Martin Whitehead (The Flatmates)
I Flatmates di Bristol dovrebbero essere
noti a qualunque appassionato di C86: nel reinterpretare a
modo loro il punk-pop di Ramones e Buzzcocks hanno creato
un suono personale e poco imitabile, rimasto patrimonio di
pochi. I Flatmates incarnano lo spirito dell'indie-pop: beautiful
losers, scioltisi ad un passo dalla definitiva consacrazione,
hanno però lasciato forti ricordi in tutti coloro abbastanza
fortunati da ascoltarli. Abbiamo raggiunto Martin Whitehead,
che dei Flatmates era la forza motrice, per farlo parlare
un po' di quei tempi, della band e della Subway Organization,
la label di sua proprità che contribuì non poco allo sviluppo
della scena negli anni 80, pubblicando dischi di Charlottes,
Chesterfields, Razorcuts, Rodney Allen e tanti altri.
Qual è la tua opinione sulla scena C86? Cosa ha
portato tutte quelle band a fare musica così affine?
Ho sempre pensato che la scena fosse divisa in due ambiti.
C'era la "new wave of pop" di gruppi come Wedding
Present, Primal Sceam, Mighty Mighty e Shop Assistants, e
poi c'erano le band cosiddette "shambling" (zoppicante,
ndt), come le definì John Peel una volta. Gruppi
come Bogshed e Stump, che sembravano avere più debiti
verso Captain Beefheart che verso i Byrds. Credo che tutti
questi gruppi avessero in comune il desiderio di spazzare
via la terribile scena musicale inglese dei primi anni 80,
che al tempo consisteva di:
1. Gruppi pop artefatti come Duran Duran , Spandau Ballet,
Culture Club, SBC, Human League, Haircut 100 e così
via. Anche se in retrospettiva erano sicuramente meglio di
artisti odierni come S Club 7 o Will Young.
2. La scena goth (dark), che era terribilmente introspettiva
ed era più interessata alla forma che non ai contenuti,
e sembrava così cupa...
3. L'agitpop di gruppi politicizzati come i Redskins, Billy
Bragg e il movimento Red Wedge. Bravi, ma non era propriamente
pop music.
Credo che il C86 debba essere visto in un contesto di rinascita
della musica pop creativa e moderna, che guardasse al presente
tenendo in considerazione anche il passato del pop. Una rinascita
cominciata nel 1983 con gli Smiths e nel 1984 con i Jesus
& Mary Chain e probabilmente conclusa nel 1990 quando
la scena fu spazzata via dalla dance music.
Avete provato a sottoporre un brano a NME per la cassetta
C86?
Sì. E credo che chiunque altro conoscessi al tempo
l'abbia fatto. Era una specie di riconoscimento ufficiale
che tutto quello che noi fanzinari avevamo detto e scritto
negli ultimi 2 o 3 anni stava succedendo veramente!
Secondo te perché il C86 ha questo seguito di culto?
Se sei un fan della guitar-pop music, quella è stata
l'ultima grande esplosione di quel genere. La scena è
cresciuta almeno per un paio d'anni prima del 1986: ricordo
di aver sentito i Telephone Boxes (che poi sarebbero diventati
i Wallflowers) di supporto agli Smiths nel 1983, e fu come
una boccata d'aria fresca. Ma anche band come i Woodentops
e anche Jonathan Richman sono stati una grande influenza per
il C86. Sento molti aspetti simili anche in tante band che
incidono oggi, quindi quella "scena" dura ormai
da 20 anni!
Che
sensazioni ti dà sapere che la Subway è ancora
considerata una delle etichette più importanti di quella
scena?
Sono molto orgoglioso di questa cosa. Ho sempre amato le
chitarre e la buona pop music e la possibilità di creare
una cultura pop di basso livello, piuttosto che aderire ad
uno stile imposto dalle compagnie discografiche o dalle riviste
di moda. La scena C86 non era solo musicale, ma riguardava
anche la moda, le riviste, l'abbigliamento, i clubs. C'erano
così tanti scrittori di fanzine e promoter che si conoscevano
e si scambiavano le proprie fanzine o i nomi di band interessanti.
Io organizzavo serate coi gruppi a Bristol ogni giovedì
e Jeff Barrett, che più tardi avrebbe lavorato per
la Creation e poi avrebbe fondato la Heavenly Records, promuoveva
le band a Plymouth il venerdì, e di solito chiamavamo
le stesse band per aiutarle ad andare in tour. Per un paio
d'anni c'è stata una bella sensazione di unità
e indipendenza, "the kids doing it for themselves".
Oggi C86 e tweepop vengono spesso accomunate. Credi che
i Flatmates avessero qualcosa in comune con le band pubblicate
dalla Sarah? Forse il senso della melodia?
Sì, credo che ci fosse un comune senso della melodia.
Eravamo buoni amici io, Matt e Claire (i proprietari della
Sarah, ndr), anche se ideologicamente avevamo punti di
vista diversi. La mia opinione personale sulla politica della
Sarah Records (e mi piacevano molti dei loro dischi) è
che con il loro atteggiamento rischiavano di diventare i padroni
di un ghetto indipendente, o di formare un circolo esclusivo.
La Subway ha sempre cercato di cambiare le charts, e di far
arrivare qualcuno dei nostri ragazzacci in TV insieme ai Duran
Duran. Volevamo arrivare ai programmi diurni delle radio e
spendevamo i soldi per i video. Siamo riusciti a far andare
i Soup Dragons in TV e a far sì che Morrissey nominasse
gli Shop Assistants come suo disco preferito del 1985. Credo
che la Subway abbia veramente cambiato le cose. Ovviamente
non siamo mai riusciti a stravolgere le charts, ma credo che
abbiamo reso la strada più facile a gruppi come i Primitives
o i Catatonia. E' dura da credere adesso, ma al tempo c'era
una forte resistenza verso i gruppi che avevano membri femminili
che non si limitavano ad essere carine o sexy.
Cosa ci voleva per mettere in piedi una label negli anni
80?
Era incredibilmente facile. Avevi bisogno solo di un buon
disco e di un po' di soldi. A quel tempo, la parola "indie"
non era un'etichetta di marketing, le major non avevano alcun
interesse nella scena indipendente, e non accettavano il fatto
che una donna musicista potesse avere altri talenti oltre
al fatto di essere carina.
Era come se noi fossimo dei bambini che avevano il loro spazio
per giocare, e i ragazzi più grandi (le majors) non
avevano nessuna intenzione di giocare con noi, perché
non era cool. A quel tempo bastava andare nel magazzino di
un distributore con un migliaio di copie di un singolo per
ottenere una distribuzione nazionale. Ma già all'inizio
dei '90 avevi bisogno di un album, un video, un gruppo di
collaboratori, e di un budget per la promozione, perché
le catene come HMV, Virgin e Our Price non erano più
disposte a vendere i tuoi dischi se non eri uno che faceva
sul serio. E poi eri costretto a garantire loro una copia
gratis per ognuna che compravano, per convincerli a stoccare
il disco. Sembra quasi incredibile adesso, ma nel 1986 il
tuo disco veniva suonato, distribuito e venduto perché
era un buon disco, non perché era una buona mossa commerciale.
Il
sound dei Flatmates rimane unico ancora oggi. Con che musica
vi siete formati musicalmente?
Amavamo tutti le band punk più orientate verso il
pop come Ramones, Buzzcocks, e i Blondie. I girl groups degli
anni 60 come le Ronettes e le Crystals. E ovviamente condividevamo
tutti l'amore per Velvet Undergound, Stooges e Modern Lovers.
Credo che se mettessi tutte queste band in un frullatore e
la facessi uscire nel 1986 a Bristol otterresti i Flatmates.
All'epoca avevi già la sensazione di far parte
di una scena?
Noi abbiamo cominciato a suonare insieme verso la metà
del 1985. Di sicuro c'erano altre band che avevano un'attitudine
simile alla nostra, ma a quel tempo le nostre influenze musicali
erano tutte relative al periodo 1966-68 e 1976-78, non guardavamo
quello che facevano le altre band. Credo che ci siamo accorti
nell'estate del 1986 che non eravamo gli unici ad ascoltare
quella musica, a guardare in TV cult-movies degli anni 60
e a vestirci come seguaci della Factory di Andy Warhol.
Mi sembra che da "Shimmer" in poi il vostro
sound sia cambiato. Era più rifinito, come se foste
finalmente pronti ad entrare in classifica. Questo aveva qualcosa
a che fare con il successo dei Primitives (il cui suono era
simile al vostro) al tempo?
I Primitives sono arrivati in classifica prima di Shimmer,
e credo che abbiamo fatto delle cose molto simili alle nostre
solo qualche mese prima di noi. Mi ricordo che Rocker (il
batterista dei Flatmates, ndr) comprò "Thru the
flowers" e ce lo fece ascoltare. Sembrava identico alla
nostra "So in love with you"!!!
Per Shimmer abbiamo usato un produttore (Chris Allison) e
uno studio professionale, ma lo abbiamo registrato diversi
mesi prima della pubblicazione, e prima che i Primitives arrivassero
in classifica. Per dar loro i giusti meriti: la direzione
musicale era la stessa, ma loro ci hanno preceduto.
Qualche mese fa ho visto una raccolta dei Rosehips e mi
è sembrato strano che non ci sia ancora una ristampa
dell'album dei Flatmates. Hai mai avuto richieste?
Sì, nell'ultimo anno un paio di etichette hanno mostrato
interesse ma non ne è venuto fuori nulla. Ho pensato
di pubblicarlo io stesso ma non ho né il tempo né
i soldi necessari. Mi piacerebbe far uscire un box set con
i demo e qualche registrazione dal vivo oltre ai brani in
studio. Le cassette live dei Flatmates vendono regolarmente
su Ebay, quindi ci dev'essere un mercato.
Come sarebbe stato il disco dei Flatmates se fosse uscito
con la London come previsto?
Chi lo sa? Forse il fatto di non aver registrato quel disco
ha preservato la nostra condizione di "cult band".
Forse saremmo diventati popstars, oppure saremmo stati "prodotti"
e trasformati in uno specioso e terribile quartetto pop.
Siamo stati corteggiati dal mondo pop ma siamo sempre rimasti
sfuggenti per loro, così ci hanno messi da parte e
siamo morti senza un soldo e senza amore, ma il nostro genio
vive anche dopo la nostra scomparsa. Come Van Gogh!
Cos'è
successo dopo lo scioglimento dei Flatmates? Sei rimasto nel
music business?
Io, Joel e Jackie (Carrera, ndt) abbiamo reclutato un chitarrista
di nome Gary Peppard che aveva fatto alcune audizioni per
i Flatmates, e insieme abbiamo formato gli Sweet Young Things,
con una serie di ragazze alla voce. Siamo durati circa 8 concerti.
Joe Allen, che poi si è unito agli Strangelove, è
stato il nostro bassista per un certo periodo.
Joel è ancora un DJ, Jackie è entrata nelle
Girlschool, Rocker ha suonato con i Rosehips e ora suona ancora
in qualche band e fa il DJ. Io ho lavorato per la Revolver
(distributore indipendente UK, ndt) e per la Fire Records,
poi sono tornato in Università a studiare legge, e
per un breve periodo ho esercitato come avvocato nel campo
del music business. Ora lavoro per la BBC.
Hai dei rimpianti quando pensi ai Flatmates o alla Subway?
O pensi di avere ottenuto tutto quanto era possibile?
Preferisco essere orgoglioso di ciò che abbiamo fatto
piuttosto che rimpiangere quello che non è stato. Forse
abbiamo ottenuto tutto quello che ci era possibile. Anche
se il nostro successo all'epoca è stato abbastanza
limitato, abbiamo pur sempre conquistato più di quello
che il 95% delle band riesce a fare. Migliaia di ragazzi giocano
a pallone ogni settimana e sognano di diventare professionisti,
ma sono molto pochi quelli che ce la fanno.
Mi sento come se avessimo giocato per qualche stagione per
un piccolo club che ha fatto un paio di ottime stagioni in
Coppa. Non abbiamo mai vinto il campionato, ma almeno abbiamo
disputato qualche grande partita!
Qual è il gruppo o l'artista della Subway che hai
apprezzato di più, oltre ai Flatmates?
E' come chiedermi quale dei miei figli amo di più.
Alcuni di loro hanno attraversato fasi difficili ed è
stata dura stargli dietro, altri erano deliziosi. Ma erano
tutti amabili e gratificanti a modo loro.
Cosa ne pensi della scena pop attuale? ci sono band che
apprezzi?
I miei gusti sono così vari! Belle and Sebastian sono
sempre tra i miei preferiti, i Delgados meritano molto. Mi
è sempre piaciuto il lato più casinista del
pop, quindi oggi mi ritrovo ad ascoltare spesso band come
i Detroit Cobras, i Datsuns e gli Hives, anche se Mary Lou
Lord è stata una delle mie cantanti preferite per gli
ultimi 6 o 7 anni ormai.
Salvatore
Links:
www.theflatmates.co.uk
|