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James Roberts - Delta

Anche se in pochi ricorderanno il suo nome, James Roberts - insieme al fratello Patrick - è una delle massime autorità in ambito indiepop, un musicista che ha davvero influenzato una generazione. I suoi Sea Urchins forse non sono stati la band più importante di casa Sarah Records, ma a giudicare dai tributi che riceve ancor oggi è certamente ritenuta una delle più influenti: "Pristine Christine" comparirà sulla prossima compilation Rough Trade/Mute che raccoglierà il meglio degli ultimi 20 anni nel genere, i Tyde hanno coverizzato un loro pezzo, e come sarebbe vuota la vita senza una "Please Rain Fall" da ascoltare nei giorni più tristi? Eppure James ha sempre negato l'evidenza, ripetendo che i Sea Urchins sono stati un errore di gioventù (ma non dice lo stesso Roger Waters del primo album dei Pink Floyd?): preferisce parlare dei Delta, incarnazione adulta di quell'esperienza, beneficiari di un'attenzione ancora minore e particolarmente sfortunati, dato che la Mercury li ha prima messi sotto contratto e poi li ha scaricati, con un album già pronto per la pubblicazione. E adesso che la Elephant Stone ha pubblicato "Singularity", raccolta dei primi singoli dei Delta, ottenendo ovunque ottime recensioni (e in particolare una entusiasta su NME), pare che la band non esista più. Tipico.
In compenso James è in procinto di pubblicare il suo primo album solista, e questa è una notizia favolosa, perché non riusciremmo a vivere senza la sua veravigliosa voce nasale. Ecco cosa ci ha detto James a proposito di Sea Urchins, Delta e del futuro.

Se dovessi spiegare in cosa sia consistito lo slittamento del suono da Sea Urchins a Delta, in che elementi lo rintracceresti?

Credo sia stata solo una questione di crescita (parlo di crescita in età, ma anche come individui e come musicisti). All'epoca credevamo che i Sea Urchins fossero rinchiusi in una nicchia che non era molto indicativa di ciò che eravamo al momento, e la cosa probabilmente stava cominciando ad infastidirci. La decisione di cambiare il nome della band è nata da questo fastidio. Anziché continuare ad arrancare come Sea Urchins volevamo tirare una linea su tutto quello che avevamo fatto e ricominciare da zero.

Ma naturalmente vi rendete conto dell'influenza che avete esercitato e continuate ad esercitare sulla musica indiepop. Ad esempio dubito che la nostra webzine esisterebbe senza una "Please Rain Fall". Come ti rapporti oggi a quello che avete fatto coi Sea Urchins?

Sai, per quel che mi riguarda i Sea Urchins sono un pezzo di storia abbastanza strano. Non credo che musicalmente siano all'altezza di quello che abbiamo fatto con i Delta, anche perché non abbiamo inciso molta musica con i Sea Urchins, e quella poca che è rimasta ha un suono molto legato al suo tempo. Ma mi capita ogni tanto di sentire affermazioni come la tua e mi sorprende molto il fatto che i Sea Urchins abbiano ancora oggi questo impatto sulla gente. E' tutto molto bello ma proprio non riesco a capirlo.

Perché Delta? Una lettera, una foce, una macchina, un simbolo, un semplice nome?

Una canzone di Dave Crosby.

Non avete mai avuto fortuna con le etichette discografiche, men che meno con le major. Ci puoi dire cosa è successo con la Mercury e cosa ti ha lasciato quella esperienza?

Abbiamo firmato un contratto e registrato un album, poi i vertici della Mercury sono cambiati e il nuovo management ha deciso di rivedere tutte le sue strategie su quali band dovevano o non dovevano far parte del gruppo. E così ci hanno scaricato prima ancora che l'album venisse pubblicato. L'esperienza mi ha lasciato un album... non molto altro.

Quali sono le ambizioni dei Delta? Rimanere una pregevole pop band amatorial/citazionista appannaggio di un'elite di nostalgici?

I Delta sono in un periodo sabbatico... che potrebbe durare per sempre. Ma non si può mai dire in questi casi.

Come vi è capitata la chance di pubblicare "Singularity"? E' meraviglioso, ma è strano che sia uscita negli USA dove i vostri due album non sono mai stati pubblicati...

Qualcuno si è offerto di farla uscire e ci è sembrata una buona idea, così abbiamo dato l'OK. Non c'è stata nessuna pianificazione né istigazione da parte nostra, anche se Guy della Dishy (il manager dei Delta e proprietario dell'etichetta Dall'Orso, ndr) è stato molto coinvolto nella cosa.

Ascoltando "Singularity" sembra che le intenzioni iniziali dei Delta fossero quelle di allontanarsi il più possibile dai Sea Urchins: a volte il suono è quasi psych-blues. Ma poi con gli album successivi vi siete riavvicinati alla musica pop. E' così?

E' vero che con i Delta avevamo la ferma intenzione di allontanarci da come percepivamo i Sea Urchins all'epoca in cui abbiamo formato la nuova band. Non credo che abbiamo mai cercato di ritornare a musica più pop in maniera consapevole, anche se condivido la tua opinione quando dici che le cose successive dei Delta vanno in quella direzione più di quanto non facessero i primi singoli. Ma credo sia dovuto al fatto che con il tempo è aumentata la tendenza a mixare maggiormente tra loro le varie componenti del nostro suono.

Sei rimasto soddisfatto dalla riuscita di "HardLight"? Era un disco molto più ambizioso di "Slippin' out", anche se forse si sforzava troppo di piacere...

Sono d'accordo. Hard Light è un disco un po' pretenzioso, sembra di sentire un gruppo di ragazzi abituati a lavorare con quattro soldi che improvvisamente si trovano ricchi... il che è esattamente quello che è successo. Non credo che durante la lavorazione avessimo progetti diversi dal suonare i pezzi e cercare di ottenere un buon suono, che poi era quello che facevamo anche quando avevamo a disposizione pochi soldi per le registrazioni. Abbiamo buttato un sacco di soldi e di tempo pensando e discutendo su cosa fare... è stato molto irritante.

Che musica ed autori ti hanno influenzato e come, durante l'adolescenza?

Non ricordo molto della mia adolescenza, a parte il fatto che passavo tanto tempo a pensare a quanto fossero davvero molto molto adorabili le donne.

Quel è la tua canzone preferita fra tutte quelle che hai scritto? E perché?

Una canzone intitolata "Meet on the Peak", una vecchia canzone che i Delta non hanno mai pubblicato e che ho registrato per il mio album solista. Perché mi ricordo di aver provato esattamente le sensazioni che descrivo nel testo, e questo mi fa pensare di aver scritto almeno una canzone onesta.

Qual è il tuo sogno più nascosto fra quelli che possano essere espressi
senza rovinarne la nascostezza?


Non voglio svelare troppo, ma posso dire che sono coinvolti un treno molto lungo, un tunnel molto umido e un poliziotto che assomiglia a mia madre.

Hai sentito la cover di "Sullen eyes" sull'album dei Tyde? e "Please Rain Fall" rifatta dai Birdie? Che cosa ne pensi delle cover dei vostri pezzi?

Ho sentito quella dei Tyde (e mi piace molto) ma non sapevo della canzone dei Birdie. Ed essendo la versione dei Tyde l'unica cover della quale ero a conoscenza prima d'ora non mi sono mai posto il problema di altri artisti che eseguono le nostre canzoni. Comunque mi piace l'idea, è un bel complimento al nostro lavoro.

Prima hai parlato di un album solista. Come mai questa decisione? E che tipo di suono avrà?

L'idea di un album solista è nata semplicemente da un periodo di apatia dei Delta e dal fatto che si è presentata l'opportunità di farlo. Non sono sicuro di come sarà, parte dell'etica dell'album è stata quella di far aggiungere contributi ad altri artisti senza la mia interferenza.

Allora non ci sarà un altro album dei Delta?

Non ci conterei molto, ma non si può mai dire dove potrebbe portarci una crisi di mezza età. Forse potremmo tornare a registrare insieme cercando di ritrovare la nostra gloriosa gioventù????


Salvatore, Alessandro

Links:

Elephant Stone Website: www.elephantstonerecords.com
Delta@indiepop.it: bands/delta.htm