| Indie Brasileiro!
Parte 2: Contaminazioni
pop nella musica brasiliana precedenti all'indie
Bossa nova
La Bossa Nova fu presentata ufficialmente al mondo il 22 novembre 1962, quando il pianista e compositore Tom Jobim diede un famoso concerto alla Carnegie Hall, a New York, suonando pezzi ormai classici come "Desafinado", "The One Note Samba" e "The Girl of Ipanema".
Tuttavia la Bossa Nova nasceva in realtà cinque anni prima a Rio de Janeiro. E' il risultato di un processo iniziato negli anni '40 quando il compositore e pianista Custòdio Mesquita iniziò ad usare certe forme nei suoi Samba-Cançoes che, fino ad allora, erano usati solo nella musica erudita e nel jazz nord-americano.
Nel 1956, la cantante Silvinha Teles registrò un disco a 78 giri che comprendeva su un lato "Menina", di Carlos Lyra, e sull'altro lato "Foi a noite", di Tom Jobim e Newton Mendonça. Il produttore Aloysio de Oliveira si rese conto che "Foi a noite" non era samba, nemmeno samba-cançao, era qualcosa che stava nascendo, nei club di Copacabana, a casa di Castro Neves e nell'appartamento di Nara Leao.
Il punto più alto della bossa è stato il disco Chega de Saudade (1959) di Joao Gilberto.
Frutto di un bel mix di samba, musica erudita (Chopin, Debussy) e jazz (be-bop, cool jazz), la bossa nova rimase sempre qualcosa di elitario in Brasile, che non raggiunse mai il consumo di massa.
Tra gli inventori e diffusori principali della Bossa nova, oltre ai sopraccitati, possiamo nominare Johnny Alf, Vinicius de Moraes, Ronaldo Boscoli, Sergio Mendes, Roberto Menescal, Baden Powell, Astrud Gilberto, Maysa, Marcos Valle, Jorge Ben, Chico Buarque, etc. |
Jovem Guarda
L'esplosione del pop di matrice inglese e soprattutto nordamericana aveva prodotto i suoi effetti anche in Brasile con il movimento della Jovem Guarda, di cui Roberto Carlos era l'esponente più noto, che raccoglieva enormi consensi fra gli adolescenti venendo propagandato come "la nuova musica", in contrasto con il samba e la bossa nova (Elvis Presley era la principale influenza della JG).
Quando Roberto Carlos cantava il suo rock'n'roll in tutte le radio brasiliane, con tematiche adolescenti quali macchine, party, sigaretta, relazioni affettive, contagiava la gioventù brasiliana.
«Nel 1965 debuttò insieme ad Erasmo Carlos e Wanderlea nella trasmissione "Jovem Guarda", che avrebbe dato nome al movimento», secondo le note storiche.
La «Jovem Guarda» si opponeva alla trasmissione «O Fino da Bossa» cui partecipava Elis Regina.
Altri nomi conosciuti della Jovem Guarda: Renato e seus Blue Caps, Os Incríveis, Golden Boys, Ronnie Von, Bebeto, Jerry Adriano, etc
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Tropicalia
Il Tropicalismo esplose sulla scena nel 1967, quando Gilberto Gil e Caetano Veloso presentarono, rispettivamente, le canzoni "Domingo no Parque" (Domenica al Parco) e "Alegria, Alegria" al festival della musica di Sao Paulo.
Il Tropicalismo scioccò i puristi, utilizzando tutte le caratteristiche musicali del pop-rock, cioè basso e chitarre elettriche anche con distorsione.
Il gruppo Os Mutantes, di Sao Paulo (un perfetto mix di musica brasiliana + Beatles + Velvet Underground + Pink Floyd), era la personificazione totale del movimento.
Era musica forte, anarchica e irriverente, che fondeva le immagini concrete del Brasile con la cultura internazionale in una sorprendente giustapposizione.
«Io organizzo il movimento / Io oriento il Carnevale», cantava Caetano Veloso nella militante "Tropicália", brano composto alla fine del 1967 e poi inserito nell'album Caetano Veloso del 1968.
A questa canzone viene fatta risalire l'origine del Tropicalismo.
Il manifesto sarà "Tropicália ou panis et circenses" (1968), disco collettivo che vede la presenza, oltre che di Veloso, di Gilberto Gil, Os Mutantes, Nara Leâo, Gal Costa, dell'arrangiatore Rogério Duprat, del poeta Torquato Neto e del compositore Tom Zé.
Altri nomi in qualche modo relazionati alla Tropicalia: Jorge Mautner, Novos Baianos.
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Cesar
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