| The Lodger
Qualcosa di magico accompagna l'esistenza di The Lodger: da Ben che scrive i pezzi nella sua cameretta alla prima provvisoria line-up a tre (con un coinquilino ed un'alunna) alla più matura recente incarnazione, ogni passo appare felicemente studiato e invece è frutto di quelle combinazioni che graziano l'attuale scena di Leeds, temporaneo centro della musica inglese non solo grazie ai Kaiser Chiefs. Tre singoli ("Many Thanks for Your Honest Opinion", "Watching" e il recente "Let Her Go") con le etichette più "hip" del momento, culminati con l'approdo ad Angular Recordings Co. che è il massimo al quale una giovane band può aspirare in termini di visibilità, e un apprezzamento crescente da parte dei media che sembra aver raggiunto il culmine con il recente "Let Her Go", vinile stampato in mille copie destinate ad esaurirsi presto, singolo del mese un po' per tutti, compresa la webzine che state leggendo. Nella musica di The Lodger coesistono le più sincere pulsioni pop degli ultimi vent'anni rivisitate senza alcuna nostalgia: Buzzcocks, Spearmint e tutto il gruppone al seguito, ma ciò che li rende speciali è la capacità di Ben Siddall (che scrive tutti i testi e le musiche della band ed è per molti versi il vero titolare del progetto) di mantenere le sue canzoni in tensione su quell'inespresso stato d'animo che sta tra il dolce e il salato delle lacrime, in una confezione che può essere indifferentemente veloce o malinconica ma sempre ineffabilmente orecchiabile, come ogni grande pop song. Ben dichiara amore per Smiths, Primitives e Madness ed odio assoluto per gli assoli di chitarra. Ecco il risultato del nostro colloquio via mail.
Ben, ci puoi spiegare chi suona nella band al momento e quali cambiamenti ci sono stati nella line-up? Che età hanno i membri dei Lodger?
The Lodger è iniziato come un progetto solista, in pratica solo io e la mia chitarra, e successivamente ho chiamato un paio di amici (Bruce e Lisa) per aiutarmi a cantare dal vivo le canzoni che avevo scritto. Ma si trattava di una soluzione provvisoria, e quando se ne sono andati ho reclutato una sezione ritmica fissa - Joe al basso e Katie alla batteria. La nostra età media è 23,666 (periodico)!
Credi di poter identificare il tipico Lodger sound? Spigoloso, agrodolce, melodico? Quali elementi non devono mancare ad una tua canzone?
La mia idea originaria per la band era quella di ottenere il massimo dalla formazione più semplice possibile: una voce, un suono di chitarra pulito, un basso ed una batteria. Volevo che le canzoni e le melodie fossero la cosa più importante, volevo rendere la musica molto diretta e facile da digerire. Questo era il piano iniziale, ma con il passare del tempo mi sento invogliato ad aggiungere sapori strani al suono, per esempio gli ottoni in "Let Her Go". Credo che i pezzi siano dolci e amari insieme, un tentativo di sposare melodie trionfali a testi generalmente acidi e contorti.
I lati A dei vostri singoli hanno qualità comuni ("Watching" era molto vicina a "Many Thanks.") e sono sempre pezzi veloci, mentre le b-sides hanno quella qualità emotiva ed agrodolce che amo così tanto. C'è un motivo per cui scegli solo pezzi veloci come singoli? Hai un'idea precisa di come dev'essere una A-side dei Lodger?
Di solito siamo incapaci di decidere quale dev'essere il lato A e quale il lato B! Ma sono d'accordo con te che pezzi come "Not So Fast" e "Unsatisfied" siano le nostre cose migliori, anche se per qualche motivo non le mettiamo mai sul lato A. Evidentemente preferiamo tenere le cose più veloci ed upbeat come pezzi principali, ma spero che quando uscirà l'album più gente avrà modo di apprezzare anche l'altro lato della band.
Mi piace particolarmente la fragilità di "Not So Fast". Questa vulnerabilità è parte della tua vita o proviene da altre fonti?
"Not So Fast" è un pezzo chiave del nostro repertorio, la usiamo sempre per chiudere i nostri show e credo che musicalmente e liricamente sia la mia canzone migliore. La vulnerabilità, come gli stati d'animo più cupi e meditativi, è parte della vita di ognuno di noi, quindi anche della mia. Fa parte dell'essere umano, temo.
Che cosa ispira i tuoi testi? Sono storie fittizie o avvenimenti personali? In particolare da dove viene un pezzo su un argomento delicato come "We come from the same place"?
I testi tendono a prendere vita da una fiammella di ispirazione, di solito un sottile riferimento a un libro o ad un film o a una conversazione, e una volta avuta l'idea iniziale la sviluppo sino alla fine.
"We Come From The Same Place" è una storia immaginaria e parla del desiderio di stare con qualcuno così tanto da essere disposti a perdere ogni autostima, limitarsi a seguire i desideri dell'altra persona senza preoccuparsi dei propri sentimenti e del danno che ci si infligge, perché i momenti passati con lei ne valgono comunque la pena. Una storia piuttosto triste! Questo è un racconto di fantasia, mentre altre cose, come "Many Thanks for your Honest Opinion" vengono dritte dal cuore e si riferiscono interamente a spiacevoli esperienze che ho vissuto. "Watching" invece viene da un film (di Woody Allen, ndr). Dipende.
Nella tua musica c'è una continua tensione tra cose veloci e rockeggianti (come il pezzo sulla compilation Dance To the Radio che è possibile scaricare dal sito di The Lodger) ed altre pensierose ed emotive. Questi due elementi sono presenti anche nella musica che ami come ascoltatore? Fanno parte del tuo modo di concepire la musica pop?
Sono un autore abbastanza schizofrenico: quando prendo la chitarra non riesco a controllare il tipo di canzone che scriverò. Suona un po' pretenzioso ma è così che funziona: scrivere musica non è un processo interamente conscio per me, non procedo per tentativi, lo faccio e basta. Per quel che riguarda la mia definizione di pop, "Teenage kicks" degli Undertones appartiene alla prima categoria che menzioni ed è una canzone meravigliosa, "Make It Easy On Yourself" di Bacharach appartiene alla seconda ed è ugualmente meravigliosa. Se capissi perché tutto questo succede credo che smetterei di farlo. L'unica cosa importante è che quello che suoni dev'essere vero, altrimenti la gente se ne accorge subito.
Mi sembra che ci siano evidenti miglioramenti del suono ad ogni nuovo disco. State migliorando dal punto di vista tecnico o la cosa è da imputare al cambio di line-up?
Sì, credo che ci sia un costante miglioramento in studio ad ogni nuova session. E' vero che la formazione è cambiata dal primo singolo ad oggi, ma lo è altrettanto il fatto che guadagnamo confidenza ogni volta che entriamo in studio. E poi c'è il desiderio di fare in modo che ogni disco sia migliore del precedente per mantenere un certo livello di interesse. Il prossimo singolo sarà molto superiore a "Let Her Go": aspetta e vedrai!
In Uk tutti gli occhi sono puntati sulla scena di Leeds/Sheffield. Pensi che la situazione attuale offra molte opportunità alle band cittadine?
L'attenzione che ci è stata riservata sin dall'inizio è stata senza dubbio importante: è servita per farci conoscere velocemente e far sì che molta gente ci ascoltasse sin dagli esordi. Non posso dire di sentirmi parte di una scena, ci limitiamo a fare le nostre cose, ma mentirei se dicessi che questa attenzione dei media concentrata sul Nord dell'Inghilterra sia una brutta cosa: è ottima! La musica proveniente dallo Yorkshire è stata ignorata troppo a lungo.
"Many thanks for your honest opinion" è il vostro pezzo più Buzzcockiano e più potente. E' per questo che l'hai scelta come primo singolo?
Sì. Ogni band deve avere un gran singolo d'esordio, qualcosa che esprima tutto ciò che caratterizza il gruppo e lo renda immediamente identificabile. "Many Thanks." era perfetta per lo scopo.
Quel singolo è uscito circa un anno fa. Da allora avete suonato parecchio in giro per l'Inghilterra, avete pubblicato altri due singoli, ottenuto ottime recensioni ed oggi tutti prevedono un gran futuro per voi. Come sono stati questi ultimi 12 mesi? Le cose sono diventate troppo frenetiche o riuscite ancora a lavorare e suonare?
Al momento io sto facendo la conoscenza del sistema di sicurezza sociale inglese, Joe lavora in un negozio e Katie in banca. Se qualcuno che ci sta leggendo ha voglia di investire un bel po' di soldi su di noi sarebbe un bel rimedio alla situazione attuale! Molte band che conosciamo sono nella stessa posizione: devi convincerti che quello che fai tra le 9 e le 5 non è il tuo lavoro, o diventi pazzo. Quello è soltanto un mezzo per arrivare al fine: il tuo vero lavoro è la band.
Che cosa vi aspetta ora? State lavorando ad un album?
A Luglio entreremo in studio per registrare i pezzi mancanti dell'album e speriamo di pubblicarlo per Angular Records a settembre. Ma le cose evolvono molto rapidamente, quindi tenete gli occhi aperti per altre novità. Ad ogni modo, quando uscirà sarà composto da 12 canzoni e sarà perfettamente formato.
Ultima domanda: cos'hai esattamente contro gli assoli di chitarra?
La vita è troppo breve.
Salvatore
Links:
The Lodger official site: www.thelodger.net
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