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Ben and Jason

Ben Parker e Jason Hazeley sono una bella coppia, non c'è che dire. Si presentano all'intervista con due bicchieri di Lambrusco in mano (reduci da un'intervista con quegli avvinazzati del Mucchio) e un repertorio di parolacce italiane niente male. Non si sono ancora presentati che già due amiche mi chiedono di farmi dare il numero di telefono di Ben. Prima di uno showcase acustico tanto bello quanto soffocato dal frastuono del MEI, ci concedono questa intervista, probabilmente una delle ultime come duo. Insieme stanno così bene che quasi non ci si crede.

Ben e Jason sono in Italia da una settimana, hanno suonato 4 date e sono stati quasi sempre in viaggio, ma sono felicissimi dell'accoglienza ricevuta. Stasera tornano in Inghilterra e dopo una settimana di riposo si concederanno all'ultimo tour insieme. Inevitabile chiedere loro conto dello scioglimento del duo.

Ben: La storia è questa: abbiamo inciso due album per la Go!Beat, e arrivati al terzo hanno deciso di provare a farci diventare "grandi". Hanno speso un sacco di soldi per cose che non ci servivano, ci hanno fatto girare un video che da solo è costato più dei nostri primi due album messi insieme. E quando non ha funzionato (proprio come pensavamo) ci siamo rimasti un po' male, ma abbiamo comunque continuato a scrivere canzoni per un nuovo disco. A quel punto la Go!Beat è crollata, ha dovuto chiudere, e siamo rimasti senza etichetta. E abbiamo pensato che fosse giunto il momento di pubblicare il nostro ultimo album e spostarci su altri progetti.

Dunque l'album era già pronto quando l'etichetta ha chiuso?

Ben: Avevamo scritto circa metà delle canzoni. Il resto lo abbiamo composto quando la situazione era già chiara. E' la maledizione di tutte le major: si aspettano che entri a far parte del gioco e che vendi un sacco di copie. Il problema nasce quando una major mette sotto contratto band piccole o di culto come noi: appena vedono che qualcosa si muove cercano di sfruttarla spendendo un sacco di soli, e se non funziona ti lasciano con il sedere per terra.
Ma non siamo amareggiati per quello che è successo: l'etichetta è fallita (è stata riassorbita dalla Universal, che la possedeva) quindi ce ne saremmo dovuti andare comunque.

Eppure "Goodbye" è il vostro album migliore.

Jason: Davvero lo credi? Molti pensano che il nostro primo album sia il più bello. Io non saprei scegliere, ad essere sincero, ma sono molto soddisfatto di questo ultimo disco.

Stavate cercando di fare qualcosa di diverso rispetto ai lavori precedenti?

Jason: Non troppo diverso. Volevamo tornare allo spirito del nostro primo album, "Hello", che era stato inciso con pochi soldi e molto velocemente.. e infatti quando abbiamo deciso che sarebbe stato il nostro ultimo è stato naturale intitolarlo "Goodbye".
Ben: Ho appena scoperto che l'ultimo album dei Cream si intitolava "Goodbye". Comunque questo è l'unico dei nostri dischi del quale sono pienamente soddisfatto. Riesco ad ascoltarlo e a godermelo, invece di pensare "Oh, avrei dovuto cambiare questo, avrei dovuto mettere un si al posto di un la". E' molto gratificante.

Quando parliamo dei vostri album è quasi inevitabile fare paragoni con Nick Drake, John Martyn, Joni Mitchell. ma quali sono i vostri ascolti? C'è qualche musicista o gruppo che vi ha fatto venir voglia di suonare?

Ben: I Beatles mi hanno fatto venir voglia di cantare, e le prime cose di Eric Clapton coi Cream di suonare la chitarra. E' stato da lì che è iniziato tutto. Quando poi è nato questo progetto (B&J) le fonti di ispirazione sono diventate più specifiche. Credo che si utilizzino diversi tipi di musica man mano che i propri processi creativi cambiano: alcune cose mi piacciono molto ma non mi fanno venire voglia di scrivere, in altri casi non posso fare a meno di comporre dopo aver ascoltato certi dischi.. funziona in entrambi i sensi.

E che mi dite di Nick Drake?

Jason: E' stato certamente una grossa influenza per Ben and Jason, specialmente quando abbiamo iniziato a scrivere canzoni insieme. Era unico, un ragazzo molto intelligente e molto umile, con una voce modesta ma uno stile chitarristico eccezionale. E le sue canzoni sono bellissime e molto inglesi, per ragioni che fatico ad individuare. C'è qualcosa di casalingo nei suoi pezzi.
Ci ha certamente ispirati, anche solo nel modo di accordare la chitarra, o negli arrangiamenti d'archi. Abbiamo chiamato Robert Kirby, che ha arrangiato gli archi per i suoi album, e abbiamo lavorato con lui un paio di volte. Una canzone su "Hello" e una su "Ten Songs About You".

Come è stato lavorare con Kirby? Come siete entrati in contatto con lui?

Jason: E' stato un piacere assoluto, è una persona molto gentile. L'abbiamo rintracciato tormentando chiunque, chiedendo a tutti: abbiamo pensato "qualcuno deve avere il suo numero di telefono, deve essere ancora vivo", e alla fine l'abbiamo trovato. Ha un'attività a Londra, qualcosa che ha a che fare col marketing, e non si occupa più di musica. Gli abbiamo chiesto di arrangiare dei pezzi per noi e ci ha risposto "Sono molto occupato, ma mandatemi le canzoni e ci penserò". Dopo avergli spedito il pezzo ci siamo visti in un pub e ci ha detto "lo farò sicuramente", e così siamo riusciti a farlo uscire dal prepensionamento...

Ben: è stato un grande piacere, specialmente ascoltare il pezzo in sala prove, quando il quartetto d'archi ha cominciato a suonare... fantastico.

Jason, tu hai scritto gli arrangiamenti per l'ultimo album: hai rubato qualcosa da lui?

Jason: (ride) probabilmente, sì. Ci siamo scambiati molte idee. Quando abbiamo registrato il pezzo che ha arrangiato lui ne abbiamo registrato anche uno arrangiato da me, e ognuno di noi guardava le partiture dell'altro e diceva "questo è ottimo, io non avrei fatto così", "mi piace quel pezzo! molto intelligente", " il tuo pezzo è migliore del mio", "nooo, il tuo è migliore!" (risate)

Ben: Erano fan reciproci.

Ok, abbiamo parlato della musica del passato, ora diteci cosa ascoltate al momento. Due anni fa c'era questa scena NAM...

Jason: Sì, ma devo dire che non l'ho seguita molto. Al momento sto ascoltando parecchio Ravel, e Lemon Jelly e Carina Round .

Che è per metà italiana, giusto?

Jason: Sì, ed è anche molto bella.

Ben: Io sto ascoltando vecchi album dei Fleetwood Mac e parecchia roba indie, bands come Franz Ferdinand, che incidono per la Domino. Mi piacciono gli Yeah Yeah Yeahs e il nuovo disco degli Strokes. Il primo album non mi piaceva molto...

Vuoi dire che non sono identici?

Ben: Credo che questo sia migliore! Le canzoni sono migliori, le melodie più forti. Sto ascoltando parecchia roba indipendente/garage, come il nuovo album di Rufus Wainwright. Insomma, ascolto di tutto.

Se non sbaglio avete suonato alcune date con Elliott Smith. Avete qualche ricordo di lui che volete condividere?

Ben: Abbiamo fatto tre date in Inghilterra. Era un uomo molto timido, e dunque le poche conversazioni che abbiamo avuto con lui sono molto strane, per la maggior parte del tempo se ne stava a fissare le scarpe e a mugugnare. Ma adoro la sua musica, spero davvero che facciano qualcosa con l'album a cui stava lavorando...

Jason: Aveva una quarantina di canzoni pronte per il nuovo album.

Davvero?

Jason: Sì, io ero in America quando ho avuto la notizia, e mi ha sconvolto più di qualsiasi altra cosa successa quest'anno, a parte la bomba in Turchia pochi giorni fa. Sono rimasto sconvolto perché si è ucciso pugnalandosi al cuore, ed è un modo incredibilmente violento di suicidarsi... Se vuoi suicidarti prendi delle pillole, ti impicchi, lui invece ha scelto questo modo e gli ci saranno voluti almeno 20 minuti per morire, è una cosa sconvolgente.
Ho incontrato il suo manager negli USA e mi ha detto che Smith era stato molto infelice per parecchio tempo. Doveva fare un tour in Inghilterra un paio di anni fa, e il tour è stato cancellato perche lui si era ammalato. Il suo agente mi ha detto che in realtà non era malato, ma che aveva provato ad uccidersi buttandosi da una rupe, rimanendo impigliato tra i rami di un albero.

Ben: Non era il suo primo tentativo di suicidio. Era molto depresso.

Sorridono entrambi quando gli dico il titolo del suo ultimo singolo, Pretty (ugly before)

Tornando a Ben and Jason: la vostra canzone preferita di B&J. E quella dell'ultimo album

Ben: Al momento la mia canzone preferita è un pezzo che abbiamo appena cominciato a suonare dal vivo, dall'album Emoticons, chiamata "Cartoon Heart"; è un pezzo che ha molto spirito e dal vivo rende veramente bene. E del nuovo album... è difficile...

Jason: La mia è facile, perché la mia canzone preferita di Ben and Jason è sull'ultimo album, ed è l'ultima canzone, "When to laugh", un pezzo molto semplice.

Ben (sempre pensando): Io non credo di avere una risposta, è passato troppo poco tempo...

Jason (a Ben): "$10 Miracle" io la metterei al secondo posto. Che ne dici? E' un pezzo che ti emoziona particolarmente?

Ben : non so, davvero. (Jason ride e si arrende "OK"), quando crei qualcosa di tuo è difficile avere una prospettiva, specialmente quando è passato così poco tempo.

Sono curioso di sapere di cosa parla "Mr America"? E' un testo da interpretare in chiave ironica?

Ben: In un certo senso sì, perché parla di ciò che è successo in America negli ultimi due anni, e del modo in cui Bush ha condotto i propri affari, che mi ha fatto pensare che forse in America non è tutto dorato come sembra dai film. Ed è una canzone che parla di me, perché da bambino ero ossessionato dall'America, e ho cercato di spiegare la disillusione di quando ho scoperto la verità.
Inoltre al tempo in cui l'ho scritta ero abbastanza infelice, stavo cercando di capire cosa succedeva alla mia vita, e così ho messo insieme le due cose. Forse non è molto chiaro di cosa parla, ma ho cercato di metterci tutto il mio immaginario sull'America, così che la gente lo scoprisse...

Jason: C'è il senso di delusione che si prova quando si scopre che qualcosa non è splendente come si pensava.

Dunque può avere un doppio significato?

Ben: Assolutamente. Parla dei problemi nella mia vita e di come si siano accordati con la mia visione dello stato Americano: quando ero piccolo avevo tutti questi sogni sull'America e pensavo che la vita lì andasse in un certo modo, e invece...

Jason: Quando sono stato in America, la cosa che mi ha colpito di più è quanto gli americani siano delusi da George W. Bush. Pensano tutti che sia un porco, e in effetti lo è. E' terribile pensare a cosa possa succedere ad una nazione rappresentata da una persona del genere...

Beh, credo si possa dire la stessa cosa dell'Italia...

Ben: Sì, ma almeno Berlusconi è divertente...

Lo è di più se vivi in Inghilterra, credimi

Ben: Oh si, hai ragione, mi dispiace (in italiano)

Jason: Non sapevo che il suo partito si chiamasse "Forza Italia".. Come on Italy! (risate), un coro da stadio...

Ben: Sai, abbiamo dedicato una canzone a Sabina Guzzanti, per la faccenda RAIOT.

Perdonatemi se ritorno su questa domanda, ma voi due sembrate andare molto d'accordo, scrivete ancora ottime canzoni... ma davvero vi sciogliete? Ne siete proprio sicuri?

Ben: Sì, siamo sicuri. Non è che non vogliamo più lavorare insieme, ma credo che sia giunto il tempo di fare cose diverse e di provare altri tipi di musica.

E cosa succede ora? So che Jason ha suonato con Beth Gibbons.

Jason: Sì, ho suonato nella sua band, il che è fantastico. Siamo stati in tour per un anno, ma ora quell'esperienza si è conclusa. Adesso credo che lei farà un nuovo album con i Portishead e spero che mi chiederanno di suonare per loro. Sono due persone adorabili.

Ben: Io sto già lavorando ad un altro progetto. Non lo definirei un progetto solista perché ci sarà comunque una band, ed ogni musicista coinvolto sta dando il suo contributo alla creazione del sound. All'inizio del 2004 pubblicheremo un singolo e vedremo come vanno le cose.

E avete già un'etichetta?

No. Ma alcune label sono interessate a pubblicare il singolo. Al momento tutte le etichette in Inghilterra vogliono tastare il terreno con un singolo prima di farti firmare per loro. Quindi pubblicheremo il singolo e staremo a vedere.

Ultima domanda: il vostro disco indiepop preferito del 2003.

Jason: Il mio è un album intitolato "One" di questo tizio che si chiama Simple Kid. Non credo sia uscito da queste parti ma è un ottimo disco, pieno di rumori e stupidaggini varie, molto divertente. E' uscito circa due mesi fa in Inghilterra. Qual è il tuo disco preferito, Ben?

Ben: L'unica band che ho ascoltato quest'anno sono i Nirvana (risate). è terribile, non so mai rispondere a queste domande, non mi ricordo mai...

Jason: Inventa qualcosa! "Wings of the ostrich", di. (risate)

Ben: Aspetta. gli Strokes sono indiepop?

Jason: Oh dai, sono su una major.. sono dei rockers venduti!

Ben: Oh beh, allora ho comprato questa compilation della Domino, un doppio album intitolato "Rose of possibility", è stato spinto molto in Inghilterra, e costa solo 4 sterline per tredici canzoni.

Dunque ascolti musica indiepop solo se è a prezzo ridotto?

Ben: (ride) vaffanculo! (in Italiano)

Jason: Abbiamo imparato un sacco di parolacce italiane in questi giorni. Siamo venuti che sapevamo dire solo "sì, no, grazie, prego", e ora le sappiamo tutte: cazzo, stronzo, vaffanculo, sega...

Do' un ultimo contributo al loro vocabolario ("che palle") e ci salutiamo.



Salvatore e Alessandro

Links:

Ben and Jason@indiepop.it: bands/benandjason.htm