Un pieno mensile di 7", CDs, EP ed mp3.

Questo mese


Unexploded Shells
Roadside Poppies
The Hartmans
Clouds (A/V)
Aria C Jalali!

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Unexploded Shells: High Times (autoprodotto)

Colpevoli di aver googletradotto una nostra vecchia recensione e di averla addirittura usata per la cartella stampa (a morte!), gli Unexploded Shells di Leeds mostrano in questo nuovo lavoro tutti i miglioramenti che si riservano al terzo singolo, associati ad un coraggio non indifferente: usano la chitarra a mò di violino per contornare la convulsa ritmica di "High Times", una specie di incrocio tra i primi Dexys Midnight Runners e un gruppo della prima ondata punk (i Buzzcocks?) che rischia di essere accolto con ironia non necessaria. Ed è invece proprio l'ironia la sua arma migliore, insieme a un lodevole desiderio di allontanarsi dalla pur ottima "Made in the same city as you": ficcante e volitiva, condita da cori grossolani, si esaurisce per autocombustione dopo meno di due minuti.
Di qualità variabile le B-sides: "If I could turn my back" è rock acido e pessimista che punta tutto sulla consistenza delle chitarre ma conserva lontane eco britpop, "End of the affair" vira sul versante acustico con slides assortite e una discreta dimostrazione di talento strumentale.
Demo che si sviluppa in coerenza con quanto già ascoltato ma tecnicamente molto più evoluto, "High Times" è un ottimo lavoro che spingerà diversi A&R a cercar di addomesticare il suono del quartetto. Speriamo che nessuno li ascolti.


www.unexplodedshells.info

Salvatore, 21/07/07


Roadside Poppies: Cycling and Crying (WeePOP! Records)

Diamo il benvenuto a WeePOP! Records, splendida-piccola-coraggiosa-e-neonata indiepop label britannica che inaugura un catalogo di CD in formato 3" completamente handmade con i Roadside Poppies, gracile quintetto di Cambridge alle prese con un tweepop timidamente elaborato in chiave nerd che esibisce come da copione pregi e difetti del genere. Scrittura gradevolissima, non esattamente memorabile ma genuinamente contagiosa, specialmente nell'ottimo, pungente guitarpop finale "Neighbour on the news", la cui frenetica e felice instabilità - cambi di tono compresi - non può non portare il pensiero ai rimpianti Chesterfields. Meno efficaci ma ugualmente degni di lode i rimandi ai tardi sixties di "Symphony", che cerca di rimediare a qualche impaccio nostalgico/armonico con un arrangiamento per violino abbastanza grossolano ma capace di guadagnare infinita simpatia, mentre l'ouverture affidata a una "Cycling and Crying" tutta lamenti e cori non è altro che l'usuale routine twee, come si evincerà dall'empatico titolo.
Un inizio programmatico e soddisfacente per l'etichetta di Thor e Camila: cento di queste uscite.

www.weepop.net
roadside-poppies.com

Salvatore, 18/07/07


The Hartmans: Sportman demo (autoprodotto)

A qualche mese di distanza dal pop-punk di "Up to no good" gli imprevedibili Hartmans rivestono i panni da indiepoppers con "Sportman", ritorno alle melodie agrodolci che sono da tempo il marchio di fabbrica dei tre Ostersundesi. Johan, Jens ed Anna si dedicano un pezzo a testa, ma senza variare di molto il risultato finale: del trittico, "Johans Val" (val dovrebbe significare scelta) è il motivo più trascinante, tanto dal punto di vista ritmico che da quello armonico, valorizzato dall'aggancio mistico delle invocazioni "allelujah" ricorrenti nel testo. La scelta di Jens ("Jens Val", dunque) è più semplice e diretta con una singola accelerazione sul refrain, mentre "Annas Val" si concede un pizzico di guitarpop in più, ma a questo punto è evidente che si tratta di tre variazioni su un tema comune e caro al terzetto: arrangiamenti ridotti all'osso, soffocanti armonie vocali, melodie corali e depresse ad esasperare l'aspetto malinconico. Ed anche se abbiamo smesso da tempo di chiederci dove vadano gli Hartmans (la verità è che sono troppo pigri per andare da qualche parte), in questi piccoli spostamenti dentro e fuori tema conservano una forte identità di gruppo che è il vero ed inestimabile patrimonio dei ragazzi.

Entro un paio di settimane il singolo sarà disponibile in download sul sito della band, come sempre.

www.thehartmans.tk

Salvatore, 05/07/07


A/V: Clouds (Raise Records)

Per fortuna ogni tanto arrivano anche delle buone notizie. Raise Records è una giovane etichetta/collettivo di Roma nata all'interno del Wax Recording studio che nella sua prima uscita promuove cinque realtà indipendenti cittadine meritevoli di grande attenzione. "Clouds" dimostra una forte coesione sonora, in bilico tra post-rock (con le ottime elaborazioni targate Moka e Design, claustrofobia ed iterazioni matematiche e cinematiche) e dreampop ipnotico, alla cui metà esatta stanno gli Zo.e di "Secret Spot". I nostri preferiti però sono La Calle Mojada, la cui splendida "Rohmer" è sospesa su eterei accordi di chitarra e una vocalità delicata, immobile eppure intensa, e i bleeps e frammenti di ritmo dei Murmur che si alternano lenti come un carillon rotto, prima che la voce femminile permetta a "And the wind moves her, piano" di prendere il volo ed acquisire una imprevedibile leggerezza pure nell'impetuoso finale in crescendo. Un EP di qualità, da lodare ed incoraggiare.

www.myspace.com/raiserecords

Salvatore, 08/06/07


Aria C Jalali! : Postmodernism EP (Filthy Little Angels)

Polistrumentista di San Francisco dal nome misterioso ma estremamente amichevole (sino a qualche tempo fa era disposto a spedire a casa vostra le sue canzoni senza spese), Aria C Jalali! suona lofi pop in una cameretta che ha poco di postmoderno, intrecciando accordi di chitarra e note di tastiera in alternanza tra sussurri e saturazioni. Il suo intimismo estremanente cordiale possiede evidenti intenti melodici nonostante la monocorde consegna vocale, mentre i ricami strumentali partono in sordina - tipicamente a mò di nursery rhyme - per salire inevitabilmente di tono in lunghi crescendo finali. Tre pezzi più un acido strumentale in cui spiccano la brillantezza di "Bohemia (with a Sea)", appoggiata su una solida base ritmica, illuminata da punteggi di tastiere e cantata con piglio nasale e claustrofobico LouReediano, e una title-track che è una gentile e azzeccatissima nenia pop estesa oltre i propri limiti temporali e sonici. Una pur minima attitudine alla sperimentazione suggerisce che la cameretta di Aria non debba essere poi tanto diversa da quella del quasi omonimo Ariel Pink, di cui pare un doppio meno visionario e più orientato alla canzone. Per maggiori certezze attendere l'album "Assorted Submarines".
Pubblica, in vinile blu e tiratura limitata, la mai troppo lodata Filthy Little Angels.

www.myspace.com/jalali

Salvatore, 07/06/07