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Spearmint

C'è voluto un po' di tempo perché gli Spearmint diventassero un elemento fisso del nostro orizzonte quotidiano. Ma d'altra parte l'evoluzione della band di Shirley Lee non ha conosciuto pause: "A Week Away" prometteva molto e raramente una promessa è stata mantenuta con altrettanta puntualità. Nati in piena esplosione Brit Pop, se ne sono saggiamente mantenuti alla larga evitando di venire travolti dal riflusso e sviluppando negli anni un suono che oggi padroneggiano alla perfezione, in parti uguali pop classico e quella sua evoluzione inglese nota come Northern Soul. Se "A Different Lifetime" rimane ad oggi il loro riconosciuto capolavoro, il successivo "A Week Away" mostrava la sicurezza e la confidenza di una band matura e perfettamente a suo agio nel costruire senza fretta ottime pop songs. Ma più di tutto questo, gli Spearmint si identificano oggi nelle liriche di Shirley Lee, che non esitiamo a definire il più grande autore vivente di canzoni d'amore: come faccia ad evitare le banalità insite del genere è un mistero che ci apprestiamo ad esplorare, dato che abbiamo approfittato della pubblicazione di "A Leopard and Other Stories", album che raccoglie un lustro di b-sides e canzoni sparse per varie compilations, per fargli qualche domanda.

Mi piace l'idea di un album costruito pezzo per pezzo come "A Leopard". Che tipo di approccio avete scelto? Avete cercato di dare un feeling comune ai singoli pezzi?

Come spieghiamo nelle note di copertina di "A Leopard And Other Stories", il primo album degli Spearmint è stato una raccolta di b-sides e singoli, uscita nel 1998 proprio mentre stavamo lavorando al nostro vero debutto "A Week Away". Stavamo impiegando tutte le nostre forze su "A Week Away", volevamo che fosse il miglior album Pop di tutti i tempi, e all'improvviso, senza nessuno sforzo, è uscita la raccolta "Songs For The Colour Yellow". In pratica avevamo pubblicato un album senza nemmeno accorgercene, e non è stata una brutta sensazione! Allora ho pensato che avremmo potuto costruire deliberatamente quell'album pezzo per pezzo, piuttosto che lasciarlo semplicemente succedere in quel modo. Abbiamo quindi deciso che avremmo usato ogni opportunità di incidere b-sides o partecipazioni a qualche compilation per registrare canzoni di un album futuro che avremmo creato un poco per volta in un periodo di diversi anni.
E quest'album è diventato "A Leopard". Ogni tanto discutevamo di quali canzoni sarebbero finite sul disco e di come stava riuscendo l'operazione, e come lo avremmo intitolato. A differenza degli altri album degli Spearmint, non volevamo che avesse un tema o una storia unificatrice - anzi, proprio il contrario: ci piaceva l'idea di fare canzoni in differenti stili, in modo che sembrasse una raccolta di storie brevi invece di un romanzo. La canzone "A Leopard" parla dell'infanzia perduta (come Rosebud in "Quarto Potere") e le altre canzoni affrontano argomenti del tutto diversi tra loro.
E' stato strano ascoltarlo una volta finito, dato che alcune delle canzoni sono state registrate cinque anni fa. E' una sorta di taccuino degli appunti di questi ultimi cinque anni per noi, e rievoca tanti bei ricordi...
A volte gli album di b-sides possono essere validi - le bands sono più portate a rilassarsi e sperimentare; il mio album preferito degli Hefner ad esempio è "Boxing Hefner".

Qual è la tua canzone preferita di questpo disco e perché? Io voto per "I invented someone".

La mia canzone preferita di ognuno dei nostri album cambia giorno per giorno, ma al momento direi "Say Something Else" (perché mi piace il modo in cui la musica si dirige in crescendo verso il coro) , "Death Of A Scene" (mi piace suonarla dal vivo), "The Last Bus Home" (anche questa adoro suonarla live) e "We Dyed The Bathroom Green" (perché l'avevo quasi dimenticata e la trovo molto toccante).

Naturalmente la maggior parte delle canzoni parla d'amore, un soggetto costante delle tue liriche. Perché ti senti così orientato a scrivere love songs?

Non mi prefiggo mai di scrivere esclusivamente canzoni d'amore, con l'eccezione di "A Different Lifetime" dove ci siamo concentrati sui ciclo delle relazioni e sulla durata dell'amore... Scriviamo di qualunque cosa che rifletta un particolare aspetto della vita che ci sembra importante riuscire a catturare - ovviamente ci deve colpire o eccitare tanto da farci venir voglia di scrivere una canzone... ho chiamato questo processo "imbottigliare pezzetti di vita" ed è proprio questo: catturare qualcosa mi aiuta a comprenderlo, e sembra che io sia portato per questo genere di cose. Spero che ciò che è importante per me possa essere utile anche ad altri, ma se così fosse sarebbe un extra - è un processo che parte da dentro, più che dall'idea di come gli altri reagiranno ascoltando le mie canzoni.
Molte delle nostre cose parlano di relazioni perché queste sono le cose che ti toccano da vicino. Mi piace il fatto che la gente viva una vita lavorativa normale e mondana in superficie, ma nella sua vita privata debba affrontare ogni giorno avvenimenti drammatici come l'amore e la morte.

Anche la musica pop è una questione d'Amore. Dunque c'entra qualcosa questo tema costante delle tue canzoni con il genere di musica che suonate?

Personalmente ho cominciato a suonare musica Pop perché volevo esprimere i sentimenti e le frustrazioni delle mie relazioni, e volevo farlo in una maniera affascinante, eccitante e romantica, non limitandomi a scrivere delle storie.

Eppure non smette di stupirmi il fatto che riesci a scrivere di questo argomento senza mai diventare trito o banale. E' una capacità che ti viene da un'intensa vita sentimentale, dai tuoi desideri, dal cinema o da qualcosa d'altro?

Beh, spero che se è una cosa che sento nel profondo e se riesco a trarre qualcosa dalla canzone, allora il soggetto non sarà trito. Spero che non pubblicheremo mai una canzone solo perché è il momento di fare un nuovo disco o un nuovo tour. La scrittura deve dirigere queste cose: se non abbiamo nulla da dire, meglio aspettare sino a quando non la troviamo. Siamo fortunati perché pubblichiamo i dischi per la nostra etichetta, e quindi nessuno viene a dirci che è ora di far uscire un nuovo album, ogni decisione è nostra. Ammiro Scott Walker quando dice che pubblicherà soltanto dischi che lo soddisfano in pieno, anche se ciò significasse far uscire un album ogni dieci anni...
E' la vita di tutti i giorni che ci ispira, e quindi è positivo il fatto che oltre a suonare negli Spearmint dobbiamo tutti andare a lavorare. Ma anche libri e film possono servire da ispirazione, certo.

Sembri avere una forte urgenza di comunicare, ci sono spesso pezzi parlati nelle tue canzoni, e quasi tutti i tuoi album raccontano una storia. Hai mai pensato di esprimerti attravero altri mezzi? Letteratura, pittura, cinema...

Sì, mi piacerebbe scrivere un libro e forse un film (e certamente scrivere una colonna sonora). Ma ho deciso che è meglio concentrarmi sugli Spearmint per il momento piuttosto che diluire la mia attività con altre cose. Quando le mie pop stars preferite si mettono a scrivere racconti, o a recitare o a dipingere, trovo che non combinino mai nulla di buono. Potrei provare a cimentarmi in qualcosa di diverso in futuro, ma per il momento preferisco essere un buon Shirley Lee che un pessimo Ernest Hemingway.

Ormai sono diversi anni che siete in giro. Come sono cambiati gli Spearmint da "Songs for the color yellow"? E come è cambiata la musica attorno a voi?

Beh, in "Songs For The Colour Yellow" puoi sentire che ci stavamo sforzando di trovare la nostra strada: la scrittura è molto dispersiva e molte delle canzoni sono suonate a velocità eccessiva; e poi abbiamo lavorato con diversi produttori in diversi studi, mentre in "My Missing Days" eravamo padroni della situazione: Andy, che è nella band, ha prodotto il tutto con il nostro amico Rhodri, e molte delle canzoni sono state registrare in casa. "My Missing Days" è il vero suono degli Spearmint, si avvicina molto a come suoniamo dal vivo.
Non so dirti quanto sia cambiata la musica intorno a noi - ho sempre l'impressione che ogni anni ci siano circa una ventina di album che amo, e questo succede tutti gli anni, indipendentemente da quello che succede. Quando abbiamo cominciato, il BritPop era al massimo, poi ha subito una specie di reazione e ora sembra che stia tornando di moda. Noi non ci siamo mai sentiti parte di una scena, preferiamo concentrarci su ciò che vogliamo fare. Il concetto chiave è: ignora tutti gli altri e prova a fare ciò che vuoi, perché sei l'unico a poterlo fare.

Qual è il più riuscito dei vostri album, secondo te?

Penso che "A Week Away" abbia le canzoni migliori. "A Different Lifetime" è il più ambizioso e "My Missing Days" è il più Spearmint.. Ma mi piacciono tutti e tre.

Il nostro DJ Enver dice che le canzoni degli Spearmint sono molto ballate durante i suoi set. So che anche voi fate delle serate a Londra: che tipo di musica mettete?

Samanthi ed io abbiamo una notte chiamata "Faded Glamour" - stiamo cercando dei posti nuovi per renderla un appuntamento mensile. Suoniamo Northern Soul e musica indie. E' una cosa che mi diverte molto, un'ottima scusa per ripassare tutta la mia collezione di dischi e tirarne fuori alcune canzoni fantastiche!

La vostra musica è ricca di riferimenti ad altre canzoni e ad altri artisti. Quanto è stata importante la musica per te?

La musica può farmi saltare dalla gioia, o urlare, o abbracciare qualcuno. E' l'unica cosa in grado di farlo. Il cibo è ok, il bere è buono, ed essere innamorati è fantastico, ma la musica riesce talvolta a catturare la sensazione di essere innamorati. E poi fornisce una colonna sonora a tutto ciò che fai, e quindi ti ricorda di gente, luoghi e sensazioni. E quindi non c'è da stupirsi del fatto che vogliamo scrivere di una cosa così potente.
Detto questo, sto cercando di limitare il numero dei riferimenti ad altra musica nelle nostre canzoni - l'abbiamo già fatto abbastanza spesso e non voglio che la cosa mi sfugga di mano.

Qual è l'aspetto migliore di essere in una pop band?

Sarà un cliché, ma quando stai insieme ad altre persone per un po' di anni, cominciate a lavorare come un team. All'inizio ci sono stati problemi di personalità, ma ora riusciamo a lavorare molto bene insieme. La cosa migliore di essere in una band è adesso, nel 2004, quando ci ritroviamo e avverto la sensazione di "essere una famiglia".

Questo mese esce una raccolta di indiepop da Rough Trade alla quale partecipate anche voi. Come percepite l'evoluzione dell'indiepop inglese dall'interno? Vi sembra che stia maturando, diventando più introspettivo e meno immediato?

Penso che tutto funzioni in cicli. Se molta gente fa dischi introspettivi per un certo periodo, altra gente ne sarà schifata e per reazione vorrà suonare cose più immediate e pop... in qualsiasi momento ci sono persone che in posti diversi provano eccitazione ed emozioni e le trasformano in canzoni. L'unica cosa che cambia sensibilmente con il passare degli anni è la tecnologia. Una drum machine diventa economica e popolare per qualche anno e poi diventa stantià e viene soppiantata, ma l'essenza della musica nel 2004 è la stessa del 1984 e del 1964. Gente che canta di amore o di cuori spezzati o di odio o di autobus, o di qualunque cosa li emozioni...


Salvatore

Links:

Spearmint Website: www.spearmint.net
Spearmint@indiepop.it: bands/spearmint.htm