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Eletrophönvintage è il progetto solista di Rémi Parson, studente a Grenoble, chitarrista della band A place for parks e "disegnatore di fumetti autobriografici". Rémi scrive tutte le canzoni alla chitarra acustica, aiutato dagli amici Delphine e Sebastien. Dopo una serie di cassette e CDR rigorosamente stparsi ed acustici e un EP su Plastic Pancake, il primo album "We sang a yeye song" si affida ad un suono appena più corposo, con la partecipazione alla batteria dell'ex compagno di band Anicet Rohée.. |
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Non è vero, non cantano una canzone yè-yè. E neppure la cantavano, se è per quello.
Eletrophönvintage è lo studente universitario di Grenoble Rémi Parson e le sue canzoni di acustica, bagnata malinconia.
Rémi è entrato in studio e in un giorno ne ha incise dieci, e le ha consegnate ad un'etichetta insieme ad una fotografia in bianco e nero di monocromatica innocenza che è diventata la copertina dell'album. Chitarra acustica, armonica a bocca, a volte una batteria accompagnano le canzoni. Soltanto tre di queste superano - di poco - i due minuti.
Sono storie raccontate con la timidezza dei vent'anni, abilmente nascoste dietro la lingua straniera e una pronuncia incerta; vivono ai margini di una depressione segretamente compiaciuta, osservando la vita dai vetri di una finestra in una giornata di pioggia. Rémi è un pittore, un poeta romantico che ha bisogno di immergersi nelle sue storie quanto nella sicurezza della propria esistenza. Teme la noia e la accoglie al tempo stesso nella sua stanza da universitario, come un'amica di lungo corso.
E' molto innamorato, si sente, ma conosce la transitorietà delle emozioni, il baratro di disperazione in agguato per ogni essere umano e lo mira con compassione preoccupata, guardandosi spesso indietro ad osservare la propria traballante felicità. Dietro di lui c'è l'amico Sébastien al basso e c'è Delphine, il motivo dei suoi sorrisi.
E allora prende a prestito la provvisorietà sentimentale dei BMX Bandits e la crepuscolarità dei Montgolfier Bros letta come un romanzo, senza la profondità del vissuto, romantica anziché sofferta. Dylan, e conseguenti movies.
Profondo e delicato (It's so hard), a volte persino irruente (Break my heart again), ironico (A girlfriend the devil wouldn't want), dedica un delicatissimo panneggio acustico al presidente malato (The former president) e ci ricorda che l'arte è verità.
Salvatore
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