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I gemelli Daniele e Simone Marini militano nella Colonna Infame Skinhead, gruppo metal oi e poi in altre band tra cui ricordiamo i Timebomb. Poi, immaginiamo, l'ascolto dei Karate di Geoff Farina, abbia cambiato un po' tutto. Così, insieme al chitarrista Marco Ciccone e al batterista Cristiano Suriano, danno vita al progetto A Modern Safari.

 

 

 
 

Discografia:

A Modern Safari (Love Boat, 2003)

 
 

 

 
 

A Modern Safari
(Love Boat, 2003)

 
 

Può nella post-modernità un safari durare per un intero weekend? Domanda stupida e insignificante, ne converrò, ma al punto giusto. Insomma, dovrebbe piacervi: c'è il détournement del titolo del disco, un riferimento all'Italia tondelliana, ed un che di recensorio anglo/posticcio. Certo, adesso è un po' un casino farne coerentemente ridiscendere la recensione. Anche perchè siamo stanchi di psicodrammi, di primadonnismi, e persino di canzoni che reclamano troppa attenzione. All'uopo, qui c'è (o non c'è, sottigliezza da retore) trippa per gatti. Vorrei dire che questo è un disco suonato da cazzeggioni per cazzeggioni. Vorrei dire che la cartella stampa che mi arriva insieme al disco è vergata con spensieratezza, ma forse è solo il risultato di un brain storming di cervelli tonanti e votati alla piaga della scrittura creativa (in ogni caso io non ne cito stralci). Vorrei anche dire che l'etichetta, la Love Boat, è desaparecida, essendo irreperibile ormai il suo sito, svanito cadendo da un redirect, e sicuramente molto in bolletta (il plico col cd mi giunge affrancato con posta ordinaria - sì, esiste ancora - e dentro buste già utilizzate un paio di volte). Rispetto per la Love Boat, anche se è ormai praticamente visibile come una ghost ship. Il plico, come certe stelle estinte, potrebbe essere testimonzianza di una scomparsa avvenuta anni luce fa. Di mezzo ci sono le poste italiane...
...ma in realtà, come Claudio Rocchi sapeva, la realtà non esiste, neppure quella fantasmatica. E l'omonimo debutto dei romani A Modern Safari sta ad oscillare fra l'affermazione e la negazione di sé con molta nonchalance. Del resto questi sono gli ex Timebomb, hardcore band, niente di meno.
Un disco di cazzeggioni? Ad ascolti più attenti (che sono forse ascolti sempre più disattenti) emerge la brutale verità: questo è al contrario un disco molto levigato, di pop (o quasi-pop) matematico e certosino. Un disco semplice? L'effetto è quello - coadiuvato da qualche assolo cripto-karateka (da karate, la band di Geoff Farina) al limite del dilettantismo - ma forse questa ponderosa struttura ciclica si abbevera alle fonti di un'algebra indecifrabile.
Poi, di nuovo, la forza della menzogna: sembra che ad attraversare quest'opera ogni elemento bruci i ponti alle spalle immediatamente dopo l'ascolto e quella che vi rimane dentro sia solo la sensazione, in bilico fra frustrazione e calviniana leggerezza, di avere semplicemente bisecato il deserto, non sapendo neppure come si faccia.
O - se vi ricordate - in "Amore e Guerra" di Woody Allen, la madre di Boris confezionava delle frittelle perfette, servendosi di compassi, trigonometria e lavagna. Ecco, queste otto tracce/frittelle sono perfette a loro modo, anche se spesso il piacere del gusto deve fare i conti con la prominenza dell'impalcatura, e occorrerà, come quando si mangia il pesce, tirar fuori dalla bocca in continuazione, le spine. Se la vogliamo mettere sul piano del giudizio, A Modern Safari è un buon disco, circolare e assuefacente come piace a me e come piacerebbe agli American Analog Set, giocato sulla rifrazione rarefacente di tenui armonie. Strumentalmente spartano (chitarra, basso batteria e glockenspiel), armonicamente votato al risparmio umorale, sa diventare, mei suoi episodi migliori (l'iniziale people i know su tutte, ma anche when we were astronauts), pienamente soddisfacente.
Certo di strada ce n'è davanti. Eppure ce n'è anche dietro.
Si può fare.

Alessandro