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Estetica shoegaze, distorsioni e feedback su un'esile voce femminile: i Manhattan Love Suicides nascono a Leeds dalle ceneri dei Pop Threat, e come loro ispirati alla scena e dall'etica C86 e a band come Jesus & Mary Chain e Shop Assistants. Caroline McChrystal (voce) e Darren Lockwood (fuzz guitar, feedback) sono i due membri fondatori. L'omonimo album d'esordio esce nel 2006 per la statunitense Magic Marker (su CD) e l'anno successivo in vinile per Squirrel Records, l'etichetta di Caroline e Darren. Il nome è tratto da un lungometraggio del 1985 del regista Richard Kern. |
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C'erano una volta i Pop Threat, shoegazer fuori tempo massimo non per una questione di fede ma di ortodossia: erano una di quelle band che un tempo avrebbero girato incessantemente gli Uk su un pulmino scassato per raccogliere quattro soldi ad ogni concerto, un'usanza che sfortunatamente è andata perduta. Un album e due singoli dopo, era già tutto finito.
Ma Squirrel Records, emanazione diretta di quella band, ha continuato ad esistere: esclusiva label leedsiana con un elenco di influenze che spazia dal garage ai fratelli Reid, conserva un forte senso di appartenenza: i due gestori ed ex Pop Threat Darren e Caroline intendono tenere vivo lo spirito dei primi dischi Creation, Postcard, Sarah e Subway, pubblicano quasi esclusivamente in vinile e favoreggiano le female-fronted bands come le nostre Nasties.
Tre anni dopo la fine dei Pop Threat ecco materializzarsi dal nulla i Manhattan Love Suicides, nuova splendida incarnazione delle voglie pop di Darren e Caroline. Ed è molto appropriato che l'ultima recensione dell'anno che celebra il ventennale del C86 sia un disco che di quell'idea è riassunto ed appassionato omaggio, dalla grafica ai suoni, dalle ombre al sudore.
Indiepop per chitarre e fuzzbox; Shop Assistants, Rosehips, i J&MC di Psychocandy, i Sonic Youth di metà anni 80 e i Beat Happening di cui coverizzano "Indian Summer" (la Femme Fatale della generazione indiepop, come ha detto qualcuno). Senza millantare originalità e perdendosi nello spirito dell'epoca e nelle citazioni, i MLS suonano in uno stato di ispiratissima trance: "Suzy Jones", "Evil Side", "Negative Push" sono piccoli atti d'amore, con l'inconfondibile suono della cassa, il caldo strato di chitarre sovrastante, la voce femminile che squittisce e squarcia l'opprimente velo di malinconia di una giornata nebbiosa. E la lentezza avvolgente per chitarre ed archi di "Thinking is Killing Me" e "Providence" garantisce e completa l'opera di recupero delle più sincere istanze pop mai fuoriuscite da Albione.
Se qualcuno ne avrà voglia potrà domandarsi il senso dell'operazione, sindacarne l'utilità, ma non sono cose per noi: perché nell'aderenza ai modelli, questi dodici gioielli di ritorno (quattordici nella versione in vinile pubblicata solo da Squirrel) contengono - di nuovo - tutto ciò che rende l'indiepop degno di essere ascoltato. Ed è un pregio impossibile da equivocare.
Salvatore
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