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v/a

Stockholm Syndrome #4

Immaginate una stanza. Semplice. Sobria. Minimale.
Uno specchio, un divano, uno stereo.
Immaginate un malato immaginario. Afflitto dalla Sindrome di Stoccolma.
Immaginatelo innamorato di una ragazza che, forse, nemmeno esiste. Di nome Ingrid.
Immaginatelo vivere a Stoccolma…

La nostra stanza a Stoccolma:

THE MIRROR (Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi)
THE SOFA (Interviste, approfondimenti, riflessioni): The Sad Snowman e Kirsten's Postcard
THE STEREO (Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare)


Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi

 


Stoccolma

Ritornare a casa dopo otto mesi.
Ritrovare gli sguardi con i quali sei cresciuto.
Gli odori che non potrai mai dimenticare e che faranno sempre parte di te.
La consapevolezza malinconica che tutto è cambiato.
Dentro.
Il distacco dell'assenza che rende lucida ogni considerazione.
Una nuova canzone del tuo migliore amico nelle cuffie.
La più bella canzone che in Italia sia mai stata scritta e che ancora nessuno ha mai ascoltato.
Verrà il tempo anche per questo.
Costruire qualcosa d'indimenticabile, che superi i confini nazionali, liberi da vecchie zavorre mentali e culturali.
Ci sarà tempo anche per questo.
Siamo giovani e bellissimi.
Tremendamente fragili.
Quattordici giorni non sono abbastanza.
Per riconciliarsi con i propri fantasmi.
E' come vivere sospesi.
Senza appartenere a nessun luogo davvero.
Nel viaggio di ritorno per Stoccolma, dall'aeroporto a casa, ho realizzato, per la prima volta in tutti questi mesi, di vivere in Svezia.
Un paese straniero.
La cosa strana è che la sensazione che ho provato è stata identica a quella che avuto durante la mia breve permanenza in Italia.
E' come vivere sospesi.
Ingrid ha ragione.
Sono felice questa notte
Senza zavorre.


Interviste, approfondimenti, riflessioni

 


The Sad Snowman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kirsten's Postcard

In concomitanza col nostro passaggio in Italia, per la prima volta dopo otto mesi, Io e Ingrid non potevamo farci sfuggire l'occasione di fare quattro chiacchiere, tra un cenone e l'altro, con due delle realtà italiane più interessanti che questo 2005 ci abbia regalato: The SadSnowman e la net-label Kirsten's Postcard.
Dietro i due progetti, due amici.
Filippo e Giuseppe (il primo "titolare" anche della sigla The SadSnowman).
Odore di casa.
E di pomeriggi adolescenziali trascorsi a sognare di fare grandi cose.
Fuori dalla finestra la nebbia del cuneese.
Come se non fosse mai andata via.
Signore e signori, ecco a voi il divano per la prima volta in Italia.

Un pupazzo di neve. Un pupazzo di neve triste.
E' come se l'ingenuità e la leggerezza dell'infanzia incontrassero la consapevolezza dell'età adulta creando uno scarto in cui la malinconia impregna i vestiti e le note delle canzoni.Inevitabilmente.
Ingrid adora i pupazzi di neve.
Guardandoli a volte diventa malinconica.
Mi sono sempre chiesto il perchè.
Mi racconti la storia di The SadSnowman?

Filippo: Il pupazzo e' nato in una fredda nottata a cavallo tra il 1999\2000. A quell'epoca il mio unico pensiero erano i Belle & Sebastian. Quasi maniacale, non pensavo ad altro, la loro estetica la sentivo molto mia, Isobel era la ragazza che volevo baciare e Stuart era l'amico di cui mi sarei voluto innamorare. Di fatto e' stato cosi, almeno platonicamente!! "The boy with the Arab Strap" era uscito da appena un anno e tra vari ep, il primo album e il secondo, ne avevo da perdermi... e così e' stato.

Che musica ascolta il pupazzo? Mi racconti qualcosa del suo immaginario?

Filippo: Direi che la parola d'ordine sia Malinconia. Ogni canzone ne ha una buona dose. Non so perchè, ma credo che sia l'unico elemento che possa rendere una canzone senza tempo. Probabilmente e' soggettivo, ma credo che tutti di fronte a una serie di accordi in minore non possano fare a meno di viaggiare con la mente, e poi diciamocelo: se dovessi dirmi le tue 5 canzoni della vita, scommetto che per lo meno 4 avrebbero un mood abbastanza triste. La malinconia e' l'unica cosa che ci fa sentire il tempo che passa, la adoriamo e odiamo tutti, non è questione di tristezza, e' questione di corde che vengono toccate. Nel mio caso, sono quelle corde che m'interessano. Era inevitabile finire sull'US folk...

Progetti legati al futuro? Cosa sta accadendo nel mondo del pupazzo?

Filippo: Al momento sto facendo l'inventario delle canzoni che m'interessa tenere, avrò una ventina di canzoni, tutte ovviamente chitarra-voce. A breve inizierò a registrare con l'aiuto di Gianluca Servetti (cantante dei Mirsie e giornalista di Rockerilla) un nuovo ep, e se tutto verrà amalgamato bene, magari direttamente l'album. Per il resto sto lavorando a creare un live solo chitarra voce, così che possa fare qualche data in giro per l'Italia. Ad aprile sarò a Firenze con una data organizzatami da Giuseppe e Leonardo della Black Candy. Ah si! La prossima cosa che faro e' comprare su Ebay una pedal steel e imparare ad usarla...

Il pupazzo è un cantastorie. Un cantastorie per bambini diventati adulti. Di chi e di che cosa parlano le sue storie?
Secondo Ingrid il pupazzo ha il cuore infranto. Quante donne ha amato?

Filippo: .Non so veramente cosa rispondere, Marco.

Se potesse scegliere di baciare sulle labbra chiunque volesse chi bacerebbe?

Filippo: A parte Conor Oberst? Sto riscoprendo i Mazzy Star in questo periodo... si, penso che mi piacerebbe un sacco baciare Hope Sandoval...

Fine dell'anno. Tempo di playlist. I tre dischi dell'anno per il pupazzo?

Filippo: TRE!? No, per lo meno cinque...Bright Eyes al primo posto indiscusso. L'Altra "Different Days". Hood "Outside closet". The decemberists "Picaresque" e "Odissea" dei Fischerspooner.

Una sola canzone. L'unica da portare nel cuore.
Il suo manifesto.

Filippo: Una sola... Non so se e' lei la mia canzone di sempre, sicuramente no, ma penso che "Prayer for the paranoia" dei Mojave 3 rispecchi moltissimo il pupazzo...ma anche "Spirit ditch" degli sparklehorse... non so sono tantissime, teniamo per buoni i Mojave 3.




Kirsten's Postcard è la prima indie net-label italiana.
Come nasce l'idea di questo progetto? Quali sono i suoi obbiettivi?

Giuseppe: Sai, Kirsten's Postcard è nata così, senza stare troppo a pensarci su. Poi il progetto si è sviluppato, ha preso un piega più meditata: non abbiamo voluto trasformarci in un contenitore di mp3,perché non ne sentiamo assolutamente il bisogno.
Abbiamo preferito concentrarci su progetti specifici, dedicando loro del tempo e, soprattutto, abbiamo cercato di regalare al tutto una chiave estetica ed un mood ben riconoscibile, mettendo on line solamente progetti che amiamo moltissimo.
Il fatto è che siamo convinti che il formato mp3, che da un lato permette grande libertà, dall'altro possa essere potenzialmente dispersivo: nonostante ciò, crediamo fortemente che quella delle netlabel sia una delle uniche strade, oggi, per diffondere musica senza scontrarsi con un mercato morto e con una attenzione sempre
più frammentata.

Sino ad ora che tipo di riscontri avete ottenuto? Cosa ne pensate, senza peli sulla lingua, della scena indie italiana? Chi designereste come degni ambasciatori del suono italico all'estero?

Giuseppe: Non saprei ragionare sui risultati: non abbiamo alcun riscontro numerico, né ci interessa averlo. Sappiamo che la nostra musica è stata ascoltata in paesi lontani e poco raggiungibili: recensioni di webzine brasiliane, segnalazioni su portali cinesi, cose così, che se da un lato fanno sorridere, dall'altro dimostrano come ormai il mercato tradizionale, ma non dovevamo essere noi a scoprirlo, sia veramente addormentato.
L'indie italico non esiste: c'è un panorama sommerso frammentato in vari filoni, con alcune etichette e realtà davvero molto valide, che si muovono con entusiasmo, magari supportate da un minuscolo hype che vale molto.
Ovvio, l'indiepop in particolare non è un genere molto frequentato, spesso se ne ha una percezione poco chiara, eppure credo che davvero ci siano le basi per costruire un piccolo circuito, divertente ed interessante. Anzi, sono convinto che una piccola scena in realtà già esista.

Progetti per il 2006? Cosa bolle in pentola in casa Kirsten's? Avete già un'idea di chi firmerà e da dove le prossime cartoline?

Giuseppe: Beh, il progetto più ambizioso è un tributo che stiamo realizzando, dedicato ai Belle and Sebastian: parteciperanno delle realtà che amiamo, come gli Austin Lace, i Le man avec le lunettes, i Canadians, i Tokio Overtones e molti altri. Poi, ci stiamo muovendo perché le prossime cartoline siano francesi: ma ci sono alcuni
gruppi italiani molto interessanti.
Come al solito, però, le nostre uscite saranno poche e mirate.
Magari, col tuo aiuto, si potrebbe realizzare qualcosa con altre band svedesi.

Che dischi hanno suonato sullo stereo di Kirsten's nell'anno appena trascorso?

Giuseppe: Nel mio hanno trovato molto spazio gli Austin Lace, i Clap your hands say yeah e i Lucksmiths..

Quali sono gli artisti con cui sognereste di collaborare?

Giuseppe: Direi che se gli Smiths si riunissero e ci proponessero di fare uscire un ep con noi, beh, non credo rifiuteremmo.:)

Avete mai provato a contattare Kirsten Dunst?

Giuseppe: Lo vorrei fare assolutamente, ma trovare la sua mail e' veramente un casino.

Il suo film che preferite?

Giuseppe: Ovvio, Il giardino delle vergini suicide.

Qual è stato il momento più bello legato all'esperienza Kirsten's Postcard?

Giuseppe: Ce ne sono stati molti.Quest'intervista?


Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare

 

Tough Alliance
Kalle J

 




Harlem

 


Peace In Our Time

 

David Pagmar in arte Montt Mardié nell'intervista dello scorso numero del divano ci aveva anticipato di un progetto dicembrino legato a un Ep di cover natalizie interpretate da alcune delle band svedesi più interessanti della scena indie.
Progetto che in seguito si è trasformato in un disco interamente scaricabile da internet (www.euroxmas.tk) al quale hanno contribuito nomi del calibro di Le Sport, Cat5, Montt Mardié stesso, Mr. Suitcase, Unarmed Enemies, Vapnet con il nome "1 2 Many" e Bobby Baby.
Ingrid, ovviamente, lo ha trasformato nella nostra colonna sonora natalizia, suonandolo ad ogni occasione, tra la curiosità dei nostri amici.
Tenero ed estemporaneo.

Con qualche mese di ritardo ho scoperto l'Ep di Biker Boy "Heart" su Hybris. Affascinante one man band influenzata da malinconiche atmosfere "british" dal sapore anni ottanta in bilico tra due mostri sacri, che ormai sembrano essere diventati imprescindibili nell'immaginario musicale svedese, come The Smiths e Pet Shop Boys.
Un dischetto fragile e romantico, senza nessuna pretesa di cambiare la storia della musica, frutto dell'amore e della passione di un fan nei confronti dei propri "miti" giovanili.
Un atto d'amore, referenziale ed autoironico.

Sempre sulla giovane label di Stoccolma due nuove uscite natalizie: The Kid e Kalle J.
I primi si presentano con un cd-r intitolato "Kit Club hotel" dalle atmosfere invernali e dal vago sapore dark.
Voce femminile, tastiere evocative, chitarre brumose e trascinanti. Un remix dei Vapnet in chiave bossanova ad impreziosire il tutto.
Il secondo gioca con un'elettronica povera e artigianale fatta di sample allegri ed efficaci che ricordano i The Avalanches, riciclando un immaginario pop a trecento sessanta gradi sottoforma di colorate caramelle "dance".

Su un'altra delle nostre etichette preferite del momento la Service (casa di Cat5, The Tough Alliance, Jens Lekmann, Eric De Vahl ecc.) troviamo la nuova, ennesima, sensazione elettro pop scandinava, gli Harlem con l'ep "Game/Watch".
Caratterizzati, a dispetto dei tanti compagni d'avventura, da un suono più scuro e pastoso, notturno e metropolitano.
Un po' Depeche Mode, un po' Soulwax, andando ad occupare il versante meno soleggiato ed ombroso della "synth invasion" svedese.

Ingrid si è innamorata di una nuova etichetta indipendente e in questi giorni non fa altro che ascoltarne e riascoltarne i dischi, stretta nel suo maglione di lana a righe rosse e nere, scrivendo lettere malinconiche alla sua amica Kirsten.
Music Is My Girlfriend è il nome, programmatico, di questo nuovo serbatoio di novità pop ultra lo-fi, dal catalogo tutto da scoprire e del quale torneremo a parlare presto.
Intanto gli ep di Naimi "Lagom ar samst" e di Peace In Our Time "A way to pass the time" suonano ininterrottamente nello stereo dal giorno del nostro rientro a Stoccolma, riscaldando con chitarre a bassa fedeltà e melodie appiccicose i bui e freddissimi pomeriggi di questo nordico inizio d'anno, confermando, se ce ne fosse stato bisogno, lo stato di grazia delle camerette Ikea dei teenager scandinavi.

Dischi per il mese di Gennaio (se anche voi avete dei vuoti da colmare).

Biker Boy "Heart". Hybris
Naimi "Lagom ar samt". MIMG
Peace In Our Time "A way to pass the time". MIMG
Harlem "Game/Watch". Service
Kalle J "Some old friends.". Hybris




Marco