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Beulah

Attesi alla prova del fuoco dopo il sorprendente "When your heartstring breaks", i Beulah di Miles Kurowsly e Bill Swan non hanno tradito le attese: "The Coast is never Clear" è uno degli album pop più belli dell'anno che sta per finire, pieno di perfette melodie velate di malinconia e humor. Ne abbiamo parlato con lo spiritosissimo Swan, che tra una battuta e l'altra ci spiega la paura di volare che è comune a molte band d'oltreoceano in questo periodo e ci racconta la sua passione per le ciambelle.

Probabilmente siete stufi di venire etichettati come una band "sixties oriented", e l'affiliazione al collettivo "Elephant 6" non migliora la situazione. Vi riconoscete in questa definizione? O pensate che la gente creda che ogni pop band Californiana debba suonare come i Beach Boys?

Credo sia stata colpa dei campanelli che abbiamo messo in qualche canzone, e del fatto che usiamo armonie in più di due parti. Ma hai ragione, siamo stanchi dell'etichetta "sixties", e credo che ci toccherà fare qualcosa di drastico per scrollarcela di dosso. Prevedo che ci sarà un sacco di rumore bianco incoerente sul prossimo disco, così almeno potranno paragonarci al Lou Reed dei seventies.
In realtà prendiamo in prestito idee da ogni decennio (tranne gli 80s, ha ha), ma cerchiamo di rimanere radicati nel nostro.

Come lavorate in studio? Ci arrivate con le canzoni complete o lavorate molto sui suoni?

Per "The Coast..." Miles ha dato a tutti noi un nastro con la sua voce che cantava dei testi improvvisati su una base di chitarra, dato che lui non scrive i testi sino a quando tutta la musica è stata registrata, e ci ha chiesto di aggiungere le nostre parti al nastro e restituirglielo, senza che potessimo scambiarci delle idee l'un l'altro. Poi ha fatto una lista di quali idee voleva usare per alcune parti delle canzoni, e quindi le abbiamo provate dal vivo per un mese prima di entrare al Tiny Telephone per registrarle. Poi abbiamo aggiustato ulteriormente il suono in studio.

Per le parti orchestrali del nuovo album avete usato i samples invece di chiamare dei musicisti come per il precedente. E' stato un problema di spese o volevate ottenere un sound diverso?

E' stata una questione economica. Per "When Your Heartstring..." avevamo usato 18 musicisti, la maggior parte di loro erano suonatori d'archi e c'erano due gruppi separati di musicisti per le due sessioni di registrazione che ci hanno aiutato del tutto gratis. Quando li abbiamo chiamati questa volta ci hanno chiesto tutti cifre esorbitanti, così abbiamo risposto "scordatevelo". Ma è anche vero che volevamo ottenere un sound diverso, in modo da poter avere più controllo sulla sua forma.

Nelle interviste rilasciate prima della pubblicazione descrivevate "The Coast..." come un disco più complesso del precedente, e come una sfida a voi stessi. Siete soddisfatti del risultato? Pensate di aver spinto oltre il vostro sound?

Sì, credo che lo abbiamo fatto. Molto è dovuto al fatto che avevamo delle apparecchiature migliori, ma gli arrangiamenti fluiscono meglio, e i cambi di strumentazione nelle sezioni delle canzoni sono meno improvvisi. Se i nostri album fossero film, questo avrebbe meno "tagli". E c'è anche molta più varietà e profondità.

Ho letto descrivere il disco come "un tributo ad ogni album pop mai realizzato". Quali sono i vostri album pop preferiti?

Cambiano continuamente, dato che ci piace esplorare di continuo. Posso dire sinceramente che i miei dischi pop preferiti oggi non sono gli stessi di cinque anni fa. Se non so decidere cosa mettere nel lettore CD ritorno sempre a "Rubber Soul" o "Revolver", ma credo che "Kind of Blue" di Miles Davis possa venire considerato un disco "pop", dato che ha molte contaminazioni esterne all'elitismo jazz. Mi piace anche il disco di Getz/Gilberto, quello con "The Girl from Ipanema". Ultimamente sono tornato ad ascoltare "Five Leaves Left," di Nick Drake, e "Houses of the Holy" dei Led Zeppelin, ma so di stare evitando la tua domanda.
Forse il "tributo ad ogni album pop mai realizzato" è un'esagerazione, dato che non esiste un'elenco di dischi che abbiamo deliberatamente cercato di emulare. Ma tutti i dischi che ho menzionato hanno avuto un'influenza nella realizzazione dell'album. E ce ne sono molti altri.
Eravamo tutti d'accordo sul fatto che "Summer Teeth" fosse il miglior album dei Wilco, ma i loro fans fedelissimi (e la loro compagnia discografica) non sembravano essere d'accordo.

La cosa che più colpisce nei vostri pezzi è il contrasto tra la leggerezza della musica e i testi, spesso pervasi da un senso di malinconia non sempre facile da penetrare. Come scrivete i testi? Nascono da esperienze personali?

Sì, sembrano essere personali, specialmente in questo disco. Negli altri due invece erano nascosti dietro un certo astrattismo. Miles aspetta che la musica sia completamente registrata prima di scrivere i testi; di solito ha un'idea del soggetto ma aspetta sino alla fine per poter focalizzare meglio i contenuti. Pat invece ha pronti i testi in anticipo, prima di presentare la canzone al resto del gruppo. Non ci sono finzioni nei testi di questa band, nessuno di noi è un attore.

Per esempio, scrivete canzoni "depresse" in maniera molto intelligente e dolce, sempre che "I'll be your Lampshade" e "What will you do when your suntan fades?" parlino di depressioni...

Beh, non credo che le canzoni rimuovano ogni dubbio sul fatto che le cose possano migliorare. "Suntan Fades" si limita a fare delle domande: "hai paura?", "sbiadirai?", "cosa farai quando l'abbronzatura se ne sarà andata e l'estate finirà?". E "Lampshade" è un tributo ad un amico. Insomma, non c'è un senso di disperazione, ma sarebbe esagerato dire che sono "canzoni baciate dal sole", quella fastidiosa espressione che continua a spuntare fuori negli articoli scritti da persone che non hanno ascoltato molto attentamente il disco.

Da dove viene il nome Beulah?

Viene da "Ferris Beuller's Day Off" [un film di John Hughes del 1986 con M. Broderick, da noi intitolato "Una pazza giornata di vacanza" e autentico film di culto negli USA, ndr]. Significa che faresti meglio a non provare mai più a mettere la macchina di tuo padre su un cric e farla andare in retromarcia per cancellare dal contachilometri le miglia che hai macinato senza chiedere il premesso.

Quali differenze avete riscontrato nella scena indipendente tra Inghilterra ed USA? Quanto spazio c'è in America per gruppi indipendenti come il vostro?

Beh, a seconda delle dimensioni del locale ci può essere un sacco di spazio. Per questo suoniamo in piccoli locali, così il pubblico europeo si agita e non ha altra scelta che urlare.
Scherzi a parte, sono sorpreso della reazione, che di solito è entusiastica. Prima di venire a suonare sul vostro lato dell'Atlantico avevamo paura che la gente se ne sarebbe stata lì a braccia incrociate, ma non è stato così. Comunque credo che il pubblico inglese sia più volubile e veloce nel cambiare gusti rispetto a quello americano. Non posso dire lo stesso del resto d'Europa, perché non ci siamo stati abbastanza spesso.

Perché avete cancellato il tour europeo?

Abbiamo votato democraticamente mentre eravamo in tour negli USA e abbiamo deciso di rimandare i nostri concerti oltreoceano. Molti artisti stavano cancellando le tourneè europee, come i Weezer o Janet Jackson, così abbiamo preferito aspettare e valutare le reazioni a questa "guerra al terrorismo". Pensavo che fosse troppo presto per salire su un aereo, e la maggior parte della band era d'accordo con me. Speriamo di venire in primavera.

Avete suonato dal vivo con i Call & Response, che io personalmente adoro. Come sono sul palco?

Sono molto morbidi, molto più simili a come suonano su disco di quanto lo siamo noi. Noi di solito alziamo il volume di qualche decibel. Sono molto simpatici, ci siamo divertiti. Avevano portato le ciambelle Krispy Kreme nel backstage, che sono una sensazione qui in America. Non significheranno molto per te, immagino. Comunque ne ho mangiata qualcuna di troppo e mi sentivo un po' gonfio sul palco. Credo fosse tutto un loro piano per farci perdere energia sul palco e surclassarci. Ma non ha funzionato.

Molto carino il video di "Gene Autry", sembra un incrocio tra un cartone animato ed un videogioco; di chi è stata l'idea? Avete chiamato un cartoonist?

Sì, è stato realizzato da un gruppo chiamato "United Bread", un gruppo di ragazzi che erano nostri amici dai tempi della scuola a Los Angeles. Ci hanno portato dei disegni e ci hanno dato un'idea di quello che pensavano di fare, e noi gli abbiamo detto di procedere come ritenevano opportuno. In altre parole, non abbiamo interferito molto nel processo di realizzazione. E' davvero un viaggio acido, in effetti.


Salvatore

Links:

Beulah: www.beulahmania.com
Beulah@indiepop.it: bands/beulah.htm