Archivio Recensioni:

#

 

A

 

B

 

C

 

D

 

E

 

F

 

G

 

H

 

I

 

J

 

K

 

L

 

M

 

N

 

O

 

P

 

Q

 

R

 

S

 

T

 

U

 

V

 

W

 

X

 

Y

 

Z

 

v/a


California Snow Story č un quartetto di Glasgow.
I ragazzi ricavano il nome, come gią sospettavamo, dall'omonimo brano dei Saint Etienne (ispirato dalla colonna sonora di un film di Ozu).
Il chitarrista David Skirving ha trascorsi nei Camera Obscura (quelli scozzesi) e forma la band con Anna Barrek alla voce, Garry Hoggan al basso e Gary alla batteria. Successivamente all apubblicazione del primo EP Anna lascia la band, che attraversa diversi cambiamenti di formazione e si stabilizza nuovamente nel 2007 attorno a Skirmink e al fratello Alan, al tastierista Madoka Fukushima e alla cantante spagnola Sandra Belda Martinez (Superéte).

 

 

 
 

Discografia:

One Good Summer EP (Shelflife, 2002)
Close to the Ocean (Letterbox, 2007)

Sito ufficiale:
www.californiasnowstory.co.uk

 
 

 

 
 

Close to the Ocean
(Letterbox, 2007)

 
 

Si intitola "Begin again" il primo pezzo di Close to the ocean: molto appropriato per una band che ha dovuto affrontare parecchie peripezie da quel promettente EP per Shelflife nel 2002 ma che adesso sembra tornata in attivitą a pieno regime: dopo problemi personali e di formazione David Skirking - del quale non si manca mai di citare il passato nei Camera Obscura - ha rimesso insieme la band (un'altra band, per essere precisi) con tenacia e passione che tuttavia non tradiscono la desolata calma di questo primo sospirato lavoro.
"Close to the Ocean" č indiepop lento e disteso, di quello che reminisce ere passate da dietro un sottile velo di malinconia. Manca lo stile passč del secondo album dei Camera Obscura, sostituito da una pił prevedibile vena di bossa e indolente swing che si accorda alla perfezione sia con la voce sottile e nostalgica di Sandra Belda Martinez che con quella solitaria ed ElliotSmithiana di Skirving. D'altra parte nella musica dei CSS non ci sono note che eccedano il necessario, gli spazi vuoti sono adeguati alla pigra resa dell'album: chitarra e basso si accontentano di accompagnare la melodia con garbo ("Consolation Song", "Once an Ocean"), o di farle da gracile contorno ("Future Perfect"), concedendosi un unico, parziale squarcio alla scoraggiata placiditą del disco in "Suddenly Everything Happens", illuminata di tastiere Stereolab e accesa da una melodia rotonda e perfetta di cui gią parlammo mesi addietro.
Ma č solo un'eccezione al pop afflitto dei Californa Snow Story, egregiamente disegnato dalle monocromatiche fotografie di copertina: adatto alla sera ed all'inverno, ideale per colmare il silenzio di una notte senza parole.

Salvatore


 
 

One Good Summer EP
(Shelflife, 2002)

 
 

In questo Ep di cinque brani, grazioso biglietto da visita dei California Snow Story, si esibiscono tendenze mimetiche dei Belle And Sebastian e Club 8 prima maniera.
The only one that matters apre meravigliosamente il mini.
Una delicata, cristallina linea melodica della chitarra si sposa con i vocalismi della ragazza; ricama e immagina impressioni di soave sentimentalismo, per poi sommergersi in una mirabile chiusura in fade-out.
L'umore è altalenante, tra allegria, spensieratezza, e sottili mestizie e rimpianti.

La luccicanza pop di Summer avenues non tradisce l'immagine evocata dal titolo. Anna fa molto Laetitia Sadier con quei cinguettii spruzzati tutt'intorno; languori da maliziosa lolita che contrastano suggestivamente con il tono di rammarico nella performance di David.

Out of time e Snow in summer ritrattano vanterie e contentezze, emanando assieme segni inafferrabili, sottili ansie e inquietudini, presagi di burrasche amorose.
Tonalità che in effetti dominano la conclusiva Lovestrange.

Fabio