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Nata in California nel 1995
come etichetta e mailorder, la Shelflife si è gradualmente
affermata come una delle label di riferimento in ambito indiepop.
Trasferitasi a San Francisco, da dove opera dal 2001, ha un
catalogo ricchissimo e prezioso che ha visto accumularsi negli
anni dischi di band come Majestic, Autocollants, Acid House
Kings, Arrogants, Crooner, Free Loan Investments, con un'opera
di divulgazione mirata soprattutto alla diffusione del miglior
indiepop europeo negli Stati Uniti ed alla continua scoperta
di nuovi acts. Una politica di qualità che ha reso la Shelflife
una delle label più affidabili del settore. In epoca recente,
l'etichetta ha inaugurato la "CD-R Series", una collana di
EP a basso prezzo masterizzati su CDR, con ottimi risultati.
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Attenzione:
in questa recensione potrebbero comparire alcune frasi usate per
recensire la raccolta gemella
Matinée, ma vi assicuriamo che si tratta di due scritti diversi.
Sentire diciannove artisti Shelflife che coverizzano diciannove
canzoni Shelflife è una cosa strana, e in fondo nemmeno troppo particolare
data l'affinità stilistica dei gruppi approdati alla label di San
Francisco. Ma se nomino Brideshead, Free Loan Investments, Souvenir,
Shermans, California Snow Story, Majestic, qualcuno di voi è in
grado di resistere? Nei solchi di "You're still young at heart",
raccolta celebrativa per la cinquantesima pubblicazione Shelflife,
si susseguono senza sosta 19 meraviglie pescate da un catalogo ricchissimo
che dal 1996 ad oggi ha riservato innumerevoli delizie agli appassionati,
e che festeggia nel migliore dei modi l'incondizionato amore di
Ed Shelflife (lo chiamano tutti così) per l'indiepop. Se volete
saperne di più l'intervista è qui,
per intanto eccovi dieci ragioni dieci per amare "You're still young
at heart".
1. Per sentire Laura Watling che con una chitarra e un tamburello
rifà i Castaway Stones e suona esattamente come i primissimi Lush
(meno il feedback).
2. Per la bellissima copertina che allinea le coste di buona parte
delle prime 49 pubblicazioni Shelflife, anche se accorgendovi di
non averne nemmeno la metà vi vergognerete un po'.
3. Per ritrovare dopo tanto tempo Den Baron che si scatena con chitarre
e tastierine su un oscuro pezzo degli One Night Suzan (dal primo
album Shelflife, nientemeno).
4. Perché non lo diciamo mai, ma gli ateniesi Crooner sono proprio
un bel gruppo, qui coverizzato ben due volte e tutte e due alla
perfezione: dai Brideshead in versione trombettara con "Love makes
the sun shine bright" e dai meravigliosi Soft Pillow Kisses che
ricoprono di soffici meraviglie vocali "Over The Rainbow".
5. Perché è sempre bello sentir rivivere i Brittle Stars, una delle
band che chi scrive rimpiange di più, nelle note dei California
Snow Story (una dolcissima, magica riedizione di "This Trip") e
degli sconosciuti Sweetling che arpeggiano delicatamente su "you
went in phases".
6. Perché ogni pretesto è buono per ascoltare un nuovo pezzo del
gruppo tweepop più magnifico del mondo: i Free Loan Investments
che qui riprendono gli Shermans, con Amanda che assottiglia all'inverosimile
la voce e quasi la nasconde nel mix.
7. Per sentire i Majestic tornare finalmente quelli di una volta
e condire di straordinari violini in fiore "Before I Came" dei Club
8.
8. Perché anche se i Souvenir non fanno un gran lavoro con la versione
strumentale di "Rollerskate" (Call
& Response), potete sempre consolarvi con l'originale e accorgervi
che proprio non c'era verso di avvicinarlo.
9. Perché oltre alle dolcezze assortite, le indiepop bands possono
fare disco-soul (!) come i Charming su "I was wrong dei Majestic"
e soul-disco(!) come i Simpàtico su "Downtown" dei... beh, dei Charming,
ovvio.
10. Perché l'indiepop è uno stile di vita. Ed ogni singolo disco
Shelflife lo ribadisce, ma nessuno lo fa bene come questo. E perché
al prezzo di un EP non troverete davvero nulla di meglio quest'anno.
Non ho altro da aggiungere, ma forse il mio stereo sì: da quando
ha assaggiato "You're still young at heart" è come se sorridesse.
Salvatore
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