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L'ultimo e più duraturo progetto
di Gregory Webster dei Razorcuts, gli Sportique sono una collaborazione
tra membri di più band: Mark Flunder dei Television Personalities,
Amelia Fletcher e Rob Pursey degli Heavenly (e Marine Research,
e Tender Trap) si uniscono al leader per produrre una miscela
di pop e art-punk che guarda tanto alla new wave quanto ai
Buzzcocks, ma senza far mai venir menola loro sensibilità
pop.
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A Mr. Gregory Webster (già
alla guida dei Razorcuts) la banalità non piace. E non gli piace
nemmeno ripetere troppo a lungo le stesse cose, se è vero che ogni
nuovo album degli Sportique è a suo modo unico. Come un sasso lasciato
cadere in acqua produce schizzi in ogni direzione, il supergruppo
di Webster, Flunder, Amelia e Rob non si accontenta di ignorare
le regole dell'indiepop ma ci gira continuamente intorno, in una
giostra di citazionismo intelligente e sempre terribilmente orecchiabile.
Anche in questo Communiquè N.9, miniLP che segue a ruota l'album
"Modern Museum", il loro art-pop punkizzato (o è art-punk pop-pizzato?)
brucia letteralmente di energia in otto brani che si consumano in
diciassette minuti e citano a memoria la new wave (Arthouse Cinemas),
gli Undertones (Angry Street), fanno cantare Johnny Rotten con i
Buzzcocks (l'inciso di "Other people's girlfriends" è impressionante
per somiglianza vocale) e Brian Setzer con i Damned (StereoType).
Tutto avviene a 100 all'ora, in un lavoro impostato liricamente
sulla scomparsa dei movimenti artistici radicali degli anni 60/70
e che però offre consigli antiradicali alle giovani bands in "Tips
for artists who want to sell records" ("non volete mica lavorare
per vivere, giusto?"), e conclude il tutto con la trascinante
pop-wave di "Requiem for the avant-garde" accesa di ritmi irresistibili.
Unico problema: finisce tutto proprio quando state cominciando a
divertirvi, ma vedrete che Mr. Webster non si farà aspettare troppo
a lungo.
Salvatore
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