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Niklas Gustaffson

  Niklas Gustaffson rappresenta al meglio la nuova generazione di musicisti svedesi: maturo nonostante la giovane età, profondamente sicuro dei suoi mezzi e desideroso di esplorare ogni ambito della sua arte. Suona in due band (gli Higher Elevations e i This Year's Model, di cui abbiamo scritto diffusamente nei mesi scorsi) e gestisce da qualche mese una promettente giovane etichetta, denominata "But is it art?" in onore ai Television Personalities che ha da poco pubblicato una bella appendice in vinile al tributo TVP e che sta preparando l'atteso esordio di Friday Bridge. Eppure Niklas non è il classico abitante della scena indie: basta un ascolto ad "Always The Same" per rendersi conto che le ambizioni degli Higher Elevations sono più alte, il suono più potente, le classifiche di vendita a portata di mano. Ne abbiamo parlato con lui.

Ci puoi fare un breve riassunto della tua storia di musicista?

Sono nato su un'isola nel terzo lago più grande d'Europa. Siccome ho sempre odiato la campagna e preferivo starmene in casa ho cominciato a scrivere canzoni. Alla metà degli anni '90 facevo parte di una band chiamata Supernovas, che è finita su un paio di compilations e ha suonato in qualche festival; ci fischiavano perché indossavamo abiti eleganti mentre tutte le altre band vestivano ancora alla moda grunge. Gli Higher Elevations sono nati nel 2001, i This Year's Model lo scorso anno.

Questo sembra un momento di grandi opportunità per la scena svedes. Tu sei il leader di due band, hai una tua etichetta. Pensi che questo sia un periodo particolarmente favorevole per i musicisti in Svezia o è sempre stato così?

Non so se sia un momento particolarmente favorevole: bisogna lavorare duro per ottenere qualcosa, come sempre. E' vero che parecchie band svedesi hanno avuto un certo successo, ma questo non significa che siano effettivamente valide.

Al confronto di altre band svedesi sembrate avere molta più potenza ed energia da spendere. Ci sono gruppi con i quali sentite una certa affinità?

Ho una forte etica del lavoro. Mi piacciono gli artisti capaci di pubblicare un nuovo album ogni anno, amo la coerenza. E quindi ogni qualvolta ho la possibilità di fare qualcosa la faccio. Lavorare duro non mi spaventa: basta spegnere la televisione.
Ci sono alcuni grandi artisti in Svezia ma non mi sento collegato a loro in nessun modo. Non socializzo granché con altri musicisti. E non credo che dovrei: non andiamo molto d'accordo, non parliamo lo stesso linguaggio.

Cosa intendi dire? Che differenze riscontri?

In realtà io non mi considero un musicista. La maggior parte della gente che suona in un gruppo mi annoia sino alla morte. Parlano solo di musica! A me non interessa molto discutere di amplificatori e roba simile, preferisco una bella conversazione sui libri e su quello che succede nel mondo.

Nella musica indiepop c'è la tendenza a fare le cose in maniera molto personale. La vostra musica ha due facce: è molto potente e al tempo stesso sa essere molto emotiva, a volte persino tenera. Ti sforzi di conservare questi differenti aspetti nella tua musica?

Non ho mai pensato alla cosa in questi termini. Cerco di mettere nella mia musica quante più emozioni possibile - rabbia o amore, insicurezza o rimorso. In "Always The Same" abbiamo cercato di ottenere un suono molto potente. Se ascolti "Fall" puoi sentire la mia interpretazione del muro del suono: sono io che indosso la parrucca del vecchio Phil Spector.

Che tipo di musica ascoltavi da adolescente? Preferivi la scena inglese, americana o australiana?

Ascoltavo soprattutto punk e new wave: i miei preferiti erano Richard Hell, The Only Ones, Ramones e Buzzcocks. Ho sempre amato la scena di NY, e i Television sono stati una grande influenza, sin da quando ho scoperto Richard Lloyd: lui ha vissuto in Svezia negli anni 80 e l'ho visto per la prima volta in televisione, poi ho ascoltato l'album "Alchemy "e ho pensato fosse fantastico. "Marquee Moon" ed "Adventure" sono venuti dopo. Lloyd è uno dei miei musicisti preferiti in assoluto, è stato un grande momento per me quando ha accettato di contribuire all'album degli Elevations.

Amavo anche molte garage band americane degli anni 60. E i Cure sono stati un'altra grande influenza: compro ancora i loro dischi, ogni volta che ne esce uno nuovo. Amo gli Smiths e i Fall. Probabilmente preferivo la scena inglese, ma ho ascoltato moltissimo anche Nick Cave, e inoltre trovavo molto interessanti alcune delle garage bands australiane della metà degli anni 80: sembra incredibile a dirlo oggi, ma era così. E quando ero più piccolo i miei artisti preferiti erano Johnny Thunders e Blondie. Avevo una cotta per Debbie.

Ero un appassionato delle charts, e mi piacerebbe molto vedere la musica che faccio oggi scalare le classifiche. Non mi è mai interessata particolarmente la scena indie. In genere quando registro una canzone penso "questo pezzo sarà un hit formidabile, sarà bello cantarlo di fronte a 40mila persone". Ora che stiamo registrando il primo album di This Year's Model lo stato d'animo è questo: "Hey! Come ve la passate lì fuori? Vorrei dedicare la prossima canzone a tutti quelli che hanno perso una persona cara. So come vi sentite.". Vedremo cosa ne verrà fuori. Niente di buono, credo.

"Always the Same" mostra una grande personalità per essere un album di debutto. Ne sei soddisfatto? Pensi che rappresenti adeguatamente la band?

Sono felice che tu lo pensi. Ne sono abbastanza soddisfatto, rappresenta bene la band com'era nel momento in cui è stato registrato. Ci sono pezzi che mi piacciono molto ed altri che mi sarebbe piaciuto fare in maniera diversa, ma ormai appartiene al passato. Mi stupisce che da quando è stato pubblicato molta gente non sia riuscita capire l'ironia di un pezzo come "Repetition". Ho ricevuto molti commenti strani su quel pezzo.

Che cosa differenzia This Year's Model dagli Higher Elevations? E' un modo per esplorare diversi stili musicali?

Sì, lo è. E c'è anche un'attitudine molto diversa. This Year's Model ha un approccio esplicitamente europeo alla musica che agli Elevations manca. E poi c'è un lato più ricreativo in TYM, è qualcosa che è possibile fare senza doversi sforzare continuamente, qualcosa che viene fuori in maniera naturale. O almeno questa era l'intenzione.

Perché hai messo in piedi l'etichetta "But Is It Art"?

L'etichetta è appena nata, la gestisco insieme a due amici. Tutti e tre amavamo le piccole etichette - le amiamo ancora - e il fatto che pubblicassero dischi per la pura gioia di diffondere la musica che più apprezzavano. Noi abbiamo lo stesso scopo, vogliamo pubblicare la miglior musica che c'è in giro, come quella di Friday Bridge.

A proposito di Friday Bridge, che è una dei nostri artisti preferiti, so che stai lavorando al suo album: ci puoi dire qualcosa al riguardo?

Friday Bridge è speciale, è molto importante per me. E' come se avessi aspettato tutta la vita di incontrare una come lei. Per quel che riguarda l'album. forse è un po' troppo presto per parlarne, ma stiamo lavorando su un sacco di canzoni e sono tutte ottime, quindi sono convinto che sarà un disco assolutamente eccezionale! Volevamo pubblicarlo in primavera ma ci abbiamo ripensato, al momento è probabile che esca il prossimo settembre. In questo momento stiamo lavorando ad un pezzo nuovo, che uscirà come singolo negli USA tra breve.

Perché hai scelto di ripubblicare ed espandere il tributo ai Television Personalities uscito per The Beautiful Music?

Perché i TVP sono fantastici. Sono sempre stati una delle mie band preferite ed amo ancora le loro canzoni. Abbiamo realizzato l'album in collaborazione con The Beautiful Music: sono stato felice di registrare la nostra versione di "The Engine Driver Song" e di disegnare la copertina per il loro tributo, e ho pensato che sarebbe stato splendido averne un'edizione in vinile. Volevamo fosse qualcosa di speciale. Ho chiesto a qualche band di fornirci una versione altenrnativa dei pezzi comparsi sul tributo originale e ho chiesto ad un amico di disegnare l'artwork. E infine abbiamo completato il disco con canzoni che erano state consegnate in ritardo per apparire sul primo volume. E Alistair Fitchett è stato così gentile da scrivere le liner notes. Penso sia venuto fuori un ottimo lavoro.

Hai ascoltato "My Dark Places"? Cosa ne pensi?

Ho sentito solo alcune canzoni, sembra promettente. Credo che lo comprerò questo weekend. Pensi che ne esista una edizione in vinile? Ho tutti i dischi dei TVP in vinile, e vorrei avere a trentatrè giri anche questo.

(Photo by Mats Bergman)

Salvatore

Links:

The Higher Elevations: www.thehigherelevations.com
This Year's Model: www.thisyearsmodel.co.uk
But Is It Art?: www.butisitart.org
The Higher Elevations@indiepop.it: bands/higherelevations.htm