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Samuele Bucelli: batteria, glockenspiel, voce
(ex Baustelle, vincitori del Meeting Etichette Indipendenti,
lanciati dal Festivalbar)
Gionni Dall’Orto: basso, glockenspiel, marranzano, voce
(suona e suonato con Parente, Benvegnù, Articolo 31;
compositore di musica techno)
Massimo Fantoni: chitarra nerina (suona e ha suonato con Parente,
Chimenti, Benvegnù, OttoP-notri, Manuel Agnelli, Zamboni
e i C.S.I, etc.)
Alessandro Fiori: voce, chitarra bianchina, solton
(voce dei Mariposa; un premio al Tenco nel 2004; diversi passaggi
a Battiti su RadioRai3; collaborazioni le più disparate
e continuative)
Tutti insieme!) |
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Nonostante
la sua apparente sovversione, "Tarzan contro l'IBM" è il superdisco d'un supergruppo di superdotati musicisti della scena
italica.
Ed ogni nota qui dentro sta al suo posto come sulla cartella clinica
d'un finto pazzo.
Il puzzle è mirabile: quattordici tasselli che bastano
a fornire (anche sparpagliati) un'immagine genialoide, eppure agli
esatti antipodi dell'"improvvisatività" che occorre
ad un genio per schizzare pareti con colori veloci, già disposti
nella mente prima che sulla vista.
Voglio significare che l'esordio per Aiuola degli Amore è un disco che assembla affettatamente tante profluviose gioviali
scemenzine musicali e testuali fino a farne un'opera maiuscola ed
unica d'Arte Cazzona.
Un Manifesto Precipuo di Dams Rock (sia questa una categoria metafisica
più che filologica).
Cattura con melodie minime, che precipitano i Pavement entro una
strutturazione che poco dista dal progressive; si fa ricordare più
per una vibrazione di cervelli piuttosto che per un succo di cuore;
con un paragone beatlesiano è un bianc'album senza squarci
lirici, dove l'ordinata successione delle note si sfoglia come un
album fotografico ricco di sorprese formali ma con la pausa pranzo
che incombe.
L'ammirazione che suscita un'opera siffatta è ripartita fra
la meticolosità di arrangiamenti sempre calibrati (forse
troppo?) e fantasiosi, parolame orizzontalmente surreal/creativo,
un po' di Zappa ed un po' di Cazzuola.
Allo stesso tempo "Tarzan contro l'IBM" è proprio
una bella contraddizione: vive di trasgressioni eppure è
ordinatissimo; è fuori di testa e contemporaneamente ultra-consapevole;
è divertito ma tetragono nel suo divertimento; sopra le righe
permanentemente a tal punto che aver riempito qualche riga sarebbe
stato funzionalmente più trasgressivo.
Sfugge. E' un disco anguilla. Molto bello. Molto freddo.
Che non dice nulla, ma lo fa benissimo.
Alessandro
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