Archivio Recensioni:

#

 

A

 

B

 

C

 

D

 

E

 

F

 

G

 

H

 

I

 

J

 

K

 

L

 

M

 

N

 

O

 

P

 

Q

 

R

 

S

 

T

 

U

 

V

 

W

 

X

 

Y

 

Z

 

v/a

L'ultimo e più duraturo progetto di Gregory Webster dei Razorcuts, gli Sportique sono una collaborazione tra membri di più band: Mark Flunder dei Television Personalities, Amelia Fletcher e Rob Pursey degli Heavenly (e Marine Research, e Tender Trap) si uniscono al leader per produrre una miscela di pop e art-punk che guarda tanto alla new wave quanto ai Buzzcocks, ma senza far mai venir menola loro sensibilità pop.

 

 

 
 

Discografia:

Black is a very popular colour (Matinée, 1999)
Modern Museums (Matinée, 2001)
Communiqué no.9 (Matinée, 2003)

 
 

 

 
 

Communiqué no.9
(Matinée, 2003)

 
 

A Mr. Gregory Webster (già alla guida dei Razorcuts) la banalità non piace. E non gli piace nemmeno ripetere troppo a lungo le stesse cose, se è vero che ogni nuovo album degli Sportique è a suo modo unico. Come un sasso lasciato cadere in acqua produce schizzi in ogni direzione, il supergruppo di Webster, Flunder, Amelia e Rob non si accontenta di ignorare le regole dell'indiepop ma ci gira continuamente intorno, in una giostra di citazionismo intelligente e sempre terribilmente orecchiabile. Anche in questo Communiquè N.9, miniLP che segue a ruota l'album "Modern Museum", il loro art-pop punkizzato (o è art-punk pop-pizzato?) brucia letteralmente di energia in otto brani che si consumano in diciassette minuti e citano a memoria la new wave (Arthouse Cinemas), gli Undertones (Angry Street), fanno cantare Johnny Rotten con i Buzzcocks (l'inciso di "Other people's girlfriends" è impressionante per somiglianza vocale) e Brian Setzer con i Damned (StereoType). Tutto avviene a 100 all'ora, in un lavoro impostato liricamente sulla scomparsa dei movimenti artistici radicali degli anni 60/70 e che però offre consigli antiradicali alle giovani bands in "Tips for artists who want to sell records" ("non volete mica lavorare per vivere, giusto?"), e conclude il tutto con la trascinante pop-wave di "Requiem for the avant-garde" accesa di ritmi irresistibili. Unico problema: finisce tutto proprio quando state cominciando a divertirvi, ma vedrete che Mr. Webster non si farà aspettare troppo a lungo.

Salvatore