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Gli Holden sono un gruppo francese nato nel 1997 per volontà della cantante Armelle Pioline e del chitarrista Dominique Dépret. La suadente e dolce voce d’Armelle accompagna alla perfezione le atmosfere eteree tra il pop, il jazz, l’elettronica e la bossa creati dall’ensemble parigino. Ricordano Mazzy Star e gli Stereolab più psichedelici, Coralie Clément e Françoiz Breut, ma anche molto altro. |
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Un altro gruppo francese che vale la pena di conoscere al più presto. Nonché un altro gruppo lanciato dalla Lithium, etichetta di punta dell'indie francese degli anni '90 defunta inesorabilmente nel 2004. Grazie alla Lithium emersero talenti immensi dell'indiepop transalpino: Françoiz Breut, Dominique A, Diabologum e Jérôme Minière. Tutti questi artisti di "scuola Lithium" hanno rappresentato una novità assoluta nel mondo musicale indipendente francese di metà anni '90. All'epoca, infatti, in Francia, non diversamente da molti altri paesi europei, la maggior parte dei gruppi era eccessivamente e forzatamente esterofila. Cantare in inglese era quasi un obbligo, anche e soprattutto negli ambienti più indie. Chi non lo faceva veniva snobbato poiché subito accostato a modelli musicali francesi considerati vecchi e superati (come ad esempio gli chansonniers). I gruppi della Lithium seppero rompere questo stupido integralismo creando una scena indé cantata in francese. Pur rifacendosi anch'essi alle sonorità anglo-americane, i vari Diabologum, Dominique A, Holden si sono riappropriati della loro fiera francesità cominciando innanzitutto a cantare nella loro lingua. Il passato musicale, Gainsbourg su tutti, non diventava poi un qualcosa da dimenticare e nascondere, ma, anzi, veniva spesso orgogliosamente richiamato.
Gli Holden fanno parte a tutti gli effetti di tale "movimento di rinascita musicale transalpina" poiché se da una parte le loro sonorità si rifanno come non mai a una certa musica anglofona (pop, swing, jazz, rock), dall'altra sono anche ostentatamente francesi, tanto nella lingua utilizzata quanto nelle sonorità. Ascoltando le canzoni degli Holden si percepisce pure una predilezione per una certa musica latina (latin-jazz? latin-pop? bossa?). Il loro è un pop "swingato" e atmosferico molte volte vicino a sonorità lounge ed elettronico-sperimentali cantato da una voce femminile dolce ed eterea. Un sound ammaliante e malinconico, però, difficile da accostare facilmente a qualcosa di déjà-vu (o meglio di déjà-écouté). Così, sentendo gli Holden vengono in mente tanti, forse troppi, riferimenti. Tirandoli fuori un po' di getto, secondo un ordine però non casuale, fanno capolino: la musica triste e malinconica di Mazzy Star, gli Stereolab più ipnotici, Françoise Hardy soprattutto nel timbro della voce, le atmosfere decadenti di Dominique A, Françoiz Breut e Keren Ann, lo sperimentalismo pop dilatato di Jérôme Minière e degli ultimi Yo la Tengo, il puro pop à la Heavenly o Autour de Lucie, la francesità di un Benjamin Biolay o di una Coralie Clément, Il pop-jazz di un Refree o di un Aluminum Group,.Vanessa Paradis (!?!?), etc. etc.
Ad ogni modo gli Holden definiscono la loro musica "pop néo-yé yé", neologismo difficile da comprendere soprattutto perché, pur avendo la loro musica molti riferimenti sixties, allo stesso tempo però ha poco a che fare con lo yé-yé.
Agli amanti della langue française consiglio di ascoltare bene anche i testi delle canzoni perché esprimono una poeticità veramente sensuale.
Ultimo dato non affatto irrilevante. L'album è stato registrato niente di meno che a Santiago del Cile grazie all'apporto di un importante dj di musica elettro, il tedesco Uwe Schmidt (conosciuto dai più come Atom Heart o Señor Coconut).
Michele
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