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My darling YOU! (mi raccomando la grafìa) sono Christoffer e Klas, rispettivamente da Göteborg e Alingsås. Suonano musica insieme da qualche anno e si sono messi alle spalle quattro Ep per chitarra, basso, organo e synth (tutto autentico, tranne la batteria che è elettronica). Dicono di essere ispirati "dalle notti passate in giro, da quelle passate in casa, e dal giorno dopo".
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I tags di last.fm, corrispondente moderno delle antiche "etichette" che i gruppi rock odiavano vedersi appiccicati, sono una discreta invenzione, ma mancano spesso di efficacia. E' possibile descrivere una band con una parola? O con un gruppo di termini separati?
Svedesi, "indiepop" e le sue variazioni standard più un paio di incomprensibili termini svedesi sono le generiche descrizioni riservate allo swedish pop di questi tempi. Non molto utili. Ma nel caso dei My Darling YOU! se ne trovano altre due: happy, e fun.
Il che potrebbe dare un'idea sbagliata di Christoffer e Klas, i quali più che altro sono funny, nel senso di strani, e perseguitati dai fantasmi del giorno dopo. E a ben vedere non sono nemmeno tanto svedesi, dato che le fonti di ispirazione primarie giungono da quell'indie periferico d'oltreoceano che in Europa ha sempre trovato poca fortuna ("Let Me know" e i Dismemberment Plan stanno a pochi cm di distanza). O almeno questo è quanto emerge dal calderone di questa raccolta targata Plastilina, ordinata riproposizione dei primi tre EP del duo.
Pur nelle ampie variazioni stilistiche garantite dal format, che spaziano dal pop/rock alla ballata senza soverchi rimorsi o necessità di spiegazioni (l'AOR fatto in casa di "LAST4EVER" è stupefacente, ma rimane un caso isolato), l'identità più forte dei MdY è quella dilatata e titubante di "Did You hear the neighbours?", "Taxidriver" e "Please don't talk to me I fall in love so easily", sorta di incrocio mutante tra la tarda new-wave pop inglese e la sua moderna controparte USA. Vengono in mente quella sorta di Flaming Lips gonfiati all'eccesso che erano i Rock-A-Teens, capaci di porgere canzoni stonate con candida irruenza. E in queste voci a singhiozzo alterate sino alla stonatura, sta la cifra più autentica dei MdY, che esprimono sottile rimorso anche quando intonano i più svelti "pappappara" e provocano sincera empatia nell'esporre i propri problemi sentimentali/esistenziali. Insomma, il titolo di questo album non potrebbe essere più azzeccato. A differenza dei tags.
Salvatore
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