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Gravenhurst

Quasi ingratamente, l'aggettivo "geniale" non s'addice a descrivere appieno "Flashlight sessions". Lo si usa abitualmente a indicare opere che fan spreco del loro superfluo, restituendo l'aggressiva confusione di cui nel tempo degli ascolti è solito pentirsi l'avventato critico. No, l'attrattiva principale del secondo lavoro di Nick Talbot aka Gravenhurst risiede nella maturità, nella certosina levigatezza - nella seducente, sinistra profondità di armonizzazioni messe al servizio di immagini cinematicamente sospese nella foschia della coscienza. Un disco straordinario, e nell'accezione più banale del termine, geniale. Alla vigilia della ristampa su Warp e dopo che le playlist di fine anno avevano in qualche modo bilanciato le critiche della nostra recensione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Nick.

Wow, con te, Nick, ho intervistato i tre autori dei miei tre dischi preferiti di quest'anno. Anno molto buono direi, a saper ben cercare. Che roba ascolti oggidì?

Ho passato un lungo periodo ascoltando prevalentemente Bert Jansch e Neil Young, ma anche Crescent (la band di Bristol, non "The Crescent"); il loro ultimo album "By the Roads and the Fields" è davvero unico. Sono poi un fanatico dei Guided By Voices, anche se non lo diresti mai ascoltando Gravenhurst! I miei amici Jeffrey e Miriam dei Black Forest/Black Sea mi hanno fatto conoscere i Pearls Before Swine, i cui due ultimi album mi hanno influenzato nel senso di avermi spinto verso un folk più "psichedelico" di quanto non ascoltassi prima. Ci sono anche un bel po' di ottime band che stanno venendo fuori da Bristol: War Against Sleep e SJ Esau, sono fra le mie favorite, insieme a Crescent e Movietone, che sono in giro da un po' più di tempo. Flying Saucer Attack, che proviene dalla medesima scena, è un'altra delle mie influenze maggiori, continuo ad ascoltarne i dischi. Apprezzo parecchio Nico e recentemente, i Fairport Convention. Tutta la roba che ascolto è elencata in questa pagina del mio sito: www.silentagerecords.co.uk/gravenhurst

Quali fra gli artisti che ascolti credi abbiano condizionato maggiormente il tuo modo di comporre?

Suppongo che fino a poco tempo fa le influenze maggiori sul mio approccio alla composizione di canzoni fossero artisti artefici di un pop eminentemente chitarristico come Simon & Garfunkel e Smiths. Ma effettivamente la maniera in cui arrangio è stata progressivamente influenzata da artisti tipo Low e Red House Painters. Ma anche questo sta cambiando. Ho una band di tre membri adesso, e il nuovo materiale ha elementi più psichedelici, con abbondanza di passaggi 'dronici', ma anche accenni di Slint e My Bloody Valentine.

Cosa pensi del luogo comune della critica musicale di paragonare ogni fingerpicker decente a Nick Drake?

E' giornalismo ozioso. Nick Drake è stato un chitarrista straordinario, ma storicamente ci sono stati fingerpickers di gran lunga più importanti, ad esempio Bert Jansch, Davey Graham e Jackson C. Frank, che hanno influenzato Nick Drake e la gente lo dimentica. Il fatto che i giornalisti abbiano ascoltato solo Nick Drake non implica che questi fingerpickers non abbiano lanciato reti ben più grandi! Penso spesso di essere uno dei pochi che osano criticare l'opera di Nick Drake. Pink Moon è un album molto solido, e parti di Five Leaves Left sono buone, ma Bryter Layter è sciupato da arrangiamenti davvero datati e antipatici. Ad ogni modo, ho scoperto Nick Drake dopo aver iniziato il progetto Gravenhurst: le influenze originarie su Gravenhurst sono state Simon & Garfunkel e gli Smiths.

Un altro degli elementi che mi deliziano del tuo disco è l'assoluta misuratezza con cui innesti piccoli suoni "elettronici" sulle tue ragnatele acustiche. Accentuano certi semplici passaggi con una forza indescrivibile. Come nascono le tue canzoni?

Scrivo le canzoni prevalentemente con la chitarra acustica, poi le arrangio con vari strumenti.

Rispetto a "Internal Travels", che pure è un bel disco, "Flashligh Sessions" sembra possedere il dono di una maggiore felicità melodica nella struttura dei pezzi. Che differenze scorgi fra i tuoi due lavori?

Ci sono differenze enormi. Credo che "Internal Travels" sia piuttosto debole. Allora non pensai ad armonizzare le parti cantate, e se potessi ricantarlo oggi cambierei tutto. C'è una grande differenza. Le canzoni non sono altrettanto buone. E' buffo ma The Diver, Bluebeard, Tunnels e Hopechapel Hill le ho scritte persino prima di "Internal Travels", ma sapevo che erano canzoni molto migliori, così ho deciso di metterle da parte fino a quando non avessi potuto far loro giustizia. Per il primo album ho scelto canzoni da poter registrare semplicemente, dato che era la mia prima esperienza di registrazione. Il mio amico Simon Grant ha fatto un gran lavoro; considerando le apparecchiature a disposizione non avremmo potuto fare di meglio. Sono ancora orgoglioso di The High Seas e soprattutto di Meet the Family; sono davvero felice della pienezza dell'arrangiamento, del modo in cui conferisce un gran finale al disco. Sarebbe stato bello che l'intero album fosse così buono! Anche dal punto di vista dei testi, è un po' debole e unidimensionale.

"Flashlight Seasons" è un sottile capolavoro di oscura malinconia. Penetra fra le emozioni dalla porta secondaria dell'attenzione e poi prende a colpi d'ascia ogni pensiero rassicurante. La tua è un'iconografia di inquietudini. Quali sono i nutrimenti del tuo immaginario?

Difficile rispondere. Mi piace molto l'idea di avere testi misteriosi, mentre le emozioni che veicolano sono molto dirette. Sotto questo rispetto credo che i Low siano maestri. Non mi piace essere pienamente al corrente di quanto si sta verificando; questo rovina l'incanto e l'effetto si perde. I sogni sono una grande ispirazione e sono interessanti principalmente perché difficili da comprendere, eppure hanno una profonda, magica risonanza. Due dei miei scrittori preferiti sono Montague Rhodes James, lo scrittore vittoriano di storie di fantasmi e Alan Moore, l'autore di fumetti. Entrambi alludono a strutture e significati nascosti ma senza rivelare tutto. Questo procedimento lascia le cose aperte all'interpretazione e spinge a ritornare agli stessi luoghi per carpire sempre qualcosa di più. Per la stessa ragione possiamo rimanere ossessionati da misteri irrisolti come gli omicidi di Whitechapel; se conoscessimo le risposte perderemmo interesse. Ma paradossalmente, sono precisamente queste risposte che stiamo cercando.

Ciò che colpisce è la perturbante distanza fra la soavità delle partiture di chitarra e l'incertezza delle immagini. Un contrasto voluto? Per questo talvolta mi fai pensare a David Lynch.

Credo di avere avuto inizialmente l'idea di scioccare gli ascoltatori dando loro testi provocatori su uno sfondo pastorale. Ma adesso gli arrangiamenti musicali sono lentamente divenuti più 'progressivi'; mi piace pensare che Tunnels, The Diver, e ...Forest Floor, ad esempio, siano sia musicalmente che testualmente sinistri. I pezzi nuovi lo sono persino di più. Ma cerco ancora di scrivere canzoni pop, solo, le arrangio in maniera più espansiva.

Eppure, in un certo senso, questi dovrebbero essere tempi propizi per una musica così raffinata e densa. Com'è stata in generale l'accoglienza della stampa e del pubblico a Flashlight Sessions?

Beh, finora non è molto conosciuto perché è uscito su etichette molto piccole, seppure molto buone. Solo poca gente lo ha recensito, e prevalentemente negli U.S.A. Finora le recensioni hanno oscillato dalla "schifezza" all'alto elogio. Molte di queste non hanno preso minimamente in esame i testi o gli arrangiamenti, limitandosi a disquisire su quanto carina sia la musica; ciò è frustrante. Aspettiamo allora di leggere le recensioni quando sarà ristampato.

Sappiamo che la Warp Sta per ripubblicarlo. Cosa ti aspetti da ciò?

Spero che venderà bene! E che sarà ben ricevuto dalla critica. E' difficile dire come ci riuscirà. L'industria musicale - per non dire il mondo - è un luogo davvero incerto adesso. La gente non compra i dischi, e i dischi che vendono sono principalmente porcate. Fortunatamente chi ama la buona musica è il tipo di persona che s'interessa al 'prodotto'; molti di loro vogliono ancora un bel pezzo di vinile consistente in un package di qualità! Speriamo di far uscire l'album nuovo abbastanza presto; credo sarà davvero un disco più espansivo.

Ti piace esibirti live? Da chi è composto il tuo pubblico?

Mi piace suonare dal vivo. Mi esibivo da solo, ma adesso il tutto si è evoluto in un più serio gruppo di tre membri, con Dave Collingwood (degli Immense) alla batteria e Paul Nash che suona basso e chitarre e armonizza con me. Ma abbiamo suonato perlopiù solo a Bristol e a Londra, così la maggior parte delle persone che viene ai nostri show ci conosce personalmente. Da solista, negli U.S.A. ho suonato in tour con i Black Forest/Black Sea. Abbiamo quindi suonato con Bardo Pond Fursaxa, Landing e altri. Ero intimidito nel suonare per completi estranei.

Nonostante sia un disco superbo dall'inizio alla fine, voglio ugualmente chiederti quali sono i tuoi pezzi preferiti di FS e perché. (Io adoro "tunnels" e "hopechapel hill")

Tunnels è la mia preferita. E' la più espansiva. Non riusciamo ancora a suonarla dal vivo perché è troppo complicato. Avremmo bisogno di tre chitarristi, due organisti, un clarinettista e un batterista.

Che farai in futuro? Novità in vista?

Sto lavorando al nuovo album. Dopo questo immagino che lavorerò al prossimo ancora.

Il libro, il film e la donna che porteresti sull'isola deserta.

Difficile questa! Quando mi fanno questo tipo di domande non riesco mai a ricordare niente che abbia visto o letto. Suppongo che dovrei portare un libro davvero lungo, così probabilmente porterei "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, che non ho nessuna speranza di leggere a meno che appunto non finisca su un'isola deserta. Per quanto riguarda il film, forse Donnie Darko, perché ancora non lo capisco dopo tre visioni, ma è il miglior film che ho visto da parecchio tempo. La donna, beh, sarebbe mia moglie Erin.

Alessandro

Links:

Gravenhurst Website: www.silentagerecords.co.uk/gravenhurst
Gravenhurst@indiepop.it: bands/gravenhurst.htm