| Architecture in Helsinki
26 Aprile 2006, Bologna.
Allora in pratica il vostro amicone sarà così messo male che non inizierà a registrare l'intervista se non nel momento dei canonici saluti e beneaugurii e in bocca al lupo. Quindi dopo tutto lo sbattimento etc non potrete neppure usare i virgolettati.
In pratica il 26 gli Architecture in Helsinki suonavano al Covo club di Bologna e tra il soundcheck e la cena riuscirete a beccarli per fare le domande delle quali i virgolettati di cui sopra. Niente, loro saranno bellissimi e splendenti e capirete subito che il cielo non distribuisce le cose egualmente ma anzi a chi tutto e a chi niente. Grandi Architecture.
Dobbiamo allora segnalarvi che l'unico criterio valido per leggere quel che segue dovrà essere "il senso era quello".
In pratica sono in tour da un bel po di tempo: hanno fatto esperienze interessanti? Oh, si, certo (sorride). Ho visto che a maggio sarete in America, ti piace? L'Australia riceve molte influenze dall'America. Avete anche idee su come sarà il prossimo disco? Si. I vostri testi sono molto costruiti, avete mai pensato di fare una colonna sonora per qualche film? Ci piacerebbe molto! (sorride) State sperimentando un grande successo internazionale: sentite pressione sulle vostre spalle? No. Notate similitudini tra voi e gruppi come Tilly and The Wall? Probabilmente ci accomuna un'attitudine positiva. Vi offendete se vi chiamano twee? Oh, si, definitely. Jamie Mildren un po' di tempo fa è stato in Italia per circa tre settimane e ha visitato Genova, Siracusa, Torino e altre città. Gli è piaciuto. Un regista di suo gradimento che gli venga in mente così su due piedi è Jim Jarmush. Bene, in pratica mentre starete facendogli queste domande, starete anche tenendo in mano la cover del cd, e come un bambino nervoso la stropiccierete per tutto il tempo. Di modo che al momento di porgerla loro per gli autografi sia la copertina più malridotta che abbiano mai visto. Ma Cameron, Isobel, Tara, Kellie e Jamie vi ci faranno su lo stesso le firme e disegnini tipo fulmini o cuoricini.
Il concerto allora. Niente, in pratica il fatto che per il collaboratore dipsomane l'aperitivo finisca alle 22.59 non faciliterà il vostro arrivo puntuale. Tant'è che arriverete quando la prima canzone sarà già stata suonata. Direte voi niente di grave. Eh, mica tanto: era un pezzo che aspettavate questo concerto. Comunque il Covo sarà bello pieno, un po' caldo magari ma insomma forse anche i negroski fanno venire la sudarella. Boh. Peccato per la gente tutta immobile e neppure un po' canterina o partecipante nonostante l'energia inaspettata del live. Forse giusto un tipo australiano orgoglioso di condividere la nazionalità con loro. No, beh forse ci sarà stato anche qualcun altro ma non l'abbiamo beccato. Loro attentissimi, precisi e bravissimi. The cemetery, Wishbone, In case we die diventano roba da salti ma la gente niente. Insomma suoneranno il cd più un po' di canzoni di Fingers Crossed. Alla fine scenderanno dal palco e alcuni staranno lì tra la gente al bar. Jamie Mildren l'abbiamo visto fermarsi a parlare un bel quarto d'ora con una coppia di italiani del più e del meno e dici poco che bello. E fermerete Kellie o Isobel non mi ricordo e direte mi è piaciuto un sacco, complimenti: peccato per la gente. Ma vi risponderà che ieri in Francia a livello di gente imbalsamata è stato pure peggio. Il che vi farà interrogare sul significato di pagare un biglietto e poi avere le stesse interazioni che offre la tv. Ma questo è un altro discorso. Insomma grandi Architecture In Helsinki. Le due tre foto del pubblico e del palco non saranno venute (quella che vedete qui a corredo dell'articolo è... di repertorio). Quindi sulla strada del ritorno litigherete definitivamente col collaboratore dal gomito alto e finanche lo farete scendere dalla macchina abbandonandolo al suo destino. Dove sarà il adesso? Chissene. Vorremmo inoltre approfittare di questa sede per far presente che questi ragazzi non se la tirano assolutamente, e sebbene in Italia siano anni che nessuno, dico nessuno si sia avvicinato a qualcosa di simile a quel che siano stati capaci di creare loro, dicevo qui in Italia la gente si becca un trafiletto e il giorno dopo si compera le guardie del corpo e tratta tutti come se si fosse in presenza dell'incarnazione del più altro grado di perfezione raggiungibile sul nostro pianeta. Ecco insomma direi che non sto parlando di umiltà ma dell'essere belle persone. Grandi Architecture in Helsinki.
Marco G
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