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Un registratore a quattro tracce e una chitarra acustica sono gli ingredienti di Kristian Rosengren, già chitarra degli Aerospace: Airliner è il suo progetto solista, caratterizzato da un pop più intimista e malinconico di quello della band madre. Materializzatosi per la prima volta nel 1999 per un sette pollici, Airliner è tornato attorno alla metà del 2003 con la pubblicazione di "The Last Days Of August", prodotto ai Summersound Studios da Johan Angergård di Club 8 ed Acid House Kings.

 

 

 
 

Discografia:

The Last Days of August (Labrador, 2002)

 
 

 

 
 

The Last Days of August
(Labrador, 2002)

 
 

"Ten sensitive pop songs about love and loss".
Kristian Rosengren, in libera uscita dagli Aerospace, fa una svolta a 180 gradi dal pop solare della sua band e si butta sulla depressione; con ogni sua canzone, "The Last Days of August" evoca esattamente quanto suggerito dal titolo: il sapore amaro dell'estate che svanisce, e che si porta via rimpianti ed amori. Lo dicevano già i Righeira qualche anno fa (erano in anticipo: concediamoglielo), e Airliner si associa con una serie di strumenti acustici ed una produzione sparsa che bene asseconda gli umori del nostro: il tocco di Angengard alla consolle si avverte soprattutto nell'uso assortito e un po' fuori luogo di drum machine che già piagava "Mondays." degli Acid House Kings, ma tant'è.
Attenzione però, "The Last Days of August" è un disco con un target preciso: le sue dieci canzoni sono dirette a chi ha rotto da poco una relazione, e in quel caso è facilissimo scoppiare in lacrime già al secondo pezzo. A tutti coloro che hanno una vita sentimentale stabile dirà certamente di meno: toccherà accontentarsi del sapore dolceamaro tipico di gran parte del pop svedese e di una manciata di canzoni che, a dispetto dei temi trattati, mantengono una leggera grazia di fondo. Per intenderci, sono più vicini ai Trembling Blue Stars che alla pesante angoscia dei Montgolfier Brothers (citati a sporoposito dalla press release), e il picchiettare della pioggia che chiude "Happiness" è la miglior sottolineatura possibile al lavoro di Airliner. Detto questo, la dose di nostalgia e le melodie intime e delicate del disco accrescono la tentazione di parlarne bene a prescindere, ma in verità se serve un quid per farsi valere nella scena tweepop (svedese, poi), l'impressione è che il buon Kristian ne sia sprovvisto. Con liriche che ripercorrono gli episodi migliori di Morrissey o Another Sunny Day ("Volevo chiamarti stanotte, ma ho finito per fare come la gente che detesto, quella che non riesce mai a fare la differenza e non combina mai niente", da "Everything that's you") e una discreta vena poppettara, The last days of August è perfettamente intercambiabile - sia per umore che per temi musicali - con gli ultimi lavori di Starlet e Club 8.
Lascio decidere a voi se questo sia un bene o un male, ma non posso esimermi da segnalare che il pezzo migliore del disco, una "Time and Space" che incanta con note di piano e xilofono di una tristezza tanto indicibile quanto aggraziata, è anche l'unico strumentale.
E ricordate: non dovere decidere adesso, potete tranquillamente attendere la fine dell'estate. O che la vostra ragazza vi lasci.

Salvatore