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Babalot/Chantalle

Doppia intervista

Esattamente, a parte le solite trite coordinate antropologiche, come ti definisci?

Chantalle: Un benestante occidentale, ormonalmente equilibrato e mentalmente malconcio, curioso ma senza particolari ambizioni da soddisfare.

Babalot: Uno che vorrebbe non fare un cazzo nella vita e invece deve lavorare per pagare l'affitto. Il lavoro prende talmente tanto tempo che il resto che dedico all'amore è troppo poco.

E' (qualcosa, tutto, quello che vuoi) una fatica o una specie di piacere?

Chantalle: Direi un po' e un po' così per non far vedere che non ho capito bene la domanda ma sotto sotto è una specie di piacere parecchio faticoso.

Babalot: Entrambe le cose, ma c'è anche qualche dispiacere.


La musica è oggidì un pretesto per produrre effetti? A cosa mirano tali effetti?


Chantalle: Quello che penso io è che la musica abbia lo stesso effetto di sempre, creare una scena immaginaria col suo bel bagaglio di sensazioni partendo da una stimolazione di uno dei sensi corporei, se poi con oggidì intendi dire se serve a rimorchiare di più rispondo che ognuno ha l'immaginario che si merita.

Babalot: Le mie canzoni sicuramente non mirano a nulla che non sia lo sfogo di un momento. Le canzoni degli altri non so, sicuramente molte hanno effetti su di me, anche fortissimi. Alle volte sono voluti, credo, ma non posso certo telefonare al cantante degli Spoon per chiedergli se avesse voluto trasmettermi allegria o se l'ha fatto involontariamente.


Perché la musica non è più importante e sempre più diffusa?


Chantalle: Mumble mumble.questa è politica eh?!...Perchè da quando c'è l'invasione dei blockdonald's ti mangi frullati di cartilagini e non trovi più determinati films? Il mercato ha le sue regole.ce le ha pure il mercato all'angolo sotto casa tua.

Babalot: Non penso proprio che la musica non sia più importante quindi non capisco il senso della domanda.


Desideri qualcosa che possa essere confessato?


Chantalle: In questo momento temo proprio di no, le prime due cose che mi sono venute in mente non hanno superato né l'autocensura né potrebbero essere pubblicate.

Babalot: Capirci qualcosa, ma anche no.


Che differenze fra il primo disco di Babalot e il secondo di Babalot? (Non solo musicali, eh)


Chantalle: Nel primo disco ci sono dentro tante di quelle cose che mi sembrano anche mie che mi sembra quasi di avervi partecipato, nel secondo Babalot faccio parte del pubblico in sala. Ah! un'altra stranezza è che il mio nome compare in tutti e due ma in due modi e luoghi diversi.

Babalot: Il primo è orrido e il secondo è bellissimo. Il primo è stato fatto sperando di diventare famosi e vivere di musica, il secondo cercando meticolosamente di evitare entrambe le cose. Il primo è stato registrato in un'atmosfera allegra e surreale, fuori sede, fuori luogo e fuori dalla grazia di Dio, il secondo è stato registrando portando in spalla cose pesantissime, storcendo la bocca, bestemmiando, chiedendo scusa. Il primo è stato registrato insieme a degli amici, il secondo anche.


Ti è occorsa più disciplina o più talento per fare quello che hai fatto?


Babalot: Il dizionario riporta tre definizioni principali di talento: abilità nel fare qualcosa, desiderio, disposizione d'animo. A me manca del tutto la prima ma credo di averne abbastanza delle altre due. Quando c'è il desiderio la disciplina non serve, soprattutto se non devi accontentare nessuno che non sia tu stesso.

Chantalle: Perché che ho fatto?


Ti penti ogni tanto per quello che hai fatto?


Chantalle: Comunque non sono stato io. Ma in generale il senso di colpa è uno di quei cattolicismi che davvero non mi sfiora nemmeno, me ne sono liberato a fatica dopo anni di scuola dalle suore e non ho nessuna intenzione di tornare indietro.

Babalot: No.


Come ti collochi nella tua immagine della storia della musica italiana?

Babalot: Di certo non sopra un palco e nemmeno sullo scaffale di un negozio. Semmai, sotto il palco ad ascoltare e davanti lo scaffale a scegliere cosa comprare.

Chantalle: Vorrei essere la figlia illegittima di una relazione omosessuale tra Fausto Rossi e Alberto Camerini, ogni volta che mangio pesante però sogno di camminare mano nella mano insieme a Scialpi mentre Jo Squillo canta una marcia funebre. T'ho smerdato la domanda? ?


Al grido di fiorite giovani cosa ti viene in mente?


Chantalle: La parola d'ordine per farsi aprire ogni porta, e qui si scade nel porno, da parte dell'agente del KGB peggio travestito che abbia mai conosciuto e che infatti fisicamente non saprei riconoscere (questa mi dispiace ma la si capisce in due, forse tre). FIORIIITE GIOVANIIIIII!!!

Babalot: Niente.


Perché hai deciso (se lo hai deciso tu) di registrare e mixare così spartanamente "un segno di vita?"


Babalot: Perchè non ho soldi da spendere in queste cose e perché mi sembra ovvio che la qualità della registrazione serva solo a commercializzare quello che fai. A me le registrazioni servono solo a non dimenticare. Nel caso di Un Segno di Vita ho speso molto tempo a mixare, è vero, ma siccome non sono un fonico il risultato è quello che definisci "spartano". Che è esattamente quello che volevo, ammesso che volessi veramente qualcosa che non fosse liberarmi di quelle canzoni. Perché le canzoni sono così, quando le uccidi poi te ne devi liberare, se no puzzano come cadaveri in putrefazione.

Chantalle: Se intendevi dire delle mie cose ti rispondo che "Ho registrato e mixato tutto al meglio delle mie possibilità, curandomi solo di trovare in qualche modo accettabile nelle cuffie il caos di note, parole e soprattutto vento." Se intendevi proprio "un segno di vita" allora sei pazzo.


Per quali ragioni Chantalle trova sopportabile Babalot e Babalot Chantalle? (Questa è la domanda biografica camuffata)


Chantalle: Chantalle trova Babalot irresistibile, non sopportabile, per cui temo proprio che in questa risposta ci sia poca sostanza. Chantalle senza Babalot sarebbe stata sicuramente molto meno disciplinata, curiosa e Anna Magnani.

Babalot: Non è vero che lo sopporto, direi piuttosto che gli voglio bene e che con lui mi diverto.


Chantalle, esattamente, cosa vuoi con i tuoi dischi?


Chantalle: Intanto scaricare addosso a qualcun altro la mia depressione, visto che non ho una spiccata simpatia per gli analisti, poi trovare qualcuno con cui risuonarle se a lui o lei sono piaciute, poi formare una piccola banda che si riunisca un paio di volte alla settimana, poi tentare un colpo di stato...poi perché dovrei avere un'idea chiara me lo spieghi tu.
Sono solo "disponibile al confronto.nella misura in cui", testimonio il mio esserci.

Babalot: Secondo me Chantalle fa le canzoni per sentirsi ancora più frocio di quanto non sia già.


Cosa credete della musica italiana a voi (a me no) tristemente contemporanea?


Babalot: Che è divertente vedere tutta sta gente che si accapiglia e si lamenta.

Chantalle: Partendo dalla premessa che di musica temo di non capirci un cazzo e dal fatto che ogni "tristemente" temo sia un riflesso dell'età che avanza, trovo triste la grande produzione, incapace, impotente e datata per definizione, e la mentalità para-imprenditoriale che trasmette fino ai livelli di produzione più indipendente, generando in qualche caso figli mostruosi.


Il rock è morto?


Chantalle: Se ne fa subito un altro.

Babalot: No. ROCK RULEZ!


Che fate per campa'?


Chantalle: Per adesso faccio l'assistente ad una persona con disabilità e scribacchio articoli per un sito internet, ma vista la capacità innata nel perdere lavori o se vogliamo la curiosità che mi spinge a cambiarli di frequente non so se tutto questo sarà vero a lungo.
Sono un figlio della new-economy!

Babalot: Scrivo su un sito internet.


Descrivereste con quale processo le idee musicali vi colgono e si realizzano? Non vi vergognerete, vero?


Chantalle: Nessuna vergogna, a volte mi girano in testa parole che finisco per canticchiare, allora piglio la chitarra e le accompagno, a volte al contrario mi piace un giro di chitarra e ci ficco dentro come una salsiccia un testo che mi sembri adatto sul momento, poi registro il tutto prima di farne un cartoccetto mentale e buttarlo nel cestino mentale.

Babalot: Credo che ogni canzone che faccio sia fatta per cercare di somigliare a qualcuno o qualcosa; o a un'altra canzone, al limite.


Alessandro

Links:

Babalot : www.babalot.com
Chantalle : www.myspace.com/chantallina
Babalot@indiepop.it: bands/babalot.htm
Chantalle@indiepop.it: bands/chantalle.htm