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Non Voglio Che Clara

Non ho curiosità particolari nella vita, ma ho amato molto il vostro disco. Ne scaturisce la mera voglia di fare due chiacchiere. Quindi partendo dall'idea che ogni domanda è solo un pretesto per dire qualcosa, e forse per leggerla, eccovi qualche domanda.

Fate qualcos'altro nella vita oltre a suonare?

Lavoriamo tutti, e coniugare le due cose è faccenda sempre più complicata.

Chi realizza un grande disco, ha la percezione di stare realizzando un grande disco?

Se è un complimento ti ringrazio. Personalmente non so giudicare se il nostro sia o meno un grande disco, ma mentre lo stavamo realizzando avevamo la sensazione di star per realizzare un disco esattamente come lo avremmo voluto, e che ci rispecchiava anche a livello umano.

Qual è la prova a cui il tempo sottopone un disco per decretarne la grandezza?

Il fatto che lo metti sempre, non te ne accorgi ma lo ascolti a distanza di anni. a volte capita con i dischi che non ti aspetti ma che ti ritrovi sempre nel lettore.
Penso, non so, a "Dusk" dei The The; l'ho ascoltato per anni e ancora ogni tanto lo faccio rigirare.

Quali sono per voi le spinte a realizzare della musica? E cosa realizza la musica, una volta realizzata?

"La nostalgia di casa. Non sappiamo ancora dove sia, la nostra casa".
La musica a sua volta realizza l'illusione di aver trovato un posto tutto tuo, una casa per l'appunto.

Dove avete fissato la vostra idea di bellezza?

C'è un passo di "Golden Slumbers" dei Beatles, quello in cui dice "Once there was a way to get back homeward". Solo quel pezzetto lì, dentro c'è tutta la bellezza che porta con sé la malinconia. Non necessariamente le due cose vanno di pari passo, tristezza e bellezza intendo, ma adesso se penso ad una cosa bella, che mi scaldi il cuore, in questo momento mi viene in mente quella frase, con quella voce e quel pianoforte.

La musica dei NVCC sa di antico, sa dell'avvento d'una vecchia generazione, del ritorno ad una "borghesità" ch'è ripiegamento d'un privato che s'opponga al già scaduto tribalismo degli ultimi lustri. Quale il vostro orientamento?

No. Perchè noi non veniamo nemmeno da una estrazione borghese. Il nostro "ripiegamento sul privato" credo sia una reazione all'ambiente che ci circonda, al nord-est neo-yuppista e conformista (nel senso più reazionario del termine) che a volte davvero ti toglie l'aria. Siamo tutti sui trenta, volevamo solo tornare un po' indietro, riappropriarci di alcune cose che ci sembrava aver perso per strada. Ma non sono scelte deliberate. E' più una sorta di urgenza espressiva.
Poi se ti riferisci al nostro orientamento politico posso dirti come le nostre esperienze, comprese quelle artistiche, le nostre letture, i nostri ascolti, i nostri amori abbiano finito col fornirci un bagaglio intellettuale inevitabilmente di sinistra. Neanche questa è una scelta in fondo. Rimane comunque una questione intima e personale, che poco ha a che vedere, in questo momento, con la nostra musica.

Qual è invece il vostro pensiero/umore sulle scene *musicali* italiana e mondiale degli ultimi tempi?

Non seguo la musica secondo delle etichette e preferisco non farmi intimorire dalle "scene". Solitamente mi soffermo sulle cose che mi piacciono ma cerco di non badare al messaggio
pubblicitario che lo accompagnava. Perchè alla fine, costruire una scena intorno a qualcosa è più che altro una questione di marketing. In Italia ci sono degli artisti che seguiamo, apprezziamo e con il quale a volte si è instaurato un rapporto di amicizia. Penso a Northpole, Alessandro Grazian, i
Perturbazione, Artemoltobuffa, Paolo Benvegnù.

Siete potenzialmente più degli amanti dell'esibizione pubblica o del ritirato lavoro di creazione appartata?

Chi più della prima e chi dell'altra. Sono due fasi ben distinte a mio avviso, che vanno affrontate con spirito diverso. Pure l'impatto emotivo delle due situazioni è diverso. Come diceva Andy Partridge degli XTC nessuno chiede ad un pittore di ridipingere un quadro di fronte ad un pubblico. L'esibizione live ridotta ad una mera esecuzione dei brani potrebbe non soddisfare né me stesso né tantomeno il pubblico. Non è abbastanza; anche la musica, su un palco, diventa teatro.

Cosa v'aspettate da questo disco?

Ci aspettiamo sostanzialmente una buona accoglienza, perchè pensiamo in tutta onestà, che "hotel tivoli" sia in fondo un buon disco.

Essendo in contatto con un nugolo piuttosto accanito di fan ho raccolto in questi ultimi tempi, oltre alle dovute celebrazioni, anche un elemento di delusione: la bassa presenza di materiale inedito sul disco Aiuola rispetto all'Ep Caffè Cortina. Puoi spiegare le genesi di Hotel Tivoli?

Il fatto è che "Caffè Cortina" era nato più come un promo destinato agli addetti ai lavori, poi ricevendo molte richieste abbiam finito col renderlo disponibile ai concerti. A distanza di qualche mese siamo riusciti a trovare degli sbocchi, con Aiuola e Universal che hanno deciso in pratica di ri-pubblicare "Caffè Cortina" con qualche brano in più. Certo si poteva fare diversamente, si poteva aspettare un anno e uscire con del materiale tutto nuovo, ma c'era la volontà di sfruttare quel materiale e di farlo subito. Poi calcola che il demo avrà venduto sì e no 200 copie...

Vi piacciono i Baustelle? Sentite qualche affinità o spiccano maggiormente le divergenze?

Sono in contatto con Fabrizio, ci si sente ogni tanto, mi sembrano delle ottime persone e c'è della stima reciproca, credo. Spesso ci accomunano ma mi sembra che i nostri percorsi siano fondamentalmente diversi.

Come immaginate i vostri ascoltatori? Come vi piace immaginare che fruiscano della vostra musica?

Venticinquenne, celibe, di bell'aspetto fisico, estroversa e intelligente, 5 mis. , locale climatizzato. Non lo so davvero, e non voglio pensarci. Mi fa solo molto piacere quando ci scrivono.

Cosa pensate della stampa musicale?

Compravo alcune riviste, poi ho smesso. Non so, passo tantissimo tempo ad occuparmi di musica, preferisco leggere dell'altro.

Il pezzo dei NVCC che vi sembra meglio riuscito, e perché.

La "canzone definitiva" dei Non voglio che Clara per quanto mi riguarda è "Quello con la telecamera". Scelta affettiva, peraltro non condivisa, immagino, dal resto del gruppo.

Il libro, il disco, il film e la donna che portereste sull'isola deserta.

Non esistono più isole deserte. Sono tutte piene di libri e dischi e videocassette. Così, al volo, senza troppo pensarci. "La bella estate" di Pavese, "No more shall we part" di Nick Cave, "Citizen Kane" di Wells e Daniella Rush. (Minchy, ndr)


Alessandro

Links:

Non Voglio Che Clara Website: www.nonvogliocheclara.it
Non Voglio Che Clara@indiepop.it: bands/nvcc.htm