| Plastilina Records
(Peru)

Abbiamo celebrato i fasti inglesi degli anni 80, la rinascita in USA negli anni 90 e l'imprevista fioritura Svedese dell'ultimo decennio. Ma cos'è che oggi garantisce sopravvivenza e un certo livello di prosperità alla scena indiepop in ogni angolo del globo? Mentre cercavamo la risposta, ci siamo imbattuti in un gruppo di giovani labels specializzate in indiepop e nelle sue sue numerose deviazioni; piccole, incoscienti, coraggiose, dedite allo sviluppo ed alla promozione della musica anziché al profitto. Da Singapore alla Svezia, dal Cile all'Estonia, dall'Italia alle Filppine, oggi lo spirito indiepop abita queste piccole ed intraprendenti realtà, che ne plasmano il presente e ne promettono il futuro. In questo "FuturePop" ci occupiamo di loro, cercando di scoprire come funzionano - soprattutto a livello pratico ed organizzativo -, elencando le loro migliori pubblicazione e fornendo qualche canzone pronta per l'ascolto. FuturePop!
L'INTERVISTA - Roque ci dice tutto su Plastilina
I DISCHI - le migliori pubblicazioni targate Plastilina
LE CANZONI - tre canzoni in download
 |
Plastilina Records- L'intervista |
 |
Il nostro viaggio alla scoperta delle giovani indiepoplabels fa tappa in Perù per rendere omaggio alla più improbabile delle etichette pop. Plastilina records, etichetta nata a Lima da poco più di un anno, pende vita dall'entusiasmo e dalla dedizione di un giovane gruppo di amici appassionati di indiepop; e se Seksound era concentrata sulla promozione di talenti locali, la label Peruviana ha scelto da subito un profilo internazionale dedicandosi alla pubblicazione di musica twee/pop/elettronica proveniente dai quattro angoli del mondo.
C'è un grande entusiasmo dietro Plastilina Records, un entusiasmo tangibile nella cura di ogni nuova uscita e che è andato aumentando con il tempo, di pari passo con la moltiplicazione delle sue pubblicazioni. Dopo le prime timide uscite la piccola etichetta ha osato sempre di più, lasciandosi guidare dal cuore più che dalla ragione sino a diventare un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di tweepop/indiepop in tutto il mondo colmando nel panorama indie parte di quel vuoto lasciato dalla scomparsa di Shelflife. Si può dire che ogni nuova uscita Plastilina sia un piccolo e preziosiso regalo agli indiepop-fans: la dimostrazione di come l'iniziativa individuale e la passione siano mezzi di promozione e diffusione formidabili.
Da Lima, Roque (anche titolare della microetichetta Cloudberry Records, che pubblica CDR in formato 3") ha chiarito le nostre curiosità.
Quando e come è nata Plastilina Records? L'etichetta è collegata ad altri progetti musicali?
E' nata nel gennaio 2006. Era da parecchio tempo che pensavo alla possibilità di avviare un'etichetta per pubblicare e supportare le bands che amavo. A quel tempo il mio attuale compagno d'etichetta Jalito aveva appena pubblicato un album tributo alla band spagnola Aerolineas Federales con la sua label Globo Rojo. Io e Jalito ci siamo conosciuti su soulseek e abbiamo formato una band (ma facevamo davvero pena, non c'era nessun futuro), e poco dopo l'ho convinto a mettere in piedi un'etichetta pop insieme a me, così ha chiuso Globo Rojo e con l'aiuto di altri due amici – Sete e Jose Emanuel – è nata Plastilina!
Plastilina è collegata a due progetti, la mia blog-zine aggiornata quotidianamente Mira El Pendulo e la mia nuova etichetta DIY Cloudberry Records.
C'è una ideologia o un manifesto collegato all'etichetta?
Beh, non facciamo scienza aerospaziale, stiamo solo pubblicando i dischi che ci piacciono. Vogliamo condividere tutte quelle canzoni pop che non hanno la possibilità di venire pubblicate per una serie di ragioni. Vogliamo che la musica si diffonda ovunque, ci piacerebbe portare la felicità in tutti i cuori pop! Penso che il pop sia una questione di semplicità, non-pretenziosità, e questo è anche il leit motiv dell'etichetta: crediamo nei valori indiepop.
Plastilina promuove altre attività oltre alla pubblicazione dei dischi?
Ci piacerebbe poter promuovere più attività, ma il problema è che Lima non è una città molto pop. La scena musicale qui è molto frammentata, e questo rende le cose più difficili. Ma ci stiamo provando, e per il momento il nostro lavoro sta dando i suoi frutti. Abbiamo organizzato due grandi party in città e continueremo a farlo, per dar modo a tutti di ascoltare indiepop.
Inoltre distribuiamo alcune etichette internazionali a "prezzi Peruviani" (un dollaro vale più di tre soles!). Stiamo cercando di fare formazione, e speriamo (è il nostro sogno) di vedere nascere a Lima qualche gruppo indiepop!
Qual è la cosa migliore e quella peggiore nella gestione di un'etichetta?
La cosa migliore, quella che mi fa sempre venire i brividi, è ricevere posta dai fans, o quando qualcuno dice qualcosa di positivo sulle bands che pubblichiamo. Siamo orgogliosi di tutte le nostre band e ci riteniamo fortunati ad averle potute aiutare a farsi conoscere. E devo dire che è un momento molto bello – forse sembrerà stupido – anche quando arrivano le scatole con i CD appena usciti dalla fabbrica; è una sensazione bellissima, come quando senti di avercela fatta!
La peggiore? Ad essere onesto non ci sono molti aspetti negativi nella gestione di un'etichetta (e quindi sì! Voi che state leggendo, apritene una!), ma c'è una cosa che mi fa veramente arrabbiare. Ci sono alcuni mailorders che impiegano un'infinità di tempo a pagare ciò che ti devono, e a volte non ti pagano neppure. E questa è una cosa insopportabile, perché noi applichiamo sempre i migliori prezzi possibili. Non sono qui per guadagnare soldi, ma pretendo onestà.
Quali sono i vostri canali principali di vendita e promozione?
Devo ripetere che a Lima non ci sono molte possibilità, anche se facciamo tanta promozione e il giornale più importante della città pubblica le recensioni di tutti i nostri dischi. Il fatto è che la pirateria è talmente diffusa che nessuno compra i CD. Un CD copiato costa un dollaro, quindi puoi immaginare quale sia la situazione. Siamo stati davvero sorpresi di vedere che i dischi Plastilina vengono copiati illegalmente, e la legge non è di nessun aiuto. Le autorità qui sono ridicole. Ma ci sono dei fedeli supporters che ci sostengono, e li ringrazieremo sempre per questo.
A livello internazionale abbiamo avuto la fortuna di ricevere sempre ottime recensioni da blog, webzine e programmi radio, e c'è stato un grande supporto nonostante fossimo una label proveniente da un luogo che nessuno assocerebbe mai all'indiepop. E anche i mailorders hanno lavorato bene: Apple Crumble, Poppolar, Indieopa, Fraction Discs sono davvero fantastici!
In che modo scegliete le bands da pubblicare?
E' facile: l'unico requisito richiesto è che ci piacciano, che ci piaccia la loro musica. Non mi interessa se sono una band di studio, se non suonano dal vivo, se hanno mille amici su myspace, se hanno delle belle pettinature, nulla di tutto questo ha importanza. E' sufficiente che scrivano delle pop songs piacevoli. Devo dire che sono un tipo abbastanza esigente, e non tutte le band mi convincono.
Ci sono etichette il cui lavoro, etica, visione artistica vi hanno ispirato nel modo di gestire Plastilina?
Penso che la maggior parte delle etichette [indiepop] dagli anni 90 in poi siano state ispirate da Sarah e dalla sua etica. Ci piace molto Siesta, la consideriamo la migliore poplabel in circolazione. Sono un grande appassionato di etichette e di ciò che comunicano: mi piacciono i numeri di catalogo, in base ai quali tengo ordinata la mia collezione di dischi. Per me aspettare il prossimo disco di una label che apprezzo è una questione di fiducia: fiducia nel gusto della persona o persone che gestiscono l'etichetta.
Non saremmo qui se non ci fossero state Elefant o Matinee, ma devo dire che la mia vera fonte di ispirazione sono state tutte quelle piccole etichette che adoro: Medium Cool, Chapter 22, A Turntable Friend, Caff, ecc ecc.
Senza dimenticare le tre eccezionali labels che sono nate negli ultimi anni: Music is My Girlfriend, Lavender Recordings e Fruit Records, che condividono la stessa passione per l'indiepop che abbiamo noi.
Passiamo agli affari: quante copie stampate per ogni disco?
In media ne stampiamo 500, a volte di più, a volte di meno. La gente non compra molti CD, preferisce le versioni digitali, e presto anche noi offriremo i nostri pezzi in download anche se non è una cosa che mi piace molto. Io amo l'oggetto fisico, il CD, ma la tendenza ormai è andare su iTunes ed altri negozi digitali, e penso che saremo costretti ad adattarci.
Plastilina ha pubblicato dischi di band provenienti da ogni parte del mondo (Svezia, Indonesia, UK, Usa, ecc). Come entrate in contatto con i gruppi? Siete voi a chiedere di pubblicare i loro dischi o avviene il contrario?
Beh, li contattiamo noi! E gli comunichiamo il nostro interesse. Prendere contatti con una band è una cosa che mi piace molto, mi ha permesso di sviluppare amicizie con molti dei musicisti che suonano nellle band del roster Plastilina. E questo è fantastico, è una delle cose che ha reso l'esperienza di Plastilina così gratificante!
Bisogna dire che riceviamo anche molte richieste (grazie myspace!) da band che ci chiedono di pubblicare le loro cose, ma beh… non sono esattamente quello che cerchiamo. Odio quando mi arrivano email da gruppi emo che ci chiedono di pubblicarli… non hanno il tempo di leggere che siamo una pop label??!
Che tipo di accordi proponete alle band? Pagate i costi di produzione del disco o vi limitate a pubblicarlo?
Siamo solo degli studenti universitari, non dei professionisti (non ancora, almeno), e devo ammettere che la nostra situazione economica non è delle migliori. Questo significa che tutti i nostri risparmi vanno a finire nella musica, che è la nostra passione. Tenuto conto di questo, offriamo tutto ciò che possiamo agli artisti. Al momento non siamo in grado di pagare i costi dello studio di registrazione o della lavorazione del disco, ma spero che riusciremo a farlo presto, sarebbe magnifico! E' nostra intenzione migliorarci ed aiutare il più possibile gli artisti.
Al momento proponiamo alle band di pubblicare il CD, in digipak, delle dimensioni che vogliono: 4, 8 fogli, con inserto, la scelta è loro. Lasciamo alle band piena libertà per l'artwork, voglio che ne siano soddisfatte perché dopotutto è la loro musica, non la nostra! Penso che i valori siano più importanti dei soldi. E beh, non è un segreto che se ti metti a fare questa cosa perderai dei soldi, a meno di riuscire a pubblicare i Camera Obscura, haha.
C'è una vecchia compilation March Records intitolata "Losing money and losing friends: the story of March records". Se dovessi pubblicare oggi una compilation che riassuma la tua esperienza con Plastilina, come la chiameresti?
Beh, spero che non chiuderemo l'etichetta tanto presto! Ma se dovessi farlo la intitolerei "Pastel colors taking over grey skies", in analogia con la nostra realtà qui a Lima: niente musica pop, e come scrisse Melville: "non solo il suo cielo è terso ed uno dei più tristi che si possano ricordare, ma non si concede nemmeno l'allegra immaturità dell'assoluta decadenza"
Cosa ha in cantiere Plastilina? C'è già qualcosa in attesa di pubblicazione?
Sì! Il primo giugno faremo uscire l'album d'esordio dei California Snow Story "Close to the Ocean"! Siamo davvero eccitati per questa pubblicazione, è un ottimo disco! Più avanti, spero per Luglio, abbiamo in programma un'uscita degli Occasional Flickers, una band Greca che apprezzo molto. Stiamo lavorando su altri dischi, come il secondo album dei Kawaii, una retrospettiva dei Second Hand Furniture e gli album di debutto di April Skies e Sodacaffe. Stiamo anche lavorando al secondo EP della collana inaugurata con gli Amida e abbiamo in cantiere alcune retrospettive di gruppi che in molti hanno dimenticato, ma prometto che saranno delle belle sorprese!
|
 |
Plastilina Records - I dischi |
 |
Come avete potuto leggere qualche riga più in alto, il meglio deve ancora venire, ma il catalogo di Plastilina (cinque dischi in tutto, compreso il recente album di Shoot Charlie) è già di tutto rispetto, e mette in mostra i tratti distintivi dell'etichetta: il respiro internazionale, la volontà di recuperare materiale già edito ma di difficile reperibilità e, ovviamente, l'inclinazione all'indiepop. Una lista dei negozi online che distribuiscono i CD Plastilina la trovate su questa pagina.
|
 |
Cuberbil: Camino Para Colorear (2006) |
 |
|
|
 |
My Darling YOU!: 16 Major Problems (2006) |
 |
|
Duo ragazzo-ragazza suona e canta pop programmato di semplicissima fattura; note armoniche di synth e fragili ritmi digitali che negano riconoscibilità e fruibilità immediate alla base dell'elettronica da ballo (revivalistica o meno) e preferiscono l'essenzialità dell'indiepop iberico. L'esordio di Plastilina non è certo un disco clamoroso, ma a suo modo rivela l'intimità e la passione che l'etichetta concentra in ogni sua uscita. I Messicani Cuberbil sono una band di elettropop strampalato, imperfetto, asimmetrico, che trasporta la materia elettronica nell'alveo tweepop in maniera indolore, negandone gli accessi sintetici e svuotandola da ogni pretesa di mondanità. Manifesto della band la surreale "El señor Koberman", gli Stereo Total di un mondo palallelo e paranoico. E a bassa fedeltà.
Il disco che monda l'elettropop da tutti i peccati.
www.cuberbil.com |
|
|
Raccolta dei primi tre EP di una delle più talentuose giovani band svedesi, "16 major problems" segna l'avvio dell'opera di utilità sociale di Plastilina, il recupero di materiale che rischia di passare inosservato, o di andare perso. Note soltanto a una ristretta cerchia di appassionati swedish, queste sedici canzoni racchiudono piccole ed immature gemme, che guardano a quella scena indie USA sorta a ridosso del grunge morente, e appassita ancor prima di diventare adulta. Un suono che esplode e graffia le pareti dello studio ma che è essenzialmente e imperfettamente pop, pezzi dilatati e titubanti come "Did You hear the neighbours?" e "Taxidriver", sorta di incrocio mutante tra la tarda new-wave pop inglese e la sua moderna controparte USA. Ma il capolavoro è l'AOR fatto in casa di "LAST4EVER", manifesto di un gruppo capace di esprimere sottile rimorso anche quando intona i coretti più sciocchi.
www.mydarlingyou.com |
|
 |
Amida:
Arts & Crafts (2007) |
 |
|
|
 |
Annemarie: ABC on TV (2007) |
 |
|
Primo (e per ora unico) EP targato Plastilina, "Arts & Crafts" colma il vuoto discografico degli Amida, band Mancuniana dedita ad un janglepop a un tempo raccolto e nervoso, divisa tra entusiasmo ed eleganza e nota ai più per l'estemporanea apparizione sulla compilation "The Kids at the Club" dei ragazzi di How Does It Feel To Be Loved?. Sei canzoncine da due minuti ciascuna che nonostante la registrazione approssimativa (la maggior parte era già emersa sotto forma di demo qualche mese prima in UK) mostrano il medesimo appassionato amatorialismo di band sfortunate come Man From Del Monte e Pooh Sticks: pop funkizzato al limite della frenesia e alla ricerca di una sorta di estremo contegno: tolti il prototipo di ballata "We'd Suit Each Other" e l'iniziale "Class Of 2000", guitar-pop deviato e con voce biascicante, i pezzi degli Amida prediligono la ritmica nervosa e la frenesia del basso, capaci di imprimere il proprio marchio su un janglepop irrequieto e sbilenco ma sempre fortemente incentrato sulla melodia.
www.amidaband.co.uk
|
|
|
L'apoteosi del tweepop arriva da un sestetto Indonesiano: se n'era già accorta l'etichetta svedese Music Is My Girlfriend lanciando un paio d'anni or sono l'ottimo EP "The Living Model", e Plastilina capitalizza quella scoperta dando alle stampe un album che possiede la stessa composta eleganza dei Mocca ma senza le tentazioni mainstream: Smiths, Pastels, Heavenly visti attraverso la lente dell'indiepop svedese e diluiti dalla lontananza geografica, una serie di paffuti esercizi d'armonia fatti di melodia, voci fatate, love and fun. Il trascinante guitarpop di "The Living Model" fa ancora bella mostra di se' insieme all'aspirante singolo "Apple (Suicide On Your Stereo Set)", ma c'è poco nella musica degli Annemarie che non colpisca il segno. Indiepop proverbiale e forese un po' scontato, ma talmente candido ed ispirato da non ammettere obiezioni. L'indiepop sghembo di "Wonderboy" è la nostra porta d'ingresso preferita.
www.myspace.com/annemarietheband
|
|
| |
|
|
 |
Plastilina Records - Le canzoni |
 |
Tre perle della produzione dell'etichetta: guida le danze la parodia AOR tutta svedese di "Last4ever" dei My darling YOU!, il candido tweepop degli Annemarie di "Apple" e la zoppicante electronica dei Cuberbil. I pezzi rimarranno online per un mese, quindi affrettatevi!
My Darling YOU! : Last4Ever
Annemarie: Apple (Suicide On Your Stereo Set)
Cuberbil: Never bothered land
|
Salvatore
16/5/07
FuturePop - le puntate precedenti:
Seksound (aprile 2007)
|
|