Romantic and Square is Hip
and Aware: Le interviste
Ad essere sinceri non ci aspettavamo nulla del genere. Certo, la notizia del tributo Matinée è stata accolta con un certo gaudio da queste parti, ma diciamo la verità: quanti dischi del genere hanno poi soddisfatto le attese? Di solito li si acquista per inerzia, si ascoltano i brani per curiosità, poi si archivia il tutto da qualche parte dove rimane a prendere polvere sino al prossimo trasloco. Ma "Romantic and Square is Hip and Aware" è un affare diverso, e capisci sin dalle prime note di "Ask" che anziché in terza fila lo archivierai lì, di fianco a "The Queen is Dead". Abbiamo cercato di scoprire il perché, e chi poteva spiegarcelo meglio degli stessi attori?
Due sole domande: 1.parlaci di te e degli Smiths e 2.perché hai scelto proprio quel pezzo. E come prevedibile abbiamo scoperto storie di pesante dipendenza. Proprio come la nostra. Con l'introduzione di Jimmy Tassos, l'ormai mitico boss di Matinée:
Gli Smiths sono la mia band preferita in assoluto. Li ho scoperti alla fine del 1983, più o meno quando uscì "This Charming Man". A quel tempo ascoltavo Jam, Fun Boy Three, Orange Juice, Generation X, Style Council, Aztec Camera, Pale Fountains, ma niente poteva reggere il confronto con quello che sentii in quel singolo. Quando qualche mese dopo uscì il loro primo album ero già un fanatico, e lo sono rimasto per tutta la vita. In quei giorni stilavo delle classifiche con le mie 100 canzoni preferite della settimana, e gli Smiths sono stati quasi sempre al primo posto dal 1984 al 1987, mi hanno aiutato a superare i problemi con le ragazze, la morte di mio padre e altri affari dell'adolescenza. Sono riuscito a vederli dal vivo solo una volta, nell'agosto del 1986 per il tour di "The Queen is Dead". Il mio amico Brook ci portò da Louisville, Kentucky a Cleveland, Ohio, sei ore di macchina, per vedere l'unico show abbastanza vicino a noi. Arrivammo nel tardo pomeriggio ed esplorammo la città, e ci imbattemmo in Morrissey sulla scala della biblioteca! Facemmo qualche fotografia e la sera assistemmo ad un concerto fantastico nella storica ed intima Music Hall di Cleveland. E' stata una notte fantastica.
Dato che sono un compilatore di liste compulsivo, posso dirvi senza dubbio che le mie canzoni preferite degli Smiths sono: 1. There Is a Light That Never Goes Out, 2. The Boy With The Thorn In His Side, 3. Bigmouth Strikes Again, 4. Rubber Ring, 5. Paint A Vulgar Picture.
Lo scopo di questo tributo è mostrare rispetto verso la più grande band di tutti i tempi e celebrare il ventesimo anniversario del loro primo album. So che ci sono fans degli Smiths che credono sia blasfemo reinterpretare le loro canzoni, ma per noi questo è un tributo sincero e spero che venga accettato come tale. Qualcuno inevitabilmente fraintederà, ma è stato molto divertente assemblarlo e ora che è finalmente uscito mi sembra un buon modo per dire "grazie" agli Smiths. Spero che i fans siano d'accordo e che l'occasione serva loro per scoprire qualche ottima indie band di oggi.
Jason Sweeney (Simpàtico)
Oltre al fatto che, come è successo a molti altri, Morrissey & co. mi hanno aiutato a superare indenne gli anni orribili delle scuole superiori, ricordo una precisa notte di disperazione adolescenziale in cui mi misi a scrivere una lunga lettera agli Smiths, spiegando quanto il singolo "Sheila Take a Bow" mi avesse colpito nel profondo, e perché un verso come "throw your homework onto the fire, go out and find the one that you love" riassumesse in pieno la mia situazione di quei giorni. Non ricordo se spedii oppure no quella lettera, forse mi risposero con del merchandising degli Smiths...
Comunque, era come se mi teletrasportassi a Manchester ogni volta che ascoltavo gli Smiths.. e mi chiedevo perchè non avessimo in Australia una band simile (ma le avevamo: Triffids, Go-Betweens, Sea Stories...), passavo le notti cantando insieme alle mie consumatissime copie di The Queen is Dead e Meat is Murder.. steso al buio lasciavo che The World Won't Listen mi arrivasse addosso. The World Won't Listen: ricordo che mi sentii così soddisfatto quando andai con mia madre a comprare questo disco in un grande magazzino... il titolo, mamma, guarda il titolo di questo disco!! - avete presente Velvet Goldmine e quella scena in cui Christian Bale indica l'immagine di Brian Slade sullo schermo e grida ai suoi genitori "Sono io quello, ecco cosa sono!".. ecco come mi sono sentito in quel negozio di dischi.
Mia mamma era la portatrice di tutti i regali legati agli Smiths - mi lasciava scorrazzare nei negozi di dischi alla ricerca di 7" ed album ed EP.. e me li comprava sempre, anche se non ricordo che avessimo mai avuto molti soldi...
I dischi degli Smiths erano probabilmente l'unica cosa, materialmente, che portasse un po' di gioia nella mia vita di ragazzo gay incasinato, che frequentava una scuola pubblica reazionaria Australiana. E so di non essere l'unico ad avere una storia del genere.
|
| "That joke isn't funny anymore"
E' stata una decisione presa insieme a Nicole Lowrey, una delle mie migliori amiche/collaboratrici. Avevamo da parecchio tempo questo ardente desiderio di fare una cover degli Smiths, e quando Jimmy ha proposto la cosa ai Simpático la risposta è stata immediata.
"That Joke Isn't Funny Anymore" è un pezzo difficile da rifare (come tutte le canzoni degli Smiths. Come può chiunque fargli davvero giustizia quando gli originali sono così perfetti?), ma la abbiamo scelta per il desiderio di commentare alcune (attuali) terribili circostanze politiche australiane. La continuata e pessima/irragionevole situazione in cui il governo sta mettendo coloro che chiedono asilo politico nel nostro paese, tenuti in fermo obbligatorio per anni senza nessuna vera speranza di concedere loro asilo e con delle inaccettabili limitazioni sui visti, eccetera.
Beh, "That Joke Isn't Funny Anymore", questo scherzo non fa più ridere (perché il nostro attuale governo liberale e il primo ministro John Howard SONO uno scherzo) sembrava appropriata.... "I wish I could laugh...", vorrei poterci ridere sopra...
|
Mark & Lupe (Pipas)
Lupe: Ricordo di aver visto il video di "There is a light that never goes out" a notte fonda alla televisione, tutto sfocato in blu e verde, non andava da nessuna parte. Mi ha dato i brividi. Mio fratello mi prestò il primo album degli Smiths e ne divenni presto ossessionata. Mi spostai sui libri per soddisfare la mia ossessione. Credo di essere anche diventata vegetariana a causa loro.
Mark: E' stata la televisione a portare gli Smiths nella mia vita. Li ho visti suonare dal vivo a "The Tube", non ricordo quando. Ma non sono mai stato un vero fan. Non ho mai comprato i loro dischi, anche se le canzoni che sentivo, specie quelle più pop, mi piacevano. E' stata Lupe a farmi cambiare idea con la canzone che abbiamo registrato. E forse gli Smiths meritano una celebrazione, ma i dischi tributo sono sempre una cattiva idea. Sì, sono un ipocrita.
|
|
"This night has opened my eyes"
Lupe: Era piena di possibilità. Con una qualsiasi altra canzone saremmo stati a litigare su chi era Johnny e chi Morrissey, ma non con questa, no. Questa è per quei due cattivi che suonavano basso e batteria e che hanno citato gli altri due in tribunale!
Mi sono sempre chiesta di cosa parlasse. Chi era questa ragazza di cui cantava. E ancora non l'ho scoperto, è un pezzo che mantiene i suoi misteri.
Mark: Probabilmente non avrei scelto questa canzone ma Lupe ne parlava da mesi e quando me l'ha fatta sentire mi sono accorto che non aveva lo stesso stile vocale - molto personale - delle altre canzoni. E' più sottile, in qualche modo. E ora la amo.
|
Pamela Berry (The Pines)
Adoro gli Smiths, ma Joe è un grandissimo fan e preferisco che sia lui a rispondere. Quando sono venuta a Londra per la prima volta dopo essermi laureata nel 1989, alcuni miei amici abitavano a Notting Hill. Di solito andavano a fare colazione a Queensway, e una mattina erano in un negozio e Kathy vide Morrissey in coda. Ebbe un sussulto e disse "Jeff, guarda!" E Jeff, che non si era accorto di Morrissey, disse tutto contento "Wow, vendono le Ricola in questo posto!".
Visto? E' meglio che risponda Joe, perché io ho solo memorie di altre persone da condividere. |
|
|
Piedie Gimbel, Jr (The Pines)
Gli Smiths hanno cambiato la mia vita, e quella di molti altri. E ciò ha comportato sia degli arricchimenti che delle perdite. Ma ad un certo punto, qualche anno dopo il loro scioglimento, mi è diventato chiaro il fatto che gli Smiths mi davano qualcosa che il resto della pop music non era in grado di darmi. I loro dischi hanno la capacità rara di dominare completamente l'ascoltatore, di trasformarlo quasi in un'altra persona, con diversi sentimenti, diversi modi di dire, diversi atteggiamenti. Parte di ciò è il risultato del successo di Morrissey nel creare un mondo tutto suo - fatto di icone e intertesti - ma che non avrebbe il potere che ha senza la musica.
I miei ricordi degli Smiths dovrebbero essere più specifici di quanto non siano. Come tornare a casa tardi una notte dalle luci arancioni di una città di provincia, e ascoltare per la prima volta The World Won't Listen, e reagire alla sua stranezza ed alle sue seduzioni. Era seducente e ripugnante allo stesso tempo: diffidavo dell'aria decadente della musica e del suo mantenersi al di sotto delle proprie possibilità (canzoni così corte! testi così sciocchi e sopravvalutati!). Eppure i miei dubbi, che in parte mi sembrano razionali ancora oggi, avevano ben poco effetto. Col passare del tempo, quella musica mi attirava: c'era qualcosa che esercitava un'inspiegabile attrazione su di me. La stranezza, l'eccentricità e la morbidezza che inizialmente mi infastidivano sono diventate una delle esperienze più potenti che la musica pop mi abbia mai fatto provare.
Mi chiedete perché gli Smiths meritano questo nostro tributo. Meritano ammirazione, o attenzione; si sono guadagnati il posto che hanno ottenuto al Rock Heritage PLC, per quanto dubbia possa essere quella destinazione. Meritano tutti i plausi e gli elogi che possiamo dargli. E sono felice e riconoscente di aver potuto partecipare all'album. Ma dovremmo dedicare loro dei tributi come questo? Non lo so. (non ho ancora ascoltato l'album di cui parliamo, sto ragionando in generale). Probabilmente non faremmo altro che peggiorare ciò che hanno fatto loro. Sono stati un gruppo molto difficile da imitare, tutte le band che sono state nominate loro seguaci dalla fine degli anni 80 ai primi anni 90 non erano, non potevano essere, all'altezza del compito; almeno non dello stesso compito. E gli Smiths non sono stati necessariamente una buona influenza. Bisogna decidere se il lavoro creativo debba essere sempre la fonte, l'ispirazione di altri lavori creativi o se a volte sia talmente sui generis che è meglio lasciarlo dove sta. E se quello che dico suggerisce una certa ambivalenza, dato che ho partecipato al disco, meglio così.
|
|
"Ask"
Perché abbiamo scelto "Ask"? Ci sono stati motivi pratici, naturalmente. Ma oltre a ciò, è stata la canzone sulla quale ci siamo trovati più in accordo quando abbiamo confrontato le nostre preferenze. Abbiamo pensato che fosse una canzone dalla quale saremmo riusciti ad ottenere qualcosa. E andando ancora oltre, è il mio 45 giri preferito degli Smiths. Sono un devoto della fede che le sue chitarre rappresentano. Per me è come un picco culturale, la realizzazione di una combinazione di suono, pensiero, voce, linguaggio ed atmosfera. Il mio amico Don Allen ha detto che "Ask" è una commedia di costume in un mondo spaventato dall'olocausto nucleare. Credo di essere d'accordo. E' una canzone solare, ma ha molte altre cose da dire, tante ombre da disegnare.
|
Fabricio Cantoni (Pale Sunday)
Non c'è niente, assolutamente niente altro come gli Smiths. I testi, la musica, gli arrangiamenti, le linee di basso e di chitarra, la batteria... tutto era perfettamente su misura per le poesie e per la voce di Morrissey. Buon gusto e divertimento.
Preferisco Morrissey a Marr. E' stato Marr che ha deciso di spezzare il gruppo... e il mio cuore. E Morrissey sta ancora aspettando che ritorni: mi piace Johnny ma sonoo quasi due decenni ormai che butta via il suo tempo.
|
|
"I Know it's over"
Ho insistito molto per fare "I know its over" per la compilation, perché ho vissuto per circa quattordici anni nel sud del Brasile, a Joinville nello stato di Santa Catarina, e ricordo che quando ho comprato The Queen is Dead me ne andavo in giro per la scuola con il disco sotto al braccio. Questa canzone mi ricorda l'inverno rigido di Joinville, i miei amici, le feste...Per me I Know It's Over è la più bella canzone di tutti i tempi.
|
Jessica Griffin (Would-Be-Goods)
La prima volta che ho sentito gli Smiths mi trovavo nell'ufficio di Mike Alway alla Cherry Red. (era A&R dell'etichetta a quel tempo). L'assistente di Mike mi ha dato una copia promozionale avanzata di 'Hand In Glove'. E quel pezzo mi evoca ancora l'atmosfera di quell'estate, uno dei periodi più eccitanti della mia vita. Qualche mese dopo ho visto gli Smiths suonare di spalla ai Monochrome Set al Venue e non sono rimasta delusa. |
|
"Back to the old house"
L'ho scelta perchè potevo immaginare di cantarla come l'avrei cantata a diciassette anni, in quell'estate, da sola nella mia cameretta. E forse anche perché è una delle poche canzoni degli Smiths che riesco ad immaginare cantata da qualcuno che non sia Morrissey.
|
Marc Elston (The Liberty Ship)
Come molti altri della mia età, ho conosciuto gli Smiths nel 1983 quando sono apparsi a Top of The Pops. Mi hanno colpito subito per una serie di ragioni. Primo, suonavano le chitarre. una cosa inusuale nell'Inghilterra del 1983 dove regnava il synth-pop. Secondo, avevano un cantante magro e con il ciuffo che agitava gladioli sulla sua testa come un elicottero floreale. Terzo, sembravano... più cool delle altre band. Gli Smiths avevano molto a che fare con lo stile. Come i fans di Bowie negli anni 70, i fans degli Smiths avevano tutti un look, un modo di pensare ed un modo di essere, tanta era la loro influenza. Conoscevo persone nella mia università che andavano al club con un mazzo di fiori nella tasca posteriore dei jeans! E ancora oggi i primi secondi di This Charming Man mi fanno correre in pista a ballare come un matto. |
|
"Sweet and tender hooligan"
Tutte le canzoni degli Smiths sono difficili da coverizzare, perché Johnny Marr era un compositore ed un arrangiatore geniale. Non avendo molto tempo per provare e registrare il pezzo abbiamo scelto una delle loro canzoni più rumorose e l'abbiamo rifatta in stile garage band. Mi piace il testo di 'Sweet and Tender Hooligan' perché echeggia quello che cerco di dire in 'Baseball Caps and Novas' sul nostro disco.
|
Keith Girdler (Lovejoy, Snowdrops)
La prima volta che ho sentito This Charming Man è stato davvero eccezionale. Non c'è stata nessun altra band, nessun altro cantante che mi hanno influenzato allo stesso modo. Ricordo di aver comprato "Meat is Murder" in Francia e di averlo messo sul giradischi nel mio appartamento. "Meat" è di gran lunga il mio album degli Smiths preferito. Adoro "Well I Wonder", che per me incarna tutto quello che era così romanticamente diverso negli Smiths, una vera forza creativa e musicale.
Mi sono innamorato degli Smiths un poco alla volta... credo che il primo brivido ascoltando la loro musica mi sia capitato quando ho sentito 'what difference does it make?' alla radio sul bus che mi portava a scuola. L'aveva notata qualcun altro ? (no) Gli altri stavano sentendo quello che sentivo io? (no)... Naturalmente li conoscevo già a quel tempo, ma non avevo idea che fossero familiari anche agli altri. Ero un tipo un po' isolato da giovane, il che probabilmente spiega molte cose su come sono adesso.
Ma sentire quella canzone in pubblico mi ha fatto sentire così.. eccitato... che ricordo ancora quel momento.
|
|
"Girlfriend in a coma"
All'inizio non avevo scelto questo pezzo per i Lovejoy. Volevo fare "Jeane", e qualche giorno intendo farla davvero, è un pezzo talmente fantastico... Ma ci sono stati dei problemi con le licenze di alcune canzoni in America e così abbiamo dovuto scegliere tra una lista ridotta di pezzi. Allora ho cominciato a pensare a "There is a Light", ma i Lucksmiths sono arrivati per primi! E alla fine ho optato per 'Girlfriend in a coma'.
Però alla fine è stata una buona scelta, perché è il mio sette pollici preferito degli Smiths e ricordo di averla amata molto quando uscì.
|
Graeme Elston (Slipslide)
Ero troppo giovane per poter apprezzare l'impatto dei primi dischi degli Smiths, e dunque mi sono trovato invischiato con loro solo dai tempi di Ask, che ha avuto un'enorme influenza su di me. A dire il vero non mi sono mai sentito un emarginato, quindi non empatizzavo molto con i testi di Morrissey. Ero più interessato al suono, e al chitarrismo di Johnny Marr. Non sono mai stato un clone di Moz, anche se senza gli Smiths sono certo che non avrei indossato tutti quei cardigan negli anni dal 1985 al 1990. Penso che sia stata questa la più grande influenza degli Smiths a quell'epoca: erano una cult band che la gente poteva usare come un distintivo per esprimere la propria visione della vita, le proprie convinzioni. Non abbiamo più band simili al giorno d'oggi, o forse sono diventato troppo vecchio per accorgermene. |
|
"Please please please let me get what I want"
L'abbiamo scelta perchè il testo è universale. Molte canzoni degli Smiths sono così piene della personalità di Morrissey che mi sarei sentito ridicolo a cantarle. Credo che le migliori canzoni degli Smiths siano quelle che parlano di temi più grandi, di emozioni universali; chi non ha mai provato i sentimenti descritti in 'Please please please let me get what I want'? E anche se il motivo di questa raccolta sono le influenze culturali degli Smiths, volevo coverizzare una canzone che avrebbe potuto essere cantata da chiunque, non solo da Morrissey.
|
Brent Kenji (The Young Tradition)
Sfortunatamente ho scoperto gli Smiths un anno troppo tardi per poterli vedere dal vivo. Frequentavo le scuole superiori ed ero ancora profondamente immerso in "Kiss Me Kiss Me Kiss Me" dei Cure.
Comunque le canzoni degli Smiths rimangono una presenza fissa nella mia dieta musicale anche dopo tutti questi anni, così come tutti i dischi dei Cure prima di "Disintegration". Ero terrorizzato all'idea di dover coverizzare un loro pezzo, ma dopo l'opera di convincimento degli amici e con il fatto che abbiamo cercato un approccio che non replicasse il loro sound, mi sono rilassato un po'.
I Fairways (la band di Kenji, ndr) hanno preso quel nome perché un nostro amico aveva male interpretato un testo di Morrissey, qualcosa a proposito del giocare "on the fairway". Ed era così affascinante che lo abbiamo tenuto.
|
|
"Sheila take a bow"
Questa è stata la prima occasione in cui io ed Erik abbiamo potuto lavorare insieme fisicamente. Non lo avevo mai incontrato prima di registrare questa canzone (l'EP California Morning è stato registrato a distanza, via mail). Era in visita a San Francisco nel momento in cui la Matinée ci ha proposto di partecipare alla raccolta, e dato che non c'era molto tempo abbiamo cercato un pezzo che fosse facile da interpretare e che potesse essere adattato al nostro suono. Non è stato facile trovarne uno giusto. All'inizio volevo fare "William, It Was Really Nothing" perchè è sempre stata una delle mie canzoni preferite, ma "Sheila Take A Bow" è stata una scelta più tranquilla, perché è più facile da cantare e perché lascia maggior spazio all'interpretazione. E il gioco dei ruoli suggerito dal testo mi mi ha sempre intrigato e deliziato. Ho pensato che la mia voce e quella di Laura Watling, che è una cara amica da molti anni ormai, potessero completarsi a vicenda. Lei ha un talento particolare per cantare a tono sin dalla prima take e quindi sapevo che avrebbe funzionato bene, anche con il poco tempo che avevamo a disposizione.
|
Tali White (The Guild League)
Gli Smiths sono stati una delle prime band a farmi provare della vera eccitazione legata alla musica della mia generazione. Prima di loro ascoltavo soprattutto musica folk degli anni 60. Quando cresci in campagna non c'è niente di più punk dell'ammettere di essere romantico e sensibile! Io ero entrambe le cose, e gli Smiths la mia colonna sonora. |
|
"Panic"
Adoro questa canzone, e pensavo che sarebbe stata grandiosa suonata con un organo Fender Rhodes. Spero che vi piaccia, noi ci siamo divertiti a registrarla.
|
Grazie a Jimmy Tassos e a tutti gli artisti Matinée qui intervistati.
Salvatore
Links:
Recensione "Romantic and Square...": bands/matinee.htm#smiths
Matinée website: www.indiepages.com/matinee
The Smiths: www.askmeaskmeaskme.com
|
|