Macaco Records
E' abitudine invalsa agli indiepoppers più
incalliti, in specie nei tempi di internet, andare alla ricerca
delle etichette più sorprendenti in ogni parte del mondo globalizzato,
salvo poi scoprire che le acque si muovono proprio sotto la
propria casa: è quello che mi è successo apprendendo dell'esistenza
della Macaco Records, giovane label
dell'entroterra veneziano, che si sta facendo notare a suon
di esordi pubblicati e di collaborazioni con altre realtà,
musicisti, festival. Nei mesi scorsi sono state scritturate
tre bands, di cui due (esattamente quelle di cui andiamo parlando,
siete perspicaci) votate con diversi crismi all'indiepop,
e la terza -i Libra, dalla lunga gavetta alle spalle- alfiere
di un indie rock sofisticato.
Grimoon
Demoduff #1
(Macaco Records) |
Interessante l'opera
prima dei Grimoon, combo
eterogeneo per formazione ed esperienze, che ha saputo
costruire un quadro composito di canzoni e immagini
ad accompagnarle nelle performances live. In questo
fondamentale l'apporto della brètone Solenn Le Marchand,
che rende suggestivo l'intreccio di voci - lui è Alberto
Stevanato - nella sua madrelingua e in italiano. Disco
decisamente notturno, anzi: di quell'ora precisa in
cui chiudono i bistrot e le luci si spengono ad una
ad una, "Demoduff#1" rivela una discreta contiguità
con gli stilemi tipici della recente scuola mestrina
(GoodMorningBoy, primi Elle), ovvero un'attitudine art-ish
che guarda al Belgio e non disdegna il low fi e nemmeno
l'apporto di archi e fisarmoniche, a impreziosire liriche
come 'La tète dans les parapluies' o 'I'm looking for
Paris', dall'intro assai cinematica; mentre 'Marghera'
assume toni più rarefatti, quasi una canzone post-,
e 'Due di notte' rivisita in meglio un testo dei compagni
di produzione Libra.
www.grimoon.com |
Travolta
Demoduff #1
(Macaco Records) |
Tocca per converso
segnalare la regressione in atto nel lavoro dei Travolta,
che nell'inverno 2003 stupirono tutti con 'I love you,
mon amour' guadagnandosi tanto l'effimero scettro di
Weezer tricolori quanto la ben più pregnante partecipazione
allo scenario di Arezzo Wave. Ferma restando una sezione
ritmica incisiva, e nonostante la sontuosa aggiunta
del synth vintage analogico del citato Alberto Stevanato,
la band di Alberto Cozzi difetta in quello che era uno
dei suoi punti di forza, ovvero i testi. Il nonsense
e l'autoironia, benevolmente osservati nel precedente
demo, diventano inutile brutta copia di se stessi (il
distico 'festa'/'ti spacco la testa' si ripete invero
troppe volte per non accorgersene.). Peccato, perché
con brani come 'Lonely boy', 'Troppo distanti' e 'N.1'
le premesse per una qualificata visibilità nel panorama
nazionale c'erano tutte, mentre a voler essere buoni
potrebbero farsi canticchiare, ondeggiando la testa,
'NY / London / Venice' e 'Strobosuicide', solo due tracce
di questo vistoso pop di caucciù. .
www.travolta.it |
Enrico
Links:
Macaco Records- sito ufficiale: www.macacorecords.com
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