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Apenino è il galiziano Marco Maril Pardo, ex Dar Ful Ful (un duo che esordì nel 2001 su Jabalina Música con l'album "El artista adolescente"). Alla prima vera e propria prova da solista dimostra di avere stoffa da vendere. Non era certo facile coniugare il pop acustico cantato in spagnolo con le intense atmosfere indietroniche e shoegaze di scuola Morr Music. Marco c'è riuscito benissimo. |
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Apenino, ovvero Marco Maril Pardo, è capace di creare un sonido di rara intensità, per giunta davvero originale. Come tipo di approccio musicale e compositivo si avvicina al belga Styrofoam o ai tedeschi Komëit e Manual, tutti accasati alla tedesca Morr Music. Si tratta quindi per molti versi del pop-shoegaze "casalingo" di chi ha lavorato duramente in solitario su laptop e chitarre ultra-effettate. Probabilmente in Apenino la componente pop è ancora più accentuata, a causa della voce dolce e melodica e per il cantato in spagnolo. Inoltre Marco è cresciuto ascoltando i gruppi della Sarah records, come gli East River Pipe, e questo probabilmente ha fatto sì che le sue canzoni siano ancora più intrise di melodia. In alcuni momenti, specialmente nelle quasi "surfeggianti" (i suoni della chitarra sicuramente lo sono molto) "El aire de nuestra galaxia" o "Lejos de ti", Apenino può ricordare anche gli Arab Strap o i Sr.Chinarro, forse per la capacità di creare, a partire da piccoli arpeggi di chitarra, delle atmosfere tristi e claustrofobiche. In altri momenti invece è il pop puro che prevale, come ad esempio nella spensierata "Lunares rojos y naranjas" o nella notwistiana "El deseo tuerce la flecha" (se avete occasione scaricate il video di quest'ultima canzone dal sito della Jabalina, ne vale sicuramente la pena). Ad ogni modo, a prescindere dai numerosi riferimenti musicali citati, la sostanza non cambia perché si tratta senza alcun dubbio di un esperimento musicale ben riuscito. Peraltro l'album si chiude benissimo con "Mapa", una delle canzoni più intense dell'intero cd; i suoi dolcissimi arrangiamenti, tanto per mettervi ancora più in confusione, ricordano i Madredeus, ma, claro, in versione ultradilatata. Molto belle anche le numerose canzoni in cui la voce di Marco si intreccia con quella altrettanto sussurrata di Carmen Álvarez.
Michele
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