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Gordon McIntyre
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E' difficile trattenere
i superlativi quando si parla di Gordon McIntyre: il genio
dei Ballboy, capace di partorire canzoni ironiche e meravigliose
come quelle di "A Guide For The Daylight Hours", tenebrose
come le storie d'amor malato di "The Royal Theatre" o
nostalgiche come i pezzi acustici di "the Sash My Father
Wore", è quello che si definisce un reinassance man,
capace di dipingere storie di profondità inusitata per
una canzone pop e di accordarle a forme musicali di cangiante
matrice indiepop. Ma se nel giro di quattro album i Ballboy
hanno raramente avuto l'occasione di ripetersi, o di farsi
inquadrare in qualche comoda formuletta (si sono spese
centinaia di paragoni per loro. Inutilmente), per il suo
nuovo progetto - descritto dallo stesso autore come "musica
elettronica con pezzi di spoken word" - Gordon ha
scelto la strada solista, registrando sotto il moniker
Money Can't Buy Music un singolo (recensito il mese scorso)
e un album in uscita a Marzo per la fida SL. Abbiamo colto
l'occasione per fare qualche domanda a Gordon sui MCBM,
ma naturalmente il discorso è presto finito sui Ballboy
che, a scanso di equivoci, sono più che mai in salute
nonostante il periodo di pausa concesso dal leader. |
Trovo che una delle costanti nella tua
musica sia il cambiamento: ogni album dei Ballboy è una sorpresa
e questo progetto elettronico non fa eccezione. Si tratta
del bisogno di spingere sempre in avanti la tua musica o c'è
dell'altro?
Credo che ci siano due fattori al lavoro. Uno: quello che
posso fare con i testi e Due: quello che posso fare con la
musica. Non avverto necessariamente l'esigenza di spingere
in avanti il mio lavoro, credo anzi che a volte sia necessario
fare un passo di lato, così da poter esplorare cose nuove.
Penso che sia da qui che sono venuti tanto Money Can't Buy
Music quanto l'album acustico The Sash My Father Wore.
Come descriveresti Money Can't Buy Music ad un fan dei
Ballboy?
E' difficile per me farlo. Qualcuno ha detto che i testi sono
simili e la musica è diversa. Ma non ne sono tanto certo.
Per me, il progetto MCBM è molto più sperimentale. Anche se
utilizzo più tecnologia, l'approccio alla musica è molto più
lo-fi che con i Ballboy, e penso che le canzoni non siano
altrettanto immediate. Non mi sorprenderebbe se molti fans
dei Ballboy non apprezzassero MCBM e molte persone che non
sopportano i Ballboy si avvicinassero a MCBM.
"The Sash My Father Wore" in fondo era un disco solista.
Perché stavolta hai deciso di adottare un nuovo moniker per
questo progetto? Dopotutto ci sono alcuni pezzi spoken word
anche nei dischi dei Ballboy.
Le canzoni di "The Sash" sono state scritte per i Ballboy.
Oggi ne facciamo qualcuna dal vivo con la band al completo
e stanno bene nel contesto di ciò che fanno i Ballboy. Ma
credo che le canzoni e l'assetto generale di MCBM siano molto
diversi e non mi sembrerebbe giusto utilizzare il nome Ballboy
per queste cose. In breve, credo che chiunque acquisti "the
Sash" penserà che sembra un album dei Ballboy in versione
acustica, ma chi compra un disco di MCBM non avrà modo di
paragonarlo ai Ballboy. Quindi il motivo è che non volevo
ingannare nessuno.
Hai ragione quando parli dello spoken word: avevo intenzione
di utilizzarlo con più frequenza e di portarlo in altre direzioni,
volevo utilizzare tecniche e tecnologie differenti, e non
è sempre facile farlo con una band alle spalle, quindi ho
indirizzato queste sperimentazioni verso il nuovo progetto.
C'è qualche differenza in approccio tra registrare un disco
pop ed uno elettronico? Credi che un diverso stile possa alterare
il modo in cui l'ascoltatore percepisce la musica o i testi?
Può essere uno stereotipo, ma in fondo dalla musica elettronica
non ci si aspetta una grande profondità lirica.
Trovo ci sia una grande differenza - almeno per me. Le mie
canzoni elettroniche sono costruite strato dopo strato, posso
provare idee nuove e tenerle o accantonarle man mano che registro
i pezzi. E quello che ottengo alla fine è esattamente ciò
che voglio, nel bene e nel male. Anche nella band più dittatoriale
la musica è scritta e suonata da ogni membro del gruppo, e
l'autore finisce per perdere parte della visione originale,
anche se guadagna le idee degli altri membri della band.
Per quanto riguarda i testi, una delle "regole" che mi ero
imposto per MCBM era che le liriche dovevano essere significative
e le storie interessanti come nei miei dischi precedenti:
dopotutto le storie sono alla base del 90% delle mie canzoni.
Non credo che quello che hai citato sia uno stereotipo, in
effetti non ci sono molte band elettroniche con testi decenti
(e spesso i testi mancano del tutto).
Ascolti musica elettronica? Quanto sei interessato dalle
possibilità offerte dai PC e dalle nuove tecnologie?
Sì, ascolto diverse band elettroniche. Psapp, Four Tet, Park
Avenue Music, Stereolab eccetera. Ma sono anche un grande
fan delle band "semi-elettroniche" come New Order, St. Etienne
e The Go! Team (posso sbagliarmi, perché non so come vengano
classificati i Go!Team, ma una parte del loro suono o forse
del loro processo creativo mi sembra decisamente elettronico).
E amo anche gli Orchestral Manoeuvres in the Dark, anche se
non sono sicuro di doverlo ammettere!
La scoperta delle tecnologie e dei PC è stato il fattore trainante
per l'avvio del progetto MCBM. Ho sempre avuto un certo interesse
per la cosa, ma trovo che i computer e il software più recenti
abbiano finalmente raggiunto un punto in cui registrare musica
a casa sia un piacere e non una fatica. A casa e per MCBM
uso un iMac G5 con Pro-tools e Reason per la maggior parte
delle mie registrazioni al computer. Dal vivo utilizzo un
piccolo iBook. I computer Apple sono il meglio, specialmente
la nuova generazione con OSX Tiger. Comunque, nessuno studio
casalingo può dirsi completo senza un dittafono.
Ci
sono elementi che ritieni indispensabili per la tua musica,
sia acustica che elettronica? Qual è il tuo rapporto con la
melodia, per esempio?
Gli elementi indispensabili per me sono tutti lirici. Devi
stare molto molto attento ad utilizzare i cliché quando scrivi:
alcuni cliché sono accettabili (esisteranno sempre e dovranno
sempre esistere canzoni che parlano di cuori infranti), ma
devi cercare di scrivere qualcosa che abbia un aspetto sufficientemente
profondo e che in realtà sia così spaventoso da ottenebrare
il cervello. Ho buttato via un sacco di canzoni per questo
motivo.
Non ho avuto alcun tipo di formazione musicale, quindi non
comprendo la melodia dal punto di vista formale. La capisco
solo in termini di ciò che percepisco e nel modo in cui si
accorda ai testi e all'armonia. Ma mi piace questo approccio
perché è da qui che possono arrivare melodie nuove e mai sentite.
E' come se non avessi idea se una cosa funzionerà sino al
momento in cui non la sento, ed è un modo gradevole di lavorare.
La scena Scozzese è sempre stata avvolta da un'aura magica
e mitica per gli indiepoppers italiani. Com'è crescere in
una città come Edimburgo dal punto di vista musicale?
Ad essere onesti, la scena musicale Scozzese è la scena musicale
di Glasgow. Edimburgo non è un gran posto per le band e per
la musica dal vivo, e quando abbiamo iniziato ci sentivamo
un po' fuori dal grande giro di una città come Glasgow. Ma
ciò ha i suoi vantaggi, perché ti permette di fare le cose
a modo tuo: a volte essere influenzati da troppe band può
essere una cosa negativa. Certo, significa anche dover fare
più fatica per ottenere uno show o per passare in radio, ma
anche questo in fondo è positivo per una band. Devi lavorare
sodo, o non ce la fai a sopravvivere.
Volevo farti una domanda su "A Europewide search for love"
(da A Guide For The Daylight Hours), che è uno dei vostri
pezzi migliori ed anche uno dei più atipici. Non avete più
usato gli archi in quel modo. Come è nato un pezzo simile?
E' cresciuto in studio, un pezzo alla volta. Eravamo accompagnati
da una sezione d'archi e abbiamo iniziato ad aggiungere strati
al pezzo sino a che non è diventato questo immenso sogno di
canzone. Abbiamo usato gli archi dal vivo e nelle Peel sessions,
ma è molto difficile organizzarsi con i musicisti per le prove
e le registrazioni, e in generale trovo sia meglio restare
in studio con i quattro membri della band e basta. In quel
pezzo c'è anche una gran bella parte di tastiera che non si
sente perché è coperta dagli archi. E' una parte che rende
la canzone molto diversa ma funzionava davvero bene, quindi
quando guadagni qualcosa finisci per perdere qualcosa, anche
se sono d'accordo con te che la registrazione di quel pezzo
è particolarmente riuscita.
Prendi ispirazione da altre forme artistiche, come letteratura
o film, quando scrivi i tuoi testi? Ci sono autori dai quali
senti di aver imparato qualcosa?
Assolutamente. Di sicuro più che da altre band. Autori dai
quali ho imparato qualcosa? Scegli: Charles Bukowski, JD Salinger,
Kurt Vonnegut, John Fowles, Jane Austen, Emily Dickinson,
Edna St. Vincent Millay, Sylvia Plath, George Orwell, Armisted
Maupin, Irvine Welsh, Martin Millar, John Irving, Bernard
Malamud, Kate Atkinson etc etc etc.
(e non ho nemmeno messo quel genio che scrive "Calvin e Hobbes")
Penso che si possa imparare qualcosa da ogni buon autore.
E dai pessimi autori impari quello che non devi fare.
"The Royal Theatre" affrontava le difficoltà di una relazione
da diversi punti di vista, come una serie di racconti brevi.
Scrivi canzoni perché hai storie da raccontare?
Scrivo per un sacco di motivi. A volte per divertimento, a
volte perché ne sento il bisogno, a volte per condividere
qualcosa che reputo interessante o divertente. In effetti
The Royal Theatre è tutto incentrato sulle relazioni. Ho cercato
di osservarle da diverse angolazioni: relazioni reali, immaginarie,
segrete, eccetera. Al momento sono convinto che le nostre
relazioni segrete ed immaginarie siano in fondo le più autentiche:
un concetto che è iniziato con le canzoni di The Royal Theatre
e prosegue nel pezzo di MCBM "The Ghosts".
Ormai
sei nei Ballboy da.. sei anni? Cosa ti spinge a rimanere in
una band? Per divertimento, per fare nuovi amici, per soldi?
Per divertirmi? Assolutamente. Per fare nuovi amici? Assolutamente,
abbiamo conosciuto così tanta gente meravigliosa e collezionato
così tanti ricordi che potremo annoiare i nostri nipoti all'infinito
quando saremo vecchi!
Per fare soldi? Ha Ha - posso solo supporre che tu stia scherzando!
Ma d'altra parte i Ballboy non sono nati per guadagnare soldi.
Chiunque abbia sei anni a disposizione e sia intenzionato
a fare un po' di soldi dovrebbe pensare di lavorare in un
coffee shop piuttosto che prendere in considerazione l'idea
di mettere in piedi una indie band.
Ma più di ogni altra cosa, il motivo è che fare musica mi
dà la possibilità di scrivere, e di fare qualcosa con quello
che scrivo. C'è la scrittura al centro di tutto questo.
Cosa c'è nel futuro di MCBM e Ballboy? Hai già un'idea
di come sarà il prossimo album dei Ballboy?
Ce l'ho. Nelle intenzioni sarà più pop e un po' meno dark
dell'ultimo album. Trovo che The Royal Theatre avesse meno
humor rispetto a Club Anthems e A Guide..., ma il prossimo
album dei Ballboy sarà più allegro. E sarà anche più lirico.
Voglio dire che sarà un disco senza fiato: non ci saranno
pause, solo idee che si succederanno una dietro l'altra, e
le canzoni saranno piuttosto brevi, circa tre minuti, tre
minuti e mezzo (anche se ho un pezzo, "Clown School", che
dura 4 minuti e mezzo, quindi credo che farò un'eccezione
per lui). Questi sono i piani.
L'album di MCBM uscirà a Marzo, e suonerò qualche show dal
vivo, anche se saranno molti di meno di quelli con i Ballboy
perché non è molto divertente suonare dal vivo con solo un
computer al tuo fianco. E' decisamente meglio stare sul palco
con i Ballboys.
Salvatore
Links:
Money Can't Buy Music Website:
www.moneycantbuymusic.com
Ballboy Website:
www.ballboymusic.com
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