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v/a

Stockholm Syndrome

Immaginate una stanza. Semplice. Sobria. Minimale.
Uno specchio, un divano, uno stereo.
Immaginate un malato immaginario. Afflitto dalla Sindrome di Stoccolma.
Immaginatelo innamorato di una ragazza che, forse, nemmeno esiste. Di nome Ingrid.
Immaginatelo vivere a Stoccolma…

La nostra stanza a Stoccolma:

THE MIRROR (Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi)
THE SOFA (Interviste, approfondimenti, riflessioni): Hell on Wheels
THE STEREO (Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare)


Storie, confessioni, pensieri o semplici ricordi

 


Stoccolma

Amare qualcuno è l'atto più narcisistico che possa esistere.
Ricerca ossessiva di quello che non siamo e che vorremmo essere.
Improvvisa materializzazione delle nostre più profonde mancanze.
Sulla pelle, gli occhi, i capelli, i baci di qualcun altro.
Creazione di cyborg in carne ed ossa, fatti a nostra immagine e somiglianza, avvolti in una pellicola, fatta dal nostro amore e dalla nostra ossessione... per coprirne la vera natura, distante anni luce dalla nostra immaginifica rappresentazione.
Il vero amore è non conoscere qualcuno, non conoscerlo affatto.
Amare qualcuno è amare noi stessi, la parte che non ci è stata consegnata fin dall'inizio.
E' uno specchio scuro, affacciato su una strada che non conosciamo. Della quale, ogni giorno, reinventiamo i segnali.
"Baciami" dice Ingrid, "Baciami come se baciassi te stesso". "The Youth" di
Britta Perrson di sottofondo.
Imparerai a non avere luogo, a non avere spazio, a non avere tempo.
Dentro una bolla di sapone fragilissima.
Qualche numero di telefono sull'agendina, che non chiamerai. E un cardigan di lana verde.
La gente si girerà per strada a guardarti. A guardarlo forse.
E ti sentirai leggero. Come l'odore dell'assenza di equilibri.
Come l'odore che hanno i legami sbiaditi e quelli appena cominciati.
L'odore della lavatrice, l'ennesima. E istruzioni di lavaggio che non sei ancora riuscito a decifrare.
"Non mi appartieni", "non ti appartengo".
Parole appena sussurrate. Tra le linee geometriche delle pareti di un locale affollatissimo. Sulle note di "Stochkolm doesn't belong to me".
Most Valuable Players.
L'amore, imparerai, ha così tante sfumature...
E la maggior parte non verranno mai raccontate in una canzone pop...
Stropicciarsi i vestiti prima di uscire è l'unica cosa che conta. Forse...
"Vorrei trovare una gomma da masticare un giorno. Dal gusto senza fine... "
"Vorrei che non smettessi mai di guardarmi"...
A volte Stoccolma la trovi in istantanee.
Su un bus. Nella direzione sbagliata.
Ingrid che appoggia la testa sul finestrino, sul riflesso dei lampioni.
Le sue dita a disegnarti il respiro.
Pensi.
Imparerò. Imparerò.
Mia splendida Sindrome.
Imparerò a non appartenerti, a non appartenermi...


Interviste, approfondimenti, riflessioni

 

hell on wheels
Le Sport

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Sport

Ho sempre sognato di avere una band...
Ho sempre sognato di essere bellissimo, biondo e di avere una voce straordinaria...
Ho sempre sognato di conoscere una ragazza di nome Ingrid...
Alcune cose si avverano. Altre no...

Incontrare i Le Sport significa incontrare due ragazzi, ventenni, nell'esatto momento in cui una parte dei loro sogni sembra si stia avverando. Nell'esatto momento in cui la loro musica è uscita, ormai irrimediabilmente, dalla cameretta, iniziando a confrontarsi con il mondo là fuori.
Raccogliendo sguardi e consensi che rendono euforici e bellissimi, anche se terribilmente fragili.
Due ragazzi ventenni all'inizio della loro "carriera pubblica", timidi, forse un po' impauriti, sicuramente galvanizzati da tutto quello che gli sta capitando nelle ultimissime settimane.
Il primo video, i primi concerti importanti, le prime interviste, le prime segnalazioni sui quotidiani nazionali. Le prime mail dei fan. America, Italia, Giappone, Francia, Spagna.
Potere di Internet.
Potere delle loro, irresistibili, canzonette anni ottanta.
Ragazzi alle prese con fidanzate, comprensibilmente gelose e spaventate, e ragazzine in adorazione, per il nuovo fenomeno indie-pop svedese...
Ragazzi alle prese con sbornie colossali e dopo concerti memorabili.
Paninari indie-pop di nuova generazione.
Non potevano che essere loro i nuovi ospiti del divano... Quella sera, mercoledì 19 ottobre, finito il concerto, è stato amore a prima vista. Merito di Ingrid, forse.
D'obbligo rincontrarsi il giovedì successivo, 27 ottobre,
per una chiacchierata mattutina, davanti ad una tazza di tè caldo e la mente un po' più lucida...

Siete soddisfatti del concerto di mercoledì, vi siete ripresi dall'after-party?

Fredrik:
Sì, possiamo dire di essere soddisfatti del concerto di mercoledì. Abbiamo suonato decisamente meglio rispetto alle ultime apparizioni dal vivo e questa volta, cosa strana, non abbiamo quasi avuto alcun problema tecnico. Siamo ancora alle prime armi per quanto riguarda la dimensione live, abbiamo poco più di dieci concerti alle spalle, ma stiamo migliorando e la confidenza con i macchinari e gli effetti aumenta giorno per giorno. Probabilmente tra un'altra decina d'esibizioni sembreremo un gruppo vero e proprio!
Il dopo concerto è stato un delirio, lo riconosco. Piano piano, forse, ci abitueremo a gestire meglio anche quell' aspetto...

Mi raccontate qualcosa su come vi siete conosciuti e su come avete creato gli Eurosport?

Orjan:
Io e Fredrik ci siamo conosciuti poco più di un anno fa. Era l'estate del 2004. Lavoravamo entrambi come animatori in una colonia estiva per bambini, in un'isola dell'Arcipelago fuori Stoccolma.
Condividevamo la stessa stanza, così è stato inevitabile iniziare a parlare e a conoscersi, poco per volta.
Ci siamo subiti accorti di avere moltissime passioni in comune e di viaggiare, musicalmente parlando, esattamente sulla stessa lunghezza d'onda. Stessi ascolti, stesso immaginario, stessa attitudine.
Iniziare a scrivere qualcosa insieme è stato un attimo.
Una chitarra, la nostra stanza e la notte a disposizione, mentre i bambini dormivano.
Non abbiamo mai avuto il tempo di registrare quelle canzoni in seguito...
Ad ottobre di quell'anno ci siamo rincontrati e, senza alcuna esperienza alle nostre spalle, abbiamo intrapreso la nostra personale lotta contro la tecnologia, nel tentativo di acquisire quel minimo di conoscenza indispensabile per scrivere e registrare le nostre canzoni con l'aiuto di un computer. Ore ed ore passate a cercar di scoprire i segreti di Cubase e dei sintetizzatori appena acquistati.
Dopo alcune settimane avevamo un paio di canzoni pronte, registrate in maniera a dir poco artigianale e naif e le abbiamo messe on-line. Erano nati gli Eurosport...

Poi però, in seguito, siete stati costretti a cambiare il nome optando per Le Sport. Cos'è successo di preciso?

Orjan:
E' successo che, dopo aver messo on-line il nostro sito e aver suonato qualche gig con quel nome in cartellone, dalla Francia ci è arrivata una mail da un avvocato dell'emittente televisiva Eurosport, dicendoci che eravamo costretti a cambiare il nome perché loro non avevano gradito la possibilità che si potesse creare confusione tra il nostro il gruppo e la loro compagnia.
Essendo loro possessori del copyright "Eurosport" ci dissero di essere intenzionati ad intraprendere al più presto un'azione legale nei nostri confronti se non avessimo fatto qualcosa in proposito. Così ci siamo ritrovati obbligati a cambiar nome e, dopo alcune indecisioni, abbiamo optato in maniera definitiva per Le Sport.
Non so esattamente perché, ma questo fatto ha suscitato parecchia attenzione intorno alla band e paradossalmente ha contribuito ancora di più a farci conoscere in giro...

In effetti il nome sta girando parecchio ultimamente. Ho visto che da qualche giorno avete anche un video su alcune emittenti televisive, tra cui Mtv Scandinavia. Siete pronti a fare il grande salto verso la notorietà, vi piacerebbe diventare i Backstreet Boys dell'indiepop? La sera del concerto, e soprattutto durante il dopo-concerto, c'erano parecchie ragazze in adorazione...

Fredrik:
Non so cosa rispondere... C'è parecchia attenzione intorno a noi, è vero. Vedremo...
Non sarebbe così male diventare i Backstreet Boys dell'indiepop! (ridendo). Lo sai che il produttore delle loro canzoni e della maggior parte di quelle di Britney Spear è svedese? Si chiama Max Martin. E' miliardario ora. Qui è una sorta d'eroe nazionale...
Mah... Sai, non mi dispiacerebbe come cosa, ora che mi ci fai pensare... (sempre ridendo).
Orjan:
Attualmente, sono più preoccupato dal fatto che, proprio durante la registrazione del video, i ragazzi che lo stavano girando si siano dimenticati di assicurare la macchina che avevano preso a noleggio, per il giorno delle riprese... Ovviamente c'è stato un piccolo incidente, nulla di serio, per fortuna nessuno si è fatto male. Il risultato però è che, in questo modo, abbiamo sforato il nostro budget, già praticamente inesistente, di 1500 euro. E ora, in qualche maniera, dobbiamo recuperarli e pagare l'assicurazione per la macchina.
Fredrik: Sì, è vero. A questo scopo abbiamo organizzato un party al Marie Laveau (In assoluto il club "alternativo" più in voga attualmente a Stoccolma) il prossimo mercoledì due novembre. Si chiamerà "AID- Tell no one about tonight car crash". Ci saranno parecchi amici a darci una mano.
Suoneremo alcune canzoni e lo stesso faranno i Mixtapes & Cellmates, Montt Mardiè, gli Unarmed Enemies e Mr. Suitcase. Questi ultimi due gruppi sono appena stati messi sotto contratto dall'etichetta per la quale incidiamo, la "Songs I Wish I Had Written". Due gruppi eccezionali, devi venire assolutamente.

Non mancherò, puoi starne certo. Tra l'altro, io adoro i Mixtapes & Cellmates... Li conoscete bene?

Orjan:
Onestamente non li conosciamo così bene.
Sono parecchio più giovani di noi... (Orjan ha 24 anni, Fredrik 22 ) Non sono ancora neanche maggiorenni. Pensa che le loro madri, almeno così funziona in Svezia, ogni volta che suonano in un club, devono firmare una liberatoria per autorizzarli ad esibirsi.
Normalmente non potrebbero entrare in nessun locale pubblico dove si serve alcool. Dicono che siano molto promettenti come band...
Fredrik: Tra tutti il mio preferito è Montt Mardiè.
E' uno dei miei migliori amici. Per anni siamo andati a scuola insieme ed è strano, ora, ritrovarsi entrambi a questo punto, dopo aver fantasticato tanto... Proprio ieri sera ci siamo ritrovati a casa mia, per registrare alcune parti di sintetizzatore che andranno a finire sul suo disco d'esordio, in uscita per la Hybris.
Ha del talento quel ragazzo...

Cosa mi dite a proposito dei vostri di progetti discografici? A quando l'album d'esordio?

Orjan:
Tra poco uscirà un nuovo EP con le versioni ufficiali delle tre nuove canzoni che abbiamo uploadato recentemente sul sito, più alcuni remix.
Proprio in questi giorni stiamo scrivendo e registrando alcune nuove canzoni. Ci piacerebbe fare uscire il disco il giorno prima di Natale. Vedremo. Molto dipende anche dalla vicina di casa di Fredrik... Ultimamente si sta lamentando parecchio per il volume. Va a finire che ti cacciano...
Fredrik: Non dirlo, sarebbe un dramma. Più che altro non potremmo permetterci un studio dove registrare...

Come nascono le vostre canzoni, le vostre liriche. Come decidete chi canterà o scriverà cosa?

Orjan:
Normalmente quando c'incontriamo a casa di Fredrik ognuno di noi si presenta con le sue nuove idee, e da lì parte il confronto e l'elaborazione.
Spesso chi ha scritto la musica, o le liriche, finisce anche per cantare la canzone. Non abbiamo uno standard di lavorazione predefinito, in qualsiasi caso. Tutto può succedere.

Di cosa parlate nei vostri testi? Se posso essere sincero, sono abbastanza "equivoci"...

Orjan:
Non sei il primo a farcelo notare. Credo che molti, in giro, pensino la stessa cosa.
Ultimamente ci stanno interrogando spesso sulla nostra presunta omosessualità.
Soprattutto i testi di "Tell no one about tonight" and "Your brother is my only hope" sono stati fraintesi, portando le persone verso quella direzione.
La verità è che, personalmente, sono fidanzato con una ragazza, e quei testi non hanno alcun sottotesto gay.
"Your brother is my only hope" in realtà è vista dalla prospettiva di una madre che parla al proprio figlio lodando in continuazione il fratello maggiore.
I miei testi, il più delle volte, sono frutto di un continuo senso d'inadeguatezza verso tutto e tutti. Verso i fratelli maggiori, i compagni di classe, le ragazze...
Fredrik: Credo, comunque, che sia molto più interessante che le liriche rimangano aperte ad ogni interpretazione ed ognuno ci trovi quello che in realtà ha bisogno di trovarci. Per me è sempre stato così...
Spesso rimani deluso quando ne scopri il reale significato...

Mi fate qualche nome di band fondamentali per la vostra formazione musicale? Avete o avete avuto degli idoli da adolescenti? Vi piacerebbe diventare i Pet Shop Boys della vostra generazione? Forse, come prospettiva, sarebbe più allettante rispetto a diventarne i nuovi BackStreet Boys...

Orjan:
Ovviamente amiamo tantissimo il synth pop degli anni ottanta. Depeche Mode, Madonna, Pet Shop Boys, Kraftwerk ecc. Ma siamo, come tutti, credo, passati attraverso musiche e generi completamente differenti tra loro, negli anni.
E in qualche modo ancora li portiamo nel cuore...
Quando avevo quattordici anni i Weezer erano in assoluto i miei idoli e ancora adesso, se devo dire a qualcuno il mio gruppo preferito, faccio il loro nome.
Fredrik: Per me vale la stessa cosa per Smashing Pumpkins e Suede. Poi non so...
Come band, il suono che ci ha influenzato di più è sicuramente quello della così detta Eurodance.
Il nome Eurosport non era stato scelto a caso...
Whigfield, Dj Bobo, cose del genere. Spesso la gente rimane scioccata da questi nomi. Non so, noi adoriamo quei suoni. Spesso hanno delle melodie straordinarie, da togliere il fiato. In Svezia, poi, esiste una tradizione non indifferente...
Orjan: Di solito la critica specializzata storce il naso all'ascolto di quel genere, considerandolo spazzatura.
Penso ci voglia il giusto approccio per apprezzarlo, un po' d'auto-ironia e di leggerezza, levandosi di dosso ogni pregiudizio, cercando di non pensare troppo, di decontestualizzarlo...
Puoi trovare delle gran cose lì in mezzo, credimi.
La stessa cosa vale per la vostra italo-disco.
Recentemente Sonic, la rivista musicale più autorevole in Svezia, ha pubblicato uno speciale su questi sottogeneri, riabilitandone i contenuti ed esaltandone le qualità melodiche per nulla lontane da certe sonorità indie pop...
Fredrik: Sono d'accordo. Forse è spazzatura. Ma spazzatura profumata...
Orjan: Riguardo ai Pet Shop Boys, sono ancora in giro, e continuano a fare grande musica. E' ancora troppo arduo il confronto... Sarebbe carino comunque essere ricordati come i Pet Shop Boys della nostra generazione.

Qualche consiglio per quanto riguarda la scena svedese?

Orjan & Fredrik:
Montt Mardiè, Most Valuable Players, Laakso e poi i nostri nuovi compagni di etichetta su "Song I Wish I Had Written": Unarmed Enemies, Regina, Mr Suitcase, The Lovekevins.

Una domanda che a noi italiani sta particolarmente a cuore. Avete una qualche spiegazione, una motivazione, una teoria sull'impressionante proliferare di band, etichette, artisti, dal livello qualitativo sopra la media rispetto alle rispettive scene europee, in una nazione che conta solo nove milioni d'abitanti?

Orjan:
Uhm... E' una domanda interessante. Prima di tutto devi considerare che la Svezia ha un'enorme tradizione musicale alle spalle. Legata al folk e alla musica classica in generale. Musica scura, triste, fatta di melodie malinconiche...
Probabilmente questo passato s'insinua indelebile nell'animo di noi svedesi sin da piccoli, facendoci maturare una sensibilità verso la melodia fuori dal comune. Inoltre abbiamo un'altrettanto importante tradizione legata ai cori e ai cori da chiesa in particolare, e anche questa, è una cosa che impariamo ad amare ed esercitare fin da bambini.
Dal punto di vista istituzionale, invece, esiste una scuola di musica statale, praticamente gratis, che fin dall'età di otto-nove anni offre la possibilità a qualunque bambino di avere un primo approccio con uno strumento e con la musica in generale. Lasciandolo libero di scegliere ciò che più lo affascina e stimola la sua fantasia.
Non ultimo lo stato, che paga, agli adulti i periodi di disoccupazione, spesso dando in questo modo la possibilità ai musicisti di sopravvivere con un sussidio.
Moltissimi musicisti svedesi hanno scritto i loro dischi migliori in un periodo di disoccupazione.
D'altronde sei maggiorenne, non hai bisogno di miliardi per vivere... lo stato ti finanzia il minimo indispensabile per non doverti preoccupare più di tanto del mangiare... Può rimanerti parecchio tempo, se vuoi, da dedicare alla musica.
Non so, queste potrebbero essere alcune teorie...

Ok. Sono impressionato dalla lucidità della tua analisi Orjan. Conoscete qualcosa della scena indie italiana?

Fredrik & Orjan:
Spiacenti, no.
A parte il fenomeno italo-disco. Aspetta... Pavarotti, Eros Ramazzotti, Laura Pausini...

Basta, diventa imbarazzante... Avete un videogioco preferito?

Orjan:
La verità è che ho provato ad appassionarmi ai videogiochi ma, in tutti questi anni, non sono mai riuscito... Un mio amico trova che siano la cosa più rilassante che possa esistere. Su di me sortiscono l'effetto contrario. Mi rendono nervoso, frustrato, stressato. Mi spiace.
Fredrik: Fifa '98. Dopo ho smesso di giocare... Adoravo Beppe Signori. Sceglievo sempre la Lazio come squadra. Mi piace il calcio, non si direbbe vero?

Non l'avrei mai detto, in effetti...
Se doveste scegliere una nazione dove andare a vivere, che non sia la Svezia, in che parte del globo finireste?

Orjan:
Io opterei per il Giappone o la Germania. Avrei comunque bisogno di una società che funzioni a grandi linee come la Svezia. Essendo cresciuto qui ho sviluppato dentro di me questa necessità di fare la fila alle fermate degli autobus, aspettare il rosso per attraversare, mettermi in coda per ordinare qualcosa da mangiare. E' più forte di me... Sono stato in Cina recentemente e mi sono reso conto di quanto il caos e la mancanza di regole comuni, in queste piccole abitudini quotidiane, mi destabilizzi. Non riuscirei mai a ordinare prima di qualcun altro, di impormi in queste piccole cose. Resterei senza mangiare e non prenderei mai un autobus in tempo, probabilmente...
Fredrik: Io vivrei a Madrid, così il fine settimana potrei andare a vedere le partite del Real...

Ok ragazzi grazie di tutto, ci si vede mercoledì...
Venerdì, tra l'altro, suonerete di spalla a Jay Jay Johanson al Debaser, no?

Orjan:
Sì e sarà una data abbastanza cruciale...
Se tutto andrà bene, e se gli piaceremo, potrebbe decidere di portarci con lui in tour in Francia. Incrociamo le dita.
Fredrik: Infatti adesso andiamo a casa mia a provare il live, per l'ennesima volta, e a cercare di finire l'album in tempo per il giorno prima di natale...
Orjan: Cool il tuo divano blu, comunque...
L'hai disegnato tu quel fiore bianco?

Ehm... No... In verità è stata Ingrid...


Dischi, concerti, bands, etichette, vuoti da colmare

 

Tough Alliance
Hell on Wheels - New Chemicals EP

 

 

Mixtapes and Cellmates
Montt Mardiè

 

 

 

 

 

 


Holding a Peach

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Cat5

 

 

 

 

 


The Similou

Avete mai ascoltato musica in una stanza semivuota?
Sentito le note accarezzarvi il corpo direttamente, senza alcun oggetto come ostacolo, ad assorbirne l'impatto?
Uno specchio, un divano e uno stereo. Nient'altro.
E uno spazio da immaginare.
Canzoni. Semplici canzoni. Per arredare l'assenza...
Quante stanze semivuote vi siete lasciati alle spalle?
Quante altre stanze riempirete col nulla?

"Heard you on the radio" degli Hell on Wheels, sull'ennesima crisi di pianto di Ingrid...
Le gocce che le scorrono sul viso. Andandosi ad appoggiare sulla t-shirt, gialla, degli Abba.
Mentre Rikard e Asa sussurrano insieme la frase "You have me seduced"...
La più bella canzone che gli Hell On Wheels abbiano mai scritto... Sull'EP "New Chemicals". Per Kirsten's Postcard.
La copertina, opera di Ingrid...

L'inverno è arrivato. L'estate è un ricordo.
E presto perderà i contorni, trasformandosi in numero.
Ti ricordi l'estate del 1999?
Eri innamorato?
"He knows the sun" dei The Legends come dolcissimo manifesto malinconico.
Di baci consumati alla luce del sole durante tiepidi pomeriggi estivi.
In un parco vicino all'acqua. Tremando come bambini tra un tuffo e l'altro.
In mutande, distesi tra l'erba...
I The Cure in realtà venivano dalla West Coast.
E la Svezia, negli anni ottanta, confinava con la California...

Due artisti. Due nomi per il futuro. Della musica indie svedese, almeno.
il primo, Montt Mardiè, è un ragazzo giovanissimo di Stoccolma, in procinto di registrare un album per la Hybris. In uscita a novembre.
Intanto, come assaggio, è appena uscito un singolo dal titolo "Highschool Drama".
Pop cristallino dal sapore Motown che solo lontanamente lascia intuirne la straordinaria capacità di scrittura.
Nell'ultimo mese io e Ingrid l'abbiamo visto suonare dal vivo due volte. Dietro i suoi occhialoni da nerd e il fare da stella americana del dopoguerra.
Canzoni che semplicemente ci hanno incantato al primo ascolto.
Stelle filanti coloratissime in bilico tra i '60 e gli '80. Se non deluderà le attese ci regalerà uno dei dischi dell'anno...

A lungo termine, invece, la segnalazione che riguarda i Barr. Ensemble elettro-acustico dalla musica senza tempo.
Vestiti odor naftalina e lunghe barbe incolte a ricordare un'america post-Woodstock da cartolina.
Batteria, due chitarre, un contrabbasso e il suono antico di una melodica.
Obliqui personaggi provenienti da un mid-west immaginario. Fragili cantori di melodie in bilico tra il songwriting di Neil Young e la leggerezza dei Belle & Sebastian. Se Will Oldham decidesse un giorno di scrivere canzoni pop suonerebbero esattamente così...
Sono senza etichetta, non hanno ancora registrato un disco, nemmeno un Ep. Dal vivo hanno suonato pochissimo.
Johan, degli Hell on Wheels, qualche settimana fa ha organizzato una delle loro primissime esibizioni live proiettando Fargo dei fratelli Coen mentre suonavano...
Aspettate e vedrete qualcosa di straordinario prendere forma...
"Barr" in svedese significa aghi di pino...

Holding a Peach ha ventanni. Viene da un sobborgo appena fuori Stoccolma chiamato Nacka. Un'area verde, tranquilla, vicina all'acqua.
Insieme ad un suo amico porta avanti anche il progetto Most Valuable Players.
Holding a Peach è figlio di una generazione cresciuta a videogiochi, G.I. JOE e patatine.
La televisione come babysitter.
Suoni sintetici per un pop caramellato da ascoltare sugli autoscontri. Seduta di fianco la prima fidanzata che ti farà assaporare le gioie del sesso...
Adolescenza a Stoccolma...
Lukas Moodysson a filmare in super-8.
Un Ep su Bedroom Rec intitolato "A poem, A song, A prayer".

Tutto quello che dirò, da adesso in poi, potrà essere usato contro di me...
La lettura d'ora in avanti è consigliata ad un pubblico adulto, consenziente. Sconsigliata ai deboli di cuore, ai diabetici e ai puristi.
Se non vi siete ancora fermati fatelo ora altrimenti non dite che non vi avevo avvisato.

I Pet Shop Boys sono il mio gruppo preferito.
Io e Ingrid ci siamo conosciuti nell'estate del 2004 ballando "Domino Dancing" in un club qui a Stoccolma. Chiamato Debaser.
Da quella sera la mia vita è crollata. Avevo ventitrè anni.
Vittima di un (autentico) effetto domino affettivo. Illuminato da una strobo. Rapito da una ragazza che si muoveva, dolcemente, come Vanessa Paradis nel video "Joe le Taxi".
Gli anni ottanta, tutto ad un tratto, erano ancora una volta nella mia vita. Come un'infanzia senza fine, eterna, perfetta.
Nick Kamen la prima cassetta mai acquistata. Avevo sei anni.
Madonna il primo amore. Sette.
Mickael Jackson il primo vagito di ribellione. Otto.
E i Pet Shop Boys primi in classifica. Nove.
Mentre i miei Playmobil visitavano mondi straordinari, mai esplorati prima.
E le Girelle erano l'unica droga disponibile.
Per chi era un ragazzo, negli anni ottanta, capisco possano suonare insopportabili. La consapevolezza spesso rovina la festa.
Ma per chi, come me, era solo un bambino sono, semplicemente, gli anni della perfezione e della fantasia. Della libertà.
Ballare per ore davanti allo specchio, imitando Simon Lebon.
Il suono enorme di caldissimi bassi analogici, veloci più di Yattaman.
Le melodie lunari di magici vocoder, affascinanti come Voltron.
L'incedere meccanico di splendide batterie elettroniche, sensuali come Crimie...
Venire in Svezia con Ingrid al mio fianco, per certi versi, è stato come tornare bambino.
O, paradossalmente, come tornare a casa...
Vedere quanti ragazzi della mia età in questa nazione siano vittime dallo stesso immaginario mi ha fatto sentire meno alieno.
E le loro melodie hanno il gusto di Big Bubble senza fine...
Sensazione che solo il pop più genuino sa regalare...

Prima segnalazione, ovviamente, per i Le Sport che ci regalano tre nuove perle, scaricabili dal loro sito e che presto andranno a formare un nuovo Ep per la "Songs I Wish I Had Written". Business Girls, I come before you, Shaking a lot, hanno tutto quello che serve per rendere migliore la vostra vita. Melodia, ritmo, vocoder e leggerezza consapevole...
Se solo poteste vedere Ingrid mentre balla...
Smettereste di respirare...

La risposta femminile ai Le sport sono le Cat5 ed hanno appena pubblicato un singolo per la Service Records (l'etichetta che licenzia Jens Lekmann per intenderci), attirando l'attenzione di tutta la critica, specializzata e non, svedese.
Ventenni, bellissime, biondissime. Le sorelle Hilton dell'indie-pop.
"Play this loud" e "Sexy" sono, per ora, solo un assaggio di un synth-pop al femminile e lolitesco destinato a suscitare un interesse esponenziale.
In Svezia sta avvenendo una piccola rivoluzione all'interno della "pop music culture"...
Un giorno nelle camerette Ikea dei teenager di tutta la scandinavia potrebbero finirci i loro poster e quelli dei Le sport...
Sostituendo l'insulsaggine e l'inutilità delle anonime pop star attuali... Indie pop al potere?
Le Cat5 tra l'altro stanno lavorando a un remix proprio dei Le Sport, "Business Girls", ed hanno da poco dato nuova vita a "Some Indulgence" degli Embassy. Non male come biglietto da visita per delle novelle pop-star, no?

I Three is a Crowd incidono per la Hybris.
Una delle nuove etichette svedesi più interessanti in circolazione. I Three is a Crowd, a dispetto del nome, sono in due. Poco altro è dato conoscere.
Nessuna informazione sul loro sito web, pochissime su quello della Hybris.
Si vocifera abbiano un passato un po' burrascoso, ma non ho ancora capito bene in che senso. (Cercherò di saperne di più). D'altronde è già spuntato il loro numero di telefono sull'agendina...
Suonano un synth pop un po' slabbrato, spesso dalle ritmiche boogie, con un attitudine slacker che ricorda i The Tough Alliance ma con una maggior influenza new wave.
Il loro disco d'esordio è uscito a settembre e si chiama "Hopelessness is key". Il singolo "Illiterate i" vi riporterà in dietro nel tempo. Un po' "Enola Gay", un po' Soft Cell, un po' New Order, più una piccola, inevitabile, spruzzata di Abba.
Nei club della città è già una piccola hit...

Sulla stessa lunghezza d'onda, ma con un'attitudine orientata verso la melodia e la pista da ballo ancora più accentuata, i The Similou.
Un duo, ancora una volta. Direttamente da Goteborg.
Tastiere a tracolla, frangette ben pettinate, vestiti stropicciati. E un bagaglio di canzoni irresistibili e colorate.
Provate a mischiare un immaginario ibizenco anni ottanta, i dischi della Postcard, i The Knife, i Jesus and The Mary Chain. Provate a farlo indossando sulla giacca una spilla con la scritta "Ciao".
Ridete, e fatelo con naturalezza. Almeno di venerdì sera.
Per le cose serie ci sarà tempo in settimana...
"So hot right now" è il titolo dell'album.
"All this love" e "Ladykillers" due delle tracce più trascinanti e divertenti di questo 2005.

L'ultima segnalazione, di questo excursus sull'attuale scena synth-pop svedese, è dedicata a Nicolas Makelberge.
Il suo "South America Ep" è stato appena licenziato dalla Bedroom Rec, a ribadire la qualità e la trasversalità della musica proposta dall'etichetta...
Se fino adesso abbiamo ballato e gioito di un venerdì sera scanzonato e spensierato, avvolti da calde luci ad intermittenza, Nicolas ci riporta ad una dimensione più malinconica e introspettiva, nonostante i beat e i sintetizzatori analogici.
Ogni fine serata, d'altronde, ha un qualcosa di malinconico, a suo modo...
Canzoni notturne, sorrette da giri d'arpeggiatore memorabili.
Ho spesso provato a immaginare Nick Drake davanti a un Korg e a una drum-machine, flirtare con i Kraftwerk. Avrebbe scritto canzoni indimenticabili...
Nicolas ha reso tutto questo realtà, regalando al mondo un piccolo capolavoro.

In metropolitana, alle sei del mattino. Finita la festa.
Ingrid addormentata al tuo fianco, le guance accaldate...
Per un attimo sembrava sussurrasse ti amo...

Ci si vede tra un mese.
Iniziate a coprirvi nel frattempo...
Farà molto freddo da queste parti...

Dischi per il mese di novembre (se anche voi avete dei vuoti da colmare).

-Hell on Wheels "New Chemicals Ep". Kirsten's Postcard
-Le Sport "Business girls/I come before you". Songs I Wish I Had Written.
-The Similou "So hot right now". Dnm.
-Nicolas Makelberge "South America Ep". Bedroom Records.
-Cat5 "Play this loud/Sexy". Service Records.
-Three is a Crowd "Hopelessness is key". Hybris.
-Montt Mardiè "Highschool Drama". Hybris.
-Shout Out Louds "HowlHowlGaffGaff". Capitol.




Marco