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Il meglio del 2004

di Antonio Olivieri

1) Morrissey: You are the quarry
Potevo davvero assegnare il posto d'onore qualcun altro? Nooo! Era da "Malajusted" che non ero più io. Grazie al cielo il sequel è finalmente arrivato. e non mi ha deluso neanche stavolta. Forse col vecchio Steven non sarò mai del tutto obiettivo ma a me questo dischetto è piaciuto davvero tanto, che volete che vi dica. Non è affatto "anche più bello di Vauxhall and I" come mi era stato (troppo) entusiasticamente preannunciato da molti amici, ma di certo contiene una manciata di canzoni davvero ispirate, cosa ormai inconcepibile per altri teen idols (leggi Cure) nel 2004. È anche un gradito ritorno al passato per chi non ha mai davvero superato gli S****s. Moz rules!!!

2) Blonde Redhead: Misery is a butterfly
Il "vestito modello Gainsbourg" di cui si erano invaghiti anni fa e continuano ad indossare con stile personale ed inconfondibile mi affascina quasi più di prima. Non so se questa farfalla abbia pure superato i limoni, certo è che ci offre alcune delle canzoni più pervase di dolorosa bellezza che la Bionda Testarossa abbia mai scritto. Per quanto mi riguarda, un disco magnifico. E il loro concerto romano della scorsa estate uno dei più estasianti di sempre.

3) Rachel Goswell: Waves are universal
Penso che Lei mi darebbe i brividi anche se cantasse qualche b-side di Emma Bunton. Folk pop songs graziose, a volte forse gracili, ma sempre suggestive e meno Mojave 3 di quanto possa sembrare. Lo spleen degli adorati Slowdive fa brevemente capolino una o due volte. O forse sono io? Non so quanto abbia giocato l'effetto nostalgia, ma non ci ho mai pensato troppo premendo play.

4) Melody Club: Face the music
Per me sono stati senza dubbio Loro la sorpresa più gradita di questo 2004. Amore a prima vista, semplicemente. Glamorous ovunque, ma davvero bello, dall'inizio alla fine. Praticamente tutti potenziali singoli. Meritevole quanto il debutto (e qui ringrazio di cuore Colei che) e ugualmente in grado di mettere a dura prova il vostro stereo.

5) Non Voglio Che Clara: Hotel Tivoli
Per fortuna esce ancora qualche bel disco anche da noi. Da Loro fan oltranzista conoscevo e canticchiavo quasi tutte queste canzoni da tempo, ma varrebbe l'acquisto anche solo per quella che lo intitola. Ne avevo veramente bisogno di quella canzone. Fabio è uno dei pochi veri Autori italiani degli ultimi anni. Amen.

6) Studiodavoli: Megalopolis
Altra uscita italiana nella mia playlist? Oddio, ma che mi succede?!? Un gioiellino -nemmeno tanto piccolo- e un gruppo dalle notevoli potenzialità. Disco immancabile per qualunque party dove -ovvio- il numero delle ragazze superi il numero dei ragazzi invitati. Davvero un debutto che non mi sembra esagerato definire memorabile. Ora sarebbe il turno dei fratellini Superpartner, no? :)

7) Asobi Seksu: s/t
Attitudine shoegaze, gusto pop, voglia di rischiare quanto basta. "Stay" è forse la canzone più bella di questo 2004. Lenta, sofferta e dolcissima, scioglie il cuore a chi ne ha ancora uno.

8) Things In Herds: Everything has to end somewhere
Il gruppo di Brighton fa centro di nuovo. Voci e chitarra. Lui e Lei. Dolci sussurri e paesaggi autunnali passati in moviola. Cuore. Poco altro. Basta per dar vita a un disco da ascoltare e riascoltare allo sfinimento.

9) Killers: Hot Fuss
Evidentemente sono uno dei pochi a cui questo disco è semplicemente piaciuto, anziché causare crisi isteriche, pianti e conseguente cieca idolatria. Che dire... molto carino, anche discretamente ruffiano, e lo sai, ma fai benevolmente finta di non accorgertene. Almeno se sei sulla dancefloor di un locale, è notte fonda e l'idea di essere mai stato sobrio in vita tua ti appare oggettivamente bizzarra. Ecco, quando ti guardi intorno cercando una ragazza che non conosci, ma sei già sicuro sposerai, è bello che parta "Breaking my back just to know your name." Tra i primi Duran Duran e la suoneria di un cellulare. Molto carino.

10) The Go!Team: Thunder, Lightning Strike
Per la fantasia dimostrata scelgo il loro disco tra i tanti (ingiustamente) rimasti fuori (per un soffio) dalla graduatoria dei miei preferiti (Bloc Party, Colder, Autumn's Grey Solace, Interpol e pure Ordinary Boys, che ora che non ci sono più i Gene mi sembra abbiano più senso di esistere.) Non del tutto nelle mie corde ma sempre interessanti e originali, oltre che dotati di un certo garbo formale tutt'altro che disprezzabile.

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