronica. Film Molecules è uno dei migliori album pop del 2002 e canzoni come "Face of 73" e "Chemical Reaction" dimostrano che le capacità di songwriter di Amelia e soci non sono mai venute meno.

 

 

 
 

Discografia:

Film Molecules (K, 2002)
Six Billion People (Fortuna POP, 2006)

Sito Ufficiale:
listen.to/tendertrap/

 
 

 

 
 

Six Billion People
(Fortuna POP, 2006)

 
 

Album bicolore, "Six Billion People" ricomincia da dove "Film Molecules" si era interrotto. Rosso è il segno delle correzioni fatte dalla maestrina Amelia, che lo conducono sempre più lontano dalla breve esperienza dei Marine Research (un tentativo di crescita al quale la band non ha mai creduto troppo) e in ancor più stretta intimità con l'Heavenly-sound degli anni 90, che poi è il manifesto programmatico del tweepop post-C86; confina l'elettronica nell'angolo più lontano e restituisce il focus alle chitarre, cominciando frizzante per terminare riflessivo. L'altro colore è il rosa, come il fiocco sulla culla di Ivy, secondogenita della coppia Amelia-Rob che ha costretto i due fantagenitori a ritagliare questo disco tra gli ingombranti impegni familiari. Quasi di conseguenza, "Six Billion People" è un album di indiepop adulto, bello e posato, filtrato da una maturità serena ed acquisita senza sussulti. Le intuizioni melodiche si concentrano in forme più organizzate che mai, e si sviluppano in maniera persino sottile nell'esemplare singolo "Talking Backwards" - senza dubbio il top della produzione recente della band - ed altrove senza soluzione di continuità: squarciando un velo sottile di malinconia casalinga ("Inuit Beauty Queen"), sopravvivendo alle inedite rudezze di "Applecore", accomodandosi sul divano alla fine di una giornata faticosa ("Dead and Gone") giusto un attimo prima di spegnere le luci. "Six Billion People" sottrae definitivamente i Tender Trap all'adorazione dei loro figliocci e li mette in una categoria a parte che non è ancora quella dei dinosauri. Per certi versi un processo affine a quello degli ultimi lavori dei Would-Be-Goods; ma se Jessica Griffin continua ad essere una benevola ed aristocratica signora inglese, Amelia è quella zia un po' pazza che adorate alla follia.

Salvatore


 
 

Film Molecules
(K, 2002)

 
 

Visino affilato e voce sottile, Amelia Fletcher da Oxford ha attraversato in punta di piedi un ventennio di musica pop: la sua militanza in formazioni venerate come Talulah Gosh ed Heavenly non l'ha indotta a vivere di ricordi, tanto più che l'esperienza di queste band è proseguita senza soluzione di continuità nei Marine Research. che con 4/5 della line-up degli Heavenly (mancava solo Matthew Fletcher, il fratello di Amelia scomparso nel 1996) hanno inciso l'ottimo "Songs from the Gulf Stream" nel 2000, ed approda ora ai Tender Trap, che altro non sono che i Marine Research meno il chitarrista Peter Momtchiloff e la tastierista Cathy Rogers. Inevitabile quindi che la direzione musicale sia la medesima, anche se "Film Molecules" è indiscutibilmente un lavoro più vario ed ispirato del precedente, che esplora con gusto filologico ogni tendenza pop degli ultimi tre lustri e la aggiorna al linguaggio elettronico: senza smanie di strafare i tre Tender Trap hanno estratto l'essenza dell'indie-pop dagli anni 80 ad oggi reinterpretandola per chitarra, basso e melodica, con una esuberanza chitarristica a stento tenuta a freno, un gusto impareggiabile per le melodie e l'incredibile voce di Amelia, che suona ancora come quella di un'adolescente nonostante tutta l'acqua passata sotto i ponti.
Rinunciando al batterista (le percussioni sono rigorosamente elettroniche e curate dal bassista DJ Downfall) i Tender Trap porgono alle orecchie un eclettismo capace di spaziare dal guitar-pop alle distorsioni, dal C86 all'elettropop, e fanno tutto già nell'arco dei primi quattro pezzi: "Fin" è una matassa di distorsioni, elettronica e chitarre sporche, "Oh Katrina" è la perfetta pop-song, su un giro di chitarra che ha la consistenza (anche adesiva) del chewingum e voci sovraincise con refrain e coretti, "That Girl" una malinconica ballad per arpeggi elettroacustici e "Face of 73" puro electropop anni 80 condito da beatbox, tastierine e la voce che asseconda un ritornello delizioso. C'è quanto basta per conquistare alla causa dei Tender Trap anche il più smaliziato indie-popper, ma non sono questi i soli gioielli del disco: "Chemical Reaction" riempie l'aria di guitar-pop frizzante ed infettivo, "Brown Eyes" la illumina di malinconie sixties affidandosi interamente alla voce della Fletcher, e nella swingante "Love is red/green" arriva persino Calvin Johnson a dare una mano con i suo accordi zoppicanti e il vocione tenebroso. Per mettere tutto nella giusta prospettiva: è probabile che i Tender Trap non faranno mai proseliti al di fuori degli appassionati di melodie futilissime e pop dolcificato (e se non siete del gruppo citato non fate nemmeno caso alle 4 bombe che vedete qui a sinistra: non è roba per voi), ma è indubbio che nel limitato spazio della scena tweepop Amelia & Co. siano di livello superiore. La differenza tra i Tender Trap e le centinaia di gruppi che affollano la scena sta tutta in questa semplice verità: loro sono il prodotto originale, gli altri lo imitano.

Salvatore