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Casinisti ed entusiasti,
gli inglesi retro Spankees sono una delle tante filiazioni
ibride di punk e pop, che preferiscono due minuti e mezzo
di anarchia musicale alla semplice pop song: urla sconnesse,
chitarre agitate, caos e melodie gli ingredienti dell'intruglio.
Sono in quattro, rispondono ai nomi di Charlie, Jo, Josh e
Rob ed esordiscono su Kooky nel 2005 con un singolo e l'anno
successivo con un album. |
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Questo è il suono
di mille soldatini di piombo che fanno il pogo su una canzone dei
Bis, una festa di compleanno durata troppo a lungo, la musica pop
che supera i suoi limiti e non si preoccupa più di forma e sostanza,
ma soltanto di saltare, e saltare.
Retro Spankees suonano indie frenetico, ubriaco, senza la spontanea
cerebralità dei Bearsuit ma con un impatto molto più fisico, ruvido
come un gruppo punk chiuso in una stanza e costretto ad ascoltare
bubblegum pop per un anno intero. Sintesi acuta e pungente di melodia
e caos, "I know you are, but what am I?" è l'eccitazione di un bambino
al momento in cui sente pronunciare la prima parolaccia, mischia
l'innocenza del rock primordiale alla più ingenua materia indie,
lasciandoci a ricordare la coralità dei Chumbawamba privata di ogni
messaggio politico, il puro menefreghismo indie dei Boyracer, le
urla dei Pavement di No Life Singed Her con molto più senso dell'umorismo.
Un insignificante stadio dell'evoluzione pop, da collocare dopo
Help She Can't Swim e prima dei Bearsuit.
"Cha cha cha!" esplodono dai cori di "Out Like One", chitarre
attaccano con intenzioni groovy e si assottigliano in timide imitazioni
punk, grovigli di riff prendono vita e si spengono per autosoffocamento,
sirene e tamburelli si contendono il microfono; "The Terror Of Bruges"
è un racconto dell'orrore per voci bianche e frenesia rockandroll,
"Turf Not Tarmac" un tango rockelettronico con collasso finale,
"Pickin' Flies" uno spettacolare costrutto di chitarre Libertines
e fitri vocali ad otto bit presi a calci da un gruppo di ragazzine
punkabbestia, e il singolo "My Sonic Driver" riesce persino a travestirsi
- una volta su undici - da pop song completa di refrain, bridge,
e coro sormontato dall'inevitabile caos.
Ovviamente i Retro Spankees esagerano, e non riescono a fare un
disco sopportabile dall'inizio alla fine. Troppo poco serio per
meritarsi l'attenzione che brama, "I Know." non può essere ammirato
a mente lucida: è necessario lasciarsi travolgere, osservarlo dall'interno
e possibilmente senza raziocinio. Chi non è disposto a tanto
lo trascuri senza indugio.
Salvatore
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