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Shout Out Louds
A volte, le cose, capitano semplicemente per caso. Senza alcuna premeditazione. Capita di uscire, divertirsi, parlare, scherzare, bere, incrociare sguardi di tantissime persone diverse, anche per un solo istante, e da alcune di queste, senza nessun reale motivo, rimanerne incuriosito. Capita, a volte, per qualche strano motivo, che il destino quelle stesse persone si diverta a fartele rincontrare, al contrario di altre, con una frequenza che, decisamente, sfida le usuali leggi della statistica, incrementando il livello di curiosità. E sarà per via di una spilla, di un cardigan, di un paio di sneakers o di un paio di basette, che quella curiosità si trasforma in una sorta di reciproco rispetto e interesse facendo scattare, automaticamente, un sorriso e un saluto, ogni volta che ci s'incontra per caso, anche senza essersi effettivamente mai parlati... Questo è quello che più o meno è successo tra me e Carl, il chitarrista degli Shout Out Louds, a tutti gli effetti la nuova "Next Big Thing" proveniente dalla scena pop-rock svedese. Pronti a conquistare il mondo, forse... E la verità é che personalmente, gli Shout Out Louds, non li avevo neanche mai ascoltati, se non per un video trasmesso sull' Mtv Scandinava, prima di conoscere lui e di sapere che suonasse in una band. Da lì la curiosità di saperne qualcosa in più e la sorpresa di ritrovarsi di fronte ad un gruppo transitante in quella delicatissima fase in bilico tra l'underground e il successo mondiale. Un gruppo pronto ad esplodere. Fatto di ragazzi normalissimi, che un giorno, neanche troppo lontano, potrebbero diventare delle star.
Incontro Carl intorno alle sei di sera, il sole è già un ricordo estivo come il clima, inusualmente mite, del mese di settembre. E' il primo giorno di pioggia da qualche settimana a questa parte.
Fine ottobre, con i suoi colori, i suoi languori e le foglie a decorare i marciapiedi.
Stoccolma si sta preparando al grande inverno e al buio. Lo si sente nell'aria. Tutto sembra più ovattato, come se un enorme maglione di lana fosse caduto sulla città ad ammorbidirne i contorni.
Le ragazze, per strada, hanno sguardi languidi e camminano infreddolite tra una stazione della metropolitana e l'altra.
Le ragazze svedesi, d'inverno, sono ancora più belle...
Camminiamo per qualche isolato alla ricerca di un pub tranquillo dove poter chiacchierare, curiosando tra le vetrine luminose dei negozi del centro, ormai chiusi.
E' venerdì sera e in poche ore queste strade saranno invase da urla, schiamazzi e deliri vari, tipici dell'alcolico week-end scandinavo.
Scegliamo un anonimo e poco affollato pub irlandese e ordiniamo un paio di birre prima di iniziare a chiacchierare.
Adoro Stoccolma... E' l'unica cosa che mi viene da pensare prima di iniziare questa conversazione, che più di una intervista è stata una chiacchierata tra amici.
Carl adora il mio divano blu e il suo fiore bianco, disegnato sopra...
Adoro Ingrid.
Ingrid adora gli Shout Out Louds...
"Go Sadness" in particolare.
The future is mine...
Carl, martedì partirete per un tour mondiale di quasi tre mesi ( l'intervista è stata fatta venerdì 21 ottobre) che sensazioni hai a pochi giorni dalla partenza? Sei pronto?
Carl: Vuoi sapere la verità? Non sono assolutamente pronto. Non ho ancora nemmeno pensato a cosa mettere in valigia. Tre mesi. Inghilterra, Usa, Canada, Europa.
Non ho veramente idea di cosa portarmi. Ci ritroveremo a fare i conti con situazioni climatiche completamente diverse da un posto all'altro... Fare le valigie è sempre una delle parti più problematiche, prima di partire per un lungo tour... Mi sta prendendo il panico ora che ci penso! E poi ovviamente c'è la componente affettiva.
Dover lasciar per così tanto tempo le persone a cui sei legato, la famiglia, la fidanzata.
Non è così facile, per me, partire. I giorni precedenti sono sempre strani. Salutare tutti, cercare di passare il più tempo possibile con più persone possibili.
Ecco come mi sento! Vorrei avere un po' più di tempo...
Una volta di ritorno da questo tour potreste tornare a casa famosi, te ne rendi conto? Le vostre vite potrebbero essere leggermente diverse tra tre mesi...
Carl: Se la metti così mi spaventi! Non so cosa dire, stanno capitando così tante cose intorno a noi in questi ultimi mesi. Questo sarà il nostro quinto tour oltreoceano da quando abbiamo fondato la band, nel 2001.
E per me continua a essere tutto uguale. Stessi amici, stessi posti, stessa città. Amo Stoccolma. Non andrei mai via di qua, nonostante il clima.
Ovviamente sono felice ed eccitato all'idea di vedere così tanti posti nuovi e di suonare davanti a pubblici così diversi, geograficamente parlando.
Mi piacerebbe riuscire a suonare in Giappone e in Australia, un giorno...
Se posso essere sincero, non credo che dovrai aspettare a lungo vedendo come stanno andando le cose. Come sono andati gli scorsi tour? In molti posti avete suonato prima ancora che il disco fosse pubblicato...
Carl: I tour passati sono stati esperienze straordinarie.
Sia per la band che a livello personale. All'epoca non avevamo una major alle spalle, esclusa la Svezia. Quindi abbiamo organizzato tutto da noi, spesso a nostre spese, investendo tutti i soldi guadagnati. Abbiamo esaurito ogni minimo contatto a nostra disposizione per riuscire a suonare in più posti possibili... La maggior parte delle volte dormivamo a casa di amici di amici... di amici, spesso sul pavimento!
E' stato divertente anche se alla lunga un po' estenuante.
L'ultimo tour estivo negli States, invece, è stato molto più "professionale", se mi passi il termine. Abbiamo accompagnato i King of Leon e i Secret Machines per una parte del loro tour, nella West Coast, e poi nella East Coast abbiamo fatto da noi, insieme agli amici dei The Redwalls.
Da lì in avanti non ci siamo più fermati e ci siamo ritrovati al Jay Leno show, al David Letterman Show, in UK con i The Magic Numbers e in parte dell'Europa continentale... Loro sono ragazzi straordinari, simpaticissimi, probabilmente la band migliore con la quale ci sia capitato di suonare.
Mi racconti qualcosa sulla vostra apparizione al David Letterman Show...
Carl: E' stato tutto un po' surreale in realtà.
Eravamo negli states, in tour ovviamente, e ci arriva questa telefonata dalla produzione del David Letterman Show. David aveva ascoltato il nostro disco (appena pubblicato in Usa) nel suo ufficio, con il suo lettore cd portatile e le sue cuffie, mentre stava lavorando ai dettagli di alcune puntate, e semplicemente gli eravamo piaciuti e ci voleva nel suo show il più presto possibile. Noi guarda caso eravamo a New York, così abbiamo fatto tutto subito. E' stato una sorte di onore essere stati scelti direttamente da lui. Il più delle volte, di questi aspetti del programma, se ne occupano i suoi collaboratori...
Suonare in quello studio televisivo è stato veramente strano. Il palco è piccolissimo, fa un freddo impressionante e le luci delle telecamere sono fortissime. Eravamo un po' nervosi ma credo che tutto sommato sia andata bene...
Appena abbiamo finito di suonare, e si è conclusa la puntata, lui si è alzato e ci è venuto a salutare e a stringere la mano.
Io, il tempo di girarmi, pensare a cosa dire, posare la chitarra e rigirarmi, sono stato l'unico che si è perso i venti secondi che aveva deciso di concedere a nostra disposizione...
Come sono le relazioni con una major (la Capitol per precisione)? Spesso, nel mondo indie, ci sono molte reticenze nei confronti dei gruppi che decidono di fare "il grande salto" o "il grande compromesso"...
Carl: La verità è che non siamo scesi ad alcun compromesso. E non c'è stato neanche richiesto di farlo.
La Capitol si è fatta avanti, dimostrando un genuino interesse nei nostri confronti. Ci abbiamo pensato su per un po', prima di firmare, e alla fine abbiamo preso, credo, la decisione migliore per la nostra musica.
Abbiamo il completo controllo artistico di tutta la faccenda. Scegliamo i gruppi con cui andare in tour, la gente con cui collaborare, come fare i video. Continuiamo a fare tutto da noi... con i loro soldi però.
E poi, gruppi come i Sonic Youth, mi sembra che abbiano dimostrato che, se si ha la sufficiente determinazione, si possa continuare ad essere "indipendenti" nonostante si faccia parte di una multinazionale. Probabilmente è una questione di background e di convinzioni.
Noi siamo cresciuti con l'etica e l'estetica del Do It Yourself e stiamo continuando sulla stessa linea anche adesso. Con un budget più ampio però e la possibilità di arrivare a più gente possibile.
Negli States avremo anche un tourbus personale questa volta...
Quali sono i gruppi che avete deciso di portarvi dietro in questa prima tournee da headliner?
Carl: Per la maggior parte delle date in UK avremo i ragazzi degli Absentee. Noi li adoriamo. La loro musica è straordinaria e sono persone fantastiche. Poi per una data avremo i nostri connazionali The Legends.
In America ci seguiranno The Essex Green, Rosebuds, the Sun. Gruppi eccellenti. A nostro avviso tra i migliori in circolazione al momento. Siamo così felici di averli con noi!
Chi segue la scena indie americana apprezzerà...
Il tuo gruppo preferito? Lo so Carl, te l'avevo già chiesto in altre circostanze (Durante uno showcase dei Suburban Kids with Biblical Names... eravamo già troppo ubriachi per ascoltarli), ma non vedevo l'ora di fartela questa domanda e di scrivere la risposta...
Carl: Ok. Il mio gruppo preferito... gli Yo La Tengo e Stockholm Syndrome è in assoluto una delle mie canzoni preferite. L'ho giusto riascoltata prima di uscire di casa. Contento?
Puoi dirlo! Ho speso giornate intere al liceo ad ascoltare quella canzone. Ora è quasi come se l'avessi scritta io...
Da questo punto in avanti (sarà stato il numero di birre raggiunte) dimentichiamo di stare facendo un'intervista e iniziamo a parlare a random, senza più nessun criterio, trasformandomi io stesso, in alcuni momenti, nell'intervistato...
Conosci qualcosa della musica italiana, mi fai qualche nome?
Carl: Spiacente ma non conosco nessuna band italiana. Mi piacerebbe però. Conosco solo Pavarotti. Ah e Eros Ramazzotti. Non mi piacciono un granchè (ridendo).
Verdi era italiano no? Lui sì che mi piace!
Scrivimi qualche band, su un foglietto, così vado a casa e provo un po' a documentarmi.
Resoconto del mio foglietto: The Sadsnowman, Kirsten's Postcard, Yuppie Flu, Baustelle, Lucio Battisti (non so bene neanch'io perché), Riotmaker Rec, Homesleep Rec e qualche cosa italodisco. Onestamente, su due piedi, non sono riuscito a fare di più!
Carl, i tuoi, invece, di nomi per la scena svedese?
Carl: I Radio Depth sono probabilmente i miei preferiti. Poi ci sono i Sambassadeur, Bob Hund (canta in svedese e fa il paio con il tuo Lucio Battisti), The Concretes, The Knife, Florence Valentin, Peter Bjorn & John, Jens Lekmann, Hell on Wheels. E' straordinario che stiate pubblicando un loro EP in Italia.
Ti piace Vincent Gallo? Buffalo'66 è il mio film preferito...
Carl: Ho provato a guardare Buffalo'66 un paio di volte, ma mi sono sempre addormentato. Probabilmente non ho mai scelto il momento giusto per vederlo. Comunque ci riproverò, mi hai incuriosito...
Ok, faccio finta di non aver sentito...
La sensazione che si ha, a guardarvi dall'esterno, nei club, nei bar, in giro insomma, è che tu e gli altri ragazzi degli Shout Out Louds facciate parte come di una famiglia. Si avverte un forte legame tra di voi. Cosa ne pensi?
Carl: LA FAMIGLIA!(in italiano e con accento siciliano, quasi cado dalla sedia). Adesso inizio a preoccuparmi...
Hai una pistola con te? Scherzo, però è un concetto molto italiano no? Mi viene in mente la trilogia de "Il padrino" a sentirti dire così...
A parte tutto, mi fa piacere che questa cosa si avverta perché in fondo è la verità. Siamo una piccola mafia svedese! Pensa che il primo nome della band è stato Luca Brasi, personaggio tratto dall' episodio iniziale de "Il Padrino".
Siamo stati costretti a cambiarlo perché esisteva già un sito web chiamato così e non volevamo trovare nessun escamotage... Forse non eravamo proprio convinti della scelta del nome.
Hai ragione, comunque, c'è un legame molto forte tra di noi, quasi tutti ci conosciamo da sempre.
Per un motivo o per l'altro non passa un giorno che non ci si senta o non ci si veda, anche quando non siamo in tour o in promozione o impegnati con la band in generale.
Come hai visto Adam è a San Pietroburgo ora, perché la sua ragazza sta studiando architettura e voleva trascorrere gli ultimi giorni prima della partenza con lei, e nonostante questo mi ha già mandato tre sms, da quando abbiamo iniziato questa conversazione.
Stessa cosa Ted, lui è a Lisbona, per lo stesso motivo ma continuiamo a tenerci in contatto e ad aggiornarci ogni giorno... . Aspetta, fammi chiamare Eric, sta festeggiando il compleanno con la sua famiglia, così gli facciamo gli auguri e gli chiedo quando suoneremo in Italia, lui è sempre il più informato su queste cose...
Gli Shout Out Louds dovrebbero suonare il 15 di Dicembre a Milano, luogo da definire e il 16 a Bologna al Covo...
State già pensando al nuovo disco, avete del materiale pronto, verso che direzione vi muoverete in futuro?
Carl: Abbiamo del materiale nuovo e lo testeremo, presto, nelle prossime esibizioni live. Le altre canzoni esistono ormai da parecchio tempo ed è salutare suonare qualcosa di nuovo, ogni tanto, altrimenti, alla lunga, rischi di annoiarti. Forse è troppo presto per dire verso che direzione andremo ma i nuovi brani mi sembrano più maturi, meno diretti probabilmente, ma più ricchi di strati e sfumature. Siamo abbastanza eccitati all'idea di registrarli.
Fuori dal pub le strade stanno iniziando ad affollarsi, nonostante il freddo pungente. La serata sta per cominciare. Carl ha una cena con alcuni amici e Ingrid mi sta aspettando in un ristorantino tailandese delizioso, appena sotto casa.
La immagino lì da sola, un po' imbronciata mentre si passa le dita tra i capelli.
Un tuffo al cuore. Sta aspettando me... Me...
Decidiamo di andare e ci diamo appuntamento a più tardi, allo showcase di Montt Mardiè, promettendoci di non essere troppo ubriachi, questa volta.
Camminando verso casa ho il sorriso stampato in faccia.
E un divano fluttuante dietro di me...
The future is mine...
Cantano gli Shout Out Louds...
Marco
Links:
Shout Out Louds Website: www.shoutoutlouds.com
Shout Out Louds@indiepop.it: bands/shoutoutlouds.htm
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