Mark Bacino
"Happy is the new sad" si legge sul sito
di Mark Bacino, l'ultimo poppettaro newyorchese. E ascoltando
"the Million Dollar Milkshake" potete stare certi che la musica
di Mark non indulge in tristezze di nessun tipo: a quattro
anni di distanza dal sorprendente "Pop Job.. the long Player",
il suo power-pop muscoloso e solare è tornato più allegro
e più raffinato di prima, uno di quei dischi che ci accompagneranno
per tutta l'estate. Abbiamo raggiunto Mark per parlare un
po' del suo album, scoprendo anche una clamorosa parentela
italiana.
Sono passati quasi quattro anni da Pop Job a Million Dollar
Milkshake. Che cosa hai fatto in tutto questo tempo?
Beh, ho fatto un sacco di cose, musicali ed extramusicali.
Ho suonato un po' di concerti con la mia band per promuovere
"Pop Job" e poi ho iniziato a scrivere e registrare i demo
dei pezzi per il nuovo album. Dopo di questo mia moglie ed
io abbiamo comprato casa, e ho costruito il mio studio personale
(The Queens English) mentre registravo "The Million Dollar
Milkshake" nello studio del mio produttore. Mi sono tenuto
occupato. E poi, dal momento che M$M è risultato così complesso
in termini di arrangiamenti, ci è voluto un bel po' di tempo
per metterlo insieme.
Noi di indiepop siamo sempre alla ricerca di popstars di
origini Italiane, e a giudicare dal tuo nome ci siamo. Hai
parenti in Italia?
Ah sì, ti posso dire che sono decisamente Italiano. Entrambi
i miei genitori sono italiani al 100% anche se sono nati e
cresciuti negli USA. Una delle mie nonne e entrambi i miei
nonni sono nati in Italia. Dovrei avere ancora dei parenti
là, ma purtroppo non li ho mai conosciuti, credo che la mia
famiglia sia ormai già troppo sradicata dall'Italia. Qualcuno
una volta mi ha detto che sono un lontano parente della famiglia
dei Baci Perugina, e se ci pensi la cosa ha un suo senso :-)
Credo che la miglior qualità di M$M sia che è immediatamente
orecchiabile eppure cresce ad ogni ascolto. Hai cercato di
rendere più profonde le tue canzoni, per far durare il tutto
più a lungo di un normale disco pop?
Non posso dire di aver cercato consapevolmente di fare quello
che tu dici mentre scrivevo il disco, ma sono felice che tu
la pensi in questo modo. Provo sempre a scrivere canzoni che
siano immediatamente piacevoli e stavolta ho provato a rendere
la produzione e gli arrangiamenti un po' più complessi di
"Pop Job", quindi credo che alla fine, seppur con qualche
giro in più, sono arrivato ad ottenere il risultato che mi
attribuisci.
Le melodie e i ritornelli giocano un ruolo essenziale nella
tua musica. Perché ti senti attratto dalla musica pop? E'
perché vuoi che la gente possa cantare le tue canzoni?
Sono sempre stato attirato dalla musica melodica e dai ritornelli,
anche prima di sapere cosa fosse. Mi piace ascoltare diversi
stili musicali, ma il pop melodico è il mio preferito. Quando
mi siedo a scrivere una canzone mi viene naturale scrivere
musica pop, è un istinto che non combatto. E se la gente canta
le mie canzoni ne sono lusingato. Credo che se scrivi una
canzone pop e l'ascoltatore non riesce a cantarne nemmeno
una parte dopo uno o due ascolti, allora come "pop song" è
probabilmente un fallimento.
"Bubblegum
Factory" messa in apertura è un po' il manifesto del disco?
Percepisci M$M come una fabbrica di bubblegum?
Sì, credo che si possa dire che l'intro di "Bubblegum Factory"
sia un piccolo manifesto stilistico dell'album, una breve
dichiarazione dei suoi obiettivi musicali. Ho scritto quella
canzone perché fosse il tema portante di una serata di musica
dal vivo qualche anno fa, quando invitai le mie indiepop bands
preferite della zona di New York a suonare con me una serata,
chiamata "A Night at the Bubblegum Factory". Lo show fu molto
divertente e quella canzone piacque a molti, in tanti mi hanno
detto che l'avrei dovuta includere nel mio prossimo album,
e così l'ho fatto.
Non credo di percepire M$M come una fabbrica di bubblegum,
ma non mi dispiace se la gente lo considerasse tale da un
punto di vista musicale. Per quel che riguarda i testi invece
vorrei che la gente prendesse questo disco in maniera più
seria: il bubblegum, per quanto dolce, è una cosa poco duratura.
Ho lavorato molto sui contenuti lirici del disco, perché documentassero
una relazione di coppia. Non ne parlo mai molto e credo che
questo aspetto del disco sia passato in larga parte inosservato,
ma la sequenza di canzoni sul disco ti porta attraverso la
genesi di una relazione di coppia, dall'incontro e l'innamoramento
("Want you around" ecc), alla decisione di stare insieme ("How
about always") sino al matrimonio ("Take Our Time"), la luna
di miele ("Milkshake Bossanova" :-) e oltre. Con "oltre" intendo
quando la coppia riesce a restare innamorata, divertendosi
e rimanendo fedeli alle proprie promesse, indipendentemente
da ciò che la vita ha in serbo per loro. Per me, quello è
il vero frullato da un milione di dollari.
"All I want" è il mio pezzo preferito del disco. Sembri
prendere qualcosa da Paul McCartney in questo pezzo? Da Rocky
Raccoon e cose simili?
Sono felice che ti piaccia quel pezzo, credo sia anche il
mio preferito dell'intero album. Ha sicuramente un sapore
molto McCartney, ma non ho cercato di scrivere una canzone
"alla Paul", è semplicemente venuta fuori così. Sinceramente,
i Beatles esercitano una tale influenza su questo tipo di
musica che non è possibile evitare delle somiglianze quando
si lavora in campo pop. Se la gente pensa che sia qualcosa
che Macca avrebbe potuto scrivere, beh, per me è un complimento,
dopotutto è uno dei più grandi musicisti di ogni tempo. Come
ho detto prima i Beatles sono una enorme influenza per la
musica pop, e credo che nemmeno questo faccia loro giustizia,
si può dire che sono stati loro a definire il "pop".
Come
ti senti ad essere l'ultimo musicista pop a New York?
E' un pensiero molto divertente, mi piace! A volte mi sento
come se fossi l'ultimo musicista pop a New York, ma in realtà
non è vero. New York musicalmente è molto eclettica, e ci
sono tante ottime band che esplorano il territorio pop: ne
conosco parecchie e molti di loro sono miei amici. Dobbiamo
mantenerci uniti, sai? :-)
Hai allargato molto il tuo suono per questo album: più
strumenti e arrangiamenti complessi. Avevi intenzione di spingere
oltre la tua musica?
Sì, assolutamente. Il mio disco precedente "Pop Job...the
long player!" era principalmente un disco di guitar-pop. Quando
mi sono messo a lavorare al seguito non volevo fare un "Pop
Job 2", ma fare qualcosa cghe usasse quel disco come punto
di partenza per spostarmi oltre. Ho deciso di rendere gli
arrangiamenti più lussuosi aggiungendo della strumentazione
molto varia: banjo, archi, ottoni, tutto fa un'apparizione
prima o poi. Qualcuno può dire che ho esagerato un po', ma
io non credo, mi sono divertito molto anche se ci è voluto
un sacco di lavoro. Spero di aver fatto un disco che possano
apprezzare sia i nuovi fans che quelli a cui è piaciuto "Pop
Job".
Per M$M ho letto (e fatto) paragoni a diversi erori del
power-pop, da Nick Lowe a Jack Lee. Tu hai degli eroi power-pop
personali?
Grazie per i paragoni, ne sono lusingato. Per quel che riguarda
il pop, mi piacciono i due che hai menzionato più i soliti
sospetti, Beatles, Beach Boys eccetera, e altri meno soliti
come Hall & Oates, Cars, police, Harry Nillson. Ho così tanti
eroi musicali, sia tra i più noti che tra sconosciuti artisti
indipendenti, che è impossibile farne una lista.
Ci spieghi il titolo del disco?
E' solo una cosa divertente che avevo in testa sin da dopo
aver finito "Pop Job". Mi piaceva il suono e pensavo che avesse
una connotazione simpatica. Quello che esprime è che la musica
pop è divertente ed orecchiabile ma non deve essere usa e
getta, può avere profondità e valore. Come una buona relazione.
E il tuo gusto di frullato preferito?
Oh, questo non posso proprio rivelarlo, ti ho già detto sin
troppo, devo pur tenermi qualche segreto.
Salvatore
Links:
Mark Bacino: www.popjob.com
Mark Bacino@indiepop.it: www.indiepop.it/bands/bacino.htm
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