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Olympic Hopefuls

Erik Applewick e Darren Jackson hanno cominciato quasi per gioco l'avventra degli Olympic Hopefuls. Avevano da parte un po' di canzoni composte nel corso degli anni che non ritenevano adatte per i loro rispettivi progetti (Vicious Vicious e Kid Dakota) e si sono inventati una power-pop band, inizialmente nata come progetto a due e successivamente espansa a cinque elementi a partire dalle prime prove dal vivo, consentendo al gruppo di tener fede al proprio nome manifestando coi costumi le speranze olimpioniche (vedi foto). "The Fuses Refuse To Burn", affidato alle cure della piccola 2024 records, è diventato un piccolo caso a Minneapolis, dove gli Olympic Hopefuls hanno guadagnato il titolo di "miglior nuova band" del 2004, e si avvia a conquistare il resto degli States. Abbiamo sentito al riguardo Erik (Darren è attualmente impegnato con Kid Dakota in un tour europeo di spalla ai Low), il quale ci ha confermato che lo status di side project degli Hopefuls potrebbe non durare a lungo...

Gli Olympic Hopefuls sono un mezzo per esplorare aspetti del vostro suono che non potete sviluppare con le vostre altre band. Ma quali sono i limiti per i vostri rispettivi progetti? Cosa vi fa dire "questo pezzo non è compatibile col resto del mio lavoro"? E' solo una questione musicale o comprende anche i testi?

L'unica cosa che stiamo consapevolmente cercando di fare con gli Hopefuls è pubblicare canzoni divertenti da ascoltare. A questo punto del gioco è difficile dire se un pezzo dei Vicious Vicious è adatto o meno agli OH, mentre le roba di Kid Dakota è così incredibilmente diversa che la decisione è molto più semplice. Come regola generale, se nella canzone si trova l'espressione "out on the prairie" (là nella prateria, ndr), allora è un pezzo di Kid Dakota.

Tu e Darren suonate l'uno nella band dell'altro e avete un legame musicale ben più antico degli Hopefuls. Dove vi siete incontrati e come è evoluto il vostro percorso di musicisti?

In realtà le attuali lineup di Kid Dakota e Vicious Vicious non includono l'altro, dato che passiamo già abbastanza tempo insieme lungo il midwest per suonare con gli Olympic Hopefuls. Io e Darren ci siamo conosciuti nel Sud Dakota nel 1997 per merito di un amico comune (Justin, che ha anche suonato sulla prima canzone di "Blood and Clover" dei VV) che era cresciuto con Darren a Bison e che io avevo conosciuto all'Università del Sud Dakota. Darren è stato in giro ad est tra il 97 e il 2000 ma quando io mi sono trasferito nelle Twin Cities nel settembre del 2000 siamo diventati compagni di stanza alla City Cabin, dove vivevamo insieme al maestro del mixer Alex Oana e dove sono stati registrati tantissimi album, inclusi "Let It Be" dei Replacements "Let it Be", "Blood and Clover" dei Vicious Vicious e "So Pretty" di Kid Dakota.

Sia Vicious Vicious che Kid Dakota sono progetti molto concentrati sulle vostre persone. Avete dovuto sacrificare qualcosa da questo punto vista per gli OH?

Non posso rivelare questa informazione.

Gli Oh riferiscono ad una forte tradizione power-pop americana, anche se portate qualche elemento di diversità. Pensate che "The fuses." segua la lezione di qualche artista o band power-pop del passato? Avete artisti preferiti in questo campo?

non sono smai stato un fan dell'etichetta "power pop", perché le band che vengono catalogate in questo genere di solito non sono affatto potenti come il nome vorrebbe. A me sembra che la definizione abbia più a che fare con il numero di accordi che suoni in una canzone. Mi sono sempre piaciuti i Weezer, specialmente l'album blu e Pinkerton che ho ascoltato a lungo durante gli anni 90, ma di solito non ascolto nulla che possa venire anche lontanamente definito power-pop. Forse sta qui quell' elemento di diversità di cui parli.

Pensavo soprattutto al fatto che nonostante le canzoni degli hopefuls siano più leggere rispetto al vcostro stile di composizione, rimangono più temperamentali e "scure" rispetto alla media power-pop. E' come se il vostro fosse power-pop per adulti, dal sapore dolceamaro. Ad esempio una canzone di amore ossessivo come "Stoned Again" non è esattamente il pezzo baciato dal sole che ci si aspetterebbe da una power-band.

Beh, Matthew Sweet è il primo nome che viene in mente parlando di gente che accosta liriche dolciamare (o semplicemente amare) a musica pop allegra. La gente che ascolta questo tipo di canzone è ovviamente attratta dalla musica e dal refrain per i primi due o tre ascolti, ma a furia di insistere si rende conto che il pezzo è qualcosa in più della classica canzone stile divertiti-e-balla-di-fronte-allo-specchio. E credo che questa giustapposizione sia ciò che fa sì che la gente continui ad ascoltare un pezzo ancora e ancora.

Il power-pop è sempre stato associato a una certa dose di sfortuna e di occasioni perse sin dai tempi dei Big Star. Non temete che ciò possa succedere anche a voi?

Anche io l'ho sempre pensata così. Da questo deriva il mio disgusto per l'etichetta "power pop". E no, non temo il sapore amaro della sconfitta. E non temo nemmeno il tristo mietitore o il Coniglietto Pasquale. Ho spesso questo sogno nel quale sono seduto al mio banco a scuola e improvvisamente mi rendo conto con terrore di essere in mutande. Quindi forse ho paura di questo. anche se sembra improbabile.

Erik, ho trovato il tuo ultimo disco come Vicious Vicious molto invernale, mentre questo degli OH è decisamente estivo. Pensi che le tue canzoni risentano molto delle stagioni?

hmmm. Ero convinto che la gente trovasse "Blood and Clover" un disco estivo. Se la memoria non mi inganna, entrambi gli album sono stati registrati in inverno, il che ha un senso perché in Minnesota non c'è molto da fare in inverno fuorché registrare dischi. Dunque se avverti questa sensazione di un forte desiderio d'estate nei nostri album esiste una legittima ragione.

"The Fuses." è un gran disco anche perché non ha pezzi riempitivi. Ora che ve lo siete lasciato un po' alle spalle mi dite cosa ne pensi? Quali sono i tuoi pezzi preferiti?

Beh, uno degli aspetti negativi di suonare, produrre e mixare un disco tutto da solo è che lo ascolti così tante volte mentre lo stai registrando che dopo la pubblicazione lo devi mettere via per un po' di tempo. Per me questo disco è ancora off-limits. La mia parte preferita dell'album è quella che va da "Holyday" sino a "Motorbike": mi piace come funzionano quelle quattro canzoni insieme, Darren e io stavamo andando davvero al massimo in quei pezzi.

Da quello che leggo la risposta del pubblico di Minneapolis è stata ottima. Come va nel resto degli States? Gli OH sono ancora lanciatissimi?

E' una cosa difficile da valutare, perché non abbiamo ancora fatto un vero e proprio tour degli States.. abbiamo suonato soprattutto nella nostra regione. A giudicare dalle vendite del CD via internet e dalla partecipazione del pubblico quando suoniamo fuori dalle Twin Cities, mi pare che le cose stiano andando molto bene. Siamo ancora lanciatissimi.

Gli Olympic Hopefuls sono diventati una vera band solo quando avete iniziato ad esibirvi dal vivo. Come sono cambiate le cose da allora? Lo considerate un side project o è qualcosa che avete intenzione di portare avanti a lungo?

Io e Darren sapevamo di avere bisogno di una band per portare in giro le nostre canzoni e così ho contattato Heath e Matt per la sezione ritmica e poco dopo è salito a bordo anche Johnny ad aggiunegere synth e backing vocals. Insieme abbiamo scritto parecchie nuove canzoni, con diversi livelli di collaborazione, e ciò ha aumentato di molto la quantità di cose che ora siamo in grado di fare. Questo non è un side project.

(fotografia di Kii Arens)

Salvatore

Links:

Olympic Hopefuls Website: www.olympichopefuls.com
Olympic Hopefuls@indiepop.it: bands/olympichopefuls.htm
Vicious Vicious@indiepop.it: bands/viciousviciouss.htm