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The Baskervilles

Se possibile, l'album d'esordio dei Baskervilles è cresciuto ulteriormente dalla mia già entusiasta recensione del mese scorso. E' semplicemente uno dei dischi pop più equilibrati ed ispirati degli ultimi anni: non nasconde niente, è pieno di perfettissime pop songs e di buonumore e di quell'inventiva melodica che pareva patrimonio esclusivo di ere passate. E c'è qualcosa di profondamente ingiusto nel fatto che rimarrà circoscritto ad un ristretto ambito di fans.
Se ci fosse una giustizia al mondo, o se i Baskervilles fossero nati trent'anni prima, impegnerebbero le giornate a fare conferenze stampa e viaggiare in aereo da una costa all'altra. Invece lavorano in ufficio, e la sera stanno a casa a lavare i piatti e preparare torte.
Inevitabile un'intervista, che date le premesse non poteva che riuscire in perfetto stile Beatles' Anthology.

La storia dei Baskervilles è una specie di favola. Avevate un grande disco per le mani ma c'è voluto un colpo di fortuna per pubblicarlo. Credete nelle favole?

Rob: E' un miracolo che l'album sia uscito. Non avevamo fatto nessun concerto negli USA negli ultimi due anni e non siamo andati alla ricerca di un contratto discografico. I Baskervilles si erano praticamente sciolti...
Cristoph: Il meraviglioso esiste di sicuro, ed è una cosa senza tempo.
Stephanie: Il fatto che i Baskervilles abbiano finalmente pubblicato un CD è la prova che le fiabe prosperano ancora nel 2004.
Rob: Dobbiamo molto a Gregg Weiss di Secret Crush Records. Insieme ai suoi amici Jeanette and Chris ha salvato la band.

La maggior parte di quello che definiamo "60s pop" oggi in realtà non ha molto a che vedere con gli anni 60, o è un revival del revival 60s che c'è stato negli anni ottanta. Il vostro sound sembra provenire dal periodo originale, eppure è fresco ed esaltante. Come ci siete riusciti? Cercate di fare in modo che la vostra musica non sembri troppo "moderna"?

Rob: Io volevo che i Baskervilles fossero una allegra 60s pop band, ma quel suono non funzionava con noi. Il basso di Cristoph continuava a sabotare i nostri tentativi di fare del normalissimo 60s pop. E' il suo mestiere. E fa bene alla nostra musica.
Cristoph: Sì, ho sempre desiderato essere in una band di Disco Mutante o qualcosa del genere. Quando abbiamo cominciato a suonare a New York nel 1997 il nostro pubblico era composto da Mod e da fans del 60s garage. Credo che ai loro occhi apparissimo strani, forse un po' Mod ma non del tutto. E di certo suonavamo allegre pop songs di tre minuti. Ma non credo fossimo abbastanza puri per lo stile 60s, e comunque scimmiottare uno stile è una cosa senza senso. Noi quattro veniamo da background musicali molto diversi, ma ciò che abbiamo in comune è l'idea di POP. Crediamo nel POP, e questa è un'idea inventata negli anni 60.
Craig: Di solito mescoliamo accordi, melodia, ritmo, la musica che ascoltiamo, e a quel punto arriva Stephanie con i colori. Raffiniamo la musica e i testi sino a quando ci piace o ci stanchiamo.
Rob: Non sottolineerò mai abbastanza l'importanza di Stephanie. I Baskervilles sono solo un concetto, o una tela vuota, senza di lei. I suoi suoni sono la bellezza e il dipinto.
Stephanie: Semplicemente, suono quello che le mie dita vogliono suonare, ispirata dalla musica che ascolto. Non conosco molto la musica dei 60s.. sono certa di averne ascoltata parecchia ma non so mai dire di che epoca sia.

Anche i testi sembrano così fuori dal tempo. Hanno quella vibrazione positiva che si sente nei tardi Zombies, eppure non sono semplici canzoni d'amore. Quel è il tema delle vostre canzoni?

Rob: Spesso cominciamo con un'idea, come per "A Free Show in Battery Park", e scriviamo qualcosa di semplice attorno a quell'idea. Cantiamo raramente dei nostri sentimenti, e questo ci aiuta ad evitare la trappola delle canzoni d'amore.
Craig: Cantiamo di qualsiasi cosa, purché funzioni e non sia troppo stupida.
Cristoph: Giusto! C'è una bella differenza tra scrivere testi autoreferenziali tipo "sono arrabbiato" o "sono innamorato" e lo scrivere di una certa scena o di un'atmosfera che possono o meno far scattare certe emozioni in chi ascolta. Ma non diamo troppa importanza ai testi, sono solo parte della musica.
Stephanie: Ho imparato molto da Rob sul modo di scrivere i testi. Tendo a scrivere canzoni tristi che necessitano di una buona dose di terapia dai Baskervilles... ogni tanto però riesco ad uscirmene con una bella frase.

Chi è John Riley? E non intendo il vero John Riley - il batterista. Il protagonista della vostra canzone.

Rob: Ho scritto quella canzone in circa 5 minuti sul treno, mentre tornavo da lavoro. La persona "John Riley" è inventata. E' un pezzo contro la fama.
Cristoph: E' un nome che suona bene e basta.
Craig: E' una gemma di Rob, così bella che mi sono rifiutato di cambiare un accordo. Adesso che ci penso la canzone mi piaceva talmente tanto che mi sono scordato di chiedergli chi era John Riley.
Stephanie: Io credevo che fosse un amico di Rob...

Da dove è arrivata l'ispirazione per "A Free show in battery park"? Amo quel pezzo, i sentimenti che esprime sono così semplici e puri...

Craig: Il nostro vecchio chitarrista stava andando per davvero ad un concerto gratis a Battery Park per vedere una band che a me non piaceva, e quindi me ne sono rimasto a casa a lavare i piatti e a cucinare torte alla crema. Mentre preparavo una meringa questa idea ha cominciato a girarmi in testa, così l'ho messa giù con i miei tre accordi preferiti e quando Rob è tornato a casa ha trovato il primo verso ad aspettarlo, insieme ad una torta alla crema, ovviamente.
Cristoph: Abbiamo ridotto la canzone all'osso e poi gli abbiamo spruzzato sopra della brillantina.
Stephanie: C'è voluto un po' di tempo per trovare il giusto approccio per le parti di piano, ma grazie alla pazienza della band, "Free Show" non è diventata un "Freak Show".

Non avevo intenzione di paragonarvi in maniera così aperta agli Zombies, ma il vostro album mi ha lasciato una gran voglia di riascoltare "Odissey and Oracle". Quali sono le vostre band preferite dei sixties?

Cristoph: Vedi, la cosa interessante dei Baskervilles è forse il fatto che la nostra musica è il risultato di una costante lotta fra tre persone che cercano di costruire 60s pop melodico ed una che lavora in senso opposto. Io sono un inguaribile fan dei Kraftwerk-che-portano-il-Glam-Rock-in-Discoteca, sono quel tipo di persona. Le mie maggiori influenze dei 60s sono il Soul e gli Amon Duul II.
Rob: sono io il fanatico 60s della band. Ho centinaia di CD di quell'epoca. Kinks, Zombies, Left Banke, Billy Nicholls, Bobby Fuller 4, Love, Gilberto Gil, Mutantes, Beau Brummels, Herman's Hermits, Easybeats, Francoise Hardy, Jacques Dutronc... tutta la British Invasion. E amo anche la musica italiana degli anni 60: i Barritas, Cactus, Messaggeri e La Messa Dei Giovani.
Stephanie: Chi sono gli Zombies?

Non ci sono due canzoni simili nel vostro album. E' una scelta deliberata quella di differenziare i temi?

Rob: Sì, ci lavoriamo molto. Abbiamo buttato via centinaia di canzoni per questo motivo.
Craig: Sino a un certo livello cerchiamo di rendere differenti tutte le canzoni. Louie, Louie è una bella canzone, ma tutti la conoscono e chiunque conosca tre accordi può suonarla, quindi è diventata una noia. Noi non vogliamo diventare noiosi (ho davvero detto che Louie, Louie è una buona canzone?)
Stephanie: Nulla di ciò che faccio musicalmente avviene a livello conscio. Almeno, non che ne sia conscia. Cerco di non essere inconscia quando suono dal vivo, invece. Credo che mi aiuti a suonare a tempo con gli altri.

L'ultima canzone ("That is the scene", un pezzo elettronico molto eighties, ndr) è una vera sorpresa. E anche se mi piace molto di solito la ascolto separatamente dal resto dell'album. Perché l'avete inclusa qui?

Rob: "That Is The Scene" in realtà non è un pezzo dei Baskervilles, è degli Autoparty. Christoph ed io l'abbiamo scritta e Stephanie la canta. L'abbiamo inclusa nell'album perché Gregg della Secret Crush Records ci ha chiesto una decima canzone da mettere sul disco e abbiamo deciso che quella sarebbe stata la scelta migliore.
Craig: Eravamo così stanchi dei nostri dischi che abbiamo deciso di dare una spinta agli Autoparty. Io volevo che tutto il disco fosse un extended dance-mix della decima canzone, ma gli altri hanno votato contro.
Christoph: Hey, io non ho votato, peccato.
Stephanie: Mi piace quel pezzo. Forse è indicativo della direzione che potrebbero prendere in futuro i Baskervilles.

Gli Autoparty sono una via d'uscita dai Baskervilles che vi permette di rapportarvi alla tecnologia e all'elettronica? E amavate così tanto anche gli Human League?

Rob: Autoparty è un progetto che Christoph ed io abbiamo messo in piedi per esplorare il nostro interesse nella musica elettronica.
Christoph: in realtà gli Autoparty non sono nati in seno ai Baskervilles. Li abbiamo iniziati come un progetto completamente indipendente, con un approccio diverso e un processo di composizione diverso. E' un esperimento nato per trasportare il senso melodico di Rob in un mondo motorizzato e oscuro. E' come contrapporre caldo e freddo, giorno e notte, nord e sud. E' molto sexy.
Rob: Autoparty è sinistro, notturno e chic.
Christoph: i miei preferiti: Human League, Heaven 17, Miles Davis periodo 1973/74, Kid Creole, Liquid Liquid, ESG, DA.F., Cristina, the Normal, Arthur Russel eccetera. ma psssst... non dirlo ai Baskervilles!
Rob: Christoph è un grande fan degli Human League. Le mie fonti di ispirazione per gli Autoparty sono Brian Eno, Air, il primo Gary Numan, Fischerspooner ed Henry Badowski.
Craig: Rob e io abbiamo provato a costruire un vocoder una volta.
Rob: Era un kit comprato per posta. Aveva un suono orribile, alla fine l'abbiamo venduto su Ebay!
Stephanie: Mi piace molto il materiale degli Autoparty. Voglio vederli suonare dal vivo!

Come è essere una pop band a New York? Anzi, come è vivere a New York? E' una cosa che proprio non riesco ad immaginare.

Rob: Amo New York. E' migliore di quanto avessi mai potuto immaginare.
Christoph: Ja!
Craig: Fredda, costosa, rumorosa, tutti lavorano sodo e non me ne andrei mai.
Stephanie: E' l'unico posto in cui mi sento a casa. Lì puoi essere te stesso.

Il primo poster che avete appeso in camera

Rob: Kiss.
Christoph: Joseph Beuys e Marc Bolan.
Craig: The Dukes of Hazzard (il telefilm)
Stephanie: Stevie Nicks

Il primo disco che avete comprato con i vostri soldi

Rob: "Shadows Of The Night" di Pat Benetar e il Greatest Hits dei Queen.
Christoph: due 45 giri: "Pyjamarama" dei Roxy Music e "Get on the Good Foot" di James Brown.
Craig: "The Blind Leading The Naked", dei Violent Femmes.
Stephanie: "Rumors" dei Fleetwood Mac e "Eat To The Beat" di Blondie.

Avete mai fatto esperienze con l'acido ? Avuto esperienze psichedeliche?

Rob: Siamo tutti dipendenti dal crack.
Christoph: E' tutto nella mente, man.
Craig: Christoph ha un crystal meth lab nella sua stanza da bagno e tutti noi lo apprezziamo.
Stephanie: Mi appello al primo emendamento per questa domanda.

State lavorando al prossimo album? Quando dovremo aspettare?

Rob: Prima uscirà l'album degli Autoparty, Si spera entro questa estate. Sto cercando di avere pronto il nuovo album dei Baskervilles per l'autunno 2004.
Craig: Sì, stiamo lavorando al nuovo album, e ci impiegheremo tutto il tempo che ci vorrà per renderlo ottimo.
Stephanie: Se potessimo permetterci di lasciare i nostri lavori il nuovo album sarebbe completato molto più in fretta.

Salvatore

Links:

The Baskervilles Website: www.baskervilles.net
Baskervilles@indiepop.it: bands/baskervilles.htm