| The Pipettes
Contenuti o apparenza? Il conflitto tra i due aspetti dell'arte delle Pipettes e i fraintendimenti a cui si prestano sembrano destinati a perseguitare a lungo la band di Brighton, specialmente adesso che il loro album d'esordio ha invaso la scena internazionale (ma con risultati inferiori alle attese, se è vero che la top40 inglese rimane lontana). Quanto c'è di predeterminato e quanto di spontaneo nelle tre ragazze a pois? E che ruolo hanno i quattro maschietti del gruppo? Ce lo chiedevamo mentre osservavamo la band crescere esponenzialmente, da quel primo timidissimo demo di due anni fa all'ottimo "We are the Pipettes", coronamento di uno splendido avvio di carriera nel quale qui ad indiepop.it abbiamo creduto sin dall'inizio. Ne abbiamo parlato con Rose e Becki alla vigilia di un concerto Londinese.
Il vostro chitarrista Monster Bobby è spesso citato come una Svengali Figure, termine che – leggo dal dizionario – prende il nome di un personaggio di un romanzo di George du Maurier che controlla ipnoticamente il canto del protagonista. E' così anche per voi?
Rose: Oh no! Non esattamente! Ma Bobby ha avuto l'idea delle Pipettes, diciamo l'intero concetto alla base del gruppo, e poi ha cominciato a proporlo ai suoi amici, e agli amici degli amici. La scena musicale di Brighton è molto piccola ed incestuosa, non gli ci è voluto molto per trovare delle persone interessate alla cosa. Alla fine le idee di Bobby e le nostre sono finite su un piano paritario sin dall'inizio, e più o meno tutti abbiamo cominciato a scrivere canzoni, ma sì, il concetto, l'idea delle Pipettes appartiene a Bobby.
Quindi vi conoscevate anche prima di formare la band?
Rose: Beh, in un certo senso sì, anche se non erano amicizie strette. Diciamo che il giro di amicizie era lo stesso, ma non facevamo tutti parte dello stesso gruppo.
Il look delle Pipettes faceva parte di questo "concetto iniziale"? E la musica?
Rose: Sì, i vestiti a pois erano parte integrante del tutto sin dall'inizio, servivano ad identificarci in maniera molto forte. Comunque con il tempo i nostri polka dots sono cambiati. Adesso li facciamo indossare anche ai ragazzi! (i famigerati Cassettes, ndr).
Anche il suono della band era prestabilito: insieme alle coreografie sul palco e ai vestiti serviva ad evocare un'epoca musicale più innocente. Ma tutto questo con il tempo si è trasformato in maniera molto naturale, grazie all'apporto creativo di ognuno di noi: sette teste pensanti all'interno di un gruppo non sono poche. Credo che stiamo ancora cercando di capire dove vogliamo andare, ci sono così tante cose che potremmo fare che penso non ci annoieremo per molto tempo ancora.
A proposito dell'epoca musicale più innocente: l'ispirazione di artisti come Joe Meek e Phil Spector e del Brill Building pop è stata da sempre dichiarata sul vostro sito, insieme all'avversione per i Beatles. Perché queste scelte così nette?
Rose: Perché in quel periodo le canzoni pop erano profonde, e integre, ed è stato un periodo d'oro sia per la musica pop che per la presenza femminile nelle classifiche. Dai Beatles in poi è stato tutto diverso, la scena musicale è diventata un dominio maschile e le chitarre hanno sostituito tutto il resto, ci sono troppi gruppi che ancora oggi dipendono completamente dal suono e dallo stile dei Beatles. Noi volevamo un punto di partenza diverso, che fosse più puro ed allo stesso tempo più eccitante.
Ma dietro i girl groups, con il cui immaginario voi giocate molto, c'erano sempre figure maschili.
Becki: Vogliamo ispirarci a quel periodo della musica pop, alla ricchezza del suono Motown ma senza essere guidate da nessuno, in un certo senso vogliamo realizzare quel controllo a cui aspiravano i girl-groups. Noi scriviamo le nostre canzoni, decidiamo cosa essere e come apparire. Abbiamo molto più potere rispetto a quei tempi e vogliamo che all'esterno ci sia questa percezione delle pipettes: tre ragazze che hanno il potere (risate).
Rose: la differenza è che noi ci siamo fatte da sole, sin dall'inizio stiamo sviluppando le nostre idee nella maniera che decidiamo noi. E anche se la band è frutto di una collaborazione di tutti e sette, dal vivo lo show è incentrato su noi tre e punta a presentarci come una girl band, e siamo noi ragazze a decidere le coreografie e come muoverci sul palco. E la cosa più bella è quando alla fine del concerto vengono delle ragazze a dirci: "voglio fare le stesse cose che fate voi!". E' bellissimo.
Avete già subito un cambiamento di formazione: come mai Julia se n'è andata e come è stato l'inserimento di Gwenno?
Becki: Eravamo insieme da circa un anno e mezzo quando Julia ci ha detto di voler formare un'altra band (gli Indelicates); lei è una persona che si dedica completamente ad un progetto e quindi sentiva di non poter continuare a stare nelle Pipettes. In quello stesso periodo Gwen è venuta a trovarci nel backstage durante un concerto a Cardiff e l'abbiamo convinta ad unirsi a noi. E' venuta a Brighton per un'audizione ed è stato subito perfetto. Gwen è arrivata proprio mentre le cose cominciavano a ingranare per le Pipettes: la stampa si è messa a parlare di noi, le etichette hanno mostrato interesse quindi ha vissuto nel gruppo tutte le esperienze più importanti ed è diventata subito una Pipette a tutti gli effetti.
La curiosità attorno alle Pipettes è stata stimolata dai primi 7" in tiratura limitata, tutti esauriti prestissimo e divenuti merce per collezionisti. E' stata una mossa studiata?
Becki: Ci piacerebbe dire di sì, ma non arriviamo a questo livello di programmazione! La tiratura limitata è un obbligo quando lavori con piccole etichette, ma per noi è stata una gran frustrazione. Pensa che nemmeno io possiedo una copia del nostro primo 7"!
Rose: Quei 45 giri sono stati un buon metodo per vedere come le nostre canzoni venivano accolte dal pubblico, ma è una liberazione poter finalmente pubblicare dischi in maniera stabile. Abbiamo così tante canzoni e come tutte le band all'inizio non vediamo l'ora di farle uscire.
Come vi trovate con Memphis Industries?
Becki: Molto bene. E' un'etichetta coraggiosa, che cerca artisti e gruppi molto diversi tra loro ed ama prendere dei rischi. Le altre labels che con le quali siamo entrate in contatto si mostravano interessate a noi ma non sapevano bene come presentarci, e non se ne faceva mai niente. Siamo troppo diverse da quello che viene percepito come una "normale" pop band in Inghilterra. Alla MI questo non importava, ci hanno detto solo "voi ci piacete, proviamoci".
Cosa cambia per voi il fatto di avete un'etichetta?
Rose: Finalmente abbiamo potuto registrare i nostri pezzi esattamente come li avevamo in mente sin dall'inizio: gli archi e i fiati sono così importanti per noi, ma prima non potevamo permetterceli e invece adesso… ecco un quartetto d'archi in studio! E' la prima volta che abbiamo i soldi per farlo.
Abbiamo cercato di fare in modo che il suono del disco fosse molto diverso da quello dei concerti, credo che sarà una sopresa per molta gente.
Avete passato molto tempo in studio?
Becki: No. Pensavamo che avremmo voluto sperimentare di tutto in studio e invece abbiamo registrato l'album in un paio di settimane. Il fatto è che questi pezzi li suoniamo ormai da due anni dal vivo e quindi sapevamo esattamente ciò che volevamo. E' un disco del quale siamo molto soddisfatte, a differenza dei singoli precedenti per i quali abbiamo dovuto sacrificare molte idee alla mancanza di soldi…
Rose: Volevamo che l'album avesse un suono moderno e allo stesso tempo mostrasse l'influenza di Phil Spector e del Motown Sound che amiamo. Siamo state fortunate a trovare due produttori (Andy Dragazis e Gareth Parton) che hanno capito subito cosa volevamo ottenere, perché noi non avevamo molta esperienza di studio.
La musica rock è percepita ancora come un club per soli uomini. Voi stesse ve ne siete lamentate spesso…
Rose: Assolutamente sì, è proprio così. La tipica rock band inglese oggi è un gruppo di ragazzi con le chitarre che cantano delle loro anime "torturate"… è così noioso! Ma nonostante ciò i ragazzi tendono ad essere presi molto più sul serio di noi ragazze: Le Pipettes vengono paragonate di continuo a band come Girls Aloud o Sugababes con le quali non abbiamo nulla in comune, per il solo fatto di essere donne, e la stampa è stata molto rapida nel formulare giudizi che mai avrebbero pensato di applicare a un gruppo maschile.
Becki: E' vero che ci sono state diverse rock band femminili prima di noi, ma si conformavano tutte al modello "rock" maschile; nessuna di noi tre suona la chitarra, cantiamo e balliamo, e c'è chi pensa che dobbiamo vergognarci di questo: è assurdo! Ovviamente eravamo preparate a tutto ciò ma ci dà comunque fastidio vedere che le cose non accennano a cambiare. Penso che abbiamo molto più in comune con band come i Darkness o gli Hives, specialmente nel modo di presentarci ed esibirci.
Come nasce una canzone delle Pipettes?
Becki: C'è una grande collaborazione all'interno del gruppo: tutti e sette scriviamo canzoni, ma una volta che le facciamo ascoltare agli altri la proprietà è abolita, e ognuno può contribuire togliendo o aggiungendo dei pezzi, o stravolgendo la canzone. E' un processo abbastanza brutale.
Rose: Siamo tutti dei perfezionisti, cerchiamo continuamente di migliorare quello che scriviamo e alla fine non ne siamo mai completamente soddisfatti.
Voi avete un'immagine forte e definita e un suono molto immediato. Siete una band tutta dedicata all'oggi. Cosa succederà in futuro?
Rose: Sappiamo che il rischio è di diventare parodie di noi stesse. Ma vogliamo crescere, evolverci a livello musicale, vogliamo che questo album sia soltanto l'inizio. Non diamo niente per scontato nelle Pipettes, potremmo cambiare completamente suono, o ridefinire tutti i ruoli nel gruppo.
Becki: Tutto ha un ciclo vitale: prima o poi anche i polka dots ci verranno a noia. E noi non vogliamo stancarci di noi stesse!
Ian
Links:
The Pipettes: www.thepipettes.co.uk
The Pipettes on Myspace: www.myspace.com/thepipettes
Monster Bobby on Myspace: www.myspace.com/monsterbobby
Gwenno on Myspace: www.myspace.com/gwenno
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