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Stockholm Syndrome #5

Immaginate una stanza. Semplice. Sobria. Minimale.
Uno specchio, un divano, uno stereo.
Immaginate un malato immaginario. Afflitto dalla Sindrome di Stoccolma.
Immaginatelo innamorato di una ragazza che, forse, nemmeno esiste. Di nome Ingrid.
Immaginatelo vivere a Stoccolma…

La nostra stanza a Stoccolma:

THE MIRROR (Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi)
THE SOFA (Interviste, approfondimenti, riflessioni): Mattias Lovkvist (Hybris)
THE STEREO (Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare)


Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi

 


Stoccolma

"Heartbeats" dei The Knife, nella versione chitarra e voce di José Gonzàlez.
Amare così tanto qualcuno da non riuscire più a piangere.
Promesse di una notte.
Fugaci.
Silenzi malcelati.
Macellati.
Conosci la fine?
Porta via tutto questo, il più lontano possibile.
Amarsi così tanto da potersi solo fare del male.
A volte non rimane nient'altro.
Il mio cuore è sospeso questa notte. per eccesso di emozioni.
"Dimmi la verità". Ingrid impugna una pistola giocattolo, ora.
Puntandomela addosso.
Io indosso una maschera.
Come sempre.
Una delle tante.
"Voglio vederti piangere".
"Conosco ogni tua fragilità".
Lancinanti suoni di sintetizzatore scendono dal soffitto. Esplodendoci dentro.
Come coltelli.
"Silent Shout" dei The Knife.
A chiudere il sipario


Interviste, approfondimenti, riflessioni

 


Hybris

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mattias Lovkvist

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo numero di "Ondskan" (in copertina: Taxi Taxi)

Mattias Lovkvist è uno dei personaggi cardine e più influenti all'interno della scena indie-pop svedese di oggi.
Boss della Hybris, attualmente l'etichetta scandinava più chiacchierata al mondo, dj, promoter nonché proprietario e direttore artistico della nuovissima rivista musicale Ondskan, destinata a diventare la "nuova bibbia" per tutti gli appassionati della scena indie svedese.
Mattias Lovkvist ha trent'anni, uno sguardo gelido e allo stesso tempo affascinante, capelli neri, tinti, ingellati e pettinati all'indietro e un'aura particolarissima che pervade ogni gesto ed ogni parola.
Quell'aura, speciale, dalla quale sono circondate le persone che hanno acquisito la consapevolezza di essere nell'"occhio del ciclone" e di avere la possibilità, i mezzi e la lucidità per creare un qualcosa di "storico" e duraturo all'interno della pop-culture odierna.

Io e Ingrid abbiamo incontrato Mattias Martedì 7 Febbraio, nel corso di una delle serate più fredde di questo inverno scandinavo, tutto sommato abbastanza clemente finora.
Tazza di the caldo e candele soffuse.
In un'atmosfera da riunione massonica abbiamo ascoltato Mattias parlare per ore, stretto nel suo cardigan color porpora firmato Fred Perry, lasciandoci ammaliare dal suo fare educato e sicuro e dal suo look in bilico tra il mod e lo studente di Harvard.
Una chiacchierata a trecentosessanta gradi con la sensazione appiccicata addosso di trovarsi davanti un, potenziale, nuovo Alan McGee scandinavo.

Mattias quando, come e da dove nasce l'esigenza di dare vita ad una nuova etichetta discografica, in un momento in cui l'intero settore musicale è in crisi?

Mattias: La Hybris nasce un anno e mezzo fa come diretta conseguenza dell'esperienza maturata attraverso la webzine Revolution #9 che io e Kalle, il mio socio, gestivamo insieme ad altri amici.
Una piattaforma dedicata alla "pop culture indipendente" che nel giro di qualche anno è diventata un punto di riferimento importante all'interno della scena musicale autoctona.
Ricevevamo moltissimi demo di band senza contratto, organizzavamo concerti, ascoltavamo musica giorno e notte, facevamo interviste, recensioni, retrospettive fino al punto di organizzare un festival nella città di Malmoe chiamato "You and Me" che ebbe un successo strepitoso, ben oltre ogni nostra più rosea aspettativa, e che ci dette l'opportunità di entrare in contatto con gente come El Perro Del Mar e Vapnet, entrambi ancora senza contratto e all'inizio della loro "avventura".
Instaurammo fin dall'inizio un rapporto straordinario, in particolare con El Perro Del Mar, dalla quale rimanemmo completamente folgorati.
Da lì nacque l'idea di creare una nostra etichetta e di provare a divulgare con i nostri mezzi gli artisti dei quali c'eravamo "innamorati" nel corso di quell'esperienza.
Fondamentalmente eravamo, alla lunga, delusi e annoiati dalle realtà che ci circondavamo così abbiamo pensato di creare una struttura che ci permettesse di pubblicare la musica che non riuscivamo a sentire da nessun'altra parte. Do It Yourself.
Siamo partiti con un budget economico risibile, stampando un centinaio di copie di un Ep dei Like Honey, band di Malmoe che seguivamo da tempo e della quale eravamo diventati grandi amici.
In seguito siamo riusciti ad ottenere un finanziamento dallo stato svedese (finanziamento difficilissimo da ottenere, per lo meno in ambito indie) per la registrazione e la stampa del disco di El Perro Del Mar.
Attraverso il suo disco e quello dei Vapnet abbiamo guadagnato i primi soldi che immediatamente sono stati reinvestiti nella pubblicazione di altro materiale e nella promozione creando un piccolo circolo "virtuoso".
Eravamo estremamente consapevoli che l'industria musicale fosse in crisi nel momento in cui abbiamo fondato l'etichetta ma eravamo convinti, e lo siamo tuttora, che ad essere in crisi fossero in particolare le major o le pseudo tali, con le loro strutture elefantiache e obsolete e non le piccole realtà.
Con una gestione oculata, snella, agile e ristretta e con i mezzi, i supporti, e le tecnologie a disposizione oggi, credo sia molto più facile riuscire a fare funzionare una "macchina" del genere.
Il mercato è cambiato, i gusti della gente anche.
E' cambiato il modo di ascoltare la musica, di distribuirla, i circuiti nella quale s'inserisce.
Costruendo tutto da zero, senza apparati enormi da riconvertire, avendo una visione lucida del mercato e della situazione attuale dell'industria e della fruizione legata al "prodotto" musica e avendo fiuto, cultura, buongusto e passione credo sia il momento ideale per fondare un'etichetta.

Quali obiettivi vi siete prefissati al momento di iniziare? Che tipo d'estetica, o meglio, di politica c'è dietro il progetto Hybris?

Mattias: Siamo una struttura piccola, indipendente, questo non significa però avere aspirazioni limitate.
L'intenzione, fin dall'inizio, è stata quella di arrivare al maggior numero di persone possibili.
Pubblichiamo musica pop, indie, e oggi come oggi questo termine ha un significato completamente diverso rispetto a quello che aveva una volta.
La qualità delle produzioni è il punto di partenza della nostra estetica, non ne facciamo una questione di genere.
Il pop, per definizione, è intrattenimento e il nostro scopo è fare intrattenimento di qualità.
Altre etichette hanno deciso di specializzarsi in un "suono" in particolare, vedi la Labrador, finendo per diventare prevedibili e cristallizzandosi, noi vogliamo essere il più liberi possibile, seguendo tutte le diverse sfumature che la musica è in grado di regalare.
Non abbiamo nessun problema a firmare un contratto con un'artista dal sound "classico" come El Perro Del Mar e subito dopo pubblicare un artista come Kalle-J.
Questo è Hybris! Varietà d'espressione all'interno di quel contenitore chiamato Pop-Music.

La Svezia, in questo momento, è sotto gli occhi dell'intera scena musicale mondiale, indie e non.
La sensazione è che qualcosa di veramente grosso stia per accadere da queste parti? Qual è la tua idea al riguardo, data anche la tua posizione "privilegiata" d'osservazione? Che tipo di riscontri avete ottenuto finora?

Mattias: E' strano a dirsi ma siamo tutti consapevoli, e con tutti intendo discografici e artisti, di essere nell'occhio del ciclone ora. La verità è che siamo appena all'inizio di questo fenomeno. E' inutile nascondere o minimizzare il fatto di avere la scena musicale più interessante, innovativa e in espansione del pianeta.
E questo, intendo, in tutti i generi musicali.
Quando la gente mi dice che la Svezia è una sorta di paradiso musicale non posso che essere d'accordo.
E' così attualmente. Produciamo ottima musica e in più siamo in grado di dare quel quid e quello smalto che la maggior parte delle band e degli artisti americani e inglesi hanno perso.
Siamo la diretta espressione della loro cultura pop, non possiamo negarlo, ma siamo stati in grado di assimilarla e rielaborala restituendola altra, fresca e nuovamente interessante.
Con Hybris finora abbiamo ottenuto risultati entusiasmanti, impensabili quando abbiamo iniziato il tutto neanche due anni fa. Nell'arco di questo tempo siamo diventati, insieme alla Labrador, alla Service e alla Rabid, la più grossa label indipendente svedese. Erano anni che un'etichetta non investiva su così tanti artisti diversi come stiamo facendo noi. Credo che questo fatto ci abbia premiato.
Abbiamo appena iniziato a raccoglierne i frutti.
Ogni nostra uscita adesso ottiene l'attenzione di tutta la stampa nazionale. Quotidiani, riviste specializzate, free-press. Siamo riusciti a conquistarci uno spazio importante e di riguardo, il tutto in pochissimo tempo.
Ricordo ancora la prima volta che vidi l'album dei Vapnet recensito sul più importante quotidiano nazionale svedese. Fu un'emozione enorme.
Oggi mi stupirei del contrario e sarei furibondo, chiamerei il giornalista al telefono e gli chiederei una spiegazione.
Per quanto riguarda la Hybris le cose stanno accadendo ad un ritmo vertiginoso. El Perro Del Mar verrà licenziata presto su Memphis Industries, l'etichetta dei Go Team!, stiamo pianificando la distribuzione di tutto il nostro catalogo con Rough Trade per il mercato britannico, siamo stati contattati da Darla e Parasol per quello americano, stiamo pianificando di aprire un ufficio e una filiale corrispondente a Taipei in Taiwan.
Attualmente riceviamo ordini dal Giappone, Indonesia, Australia, Usa, Europa, Sud America, Cina, Hong Kong.
A gennaio abbiamo avuto più di quarantamila download delle nostre canzoni direttamente dal nostro sito e nell'ultimo mese sono quasi raddoppiati.

Quali sono le realizzazioni che compariranno su Hybris nell'immediato futuro?

Mattias: Nei prossimi mesi ci aspetta parecchio lavoro.
Il 9 di febbraio uscirà l'album dei The Kid "La Société Nouvelle". Poi verranno pubblicati un nuovo Ep e in seguito un album dei Vapnet, un nuovo singolo dei Sibiria, il terzo disco delle leggende Hell On Wheels, che si annuncia essere un capolavoro assoluto, e il disco solista di Andreas Mattsson, ex Popsicle e Vanessa and the O's.

La Hybris è gestita da due persone: tu e il tuo socio Kalle Magnusson. Quali sono gli equilibri all'interno dell'etichetta, come vengono prese le decisioni, in particolare quelle relative alla scelta di una band?

Mattias: Io e Kalle siamo amici di lunga data e anche dal punto di vista musicale siamo cresciuti insieme, abbiamo le nostre rispettive personalità ovviamente ma una sensibilità e un "gusto" molto simile.
Dal punto di vista tecnico e logistico lui vive a Malmoe nel sud della Svezia e si occupa più in dettaglio degli aspetti pratici della questione: copertine, grafica, ordini ecc.
Io vivendo a Stoccolma mi occupo degli aspetti legati alla promozione, le relazioni con la stampa, con gli artisti, l'estero.
Al momento di scegliere una band ci siamo sempre trovati d'accordo, d'altronde il tutto non accade in maniera estemporanea ma nasce da mesi di riflessioni, contatti, chiacchierate, come un'evoluzione naturale e spontanea.

Avete un'etichetta come punto di riferimento? Siete stati fan di qualche label in particolare in passato?

Mattias: Dovessi scegliere un'etichetta come punto di riferimento direi sicuramente la Creation per tutto quello che sono riusciti a creare. Dal punto di vista della varietà di stili e dell'abilità di gestione sicuramente la Rough Trade. Siamo stati grandi fan e lo siamo tuttora della Sarah e della Factory.

Qualche artista che ti piacerebbe mettere sotto contratto?

Mattias: Ho conosciuto i ragazzi dei Radio Dept. all' Emmaboda Festival del 2000. Ricordo che loro avevano appena fondato la band. Diventammo amici e in seguito ho seguito la loro "ascesa" praticamente in diretta. Rimpiango di non avere avuto l'etichetta allora, pensai immediatamente che avrebbero avuto successo, sin dalle loro primissime registrazioni che m'inviarono da recensire su Revolution #9.
Un'altra band che rimpiango di non aver potuto mettere sotto contratto sono i The Tough Alliance, per lo stesso identico motivo.non avevo ancora un'etichetta.
Sono in assoluto la mia band svedese preferita, li adoro.
Ma in qualsiasi caso mi ritengo fortunato di essere arrivato al momento giusto per "ingaggiare" El Perro Del Mar, lei credo sia veramente l'artista svedese dalle più grandi potenzialità, anche all'estero.
Per quanto riguarda un nome per il futuro, senza dubbio, le Taxi Taxi. Sono un duo strepitoso di ragazze diciassettenni. Sono solo all'inizio, hanno registrato sì e no tre canzoni, ma vederle suonare dal vivo, credimi, è stata un'esperienza straordinaria. Dolcissime, magnetiche, hanno un impatto emotivo che lascia senza parole, con un margine di crescita inimmaginabile.
Con Hybris lavoriamo in questo modo: scopriamo un gruppo alle primissime armi ma dal potenziale evidente, lo prendiamo sotto la nostra "ala protettiva" e gli diamo il tempo naturale di crescere e di evolversi senza alcuna fretta. Abbiamo artisti in catalogo, vedi Montt Mardìè, Kalle j, che sono giovanissimi e già dimostrano delle doti notevoli. Si tratta d'investimenti nel lungo periodo. Credo sul serio che questa gente sia destinata a grandissime cose, e noi con loro.

Ondskan è la nuova rivista specializzata svedese dedicata alla musica indipendente e tu ne sei il fondatore e il direttore. Anche qui, da dove viene l'esigenza di creare una nuova rivista in un momento a dir poco incerto per tutto il settore editoriale?

Mattias: Nasce, allo stesso modo dell'etichetta discografica, da una generale insoddisfazione nei confronti delle realtà già esistenti.
Ero sinceramente annoiato dall'attitudine della stampa di settore e allo stesso tempo dai giornalisti della stampa ufficiale. Ondskan nasce con un'attitudine sostanzialmente diversa, noi non recensiamo dischi, semplicemente incontriamo e parliamo delle band che ci piacciono, come una sorta di vetrina culturale.
Potrà sembrare strano ma ho deciso di tenere la Hybris e il giornale come due realtà separate, non parlo dei gruppi della mia etichetta.
Finora abbiamo strutturato la rivista come un trimestrale e pianificato di fare uscire quattro numeri nel corso del 2006. Alla fine tireremo le somme del primo anno d'esperienza e vedremo come svilupparla e portarla avanti. Un punto di riferimento per la rivista? Sicuramente Plan B.

Mattias come valuti il rapporto tra "sostanza" ed "estetica" all'interno della musica pop.
Hai mai messo sotto contratto qualcuno solo perché pensavi che fosse dannatamente cool?

Mattias: La musica pop, come ti dicevo, credo sia intrattenimento. sono sempre stato affascinato da gruppi che, di pari passo alla qualità della proposta musicale, fossero in grado di esibire un'estetica particolare ed interessante. Credo che l'estetica faccia parte in maniera imprescindibile della cultura pop.
Ovviamente è sconfortante quando il tutto è esclusivamente incentrato su questo aspetto ma è innegabile allo stesso tempo che un gruppo visivamente stimolante susciti un fascino e un'attrazione maggiore.
In questo senso i Beatles sono un esempio chiarissimo.

Per finire facciamo un esperimento. Ti faccio sentire quattro band italiane e tu, per ognuna di loro, mi dai un parere, ci stai? Tra l'altro conosci qualche artista italiano, senza citarmi i soliti Ramazzotti, Pausini e compagnia bella?

My Wild Aperitivo (side project "indietronico" di The Sad Snowman) "-L-O-V-E-":
Caspita! E' un pezzo straordinario. Bello, veramente. Mi ricordano dei Radio Dept. senza le distorsioni e più elettronici. Gran voce, gran bei suoni, fresco, originale.
Ottimo.Sono famosi in Italia?

No. In verità sei una delle primissime persone a sentire questo pezzo.Forse lo saranno un giorno.

Scuola Furano "Chocolate Glazed":
Molto bello anche questo. Non avevo idea che in Italia aveste "gente" del genere. Potrebbe essere stato scritto in qualsiasi parte del mondo. Un hit da dancefloor. In Svezia, come ovunque, credo funzionerebbe parecchio.

Yuppie Flu "Our Nature": Così così. Ben suonato, ben registrato. Un po' troppo dozzinale però. In America e Uk è pieno di band del genere. Stereotipati.

The Sad Snowman "Summer, it's up to you": Anche questo bello davvero. Ribadisco. Bella voce, melodie notevoli.
Fossero inglesi potrebbero essere tranquillamente famosi.
Mi ricordano i Trembling Blue Star.
Probabilmente mancano le strutture in Italia, e il "circuito", ma se la qualità della scena regge questi livelli credo sia pronta per confrontarsi con l'estero.
A parte il fenomeno italo-disco, quello che conosco dell'Italia è questo progetto dance, di cui abbiamo parlato anche su Ondskan, chiamato Milky.
Li conosci?

Ehm.Onestamente. No. Mi documenterò comunque.
La Missione, mia e di Ingrid, di fare conoscere la musica italiana in Svezia, e all'estero, è appena cominciata. Un giorno, forse non troppo lontano, ci ritroveremo ad essere la nuova Svezia della scena musicale mondiale.
Un giorno.
Forse.



Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare

 

 

 

Tough Alliance
Gentle Touch


Most Valuable Players

 


Taxi Taxi

 

 


Nicolas Makelberg

Come piccole formichine raffreddate e un po' malinconiche, intere schiere di "genietti indie" svedesi si sono rintanati, a partire dal mese d'ottobre, nelle loro calde e accoglienti "tane" ikea dal parquet in legno e l'odore di candele profumate intriso nelle pareti.
Per mesi, silenziosi ed operosi, si sono dedicati alla scrittura e alla registrazione di canzoni destinate ad invadere il pianeta terra in un prossimo futuro ormai sempre più vicino.
Un'invasione pacifica e colorata.
In fila per due, senza dare troppo nell'occhio.
Maglie a righe e frangette.
Jeans stretti e spillette.
La bandiera di Morrissey in una mano e lo stendardo dei Pet Shop Boys nell'altra.
Il 2006 sarà, probabilmente, l'anno della consacrazione per la Svezia a ruolo di SuperPotenza egemone all'interno del complesso scacchiere "indie-politico" mondiale.
Io e Ingrid cercheremo in tutti i modi di essere cronisti in prima linea, degni di questa definizione, cuffie sulle orecchie e cd-r sotto braccio, raccontando in diretta una rivoluzione annunciata. Liberi da ogni condizionamento e in nome della verità! Servizi segreti permettendo.
Alcune di queste "formichine" portano strani nomi minacciosi:
The Radio Dept, Hell On Wheels, Le Sport, Acid House Kings, Action Biker, The Knife, Jens Lekmann, Vapnet, El Perro Del Mar, Mr. Suitcase, Mixtapes & Cellmates, Cat 5.
Spaventati?

Ricordate i Gentle Touch? Ingrid se n'era innamorata perdutamente pochi mesi fa dopo averli visti suonare dal vivo ed essere riuscita, potere delle donne, ad impossessarsi di una copia del loro primissimo demo, fresco di realizzazione. suonandolo, nelle settimane successive, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
I Gentle Touch sono stati messi sotto contratto dalla Songs I Wish I Had Written, una delle nostre etichette preferite, casa di Le Sport, Unarmed Enemies, Regina ecc.
Il 22 febbraio uscirà il loro primo Ep, il quale altro non è che una rimasterizzazione di quel demo.
Quattro perle d'elettro-pop romantico e sognante.
Un must assoluto.
Il primo di questo 2006.

I Most Valuable Players sono un'altra band apparsa in precedenza sulle "pagine" di Stockholm Syndrome.
Autori di una piccola hit underground come "Stockholm doesn't belong to me"(uno dei componenti della band è titolare, tra l'altro, dell'interessante side-project Holding a Peach su Bedroom) arrivano ora alla pubblicazione del loro album d'esordio per l'etichetta Friendly Noise intitolato "You in Honey".
Un altro dischetto imperdibile che testimonia alla perfezione il suono attuale della scena indie di Stoccolma. Melodie emo, retaggi anni ottanta, elettronica "da supermercato" il tutto frullato con attitudine shoegazing e slacker da manuale.
Si dichiarano influenzati da gente come New Order, Robert Wyatt, Italo Calvino, Olivia Tremor Control, Gorky's Zygotic Mynci. In Svezia sono già un piccolo caso.

Come d'altronde lo sono già le Taxi Taxi.
Duo al femminile composto dalle sorelle (gemelle?) Miriam e Johanna Berhan. In grado di guadagnare i favori e le attenzioni dell'intera scena senza avere inciso neanche un demo arrivando dritte dritte alla copertina del primo numero della rivista Ondskan, rivista che si preannuncia essere "la nuova bibbia" svedese dedicata all'indiepop (sito consultabile all'indirizzo www.ondskan.se).
Il tutto grazie a due brani ascoltabili sul loro blog in My Space: www.myspace.com/taxitaximusic. Potere di internet.Potere del formato mp3.
Future reginette indie?
Le due canzoni sopra citate e i loro live, fragili e dolcissimi, farebbero propendere per una risposta affermativa.

Un'attenzione che, a torto, fino ad ora è mancata a Steso, obliqua cantautrice indie con la passione per le tastiere Casio, residente a Malmoe e autrice insieme a Bobby Baby di quel capolavoro estivo dedicato agli infradito che era "Flip flop".
Le sue canzoni sono scaricabili sul sito internet www.stesosongs.com e sono diventate nel giro di pochi giorni la nuova ossessione d'Ingrid.
Canzoni straordinarie. Fuori dal comune.
Se fossi una donna vorrei scrivere canzoni così.

Nuovo singolo e nuovo video per il duo Three is a Crowd su Hybris. La canzone in questione "It's always the same, anyway" è un boogie synth-pop trascinante e spensierato, da urlare a squarciagola alle tre del mattino, madidi di sudore per aver ballato troppo, trentacinque gradi in pista, meno dieci fuori, barcollando e ridendo sulla via di casa.

Album d'esordio, sempre su Hybris, per i The Kid con "La Société Nouvelle". Disco sfaccettato e per certi versi spiazzante. Un rincorrersi d'influenze e di citazioni disparate che ad un primo ascolto lasciano perplessi e confusi ma che in seguito si rivelano in tutte le loro sfumature e livelli, incuriosendo e creando, fatto raro, la sensazione di qualcosa di nuovo ed inedito.
Immaginate in quarantacinque minuti una band che riesce a suonare come i Ladytron, i Joy Division, i Ride, gli Echo and The Bunnymen, i My Bloody Valentine, Grace Jones, i The Knife, i Colder, i The Kills, gli Architecture in Helsinki ed Ennio Morricone allo stesso tempo.

In conclusione, Nicolas Makelberg che ritorna ad esibire la sua maestria nel confezionare tracce elettropop memorabili coverizzando "Johnny Johnny" dei Prefab Sprout e guadagnandosi l'onore di finire sulla lista dei brani migliori del 2005 da parte dell'autorevolissimo programma radio svedese P3 Pop.
Da non perdere, inoltre, il suo remix di "Do It" di Friday Bridge disponibile sul sito della Bedroom Rec.
Doverosa, al più presto, una chiacchierata sul divano, con uno dei nostri artisti svedesi preferiti in assoluto.

Dischi per il mese di Febbraio (se anche voi avete dei vuoti da colmare)

The Knife "Silent Shout". Rabid
Josè Gonzàlez "Veneer". Peacefrog
Gentle Touch "Gentle Touch Ep". SIWIHW
Most Valuable Players "You In Honey". Friendly Noise





Marco

Puntate Precedenti:

#1: Hell On Wheels
#2: Le Sport
#3: Montt Mardiè
#4: Kirsten's Postcard & The Sad Snowman