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Gli All Night Radio sono Dave Scher e Jimi Hey di Los Angeles, California, membri fondatori della band country/psichedelica Beachwood Sparks. I due hanno lasciato il gruppo nel 1997 ed hanno suonato a vario titolo in numerose band (The Rapture, Tristeza, Strictly Ballroom, The Shattered Theater e Lilys) prima di ritrovarsi nei Beachwood per un tour estivo nel 2002 e decidere di avviare l'avventura pop-psichedelica degli All Night Radio, la cui intenzione è ricreare il flusso musicale delle radio notturne Americane tra psichedelia, soul, surf e tutto il resto...
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Le prime impressioni sono spesso sbagliate.
Per esempio al primo (e anche al secondo, e probabilmente pure al terzo) ascolto, questo "Spirit Radio Frequency" sembra solo un discreto album "di confusione" (un po' come i falli fischiati in continuazione da Collina), perso nei rumori statici e nella nebbiolina psych che lo circonda, con le canzoni lasciate lì a galleggiare nell'aria, vuote e inafferrabili. Colpa anche delle note biografiche che svelano subito la provenienza degli All Night Radio: Dave Scher e Jimi Hey dei Beachwood Sparks, che per questo tipo di cose - oltre che per causare qualche sbadiglio - erano maestri. E nessuno vi potrà biasimare per questo, perché è un dato di fatto che la musica degli ANR, i loro cori a più voci e le tastierine leggere si gioverebbero della maggior pulizia e chiarezza di suoni possibile.
Sappiate quindi che tocca immergersi a fondo in "Spirit Stereo Frequency", possibilmente con l'ausilio di un paio di cuffie belle potenti, per poterne cogliere i dettagli e la non indifferente bellezza. Psichedelia, si è detto, di grana fine e un po' fumosa/freak, in tante gentilissime e melodiche guise, ma anche Beatles, Byrds ("You'll Be On Your Own"), i Pink Floyd ingentiliti dell'immediato post-Barrett ("We're on our wave"), e ovviamente i Beach Boys ("Sky Bycicle") e se come punti di riferimento vi sembrano sin troppo ovvii non so che farci, perché quelli rimangono; ma anche se non ci sono soverchie novità, è l'approccio la più grande sorpresa: le canzoni degli All Night Radio non ci sono, non si afferrano, non son fatte per rimanere ma per attraversare l'aere, come se uscissero dalle onde - sorpresa - di una radio notturna. La costanza dei suoni, il flusso continuo di pezzi che si succedono senza soluzione di continuità, impongono una fruizione collettiva dell'album, ne espandono i confini oltre la loro durata intenzionale e ne amplificano a dismisura la resa, come nella maestosa e conclusiva title-track: è questa sognante coerenza a rendere Spirit Radio Frequency un album prezioso a dispetto del suo aspetto dimesso, e che ripagherà l'impegno necessario a farlo entrare nelle vostre grazie.
E nel caso qualcuno se lo stia chiedendo, c'è uno scopo in tutto questo, nei rumorini statici tra un pezzo e l'altro o in quel gracchiare che compare dietro le canzoni, ed è il desiderio di ricreare in vitro l'atmosfera delle ore notturne vissute sulle onde radio, quando la percezione si amplia e la coscienza s'ingrossa. Come una trasmissione radio da ascoltare in un coast to coast senza luce. E se amate i suoni di quel rock-psichedelico leggero che prendeva forma dai due lati dell'oceano attorno al 1966 (no San Francisco), se vi piacciono i dischi di nicchia, fini a se' stessi, futili e visionari e volete passare una mezz'ora di smarrito divertimento immersi nell'atmosfera perfetta, questo è il disco che fa per voi.
Salvatore
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