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Da varberg, Svezia, Jens Stääf è un musicista prolifico ed eclettico che incide con il nome di Jean Pilot canzoncine catchy da stringere al cuore, tra twee e synth-pop targati anni 80 |
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Jens Stääf è uno di quegli indiepoppers svedesi sconosciuti persino a Hello!Surprise, probabilmente perché non si è ancora spinto di molto oltre le mura della propria abitazione, dove con l'aiuto di pochi amici che gli prestano gli strumenti o aggiungono cori/rumori e delle sue fedeli tastierine produce prototipi di indiepop classico e (generalmente) allegro. Ma se la sua musica non avverte esigenza di varcare i confini della città di Varberg - qualche chilometro a sud di Goteborg - non si può dire per contro che il buon Jens non abbia assorbito parte del fremito elettrico che attraversa la nazione, attingendo alla stessa sorgente di innocenza vera o presunta di Lovekevins o Le Sport. Pop-elettronica elaborata in forme semplici e rapide, panneggi acustici cui si sovrappongono elementare ritmica computerizzata più ulteriori ninnoli electro leggeri ed evanescenti come un fiocco di neve, eppure pronta ad inseguire le proprie idiosincrasie adattandosi ai ritmi di un'indecisione quasi slacker.
Nelle agresti iterazioni a presa rapida di "Birds", graziosissimo costrutto pop per tastierine e lalalas si potrebbe anche vedere un potenziale ed acerbo hit dei prossimi quindici minuti in terra svedese, ma per il momento Jean Pilot appartiene ancora alla propria camera da letto, dove incide in fretta e al buio il veloce acquerello digitale di "Drink Some Lime Juice" uscito da un recesso degli anni 80, con le tastiere degli Alphaville e di decine di pop bands sepolte da polvere ed oblio riportate in superficie con cura da archeologo e senza ombra di presunzione. Di certo il ragazzo sa farsi voler bene.
Salvatore
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