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The Hussy's

Tra i tanti ascolti compulsivi di questi primi giorni d'estate, gli Hussy's sono senza dubbio i più sorprendenti: spingono l'orecchiabilità dei propri pezzi all'estremo limite di sopportazione uscendone sempre vincenti, sia che affrontino materiali antichi come il ragtime sia che si dedichino ad una irresistibile pop song cinefila come "Napoleon", il travolgente pezzo che dà il titolo al loro secondo EP e domina la nostra playlist di giugno. D'obbligo approfondire la conoscenza di una band apparsa all'improvviso ma più matura di quanto si potrebbe pensare. Ci aiuta James McColl, chitarrista e compositore del gruppo con un glorioso passato pop nei Supernaturals.


Non dissimile da quella di tante altre band di Glasgow, la storia degli Hussy's si realizza in stretta continuità con quella dei Supernaturals, uno dei gruppi cittadini di maggior successo nella relativa stagnazione degli anni 90: dopo oltre settecento concerti, un discreto numero di hits ("Smile", "Built To Get Up") e tre album di qualità discendente, alla fine del 2002 James McColl e gli altri prendono atto del lento esaurimento della band e delle difficili prospettive per il futuro quando Universal assorbe la loro etichetta (Koch) e James si trova costretto al lavoro part-time di imbianchino per far quadrare i conti.

James: "Avevamo appena finito di registrare il terzo album e ci sembrava il momento giusto per passare a fare altre cose. Eravamo tutti stanchi dei Supernaturals e dopotutto avevamo pubblicato tre album con una buona risposta del pubblico. Meglio farla finita finché eravamo ancora in forma anziché aspettare di avere qualche milione di debiti. Questo è sempre stato il nostro patto."

La dissoluzione dei Supernaturals porta i suoi membri in varie direzioni, non solo musicali. James tuttavia non smette di scrivere canzoni e due anni dopo si ritrova ad aver accantonato un discreto repertorio. Arruola al basso Stephen McGourty, che già suona ottimo indiepop negli Starlets, e insieme decidono di mettersi a cercare una cantante.

James: "A quel tempo ero molto preso da band come Cardigans, Pretenders e The Crystals, e sentivo che con una ragazza alla voce avremmo potuto esplorare un mondo completamente nuovo. Avere una voce femminile cambia totalmente il modo in cui scrivi i tuoi pezzi, sia dal punto di vista musicale che lirico."

Le audizioni richiedono più tempo del previsto e sembrano condurre ad un punto morto, sino a quando un amico consiglia a James di ascoltare Fili, capelli rossi, vent'anni e una carriera da folk singer avviata nel circuito dei pub cittadini. "La sua voce ci ha conquistato immediatamente. Non ha mai preso lezioni ed è molto potente, naturale ed originale, quello che serve per dare una forte coesione al suono degli Hussy's."

Sì, perché "il suono degli Hussy's" in realtà non è qualcosa che si possa definire con facilità: le otto canzoni note ad oggi spaziano dal ragtime allo swing, da Phil Spector al power-pop in una impressionante dimostrazione di eclettismo.

James: "La storia è piena di musicisti che prendono spunto da fonti di ispirazione molto diverse: i Beatles, Prince, Todd Rundgren… Noi abbiamo gusti musicali molto vari e quindi è inevitabile essere come siamo. E' meno restrittivo e di certo più divertente che legarsi ad un manifesto preciso, come i Talking Heads del periodo 1979-1981 o roba simile."

Da Fili (che menziona tra le sue fonti d'ispirazione i Distillers ed Avril Lavigne) in poi la storia fila liscia: la band assume una lineup semistabile a sei elementi e pubblica due EP per la propria etichetta Fat Cheerleader, attenendosi a pochi ma sani principi come l'estrema pulizia ed immediatezza del suono.
La chiarezza delle registrazioni è un fattore determinante nel vostro sound?

James: "Sì, cerchiamo di fare in modo che il suono sia più chiaro possibile e ricco di hooks. Una delle cose più divertenti di fare musica è la possibilità di produrre i tuoi dischi e di sperimentare con diversi colori e tonalità, e in questo senso con i Supernaturals ho sviluppato una certa esperienza, lavorando al fianco di tanti ottimi produttori. Di solito cerchiamo di non esagerare, anche se a volte ci lasciamo prendere la mano come in "Friends Re United": sembra un disco degli ELO/The Move da tanto è sovraprodotto - ma lo stile si adatta bene alla canzone. Con "Napoleon" abbiamo cercato di limitarci un po'."

la canzone di cui parla – e l'ominimo EP - sono ispirati a "Napoleon Dynamite", un bel teenage movie indipendente di Jared Hess uscito da noi a fine 2005 e passato abbastanza inosservato.

James: "Io e Fili abbiamo sviluppato una vera ossessione per quel film e per le frasi usate da Napoleon e dai suoi amici, ed abbiamo iniziato a ripeterle l'uno all'altro in maniera compulsiva durante le prove. Poi Fili ha suggerito che ci scrivessi sopra un pezzo. Ho usato diverse frasi del film ("Hey are you going to watch my back", "I've got a sweet bike" eccetera) e ho messo insieme una canzone basandomi su "Tomorrow" dei Wings, ma accelerandola al punto che nessuno se ne sarebbe mai potuto accorgere. Sai, in realtà in quel film non succede niente di particolare, ma è già un classico."

Come scrivemmo qualche giorno fa, i quattro pezzi di Napoleon mettono in mostra un potenziale pop tanto esuberante quanto impressionante, che sembra tagliato per le classifiche eppure fuori posto in quest'epoca che tende a premiare testosterone e rock bands. Non a caso gli Hussy's producono dischi a casa propria, anche se nella sterminata scena indie di Glasgow trovano posto con un certa facilità.
Come vanno le cose in città? Avvertono particolare affinità verso qualcuno?

James: "Ci sono un sacco di ottime band in giro. Se dovessi nominarne qualcuna direi Glasvegas, Kazoo Funk Orchestra e Martial Arts. Ed avvertiamo sempre affinità per le band che conosciamo o con le quali ci troviamo a suonare insieme. La città ofrre moltissime occasioni, basta avere voglia di esserci: noi riusciamo a suonare un paio di volte a settimana."

Il miglior concerto?

James: "E' stato ad un festival ad Ullapool, sulla costa nord della Scozia. Suonavamo in un'atmosfera un po' accidentata ed insolita, ma è stato molto bello. A volte puoi fare il miglior concerto della tua vita di fronte a una manciata di persone. I concerti che pensi saranno grandiosi finiscono per fare schifo e viceversa"

Quanto alle prospettive attuali della band, James sembra essere d'accordo con noi sullo scarso tempismo degli Hussy's, ma rivendica le soddisfazioni del manufacturing casalingo:

James: "Non è facile pagare le registrazioni e la produzione dei dischi, ma è una bella soddisfazione poter vendere i tuoi CD a gente che vive in America o in Giappone. Al momento le compagnie discografiche non hanno idea di chi siamo e penso che il nostro sound sia troppo pulito per attirare l'interesse di qualche A&R, ma queste cose possono cambiare in un periodo relativamente breve."

Dici che c'è ancora speranza per la musica pop o continueremo ad ascoltare gli Strokes e i loro cloni a lungo?

James: "Non ho mai ascoltato gli Strokes! Fare musica è un po' come partecipare al Tour De France: ognuno fa la sua corsa. Al momento mi piacciono i Concretes, le Pipettes, gli Shins. Penso che in futuro potrebbe esserci un'ondata di pop pre-beatlesiano, ispirata da gruppi come Crystals e Eddie Cochran ma mescolata con la tecnologia. I Glasvegas fanno qualcosa del genere. Oppure non succederà nulla: le compagnie discografiche hanno messo sotto contratto talmente tante band tipo Franz Ferdinand che queste domineranno la scena anche per il prossimo anno, indipendentemente dal fatto che siano valide o meno."

E il presente ed il futuro degli Hussy's come sono?

James: "Abbiamo venduto parecchi CD e ottenuto molte buone recensioni e passaggi radiofonici. La band ci impegna a un livello semiprofessionale, nessuno di noi è in grado di lavorare per più di venti ore al giorno, considerati gli impegni con il gruppo.
Al momento stiamo lavorando su un altro EP (o 7"), abbiamo un pezzo intitolato "I love you even though you are not Jesus" che parla dell'appartenere ad un culto e un pezzo sui "vecchi punk rockers" che adesso guidano il taxi e si vantano di conoscere il cantant
e degli Uk Subs. Stanno venendo su bene."

Restiamo in attesa.

(è possibile acquistare i due EP degli Hussy's dal sito della band ed anceh su ebay. Per informazioni visitate www.thehussys.com/cds.htm)

Salvatore

Links:

The Hussy's Website: www.thehussys.com