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Pas/Cal

Si sono fatti conoscere alla fine del 2002 con "The Handbag Memoirs" su Le Gran Magistery, ed era parecchio tempo che un EP non suscitava tanto interesse nella scena indiepop, anche per la vocazione letteraria del cantante Casimer Pascal. Eppure è curioso che un gruppo dichiarante la sua devozione per i Beach Boys e per le melodie solari e leggiadre dell'indiepop venga dalla culla del garage-rock: Detroit. In questa email-intervista Casimer ci parla della band, del suo modo di scrivere, di The Handbag Memoirs e dei progetti futuri. E della ragazza in topless in copertina...

Ti chiami davvero Casimer Pascal? Hai origini Francesi?

Sì, il mio nome è Casimer Bogdan Valentine Pascal. Da quel che so, le mie origini sono una specie di amalgama in salsa slovacca di russo-tedesco-polacco-austriaco o qualcosa del genere.

Come è far parte di una pop band a Detroit? Non siete cresciuti ascoltando MC5 e Stooges come tutti gli altri?

Il mio fratello maggiore, Bogdan, che suonava in una band di Detroit alla fine degli anni 70 chiamata The Cadillac Kidz (che incidentalmente erano prodotti da Wayne Kramer degli MC5), mi ha fatto ascoltare MC5, Iggy & The Stooges, The Frost, The Rationals eccetera sin da quando ero piccolo. Ma la sua influenza non si limitava al rock di Detroit.. mi registrava cassettine molto eclettiche con pezzi di Grand Master Flash, Smiths, Yellow Man, Roxy Music, T. Rex, Kraftwerk, Bowie, Prince, Bronski Beat, Ramones, Beatles, Talking Heads, Sham 69... Nella mia vita ho continuato a cercare sempre buona musica e sono stato attirato da diversi generi; penso che rimanere legati ad una sola forma musicale sia molto limitante e molto noioso.
Essere una pop band a Detroit è favoloso! Gli abitanti di Detroit sono molto attenti alla scena locale e anche se siamo conosciuti per un genere specifico molte persone della mia città hanno gusti eclettici simili ai miei. Non è mai una sorpresa vedere le stesse persone andare ad un concerto degli Adult, poi ad uno degli Slum Village e quindi a vedere i Von Bondies.

So che suonate spesso con i Saturday Looks Good To Me, anche loro di Detroit. Ci sono altre buone pop bands in città?

Fred Thomas e compagnia sono ottime persone, molto gentili, allegri e creativi. Per quel che riguarda altre buone band...hmmm... c'è un gruppo che mi piace che ha qualche influenza Stereolab-ica, si chiamano Showdown at the Equator, e poi forse Scott Allen & The Breakdance della ormai defunta Red Shirt Brigade. Onestamente, se parliamo di pop bands sconosciute, è probabile che ce ne siano in giro, ma sono sconosciute anche a me.

Perché la frase in italiano "Il buon tempo verrà" sul booklet di "The Handbag Memoirs"? E' presa da Shelley?


Quella frase simboleggia molte cose. E' il nome della nostra compagnia di publishing, il motto della mia vita e la speranza del nostro gruppo. In college ho studiato letteratura e mi sono completamente innamorato di Shelley... ha una visione del futuro così ottimistica, e magnificamente semplice; è l'unico modo che conosco per attraversare la vita.

Perché la ragazza in topless sulla copertina del disco è senza testa? Non sarete mica dei maschi sciovinisti?

A dire il vero non siamo stati noi a tagliarle la testa... è stato il candelabro nella foto. E per la cronaca: siamo sciovinisti effeminati.

Siete soddisfatti di "The Handbag Memoirs"? Credete sia una buona introduzione al suono dei Pas/Cal o avreste cambiato qualcosa?

Sì, soddisfatto - anche se non completamente - è un buon modo di descrivere i miei sentimenti verso quell'EP; credo che mostri il nostro potenziale, e questo era lo scopo della sua pubblicazione. Non è di nessuna utilità dire "avremmo potuto fare questo o quest'altro", ormai è troppo tardi. Comunque sono orgoglioso di tutte le canzoni e credo che diano agli ascoltatori l'idea di cosa sono i Pas/Cal. Cerchiamo di ottenere il massimo da ogni aspetto della creazione di un pezzo, dai testi alla struttura del suono e agli arrangiamenti, alla produzione (abbiamo registrato e prodotto il disco noi stessi) e addirittura al packaging (Gene e Bem sono entrambi progettisti grafici). Credo che l'EP dia molti indizi sul nostro suono e quindi in un certo senso ha raggiunto il suo scopo (e credo che "This Ain't For Everyone" sia una canzone che possa resistere al passare del tempo), ma sono consapevole che c'è ancora molto da fare.

State lavorando ad un album?

Sì, lo stiamo registrando in questi giorni ai miei studi Recording West. Uscirà per Le Grand Magistery a fine autunno/inizio inverno.

Molti dei testi delle vostre canzoni sembrano appartenere ad un altro tempo, proprio come la musica. Quando scrivi ti rifai alle tue esperienze personali, alla fantasia, alla letteratura?

Credo che anche gli autori più fantasiosi finiscano per scrivere - in qualche modo - sempre di loro stessi. Alcune delle canzoni che scrivo derivano da esperienze personali - Grown Men Go-Go è praticamente una pagina del mio diario - ed altre sono fantastiche (Holyday Sweater), ma qualcosa di me e della mia vita finisce sempre nelle crepe dei miei testi.
E riguardo al fatto di appartenere al passato.. è vero, sono molto nostalgico e ho una certa passione per le cose vecche e dimenticate. Ho lavorato in un negozio di antiquario per anni e ho passato molte ore creando biografie immaginarie per sedie a dondolo, porcellane cinesi e coperte imbottite.

Qual è il tuo peggior vizio?

Sono un mangione. Così mi costringo spesso a digiunare e a lunghi periodi di fame... il che non è affatto bello.

Dicci i cinque dischi senza i quali non potresti vivere.

Se la domanda fosse "500 dischi senza i quali non potresti vivere" sarebbe molto più facile! Comunque, costretto a rispondere, con un fucile puntato alla tempia direi:
"Hunky Dory" di David Bowie, "Five Leaves Left" di Nick Drake, "3 Feet High and Rising" dei De La Soul, "Work and Non-Work" dei Broadcast e "Revolver" dei Beatles.
Ma se me lo avessi chiesto in un giorno diverso avresti ottenuto una lista diversa...


Salvatore

Links:

Pas/Cal web site: www.pascalgoespop.com
Le Grand Magistery: www.magistery.com
Pas/Cal@indiepop.it: www.indiepop.it/bands/pascal.htm