Archivio Recensioni:

#

 

A

 

B

 

C

 

D

 

E

 

F

 

G

 

H

 

I

 

J

 

K

 

L

 

M

 

N

 

O

 

P

 

Q

 

R

 

S

 

T

 

U

 

V

 

W

 

X

 

Y

 

Z

 

v/a

Indiepop.it: il meglio del 2004

Annata complessivamente non memorabile, che ha tuttavia saputo esprimere una autentica indie(pop)star come Jens Lekman (e peccato che il suo album non ne rappresenti che in minima parte l'effettivo talento) e confermare il talento già classico del giovane Sondre Lerche, il 2004 ha confermato la tendenza al riflusso già evidenziatasi begli ultimi anni ed è stato complessivamente povero di novità.
Il 2004 ha segnato la consacrazione di album usciti l'anno prima - gli Architecture in Helsinki hanno conquistato l'Europa, i Radio Dept e i Concretes la Gran Bretagna - e allo stesso tempo ha celebrato con un pizzico di nostalgia la sua giovane storia: per le vie impervie e misteriose scelte dai Magic Whispers, in maniera autocelebrativa come la splendida doppia raccolta Marina, con il sentito omaggio agli Smiths targato Matinèe e con l'integralismo indie della compilation Rough Trade, che è stata degnissima conclusione dei festeggiamenti.
Un'altra faccia della medaglia è il ritorno in forze del sixties-pop, ripresosi in fretta dalla scomparsa di Elephant Six: in versione sostanzialmente originale ("Smile" di Brian Wilson) o ricreato in provetta con certosina applicazione e spesso ottimi risultati (Baskervilles, Bees, Of Montreal).
Tornando all'indiepop, i più intraprendenti se la sono cavata arruffando il pelo e sovvertendo le regole, ottenendo ibridi inspiegabilmente adorabili (Bearsuit, Love is All), spesso attingendo alle sbiadite memorie punk. E' forse mancato un disco davvero emozionante, come erano stati At Swim Two Birds o Clientele l'anno scorso. Ha tentato di colmare il gap la cosiddetta scena anti-folk, da Sufjan Stevens a Joanna Newsom, ma anch'essa senza trovare veri capolavori.

Anno controverso anche per le etichette: Labrador ha tirato il fiato, segnando di fatto il primo anno privo di uscite davvero memorabili e recuperando solo nei minuti di recupero con il quarto volume di "The Sound of Young Sweden". In compenso in Svezia si sono date un gran da fare Yellow Mica (impressionante la sequenza di ottimi singoli) e Smashing Time, che certo hanno un immenso serbatoio dal quale attingere. Negli USA si segnala la solita iperattività di Matinée, che resta l'etichetta con il più alto livello qualitativo e nutre con pazienza il proprio corposo roster di artisti. Dopo una lunga pausa di riflessione Shelflife è tornata in attività dando alle stampe tre buoni dischi in chiusura d'anno, e Microindie ha proseguito nella sua politica all'insegna della prudenza e della qualità (l'anno prossimo distruibuirà i Bearsuit negli USA). Chiudono definitivamente Red Square e 555, e Rough Trade continua il suo momento magico trovando nuovo spazio per l'indiepop. In terra di Spagna, caute Siesta ed Elefant, che vivono sulle conquiste dell'anno passato, mentre esordisce senza il botto la nuova etichetta di Mike Alway The Sound of Chartreuse.

In questo quadro, non desta eccessiva sorpresa il fatto che il disco dell'anno di indiepop.it non sia propriamente indiepop, anche se la direzione intrapresa dai fratelli Pace sin dai tempi di "Melody of Certain Damaged Lemons" ha certamente più a che fare con la musica pop che con il rumorismo degli esordi, un aspetto accentuato dal passaggio della band alla 4AD. Al secondo posto i bellunesi Non Voglio Che Clara, scintillante realtà nostrana capaci di mantenere le promesse di quel "Caffè Cortina" che già l'anno scorso destò molta ammirazione e che insieme agli ottimi Studiodavoli portano per la prima volta il contingente italiano nella classifiche di indiepop.it. Per il resto, e per le motivazioni, vi rimandiamo alle playlist individuali, che trovate linkate a fondo pagina.

1. BLONDE REDHEAD : Misery is a Butterfly
2. NON VOGLIO CHE CLARA: Hotel Tivoli
3. BEARSUIT: Cat Spectacular!
4. HUSSALONIA: Percy "thrills" Hussalonia
5. DELGADOS: Universal Audio
6. THE FAIRWAYS: This is Farewell
7. OF MONTREAL: Satanic Panic in the Attic
8. THE BEES : Free the Bees
9. SONDRE LERCHE : Two-Way Monologue
10. STUDIODAVOLI: Megalopolis

Clicca sul nome del redattore per le classifiche personali:

Fabio

DJ Nepo