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Antti Korpinen e Roope Niemelä
(anche membri a tempo pieno della metal/rock band Manifold
Object) sono i Subaudition, duo Finlandese di musica liquida
ed atmosferica, compagni d'etichetta dei connazionali e capiscuola
Tenhi. Da non confondere con l'omonima band americana.. |
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Fanno musica liquida
i Subaudition: la superficie apparentemente uniforme in continuo
e armonico movimento non permette ad alcun corpo estraneo di perturbare
il suo moto per più di pochi secondi. Si lascia riscaldare dalle
correnti, ospitale ma misteriosa. Anche se Antti Korpinen e Roope
Niemela, i due ragazzi finlandesi titolari del progetto, preferiscono
descriverla in forma solida (ghiaccio, osservato nel momento in
cui prende in considerazione la possibilità di tornare ad essere
acqua), i movimenti che agitano la loro barca sono inequivocabili
e continui, tanto che un'esposizione eccessiva può provocare il
mal di mare.
Esploratori sonici mai troppo audaci, i Subaudition si dedicano
alla costruzione di ecosistemi nei quali sistemare composizioni
costruite solo da chitarre e tastiere, ché una batteria non avrebbe
posto in simili ambienti. Musica di lente tessiture acustiche per
profondità marine, dove la luce giunge debole e con difficoltà,
introspettiva al punto da far scaturire le proprie suggestioni dalla
visione periferica dell'ascoltatore anziché esplicitarle, ma senza
gettarsi a fondo nella materia liquefatta come altri più temerari
esploratori sonici, pure referenziati dalla band (Godspeed, Sigur
Ros). Per i suoi accenti gotici e l'ambizione che la anima, sarebbe
il tipo di musica apprezzata da metallari in pausa di riflessione,
eppure la serafica costruzione dei pezzi e la profonda consegna
vocale di Korpinen portano talvolta alla mente i primi lavori solisti
di David Sylvian ("A Golden Staircase" highlight del disco
per suggestioni, atmosfera e comunicatività), tentato dallo sperimentalismo
ambient ma ancora troppo legato alle forme rock/pop per liberarsene.
Ed è forse l'unico fallimento del duo dover constatare il proprio
trionfo nel momento più visibilmente aperto dell'album, quello in
cui le armonie salgono in superficie a respirare l'aria illuminata
dalla luna e vi restano il tempo sufficiente per costruire un irresistibile
crescendo (e prog-ressivo) emotivo che marchia a fuoco l'album e
finisce per oscurarne i recessi più ambiziosi - e noiosi. Da evitare
nelle giornate di sole.
Salvatore
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