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Nedelle Torrisi è nata a
Vacaville, Nord California.
Oltre a comporre e a cantare è anche polistrumentista (suonando
chitarra, organo, piano e violino) cresciuta in una famiglia
di musicisti jazz.
Assieme a Jordan Darlymple (alla battera e all'organo) gestisce
il progetto Nedelle, con l'aiuto di altri amici come Shayde
Sartin e Zack Proto che si alternano al basso, e David Copenhafer
chitarrista aggiunto.
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Dopo le piacevoli didascalie
bossa a'la Marine Girls e Tracey Thorn, sull'esordio "Republic of
two" del 2003 e "Summerland" del 2004 (realizzato assieme al musicista
e sound-engeneer Thom Moore), la tenera polistrumentista californiana
Nedelle Torrisi torna, notevolmente maturata, nella scuderia della
mitica eclettica Kill Rock Stars, forte d'uno stile ben valutato,
mantenendo assieme natali liberi e viandanti.
Nedelle la devota si nutre ancora della memoria di giornate trascorse
coi vinili paterni, ma in più sa come rubar con gli occhi mestiere
e apparenze a Joanna Newsom, Ani DiFranco o Diane Cluck, o al Mccartney
del primo periodo post-Beatles.
Note di corde sollevano toni disinganno e mestizie, spoglie o a
volte accese da cadenze d'arco o fiati. E sbocciano innanzi a noi
piccoli, luminosi capolavori di interpretazione e di arrangiamento
come "tell me a story", "blundering wood", "oh, no!", "our little
selves" accesa di rapinosi toni verdeoro, "good grief" piccolo capolavoro
di due minuti ove lo spirito torna a immergersi in quell'"Eden"
ideale, con le sue sterzate a'la Laura Nyro, e l'inviolata, maccartiana
"world warrior".
Il pathos si immerge e si stempera in sensi di dolcezza, ma non
scolora. Dolci strofinii di leggiadri cori femminili e stasi di
suadente e soave grazia giungono all'orecchio in punta di strumento.
Nedelle Torrisi diventa così l'anima candida di Kill Rock Stars.
Genera continuamente climi di serenità riconoscendosi prontamente,
più che cercare ipocritamente identità altrui agitando angosce e
tristezze che non possiede, solo per tacer dell'etichetta cantautorale.
Una giovane interprete sempre molto piacevole, che affascina veder
crescere.
Fabio
Delizioso piccolo album per
questa nuova formazione californiana di Sacramento.
Un pop tenue, con smaglianti venature soul avvicina ai primi
Everything But The Girl e Carmen.
Un'idea aggiunta di bossa, l'atmosfera amatoriale (ma non trascurata)
e la strumentazione vintage tipica di questi tempi rende
pressoché inestimabile quest'incontro di mezzo autunno.
La gracile Nedelle possiede un timbro non alto ma intenso e coinvolto,
un'interpretazione sobria che evoca un'idea spasimante, di malinconia
e di sottile misteriosa inquietudine.
Una familiarità con Ella Fitzgerald, Shirelles e Tracey Thorn, è
stato notato.
Republic Of Two è un'esordio toccante, composto di undici
panneggi en plein air di durata spesso irrisoria e del tutto
inadeguata a fortificarli, ma è forse (anzi, sicuramente) meglio
così, per giustificare e lodare il loro intimo delicato e sperduto,
un metabolismo vulnerabile.
Tra le tante micro-gemme giova ricordare "these days" (un desiderio
di neppure un minuto), "come around" (melodia cristallina, armonie
vocali seducenti che richiamano un pop acustico anni ottanta), "too
late" (un'incantevole bossanova fra voce e tastiere), "possess me"
(un altro gioiello di solitudine), "grow willow grow"(con cori femminili
e pianoforte per un'aria quasi gospel).
Fabio
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