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Paolo Miceli e Christy Brewster cominciano a fare musica insieme separati da qualche migliaio di chilometri: uno in Italia, l'altra in Scozia, si incontrano solo in rete e lì collaborano scambiandosi files e CDR. La musica è un impasto di sonorità shoegazer e dream-pop che incontrano la voce angelica di Christy, che sollecita ambiziosi paragoni con quella di Liz Frazier. la materia di Slowdive, My Bloody Valentine e Cocteau Twins plasmata con gusto, capacità ed intelligenza. Due EP autoprodotti precedono "Carried Along By Fate", album pubblicato dalla etichetta Francese Ocean.

 

 

 
 

Discografia:

Carried Along By Fate (Ocean Music, 2003)

Sito Ufficiale:
www.myviolentego.com

 
 

 

 
 

Carried Along By Fate
(Ocean Music, 2003)

 
 

Via quel sorriso dalla faccia.
Non si può essere troppo ironici con i My Violent Ego, etereo (mi gioco subito l'aggettivo principe, così mi levo il pensiero) duo italo/scozzese al primo lavoro sulla lunga distanza dopo due Ep oggetto di culto sotterraneo. Perché "Carried Along By Fate" vive immerso nel suo tragico romanticismo, e tocca corde profonde e sottili.
E' sin troppo facile connettere gli sforzi di Paolo e Christy ai nomi di 4AD, Cocteau Twins, Lush, Cranes. In fondo non serve altro (non su queste pagine, almeno) per descrivere "Carried Along By Fate"; eppure non è questo il tratto più caratteristico della produzione My Violent Ego. Non finché la voce di Christy Brewster saprà trasmettere emozioni così intense, o sino a quando Paolo Miceli sarà capace di dipingere i suoi tormentati paesaggi sonori con tale efficacia, immergendoli in una penombra onnipresente, a solo un passo dall'afferrare l'impalpabile bellezza prodotta dalla sua compagna.
La musica dei MVE è insomma una questione di sentimenti distillati con esasperante lentezza, che sbocciano impercettibilmente al confine tra grazia ed angoscia. Emozioni forti che stringono e avvolgono tutto il lavoro, tanto che estrarne una traccia a scopo esemplificativo ha l'aspetto di una forzatura (ma lo faremo lo stesso, tranquilli): da quando la voce di Christy irrompe giocando a nascondino in una sala piena di specchi in "30 Settembre" non si ha orecchio per altro; ogni solco di Carried Along By Fate invita alla perdizione, che si compie lentamente e impercettibilmente sul morbido terreno di un dream-pop che mai è troppo indulgente o accomodante per l'ascoltatore. L'unica modalità di fruizione è l'immersione totale, imposta con modalità travolgenti in "Happysad", impalpabile creatura di puro spirito nella quale le chitarre e gli effetti di Paolo accompagnano discrete i sussurri di un angelo, o con quelle più prosaiche di "She's the voices inside my head", con Christy che decide di scendere per un istante a terra.
E se ancora non basta ecco il "Deliquio#1", strumentale che tesse un filo sottile e invisibile sino ad ipnotizzare i sensi (non ascoltatela in auto, mai).

Un disco che è come un sogno, caldo e inspiegabile all'inizio, e i cui contorni si stagliano sempre più definiti tra le nebbie delineando una chiarissima visione pop, che si fa strada dapprima asciutta in "Crime" sopra un battito insistente e inusuale, trasfigura Morricone in una fatale pop song come "French Feeling of a Tragic Song" e trionfa infine esplicita nella squisita "Delicate unhappy song", come i Blonde Redhead ad un party pop.
Musica "de-noised, re-noised and de-noised again" per nostalgici shoegaze, romantici senza speranza, sognatori, sonnambuli.

Salvatore